VICENZA….


… la NATO, la sovranità sul territorio statale e la sinistra.
Tema scottante, che non può e non deve passare sotto silenzio – ma sul quale soprattutto è il caso di fare chiarezza e non dover seguire pedissequamente le dichiarazioni di parte dei vari politici.
Ci sono un paio di post sul blog dell’amica Nilde (http://calinde.ilcannocchiale.it/) datati 18 e 20 gennaio.
Come di consueto, mi attengo alle regole che mi sono data: vi invito ad andare “di là” e leggere bene i post, poi commentarli e diffonderli.
Questo ovviamente non significa che sono totalmente d’accordo con quanto riportato nel sito suddetto – però troverete là anche i miei eventuali appunti.
Comunicazione di servizio
A causa di problemi con il mio modem, l’aggiornamento del sito potrebbe subire dei ritardi: portate pazienza… sto lavorando per voi!!!
Storia di ordinaria ingiustizia
C’era una volta, nell’Italia monarchica dell’800, un paesino lucano chiamato Salvia di Lucania. In questo luogo, come altrove, come oggi, albergava la miseria… Lì nacque un bambino, Giovanni Passannante, figlio di contadini, che crescendo divenne anarchico… e cominciò a pensare a come poter fare un gesto dimostrativo per protesta ed in nome della “Repubblica Universale”. Fu così che decise di colpire re Umberto I di Savoia, in visita a Napoli, deve Giovanni lavorava come cuoco. Lo affrontò con un coltellino, con il quale certo non avrebbe potuto ucciderlo: infatti lo ferì solo ad una gamba.
Venne arrestato e torturato affinché confessasse una congiura inesistente, poi condannato a morte. La pena gli fu commutata in ergastolo: fu rinchiuso all’Elba, in una cella sotterranea di dimensioni minime – e ve lo tennero in condizioni inumane, legato ad una catena di 18 kg. Venne costretto a cibarsi dei propri escrementi. Nel frattempo sua madre ed i suoi fratelli furono rinchiusi in un manicomio, dove morirono.
In tutt’Italia fu scatenata la repressione, eppure il grido sovversivo di “viva Passannante” echeggiava da un capo all’altro della penisola. Giovanni Pascoli gli dedicò “Ode a Passannante” e si fece quattro mesi di carcere.
Il sindaco del paese nativo di Passannante dovette recarsi dal Re a Napoli per scusarsi. La piccola comunità lucana espiò la “colpa” di aver dato i natali all’attentatore: fu costretta a cambiare il nome al paese, e così Salvia diventa Savoia di Lucania.
Per Giovanni l’ergastolo è peggiore della morte . Dopo dieci anni di patimenti fu trasferito nel manicomio criminale di Montelupo Fiorentino, dove morì nel 1910. La crudeltà nei suoi confronti non si affievolì con la morte ma, in pieno XX secolo, venne decapitato: cranio e cervello sono tuttora esposti nel Museo criminologico di Roma, dove sono “ammirabili” per 2 euro.
A tutt’oggi, le spoglie dell’anarchico non hanno sepoltura. L’onorevole Diliberto, da ministro di Grazia e Giustizia, si occupò del caso e diede il via libera alla sepoltura, ma problemi “tecnici” (scelta ed approntamento del luogo in cui far riposare la salma) ancora fanno sì che la situazione sia in sospeso.
Se volete firmare la petizione, visitate il sito di Ulderico Pesce: http://www.uldericopesce.com/
E… fate passare…
Grazie.
































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