Inserito da: solleviamoci | Marzo 24, 2008

Olimpiadi, fiaccola contestata. Proteste in Cina, ucciso poliziotto

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Cerimonia di accensione in Grecia, azione di disturbo di Reportèrs sans Frontieres. Nuove manifestazioni nella provincia di Sichuan: morto un agente, alcuni feriti

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Una tedofora thailandese si ritira “contro la repressione”. Pechino: “La stampa internazionale distorce la realtà”

<B>Olimpiadi, fiaccola contestata<br>Proteste in Cina, ucciso poliziotto</B>La polizia greca
blocca un manifestante
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ATENE - Una fiamma olimpica contestata, quella accesa nel corso di una solenne cerimonia nell’antico sito di Olimpia, in Grecia. Un’occasione, com’era prevedibile, per spostare l’attenzione sulla questione tibetana. A sostenere la protesta anche due membri di Reporters sans Frontières, fra cui il fondatore dell’associazione, Robert Menard, che hanno distratto il servizio d’ordine permettendo a un tibetano di sventolare per qualche istante una bandiera nera, con un paio di manette formate dai cinque anelli olimpici, alle spalle di Liu Qi, presidente del comitato organizzatore di Pechino 2008. Le immagini, in mondovisione, sono state brevemente oscurate dalla tv cinese che, per scongiurare incidenti, le ha trasmesse in differita.

LE FOTO DELLE PROTESTE A OLIMPIA - IL VIDEO

VIDEO: IN NEPAL ARRESTATI 250 TIBETANI

Le contestazioni. Proseguiranno fino all’8 agosto, giorno dell’apertura dei Giochi, le azioni di disturbo inaugurate oggi da Rsf. Lo annuncia lo stesso Menard, fermato dalla polizia greca con altri due militanti: “Vogliamo che i capi di Stato stranieri boicottino l’apertura dei Giochi. Non abbiamo niente contro le Olimpiadi o contro gli atleti, ricordiamo agli Stati che la Cina è la più grande prigione del mondo”. E una tedofora thailandese, Narisa Chakrabongse, presidente della Green World Foundation, annuncia che per protesta non porterà la fiaccola: “Voglio mandare un messaggio alla Cina, le sue azioni non possono essere accettate dalla comunità internazionale. La sua politica nei confronti del Tibet va rivista con urgenza”.

Oltre 20 fermati. Oltre al gesto di Menard, circa dieci manifestanti hanno tentato, senza successo, di ostacolare la corsa del primo tedoforo, il greco Alexandros Nikolaidis. La polizia riferisce che in totale sono state fermate 25 persone.

Il viaggio della torcia. La torcia portata da circa quattromila tedofori di tutto il mondo percorrerà, nei prossimi 130 giorni, 137 mila chilometri, fino a Pechino, passando anche per il Tibet. I Giochi si concluderanno il 24 agosto.

Cio: “No al boicottaggio”. Il presidente del Comitato olimpico, Jacques Rogge, torna a escludere qualsiasi ipotesi di boicottaggio: “Nessuno dei grandi leader internazionali lo vuole, rispetto l’opinione delle organizzazioni umanitarie, ma non sono rappresentative dell’opinione dei loro Paesi”. A chi critica il silenzio del Comitato davanti alle violenze tibetane, Rogge esprime la speranza che i Giochi possano rappresentare la leva del cambiamento in Cina: “Sono impegnato in un’attività negoziale silenziosa con Pechino”.

Nuovi scontri in Cina. In Cina non si ferma la protesta. Un poliziotto cinese è stato ucciso e alcuni altri sono rimasti feriti durante una manifestazione nella provincia del Sichuan, ampiamente popolata da tibetani. Secondo le autorità cinesi, 381 persone coinvolte negli scontri si sarebbero arrese alla polizia. Esuli tibetani riferiscono di manifestazioni, sabato, nella contea tibetana di Chentsa, nella provincia del Qinghai e presso il monastero di Makur Namgyaling. Le fonti aggiungono che lo scorso 16 marzo, a Aba, nella provincia del Sichuan, 23 persone sarebbero state uccise dalla polizia, che avrebbe fatto fuoco sui manifestanti. Nuove proteste anche a Kathmandu, in Nepal, dove la polizia ha arrestato circa 400 persone, in gran parte esuli tibetani.

<B>Olimpiadi, fiaccola contestata<br>Proteste in Cina, ucciso poliziotto</B>L’immagine che Rsf
ha scelto per la protesta
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Le vittime. Il sito ufficiale del governo tibetano in esilio afferma che il bilancio dei morti delle scorse settimane, a Lhasa, capitale del Tibet, e in altre province della regione è salito a 140. Il precedente bilancio degli esuli era di 99 vittime, mentre quello delle autorità di Pechino è di 19 morti, di cui 18 civili cinesi “innocenti” uccisi dai manifestanti, e un poliziotto.

Pechino accusa la stampa straniera.
La Cina accusa ancora la stampa internazionale di “distorcere la realtà” nel riferire delle violenze in Tibet. L’agenzia ufficiale Nuova Cina punta l’indice in particolare contro l’americana Cnn, perché ha mandato in onda una foto dell’agenzia France Press dalla quale sarebbero stati “tagliati” i manifestanti tibetani che tiravano pietre contro due veicoli militari. Il Tibet è stato chiuso alla stampa e agli osservatori indipendenti e, alla luce delle ripetute accuse epsresse da Pechino, è improbabile che venga riaperto nel prossimo futuro.

(24 marzo 2008)

fonte: http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/esteri/tibet-scontri-lhasa-2/bilancio-scontri/bilancio-scontri.html

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Risposte

Ma il governo cinese farebbe meglio a starsene zitto, si lamenta del “taglio” di immagini della CNN su alcuni manifestanti tibetani che tirano sassi su camionette militari… ma si rende conto delle figure di merda che si procaccia da solo?

Senza voler difendere il governo cinese, cosa che assolutamente non è nelle mie intenzioni, a me piacerebbe saperne qualcosa di più.
Se siamo quasi sempre prontissimi a lamentarci sdegnosamente della qualità della nostra informazione, perchè in certe occasioni non abbiamo il minimo dubbio su quello che ci propinano.

Premettendo che io sono per l’indipendenza del Tibet, lascio come contributo alla discussione alcuni passaggi di un articolo di Sara Flounders, pubblicato qualche anno fa sulla rivista statunitense Workers World, in cui si faceva una disamina della situazione:
“(…) Il Tibet pre-rivoluzionario era totalmente sottosviluppato… senza sistema viario… una teocrazia feudale basata sull’agricoltura, con il 90% della popolazione in servitù o schiavitù… non vi erano scuole, eccetto i monasteri riservati a pochi… l’educazione delle donne era sconosciuta. Non vi era alcuna forma di assistenza sanitaria e ospedali. (…) Un centinaio di famiglie nobili e gli abati dei monasteri (di famiglie nobili anch’essi) possedevano tutto. Il Dalai Lama viveva nel palazzo di 1.000 stanze di Potala… per il contadino la vita era breve e misera. Il Tibet aveva il più alto tasso di tubercolosi e mortalità infantile nel mondo…”
Tra l’altro, in quanti sanno che il Dalai Lama non è tibetano?
Egli non è nato nel Tibet storico, ma in territorio incontestabilmente cinese, per l’esattezza nella provincia di Amdo che, nel 1935, l’anno della nascita, era amministrata dal Kuomintang. In famiglia si parlava un dialetto regionale cinese, sicché egli impara il tibetano come una lingua straniera a partire dall’età di tre anni, e cioè dal momento in cui, riconosciuto come l’incarnazione del 13° Dalai Lama, viene sottratto alla sua famiglia e segregato in un convento per essere sottoposto all’influenza esclusiva dei monaci che gli insegnano a sentirsi, a pensare, a scrivere, a parlare e a comportarsi come il Dio-Re dei tibetani ovvero come Sua Santità…

Anch’io in effetti Franca, mi sono sempre riserbato dei dubbi in merito a ciò che ci propinano.
Infatti, nonostante le mie critiche al governo cinese, penso il perchè della contestazione in prossimità di un evento internazionale come le olimpiadi.
Allora subito penso alla strumentalizzazione di questa povera gente, sospinta a ribellarsi, da parte dei paesi ricchi e capitalisti.
Il fatto sta però, che non si tratta di difendere il Perù o il Venezuela, ci troviamo di fronte ad una dittatura criminale. E’ questo è un dato di fatto.
E’ vero, i nostri avversari come gli U.S.A. ci speculano sopra e ci sbavano dalla felicità su situazioni come queste.
Perciò spesso mi ritrovo a difendere Putin con la sua Russia, per timore che nel nostro mondo avremo un’unico padrone… gli U.S.A., senza alcuna forma di bilanciamento del potere.
Certo, come scrisse Equo: “il potere va sconfitto non va equilibrato”… magari a riuscirci! Per ora vedo solo le sudice mani capitalistiche appropriarsi dell’intero pianeta e delle menti della gente che lo popola.

Concordo.
Credo che il mondo non sia migliorato da quando il padrone è diventato uno solo

Padrone è chiunque tenti di imporre la propria civiltà, ricorrendo alla forza.
L’autodeterminazione dei popoli è un principio indiscutibile, semmai tocca ai paesi “liberi” e all’ONU ricorrere agli strumenti politici per chieder l’applicazione dei diritti fondamentali a tutela dei popoli oppressi.

[...] Standards und Kultur: Auch die BBC hat da z.B. einen ganz anderen Entwicklungsstand in der journalistischen Kultur. Wer beim Channel Hopping mal zwischen BBC und CNN hin und herschaltet, was in den meisten [...]

Concordo al 100 % con Mat (succede sempre più spesso: devo preoccuparmi? ;) )
Non potrei mai e poi mai difendere Putin né qualunque altro criminale la cui sola “virtù” sia quella di opporsi allo Zio Sam. Non scherziamo.

Poi anche a me è capitato di leggere qualcosa non prorpio idilliaca sul Dalai Lama e il suo “regime”, in questi giorni. A me basta sapere quello che fa la Cina, violando i diritti umani e cancellando di fatto una CULTURA. Quelle gente ha bisogno di salvaguardare la propria identità, che le servirà eventualmente in futuro per contrastare l’eventuale prossimo tiranno.
Autodeterminazione dei popoli: è così facile…

mi fai arrossire sorellina
:-)

“Autodeterminazione dei popoli: è così facile…” … gna gna gna gna…

Parole, parole parole
Parole, parole parole
Parole, parole parole
Parole, soltanto parole….
(Mina)

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