Inserito da: solleviamoci | Marzo 6, 2008

Frankie HI NRG: «La mia rivoluzione? Una meravigliosa utopia: il diritto di scegliere»

di Simona Orlando

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ROMA (6 marzo) - Dagli occhiali spessi Frankie HI NRG guarda lo Stivale e si mette a contarne i buchi. Dall’Italia del boom a quella del crack, del Lapo e degli Agnelli, di Lele Mosina, la fame di fama che tutto sbrana. Rap, campionamenti e rime intelligenti si mettono al servizio del tema del lavoro nel suo nuovo album “DePrimoMaggio”: in “Pugni in tasca” i milleuristi stringono gli spicci, in “Call center” si arrangiano alla meglio (Ascanio Celestini), in “Direttore” (con Giorgia) mandano la lettera di assunzione, in “Precariato” (con Paola Cortellesi) sono “costretti ad un rapporto interinale non protetto e hanno un master in lunario da sbarcare”. Spunta una cover drum’n’bass di “Chicco e Spillo” di Samuele Bersani e traina il brano sanremese “Rivoluzione“, aprendosi con il fischio di Fabrizio De André in “Storia di un impiegato” (inserito con il placet di Dori Ghezzi) e decorandosi con le trombe mariachi di Roy Paci.

Per anni le hanno chiesto di andare a Sanremo. Cosa l’ha spinta ad accettare?
«Bisogna saper cambiare idea, io l’ho fatto quando lo scorso anno ho visto Simone Cristicchi che con il suo parlar cantando ha raccontato una bella storia. Se non ci fosse stato lui, io non mi sarei mai presentato. Ha segnato una nuova direzione»

La trattazione di temi sociali quest’anno è andata particolarmente di moda…
«Cè questo rischio. L’impegno deve essere impegnativo, non una mossa di mercato»

Non ha paura di essere giudicato incoerente dai suoi fan duri e puri?
«Se qualcuno mi stima è per quello che dico non per dove lo dico. Sono contento di aver perso per strada chi mi ha giudicato per essere andato a Sanremo. Io credo nell’importanza del virus, cioé del contaminare e cambiare le cose da dentro, non restando fuori. Credo nell’omeopatia, stare in un varietà e raggiungere varie-età. Prima mi passavano solo le radio a cui piacevo, adesso devono passarmi anche le altre: il Festival è stato uno strumento per diffondere il mio messaggio».

Di che tipo di rivoluzione parla nel suo brano?
«Non certo della lotta armata. La rivoluzione parte dal popolo, perché se passa dalla tv vuol dire che è stata comprata e ci verrà fatta pagare. E’ una meravigliosa utopia che si potrebbe realizzare, per esempio, esercitando la memoria collettiva e il diritto di scegliere. Noi dimentichiamo in un lampo volti e malefatte e non ci opponiamo quando ci si ripresentano davanti. E’ inoltre giunto il momento di fare quello che minacciamo da tempo. Non di fare tutti la stessa cosa, ma ognuno quello che ha minacciato a lungo dentro di sé: chi di non andare a votare, chi di andarci, chi di espatriare, chi di scendere in piazza».

Invece calma piatta…
«Pensavo che una volta toccato il fondo ci sarebbe stata un reazione, invece ci siamo messi a scavare. La crisi economica ci ha fiaccati, resi mansueti. Siamo impegnati a svoltare il mese. E’ poi in atto un processo di normalizzazione delle assurdità. Una volta i crampi allo stomaco per la fame facevano rivoltare le masse, oggi invece la gente rinuncia ai generi alimentari e si indebita per la telefonia».

Che esperienza è esibirsi all’Ariston?
«Ti senti abbottonato come quando sei ospite a casa della tua professoressa di italiano, ma è fantastico avere un’orchestra a disposizione. “Rivoluzione” era il brano più atteso dall’orchestra perché ognuno dei musicisti si divertiva a suonare. E questo per me è motivo di orgoglio».

Perché il titolo del disco è “DePrimoMaggio”?
«Intendo dire che il primo maggio è il giorno in cui siamo cornuti, mazziati e contenti. Che la facciamo a fare la festa del lavoro se il lavoro non c’è? Semmai dovremmo farne la commemorazione, celebrarne il funerale».

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=20138&sez=HOME_SPETTACOLO

ANDATE NEL SITO DI FRANKIE

Sito ufficiale del artista che offre alcuni brani audio/video da scaricare, news e informazioni sui concerti e una sezione di link dedicata all’hip-pop …

 

RIVOLUZIONE

 In Italia c’è lavoro in qualche punto nero - capita:
ogni volo che finisce sotto a un telo irrita, noi che
qui pure Peppone sa il Vangelo e lo agita, un po’ si
esagita, dopo un po’ si sventola: senti un po’ che
caldo fa… Afa tutto l’anno - più brevemente
“affanno” - non sanno a quale conclusione non
Approderanno. Noi l’Italia siamo e non la stiam
Rappresentando: ciurma! Ai posti di comando!!
Mettiamo al bando i vertici politici con tutti i loro
Complici, amici degli amici di chi ha svuotato i
Conti: incassano tangenti celandosi le fonti e han
Cappucci e cornetti sulle fronti.
Qui si fa la rivoluzione senza alcuna distinzione,
sesso, razza o religione: tutti pronti per l’azione.
Troppi furbetti nel nostro quartierino e tutti ci
intercettano con il telefonino, ci piazzano vallette
nude sopra allo zerbino e paparazzi sui terrazzi del
vicino: ragazzi che casino! Senza via di
scampo, chiusi dentro al plastico di quel villino ci è
venuto un crampo, siamo titolari confinati a bordo
campo, ci fan pagare l’acqua più salata dello
shampoo. Boh? Magari mi sbaglio, ma vedo tutti
quanti allo sbaraglio, meglio darci un taglio… Figli
mai usciti dal travaglio: qui da masticare non ci
resta che il bavaglio.
Qui si fa la rivoluzione senza alcuna distinzione,
sesso, razza o religione: tutti pronti per l’azione.
L’Italia, non lo sai, ha problemi araldici: i baroni
sono pochi e han troppi conti per dei medici. Poi
ha problemi etici, politici, geografici, geologici, ma
i peggio restan quelli genealogici… Visto che la
base del sistema è la clientela e siamo separati
da 6 gradi sì, ma di parentela, maglie di una
ragnatela a forma di stivale, tutti collegati in linea
collaterale come un’unica famiglia in un immenso
psicodramma: sta bravo che altrimenti piange
mamma. Cambio di programma: annulliamo la
rivolta. Abbiamo una famiglia e non dev’essere
coinvolta…
Non si fa la rivoluzione, l’hanno detto in
Televisione… chi c’è andato che delusione! Era
chiuso anche il portone.

Risposte

“Io credo nell’importanza del virus, cioé del contaminare e cambiare le cose da dentro, non restando fuori”

Idem.

Virus ,contaminare ?
Mi ricorda qualcosa ……miseramente finito di fronte a questa politica che non vuole e non può cambiare perchè lei è la malattia che ha causato questo sfacelo e non il medico come ora pretende di essere.
Qui bisogna ricostruire tutto altro che storie! Perchè con queste regole hai voglia a contrastare armato di Paracetamolo chi è corazzato di Vancomicina a meno che…….
:)

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