Gli incidenti durante il tentativo di sgombero di un tribunale delle Nazioni Unite. Contro le forze multinazionali lancio di pietre, molotov e colpi di arma automatica
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Kosovo, spari dai nazionalisti serbi. La Nato: “Risponderemo a violenze”
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Il premier serbo Kostunica avvia consultazioni con la Russia per iniziative comuni
Un’auto dell’Onu data alle fiamme dai manifestanti
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BELGRADO - S’infiamma il Kosovo a un mese esatto dalla dichiarazione d’indipendenza dalla Serbia. Dopo un crescendo di tensione, la situazione ha rischiato di precipitare questa mattina quando colpi di armi automatiche sono stati esplosi contro truppe Nato della Kfor a Kosovska Mitrovica, città etnicamente divisa nel nord dello stato balcanico. L’attacco è partito mentre i militari dell’Alleanza tentavano di sgomberare il tribunale della Nato occupato da una cinquantina di nazionalisti serbi. Feriti 18 agenti (13 polacchi e cinque ucraini) dell’Unmik, la missione Onu nel paese, e otto soldati della Kfor.
La Nato risponderà con fermezza alle violenze, ha detto il portavoce dell’Alleanza, James Appathurai, in linea con il mandato delle Nazioni Unite che le è stato assegnato. “La Nato condanna nella forma più dura la violenza che abbiamo visto oggi nel Kosovo”, ha aggiunto il portavoce.
Intanto il premier serbo Vojislav Kostunica ha avviato consultazioni con la Russia su iniziative comuni per fermare la violenza in Kosovo “contro i serbi”. Nella nota, diffusa dall’ufficio del primo ministro dimissionario, si “condanna l’uso della forza contro i serbi che si stanno opponendo all’introduzione di un falso Stato sul territorio della Serbia” e si accusa la Nato di perseguire “la politica della forza contro la Serbia”. Secondo Kostunica il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha la piena responsabilità di far osservare la Risoluzione 1244 che garantisce sicurezza ai serbi nel Kosovo e per questo deve prendere tutte le misure necessarie.
Durante il tentativo di liberare i locali dagli occupanti, i manifestanti hanno scatenato una fitta sassaiola, sparando petardi all’indirizzo delle forze dell’ordine multinazionali e dando alle fiamme alcune automobili. Otto militari francesi della Kfor sono rimasti colpiti in maniera non grave dal lancio di pietre e molotov, mentre i feriti tra i manifestanti sarebbero almeno una ventina.
Subito dopo gli scontri la polizia dell’Unmik ha ricevuto l’ordine di ritirarsi dalla città non essendo più in grado di controllare la situazione. “E’ stato dato l’ordine alla polizia Unmik di ritirarsi a causa delle rivolte in corso”, ha detto una fonte ufficiale.
Il ministro serbo per il Kosovo, Slobodan Samardzic, in visita nel nord del Kosovo, ha dichiarato che perché si calmi la situazione a Kosovska Mitrovica devono essere “immediatamente rilasciati” i serbi kosovari arrestati stamani dall’Unmik, la polizia internazionale dell’Onu. Il politico ha aggiunto che “non è accettabile questo modo di reagire da parte dell’Unmik, soprattutto perché era stato concordato che non si facesse nulla prima del mio arrivo a Mitrovica”.
Sugli scontri è intervenuto con una nota anche il presidente della Serbia, Boris Tadic, invitando la polizia dell’Unmik e la Kfor in Kosovo ad astenersi dall’uso della forza contro i manifestanti serbi per non provocare un’escalation di violenza in tutto il Kosovo.
Ai serbi kosovari Tadic ha chiesto di non provocare le forze internazionali, invitando i leader serbo-kosovari a fare di tutto per calmare la situazione.
Un portavoce dell’Unmik, Djordji Kakuk, ha detto a una radio serbo-kosovara che tutte le persone arrestate stamattina saranno processate per direttissima e saranno rilasciate presto in quanto i reati loro ascritti sarebbero di minore entità. Il portavoce ha chiesto quindi ai serbi di desistere dalle manifestazioni per non esacerbare la tensione.
(17 marzo 2008)
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