Archivio | dicembre 23, 2007

BANGLADESH: IL CICLONE HA LASCIATO MORTE E DISTRUZIONE


Il ciclone SIDR, che ha devastato il Bangladesh il 15 novembre, ha lasciato dietro di sé una scia di morte e distruzione: le vittime sono più di 5.000, i senzatetto oltre 2,5 milioni, mentre il numero dei feriti oscilla da un minimo di 5.000 a una stima di 40.000. In totale 8,5 milioni di persone sono state coinvolte nella catastrofe.

I danni causati dal ciclone sono ingenti: alle 564.000 abitazioni distrutte e quasi 900.000 danneggiate si aggiunge il problema della mancanza di acqua potabile, contaminata dalle decomposizioni di cadaveri umani e animali. Inoltre, l’uragano ha provocato la caduta di alberi che hanno tranciato i cavi elettrici e interrotto la fornitura di corrente elettrica. Le strade sono spesso inagibili a causa di frane dei terrapieni e molte opere idrauliche per la canalizzazione dell’acqua e l’irrigazione sono state danneggiate.

A riflettori quasi spenti, i sopravvissuti devono affrontare la dura realtà che li ha colpiti.

Bisogna ricostruire le abitazioni, fronteggiare i problemi sanitari che si sono pericolosamente aggravati a causa dell’acqua infetta, riabilitare strade, scuole e ospedali.

Nella furia dell’uragano, intere famiglie hanno perso tutto: gli effetti personali, la casa, il lavoro.

Il ciclone ha infatti ucciso più di un milione di capi di bestiame, distrutto le imbarcazioni e le reti dei pescatori e devastato 810.000 ettari di raccolti.

E’ urgente agire al più presto per permettere la ripresa della pesca e della coltivazione del riso, principali attività di sostentamento della popolazione.

Le Nazioni Unite dichiarano che il bilancio dei danni è ancora più grave di quanto inizialmente immaginato: “mano a mano che giungono le informazioni, la realtà si rivela ancora più torva”, si legge in un comunicato rilasciato martedì 4 dicembre a Dhaka dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento delle Attività Umanitarie.

ITALIA AIUTA, da subito in prima linea, è attiva sul campo in collaborazione con un network di sette organizzazioni non governative locali di cui l’Organizzazione Community Awareness Foundation è capofila. Subito dopo la catastrofe, sono stati organizzati centri di raccolta e assistenza della popolazione e sono stati distribuiti generi di prima necessità.

Ma in Bangladesh la popolazione ha bisogno dell’aiuto di tutti!

La strada per tornare alla normalità è ancora lunga: per permettere interventi rapidi ed efficienti, ogni contributo è prezioso ed urgente.

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<!––> Bangladesh: un mese dopo, ancora 2 milioni senza tetto

Superata la fase dell’emergenza ora parte la difficile ricostruzione

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Babbo Natale in croce contro il consumismo

Singolare protesta di un americano: Santa Claus affisso ad un crocifisso di cinque metri nel giardino


WASHINGTON
Con un gigantesco Babbo Natale inchiodato su una croce alta quasi cinque metri nel suo giardino, Art Conrad, di Bremerton nello stato di Washington, ha denunciato il consumismo che a suo giudizio snatura la festività.

MESSAGGIO SOCIALE - Il Santa Claus crocefisso, che è dotato di una testa che canta nenie natalizie, ha spiegato Conrad, lancia un messaggio preciso: Natale viene strumentalizzato a fine di profitto, «il suo ruolo è stato invertito, carità e amore sono in secondo piano». Conrad, che ha spento la tv e ha rifiutato di fare shopping, ha stampato una cartolina di auguri con il Babbo Natale sulla croce e la scritta: «E’ morto per voi, carte di credito» e la ha inviata a familiari e amici.

COME CRISTO – Il contestatore dice di avere tratto l’idea da un articolo sul Giappone, che raccontava di un commerciante che aveva confuso tra Cristo e Babbo Natale. In realtà, un Santa Claus crocefisso figurò anni fa a una mostra di pittura a New York.

VICINI PERPLESSI - Il giornale di Bremerton, il Kitsap sun, ha interpellato la cittadinanza sulla strana protesta di Conrad, e la ha trovata divisa o restia a pronunciarsi. Ha detto Conrad: «La gente ha paura di esporsi, è vittima del conformismo politico. Ma so che molti la pensano come me, bisogna smettere di commercializzare il Natale».

Ennio Caretto
23 dicembre 2007

fonte: http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_23/babbo_croce_c9bb6436-b17d-11dc-9f4d-0003ba99c53b.shtml


Newcomer on block calls Santa display art, but Bremerton neighbors repulsed

Seattle Times staff reporter

It’s not so much the Santa impaled on the cross in front of Art Conrad’s Bremerton home, it’s the headless Santa that sings carols on his front porch that has neighbors crying humbug.

“It’s horrible and gruesome,” said Vickie Marquina, who lives near Conrad on Olympic Avenue. “It’s offensive, and Santa with no head is just horrid.”

Conrad, 52, who just moved into the house, said his Santa-on-a-cross is his personal protest against the commercialization of Christmas.

The headless Santa on his porch is the unfortunate result: He needed a Santa head for his cross display, so he pilfered it from his singing Santa.

Basically, said Conrad, who works in real estate, his display is art, and the fact that it hasn’t been greeted with universal warmth is a sign of good art.

“It’s perhaps a little controversial,” Conrad acknowledged. “My intent is no religious connotation.”

Conrad isn’t anti-Christmas, but to him the holiday is a celebration of family. “That’s how I’ve always celebrated it,” he said. “We always treasured Christmas. It’s a time we all got together.”

But the commercialization of Christmas, with displays appearing before Halloween, drove Conrad to erect his unusual display.

“Santa has been co-opted by our corporations as a symbol of consumerism. Every year Christmas comes earlier and earlier,” he said.

To build his 15-foot-tall Santa-on-a-cross, Conrad used an old Santa costume his cousin used to wear, but it obviously didn’t have a head. So he had to take it off his animated Santa.

He said he’d been planning to do the display for several years, but didn’t pull it off until this year. He’s taken pictures of his display and is using it in his Christmas cards, with such messages as “Santa died for your MasterCard” and “Have a slightly demented Christmas.”

“My whole intent is some of the cards from Hallmark don’t speak to Christmas for me,” he said.

Neighbors such as Marquina aren’t taken with Conrad’s unusual display. “It’s the most repulsive thing I’ve ever seen,” said another neighbor, Louise Nelson. “I’m not proud of it at all.”

Conrad, who has no children, knows his display isn’t setting well with some neighbors, but said he quizzed kids getting off a school bus who told him they thought his Santa was “cool.”

His display has nothing to do with religion, he said, and he’s not a religious person.

Conrad also said he was trying to use his display to criticize political correctness that he said is being shoved down people’s throats.

“People are afraid of taking any steps outside the bounds for fear of being politically incorrect,” Conrad said. “I fear we’re in a state of fear.”

Will this become an annual tradition for Conrad? Not likely, he said.

“Like [environmental sculptor] Christo, once you do an installation you don’t do it again. This is my year for this. I don’t see the need to do it again.”

Susan Gilmore: 206-464-2054 or sgilmore@seattletimes.com

fonte: http://seattletimes.nwsource.com/html/localnews/2004088502_santa23m.html


Grillo contro Bertinotti. Il Prc: attacco volgare


INTERCETTAZIONI – Il comico: sbagliato difendere Berlusconi

Mastella insiste: subito il decreto


ROMA—Scandalizzato dalla telefonata tra Berlusconi e Saccà, nonché dalla difesa delle prerogative e del diritto alla privacy del Cavaliere fatta dal presidente della Camera, Beppe Grillo scende in campo a dire la sua. E attacca a testa bassa Fausto Bertinotti che si è «preoccupato—scrive il comico nel suo blog — per la privacy di un signore che voleva comprare un senatore. Invece di espellere questo (basso) insulto alla democrazia dalla Camera ne tutela la privacy. Boia Faust(o)».

È infuriato Grillo, per una «Rai, servizio pubblico, che si fa bordello per far cadere il governo» e per questo il messaggio a Bertinotti è che «non me ne frega un c…o della privacy di queste persone: le voglio fuori dal Parlamento, fuori dal servizio pubblico. È gente immorale, che della legalità ha sempre fatto carne da porco. E lei, tenera mammola, pensa alla loro privacy mentre viene chiesto il trasferimento dei giudici di Mastella e di D’Alema da una Letizia Vacca qualsiasi ». La difesa del presidente della Camera è affidata a Gennaro Migliore, capogruppo del Prc, secondo il quale «difendere il garantismo è un dovere morale e per la sinistra rappresenta un valore di fondo», mentre «Grillo nel suo volgare attacco a Bertinotti conferma di saper intervenire sulla scena politica solo dal buco della serratura».

In questo clima di contrapposizione, Clemente Mastella insiste: serve un decreto legge per dare una risposta all’ «emergenza civile» causata dalle intercettazioni. E a Palazzo Chigi che sconsiglia di «agire d’impulso», il Guardasigilli replica che no, si tratta invece di un atto «ragionato», perché la sua riforma della giustizia «giace» in Senato da troppo tempo. Ma da sinistra contestano la lettura di Mastella: «L’esame del provvedimento in commissione per il 15 gennaio può essere concluso», dice il presidente Cesare Salvi di Sd, confortato da Felice Casson, e «se il governo dovesse dare più importanza» alle intercettazioni che «ai morti sul lavoro», entro il mese la riforma sarebbe varata. Che il problema ci sia comunque lo pensano in tanti nell’Unione: Dario Franceschini definisce «inammissibile» la pubblicazione delle intercettazioni, ma Antonio Polito chiede una posizione ufficiale di Veltroni sul tema: «Cosa dice di tutto questo l’esecutivo del loft?».

P.D.C.
23 dicembre 2007

fonte: http://www.corriere.it/politica/07_dicembre_23/intercettazioni_lite_grillo_bertinotti_6325831e-b132-11dc-9f4d-0003ba99c53b.shtml


IL POST INCRIMINATO


22 Dicembre 2007

Proci d’Italia

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Leggi il testo del discorso del giudice Norberto Lenzi.

Un sindaco di Roma, segretario di un partito che non si è mai presentato alle elezioni. Un prescritto multiplo con amici e sodali finiti in galera. Queste due persone stanno negoziando il nostro futuro. Decidono come gli italiani dovranno votare. Disegnano la geografia degli eletti. Percentuali, circoscrizioni, accorpamenti, premi di maggioranza, deputati, senatori.
Topo Gigio Veltroni non è neppure deputato, potrebbe al massimo fare una proposta per le elezioni comunali. Lo psiconano è un compratore professionista, tutto per lui ha un prezzo. Sta cercando di capire il prezzo del PD, ma sa che sarà un affare, si sono sempre venduti per poco.
Due persone decidono per 58 milioni di italiani senza averne l’autorità istituzionale. La legge elettorale va discussa in Parlamento alla luce del sole. In termini chiari, semplici, comprensibili dai cittadini. Oggi, invece, è peggio della nebbia in Val Padana. Ogni partito deve illustrare la sua posizione, se ne ha una, in diretta televisiva alla Camera, gli italiani ascolteranno, giudicheranno. Sono loro che votano. La legge è per loro. Devono sapere tutto, ma proprio tutto. Non possono mangiare un piatto preconfezionato.

Paghiamo (troppo) un Parlamento (che non abbiamo eletto) per fare le leggi. Topo Gigio e lo psiconano non hanno alcuna legittimazione per fare da soli una nuova legge elettorale. Se la nuova legge la decideranno loro, nei loro palazzi, allora questo si chiama colpo di Stato.
Bertinotti si è preoccupato per la privacy di un signore che voleva comprare un senatore. Invece di espellere questo (basso) insulto alla democrazia dalla Camera ne tutela la privacy. Boia Faust(o). La RAI, un servizio pubblico, si fa bordello per far cadere il Governo. Questo è quello che è successo. Scusi Bertinotti, non me ne frega un c…o della privacy di queste persone. Le voglio fuori dal Parlamento, fuori dal servizio pubblico. E’ gente immorale, che della legalità ha sempre fatto carne da porco. E lei, tenera mammola, pensa alla loro privacy mentre viene chiesto il trasferimento dei giudici di Mastella e di D’Alema da una Letizia Vacca qualsiasi.

Diffondi la Petizione: Copia e incolla il codice
Nessuno tocchi Clementina

fonte: http://www.beppegrillo.it/2007/12/proci_ditalia/index.html?s=n2007-12-22′%20class=%22Stile13%22%20target=%22_blank%22%20%3E[continua]%3C/a%3E%3Cp%20/%3E%3Cdiv%20align=%22right%22%3E%3Ca%20href=

«Moratoria sulla pena di morte attacco all’Islam»


L’Iran accusa i paesi occidentali dopo lo stop Onu

Esecuzione in Iran (foto Ap)


TEHERAN (22 dicembre) – «Una decisione politica,
che mostra l’ostilità dei Paesi occidentali verso il mondo dell’Islam». Si è fatta attendere quattro giorni, ma alla fine è arrivata: la prima reazione ufficiale dall’Iran alla moratoria sulla pena di morte approvata martedì dall’Assemblea generale dell’Onu, che ha visto l’Italia capofila tra i promotori, è stata dura.

A parlare è stato il segretario del quartier generale per i diritti umani dell’apparato giudiziario, Mohammad Javad Larijani. «Resisteremo di fronte a questa decisione – ha detto Larijani, citato dall’agenzia Isna – e difenderemo l’onore del mondo dell’Islam». Toni insoliti per un personaggio politico come Larijani – tra l’altro fratello dell’ex negoziatore iraniano sul nucleare, Ali Larijani – che normalmente usa le parole in modo molto cauto. Dopo aver affermato che «i Paesi occidentali hanno la storia peggiore in fatto di diritti umani», il responsabile iraniano ha aggiunto che «certi Paesi non hanno il diritto di imporre la loro visione a tutti gli altri Paesi e trasformare questo argomento in un fatto ideologico».

«La pena di morte nel nostro Paese è un fatto accettato», ha sottolineato Larijani, attaccando quella che è una delle ragioni addotte dagli abolizionisti, cioè la possibilità di tragici errori giudiziari. «Se questo è il problema – ha detto – allora nessuna pena dovrebbe essere applicata». L’Iran, dove la pena di morte viene applicata in base al principio islamico del Qesas, cioè “occhio per occhio, dente per dente”, è uno dei Paesi al mondo che conta il maggior numero di esecuzioni. Almeno 290 persone, secondo notizie di stampa, sono state impiccate dall’inizio del 2007, molte delle quali sulla pubblica piazza. Lo scorso anno, secondo Amnesty International, erano state 177 le sentenze capitali eseguite.

La stampa di Teheran aveva riportato senza commenti il voto dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ma il giorno dopo nel carcere di Teheran vi erano state quattro impiccagioni. Oggi il quotidiano Jomhuri Eslami ha riferito che un eroinomane di 37 anni, di nome Karim, è stato impiccato nel carcere di Isfahan, proprio nel giorno del voto all’Onu, perché trovato in possesso di 365 grammi di eroina che intendeva vendere.

In Iran la pena di morte è prevista per diversi reati, fra cui la “sodomia”. Per quanto riguarda quest’ultimo reato, tuttavia, non vi è una discriminante tra la violenza e i rapporti consensuali, e diverse organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno denunciato le esecuzioni di uomini condannati solo perché omosessuali.

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=15754&sez=HOME_NELMONDO

Treviso, offensiva leghista: "I musulmani sono un tumore"

l prosindaco Gentilini caccia i fedeli dai luoghi di preghiera
Imbarazzo di Forza Italia, attacca il centrosinistra: “Orrida inciviltà”

di FILIPPO TOSATTO

La preghiera all’aperto dei musulmani di Treviso


TREVISO - Tempi duri per i musulmani
nella città amministrata dal sindaco Gobbo e dallo sceriffo Gentilini: una cinquantina di fedeli è stata costretta a celebrare la preghiera collettiva del venerdì in un parcheggio, con i tappeti stesi sull’asfalto, dopo che l’amministrazione leghista ha proibito loro di riunirsi nel centro sportivo messo a disposizione, gratuitamente, da un imprenditore locale. Non è facile, per gli islamici, trovare un luogo di culto nella città roccaforte del Carroccio: in passato si riunivano nella sala di un oratorio dell’hinterland ma le pressioni della Lega – che ha inviato una lettera di protesta al Vescovo – hanno indotto il parroco a revocare il permesso.

Da parte sua, il sindaco nega che il divieto costituisca una vessazione: “Lo Sporting Club non è omologato a ospitare tutte quelle persone – afferma Giancarlo Gobbo – Qui l’intolleranza non c’entra, è una questione di regole e a Treviso la legge la facciamo rispettare”. “Tanta severità è quantomeno sospetta”, ribatte a distanza Giuseppe Zambon, il proprietaro del circolo sportivo: “In passato qui abbiamo ospitato molti convegni e feste e mai Comune e polizia municipale hanno avuto qualcosa da obiettare”. Legalismo o persecuzione? A chiarire il significato reale del “niet”, ci ha pensato come al solito, il duro dei padani, Giancarlo Gentilini: “Era un tumore che poteva degenerare in metastasi, noi l’abbiamo estirpato”.

Amarezza e sdegno tra i fedeli musulmani:
“L’amministrazione dimostra, ancora una volta, un livello culturale e politico molto basso. È vergognoso come a Treviso si continuino a calpestare i diritti delle minoranze”, dichiara il presidente della comunità Joussef Tadil. “Solo due giorni fa i vigili sono venuti a controllarci, uno ad uno, durante la preghiera. Potevano benissimo farlo prima o dopo, senza interferire in un momento che per noi è sacro”.

Anche la prossima preghiera settimanale si svolgerà all’aperto, stavolta nel piazzale di un’abitazione privata di proprietà di un fedele musulmano, nel paesino di Villorba, alle porte del capoluogo. Ma non si escludono altri intoppi: gli amministratori locali leghisti, hanno già fatto sapere di non gradire affatto “un assembramento di stranieri”.

Nel centrodestra, Forza Italia tace imbarazzata e solo An sembra condividere la linea della giunta. Durissime, invece le reazioni da sinistra. “Un orrido segnale di inciviltà che rischia di attirare sui veneti l’odio dei fanatici”, commenta il sociologo e consigliere regionale verde Gianfranco Bettin. “Un’offensiva razzista senza precedenti”, fa eco il dirigente dei Comunisti italiani Nicola Atalmi, autore di un appello alla Chiesa cattolica affinché “metta all’indice la follia persecutoria della Lega”.

Sferzante, infine, l’editoriale della Tribuna, il quotidiano più diffuso nel Trevigiano: “Un’escalation che lascia sbigottiti e proietta un’ombra cupa, violenta, sulla città e sulla Marca”, scrive il direttore Sandro Moser. “Ciò che stupisce però – aggiunge – è che pochi, pochissimi, nella cosiddetta società civile, anche di fronte alle manifestazioni più brutali e vergognose di intolleranza, fanno sentire la loro voce. Da che parte stanno, davvero, i trevigiani?”.

(23 dicembre 2007)

fonte: http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/sindaci-cittadella/lega-xenofoba/lega-xenofoba.html

L’Unicef: in Iraq 2 milioni di bambini a rischio

 La strage di Haditha in Iraq foto Epa-Ansa


Sono i bambini a pagare il prezzo più alto
della guerra in Iraq. A rivelarlo è l’ultimo rapporto Unicef, che sottolinea come le vite di milioni di piccoli iracheni siano sottomesse a violenze, povertà e a un drammatico vuoto d’istruzione causati da oltre quattro anni di conflitto dall’invasione Usa nel Paese.

Nonostante la situazione sia «gravissima», si legge nel documento, il Fondo mondiale per l’Infanzia vede nell’attuale diminuzione della violenza registrata nel Paese una «nuova finestra di opportunità» e una preziosa occasione per «sostenere i bambini iracheni e fare pressione sul governo di Baghdad per rimettere in piedi il sistema scolastico e adeguate strutture di supporto».

Secondo il rapporto, solo un pugno di studenti ha potuto svolgere la scorsa estate gli esami di fine anno, sempre più bambini hanno difficoltà di accesso alle scorte idriche e almeno 1.350 minori sono stati trattenuti dalle autorità nel 2007.

Critica anche la situazione degli almeno 25.000 bimbi e ragazzi che ogni mese sono costretti a fuggire da scontri e bombardamenti per trovare ripari di fortuna presso familiari o campi per sfollati. Attualmente sono circa 75.000 i minori che vivono nei campi d’accoglienza.

Almeno un quarto di loro sono stati costretti a lasciare le proprie case dopo l’attacco alla moschea di Samarra, nel febbraio 2006, simbolo della feroce violenza settaria che attanaglia il Paese.

Le Nazioni Unite hanno stimato che solo il 28% dei diciassettenni iracheni hanno potuto iscriversi al nuovo anno scolastico e, nel sud e nel centro del Paese, la quota dei promossi non ha superato il 40%. Nel 2006, almeno 760.000 bambini non hanno frequentato la scuola primaria e, secondo l’Unicef, per l’anno in corso la cifra è ulteriormente aumentata.

Il miglioramento delle condizioni di sicurezza nel paese offrono oggi l’opportunità di garantire assistenza ai minori, sottolinea l’Unicef. «I bambini iracheni stanno pagando un prezzo troppo alto – ha denunciato il rappresentante Unicef in Iraq, Roger Wright – si apre oggi una nuova finestra di opportunità. Dobbiamo agire subito».

Nel 2007, l’Agenzia dell’Onu ha investito oltre 40 milioni di dollari (circa 27,8 milioni di euro) in campagne di vaccinazione contro morbillo, poliomielite, orecchioni e rosolia, che hanno riguardato 7 milioni di bambini. «Per rispondere ai bisogni dei bambini iracheni nel 2008 occorre la disponibilità di risorse finanziarie – si legge nel cominciato – i bambini dovrebbero essere in cima alle priorità degli investimenti internazionali in Iraq».

Pubblicato il: 22.12.07
Modificato il: 22.12.07 alle ore 16.55

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=71602


La Strage del Rapido 904


“Associazione Feriti e Familiari delle Vittime della Strage sul Treno 904 del 23 Dicembre 1984″

LA STORIA

Il 23 Dicembre 1984 il rapido “904” proveniente da Napoli e diretto a Milano era strapieno di viaggiatori. La maggior parte di essi andava a trovare i loro cari per le feste di Natale.

Quel treno non giunse a destinazione. Nella galleria di S. Benedetto Val di Sambro una volontà criminale, politico mafiosa, eversiva delle Istituzioni, volle un massacro di cittadini innocenti. Tutto fu predisposto per provocare il maggior numero possibile di vittime: l’occasione del Natale, la potenza dell’esplosivo, il “timer” regolato per fare esplodere la bomba sotto la galleria, in coincidenza del transito, sul binario opposto, di un altro convoglio. Solo il tempismo del conducente che prontamente bloccò la linea evitò una strage maggiore.

In quella galleria sono rimasti i corpi di 15 persone e centinaia ne sono usciti feriti in maniera anche gravissima, alcuni morendone a distanza di anni.

Elenco delle Vittime

Giovanbattista Altobelli
Anna Maria Brandi
Angela Calvanese
in De Simone
Anna De Simone
Giovanni De Simone
Nicola De Simone
Susanna Cavalli
Lucia Cerrato
Pier Francesco Leoni
Luisella Matarazzo
Carmine Moccia
Valeria Moratello
Maria Luigia Morini
Federica Tagliatatela
Abramo Vastarella

In seguito al trauma riportato:
Gioacchino Taglialatela Giovanni Calabrò


RAPIDO 904: LA MANCATA VERITA’

ZEZI TEATRO
di Patrizia Tramma

Non vogliamo dimenticare: certo mai più si placherà il dolore scolpito nelle anime.

Allora per dare un senso alle morti dobbiamo ricostituire la “Memoria storica” che è consapevolezza sulle ragioni e sugli scenari che hanno prodotto la Strage e sull’atteggiamento delle Istituzioni.

Dopo il sangue, il terrore, il vuoto, i familiari delle vittime hanno affrontato la vicenda processuale.

In primo e in secondo grado la magistratura, in base alle risultanze raccolte dagli inquirenti, condanna all’ergastolo Pippò Calò, esponente di primo piano della Mafia, ed i suoi uomini per l’esecuzione materiale del reato di Strage, mentre un’accertata fattiva collaborazione di elementi di spicco della camorra quali Giuseppe Misso, porta nei suoi confronti, ed in quelli dei suoi uomini, a pesanti condanne detentive.

La Cassazione ribalta queste decisioni ignorando tutto il castello accusatorio sostenuto dalle prove raccolte dagli inquirenti e per mano di Corrado Carnevale annulla la sentenza nei confronti di Calò e Misso rinviando il giudizio ad altra sezione della Corte di Assise di Appello di Firenze.

La Corte, riformando parzialmente la sentenza, condanna per strage Calò, ma ne assolve Misso condannandolo per detenzione abusiva di esplosivo e riducendone la pena a soli tre anni.

Alla fine di questo giudizio di rinvio, stranamente due figure chiave del processo, Galeota, braccio destro di Misso, e sua moglie, sono uccisi in un agguato.

In un secondo giudizio di rinvio, a seguito di stralcio, il noto esponente missino Abbatangelo, già condannato in primo grado per strage alla pena dell’ergastolo, viene assolto da tale accusa per non aver commesso il fatto, e condannato per porto e detenzione abusiva di esplosivi.

La Corte di Cassazione rigetta, successivamente, i ricorsi proposti dai familiari delle vittime contro la sentenza di secondo grado nei confronti di Abbatangelo, e li condanna al pagamento delle spese processuali.

Dalla vicenda processuale del “Rapido 904” andata avanti per 5 lunghissimi giudizi, emerge un quadro inquietante in cui, alla strategia eversiva di destra, si lega la manovalanza mafiosa e camorristica che organizza e porta a termine con agghiacciante “professionalità” il compimento della strage.

La Commissione parlamentare Stragi, presieduta dal Senatore Gualtieri, nel 1994 ha evidenziato un chiaro contesto in cui sono maturate le azioni terroristiche riportabili alla strategia della tensione, senza riuscire in alcuni casi, come questo del “Rapido 904”, ad individuare un più ampio ambito di responsabilità, avvertendo che restano non pienamente chiariti i contesti diversi e i più ampi disegni strategici cui le stragi sono state funzionali.

Il lavoro della Commissione Parlamentare ha puntato il dito sulla distrazione e assenza dei servizi Sismi e Sisde che avrebbero dovute cogliere e segnalare ogni attività di tipo terroristico; ha illuminato il contrasto e le sue ragioni tra giudicati di diverso grado operato dalla Cassazione, ha evidenziato la possibilità e l’attualità della reiterazione di atti criminali alla scopo di turbare e condizionare lo svolgimento della vita democratica del Paese, mettendo in luce come nel caso dei più recenti attentati del 1993, vi sia stata un’opera sistematica di disinformazione della “falange armata” che si è avvalsa di un supporto informativo e logistico non disponibile sul semplice mercato criminale.

La ricostruzione del quadro processuale, come emerge dal lavoro delle Commissioni Parlamentari (v. anche le relazioni della Commissione presieduta dal Sen. Pellegrino) colpisce la evidente distrazione e in alcuni casi volontà di settori delle Istituzioni, di non fare piena luce sulle vicende di stragismo.

Noi non vogliamo dimenticare che invece dietro a questi orrori c’è stato un disegno preciso, volto a generare terrore, a condizionare la libera determinazione dei cittadini nell’esprimere la loro volontà politica, usando il sangue invece del confronto politico.

Non vogliamo dimenticare che la Giustizia alla fine ha condannato i Familiari delle Vittime al pagamento delle spese processuali, permettendo che personaggi implicati in vicende di tale gravità, facciano ancora parte della vita politica del paese.

Non vogliamo dimenticare che le Autorità territoriali non ci sono state vicine per mantenere la “Memoria Storica” di questa vicenda, testimoniando che solo attraverso la consapevolezza la cultura civile può contrastare la reiterazione di tali strategie che, purtroppo, oggi ritornano a turbare la vita del nostro Paese.

Non vogliamo dimenticare che solamente facendo luce su questa ed altre stragi, altri innocenti forse saranno risparmiati e che il silenzio della morte risuonerà di voci di Verità e di Giustizia.

***

La Costituzione della Associazione è avvenuta nel 1985. Come riportato nello statuto, essa non ha scopo di lucro e “si prefigge di ottenere con tutte le iniziative possibili la giustizia dovuta, nonchè l’integrale risarcimento dei danni morali e materiali subiti”. Mira inoltre alla “formazione di una coscienza collettiva”.

ATTIVITA’ SVOLTE DALL’ ASSOCIAZIONE DAL 1985 AL 7.7.2003

– Incontri con i Capogruppi Parlamentari in merito alla volontà di cambiare la legge 111 della Costituzione sul “Giusto Processo”, avendo constatato che fra gli attori del processo penale non appare la figura della “Vittima”.
– Conferenza stampa con i Parlamentari e Senatori della regione Campania per presentare la proposta di legge quadro elaborata dalla Commissione ministeriale sui problemi e sul sostegno delle vittime dei reati, cui l’Associazione fa parte. Chiostro Santa Maria la Nova, Napoli, 13.6.2003
– “L’ITALIA RICORDA” – Presentazione del libro “Il terrorismo e le sue maschere, l’uso politico delle stragi “ Ed.Pendragon, a cura dell’Unione delle Associazioni tra i Familiari delle Vittime delle stragi. Libreria Guida a Port’Alba, Napoli, 11.12.2002
– Partecipazione alle sedute dell’Osservatorio/Commissione sui problemi e sul sostegno delle vittime dei reati presso il Ministero della Giustizia come membri del Comitato Scientifico dal mese di Aprile 2001 a Dicembre 2002. In attesa di riapertura.
– Audizione presso la Commissione Giustizia del Senato il 9 Ottobre 2002 in merito alla proposta di legge sull’abolizione del Segreto di Stato in occasione di Stragi e Terrorismo.
– Conferenze stampa c/o il Senato e la Camera dei Deputati con la presenza di Senatori e Deputati per la ripresentazione della proposta di legge sull’abolizione del segreto di Stato;
– Partecipazione al seminario – dibattito : ”Università, Amministrazioni locali e Regioni,migliorare la sicurezza delle città” – Napoli, 10.7.2002.
– Deposizione di una corona di fiori alla lapide situata nel piazzale della stazione di S. Benedetto Val di Sambro che ricorda le vittime della strage sul treno 904 Napoli – Milano ( Nell’ambito della manifestazione che ricorda le vittime del 2 agosto di Bologna ) – S. Benedetto Val di Sembro, 2.8.2002.
– Partecipazione al Convegno Nazionale “Modernità e Diritti – La tutela delle vittime” – Palazzo Vecchio – Firenze, 11 e 12 ottobre 2002.
– Partecipazione alla Festa Popolare organizzata dalla Sinistra Giovanile il 19.10.2002 a Venosa (Potenza) come relatori nel corso del Convegno: “Terrorismo di ieri – terrorismo di oggi”.
– Ha partecipato alla raccolta di firme per la legge d’iniziativa popolare per l’abolizione del segreto di Stato promossa dall’Unione Vittime Stragi, i cui membri del Comitato direttivo sono i Presidenti delle Associazioni: Ustica, Piazza della Loggia, Piazza Fontana, 2 Agosto, Treno 904, Via Georgofili di Firenze.
– Ha organizzato e promosso le commemorazioni annuali del 23 Dicembre.
– Informa i feriti, anche i non associati, delle leggi in vigore sui risarcimenti, invalidità, mediante lettere e assemblee.
– Ha coordinato la difesa di parte civile.
– Ha partecipato a dibattiti nelle scuole, nelle trasmissioni radiotelevisive, diramando comunicati stampa informativi delle situazioni processuali.
– Ha incontrato il Direttore dei Servizi Civili del Ministero degli Interni (Prefetto Gelati) per denunciare inadempienze degli Ospedali Militari e lentezze burocratiche.
– Segue costantemente i familiari e i feriti nei loro rapporti con il Ministero degli Interni e gli Enti preposti.
– Ha incontrato il Presidente della Commissione Parlamentare Stragi G. Pellegrino assieme ai responsabili delle altre Associazioni similari per dibattere sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi.
– Partecipa periodicamente a Bologna alle riunioni indette dall’Unione Familiari Vittime per Stragi.
– A seguito della sentenza di Cassazione del 19.12.1994 riguardante il processo-bis a carico di Abbatangelo, l’Ufficio Campione Penale del Tribunale di Firenze cominciò ad inviare, nel mese di Ottobre 1995, i primi avvisi per i pagamenti delle spese processuali a tutti i feriti.
– L’Associazione aprì quindi un C/C Postale per far fronte a queste spese e con i fondi pervenuti da tutta Italia sono stati eseguiti i pagamenti.
– Dibattito “Verità Nascoste”, con la partecipazione di giudici, magistrati e giornalisti, per sensibilizzare i giovani sul tema delle stragi. Hanno assistito studenti delle scuole superiori. E’ stata allestita una mostra con giornali d’”epoca”. Centro congressi Lacco Ameno, Ischia 9.3.1996

ATTIVITA’ PROGRAMMATE

– Commemorazione della strage sul treno 904 – XIX° Anniversario – Atrio Stazione Centrale Napoli, 23.12.2003; eventi collaterali;
– Progettazione e realizzazione del sito Internet dell’Associazione ( I^ fase già realizzata);
– Realizzazione del Centro di documentazione delle stragi che ospiterebbe anche la sede dell’Associazione;
– Progetti per le scuole in collaborazione col Centro di documentazione anticamorra della Regione Campania ed il Cedost di Bologna.

SEDE:

Associazione Feriti e Familiari delle Vittime della Strage sul Treno 904 del 23 Dicembre 1984 – C/o Calabrò Via Lepanto 29 80125 Napoli

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