VERO VERO.. DOPO GATTI E CANI, PURE VELTRONI
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di Alessia Grossi
Ecco allora i latinoamericani per Obama. A ritmo martellante di «Como se dice, come se llama…Obama Obama» i latinos per il senatore dell’Illinois spiegano perché il loro appoggio va proprio a lui. «Por el cambio». Perché «dicono che siamo invisibili, che non contiamo perché non votiamo, ma qui stiamo. E tutto questo comincia a cambiare. Ora andiamo a votare. Uomini ecco il nuovo Presidente. Come si dice, come si chiama…Obama, Obama».
Il bambino di Obama. Piange, il bambino, non vuole né il biberon né l’orsetto, né fare un giro sull’altalena. E dal seggiolone dice finalmente che vuole per smettere di piangere: «Voglio un nuovo Presidente che ristabilisca l’onore e la dignità della Casa Bianca. Sono un bambino Obama». Tutti gli altri candidati fanno tornare a piangere il bambino. Solo Obama placa il suo pianto. Ed eccolo il bambino finalmente in braccio al suo idolo. Poi ci sono le «Obama babes» trio composto da nonna e due nipoti che si cimentano in una vera e propria coreografia per sostenere il loro candidato.
E infine anche cani, gatti e cavalli ci mettono la faccia. Con il sottofondo musicale della loro padrona ognuno di loro si va a posizionare sotto lo slogan per Obama. Perché «è importante avere un Presidente cosciente della crudeltà perpetrata sugli animali. E il senatore ha sponsorizzato la prevenzione della strage dei cavalli nello Stato dell’Illinois». Dunque un vero e proprio coro si leva su YouTube. Che sia un canto di speranza, un rap per il cambiamento, una coreografia di sostegno. Su YouTube Obama «can».
Pubblicato il: 04.02.08
Modificato il: 04.02.08 alle ore 15.05
fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=72642
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