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di Isabella Bufacchi
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Più liste nere, più evasori in Liechtenstein nel mirino del Fisco: è questo l’ultimo colpo di scena della caccia grossa ai depositi di Vaduz. Il ministero delle Finanze tedesco ha confermato ieri l’esistenza di un nuovo elenco formato da oltre 2.300 correntisti presunti evasori in una nuova grande banca, la Liechtensteinische Landesbank (LLB). Di questa seconda lista al momento si sarebbero perse le tracce, perché oggetto di ricatti scoperti dalla magistratura locale, ma per l’agenzia delle Entrate italiana e per la procura di Roma si apre la possibilità di estendere le indagini su nuovi conti.
I pm romani intanto hanno fatto sapere ieri di aver circoscritto gli accertamenti nella capitale a una trentina di nomi: gli altri nominativi o sigle italiani relativi all’elenco dellafiduciariaLgt Treuhand saranno ripartiti tra le procure competenti.
Anche la storia della seconda lista nera di Vaduz, come il primo elenco, è comunque degna delle pagine di un romanzo di fantafinanza. Secondo la ricostruzione del «Frankfurter Allgemeine Zeitung» (Faz), tra i più autorevoli giornali tedeschi, gli avvocati di un ricattatore in prigione a Rostock, che avrebbe altri tre complici, hanno offerto alle autorità tributarie tedesche la parte ancora in loro possesso di una lunga lista di nominativi della LLB: la banca infatti avrebbe già pagato ai ricattatori una somma pari a 9 milioni di euro per recuperare una prima parte della lista, contando di mettere le mani sulla seconda e ultima tranche entro l’agosto 2009. Questa operazione di recupero dati, a protezione dell’anonimato della propria clientela e della reputazione dell’istituto, è però fallita quanto la magistratura è intervenuta scoprendo il ricatto e facendo scattare le manette.
Gli avvocati dei ricattatori hanno tentato di alleviare la pena del proprio cliente mettendo a disposizione del Fisco tedesco la lista non ancora restituita alla LLB: il ministero ieri ha detto di non aver accettato la lista. Ma non è escluso che presto sul tavolo del Forum fiscale dell’Ocse arrivi un nuovo elenco di presunti evasori, con segnalazione alle rispettive agenzie delle Entrate. Nel caso in cui le Finanze dovessero ricevere in via gratuita un nuovo elenco, questo sarebbe trasmesso in via automatica alla procura di Roma.
La strategia del terrore messa in atto dalle amministrazioni fiscali europee, volta a stanare gli evasori nei paradisi fiscali più impenetrabili, si sta delineando con chiarezza: 1) le liste dei conti protetti dal segreto bancario possono essere acquistate dai servizi segreti dei Paesi impegnati nella lotta contro l’evasione fiscale oppure possono essere acquisite da agenti segreti o informatori; 2) il Paese che entra in possesso di un elenco lo distribuisce tramite il Forum dell’Ocse a tutte le amministrazioni coinvolte.
isabella.bufacchi@ilsole24ore.com
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