La condanna a otto anni di reclusione nei confronti del presidente della Regione Salvatore Cuffaro, imputato di favoreggiamento a Cosa Nostra e rivelazione di notizie riservate, è stata chiesta dal procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone, a conclusione della requisitoria nel processo alla “talpe della Ddda” in corso di svolgimento a Palermo. I difensori di Cuffaro hanno chiesto la remissione del processo per “legitima suspicione”, in seguito alle polemiche sorte all’interno della Procura sul capo d’imputazione nei confronti del Governatore.
IL PROCURATORE. “Questa requisitoria è stata basata su rigorose valutazioni delle risultanze processuali”, ha detto Pignatone, prima di formulare le richieste. La sua presenza in aula, stamane, al fianco dei pm Maurizio De Lucia e Michele Prestipino, è stata letta come la volontà di sostenere le loro valutazioni sui profili della contestazione di reato mossa nel processo al governatore siciliano Salvatore Cuffaro, dopo l’ennesima divergenza sorta in Procura nei giorni scorsi. Pignatone ha aggiunto: “Questo è stato definito il processo alle ‘talpè - ha detto - ma questa definizione è riduttiva. Questo processo ha svelato alcuni aspetti strategici e vitali per Cosa nostra, facendo emergere il coacervo di interessi illeciti che hanno accomunato mafiosi, imprenditori, professionisti ed esponenti delle istituzioni, compresi rappresentanti politici”.
15/10/2007 16:30
fonte: http://www.unionesarda.it/DettaglioUltimora/?contentId=14592
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