Posted by: solleviamoci | Marzo 26, 2008

TIBET - Viveri bloccati: monaco muore di fame. Il presidente Ceco: “Boicotto la cerimonia”

.

Secondo Pechino, oltre 600 persone si sarebbero “costituite”. Kouchner, ministro degli esteri francese, contro Sarkozy:  “No al boicottaggio”.

.

Pechino, 26 marzo 2008 - Morto per il lungo sciopero della fame o morto di fame a causa del blocco dei viveri ai monasteri, imposto dalle autorità cinesi? Non si riesce ancora a capire chiaramente la causa della morte di un monaco buddista nel monastero Romache a Lhasa.
La situazione all’interno delle mura del monastero, scrive il sito online del quotidiano tedesco Bild, sarebbe molto peggiore di quanto finora creduto. Dal 14 marzo scorso il monastero è circondato dai soldati cinesi che impediscono qualsiasi passaggio di persone o cose e che lo colpiscono sempre più spesso con gas lacrimogeni. Quindi forse i monaci sono in sciopero della fame per protesta, ma certo nei monasteri non riescono a entrare viveri.

Secondo il Tibetan centre for Human rights and Democracy (Tchrd) il monaco Thokmey è morto ieri di stenti nel monastero di Ramoche a Lhasa, che è circondato dai militari cinesi sin dal 14 marzo. I soldati, afferma il Tchrd, non permettono il rifornimento di acqua e viveri al monastero, contro il quale hanno frequentamente lanciato gas lacrimogeni.
Diversi monasteri in Tibet si trovano confrontati a scarsità di cibo e acqua e a restrizioni dei movimenti dei monaci, denuncia ancora il Centro, aggiungendo che è sempre più difficile ottenere notizie dal Tibet a causa delle restrizioni imposte dalle autorità cinesi.

.

BUFERA DIPLOMATICA CINA-GRAN BRETAGNA

Bufera diplomatica tra Cina e Gran Bretagna dopo la pubblicazione da parte del Sunday Times di un editoria firmato dall’ex-ministro britannico Michael Portillo nel quale le Olimpiadi di Pechino sono state paragonate a quelle di Berlino del 1936, organizzare dalla Germania nazista di Adolf Hitler.

 ”Un insulto al popolo cinese e un insulto alle nazioni di tutto il mondo”, ha scritto in una nota Qin Gang, portavoce del ministro per gli esteri. “La fiamma olimpica rappresenta le speranze ed i desideri di tutta l’umanità, ma serve anche per illuminare il buio e la spregevole psicologia di certa gente che con il suo operato rivela l’esatta natura degli abitanti di questo pianeta”.

L’editoriale di Portillo, intitolato “Tibet: l’occidente può usare le Olimpiadi come un’arma contro Pechino”, viene invocato l’uso delle Olimpiadi di Berlino “come una vetrina per il nazismo” per ammonire i leader mondiali rei di avere ignorato il curriculum cinese in materia di diritti umani. “I leader del pianeta dovranno chiedersi se da ora grazie all’occasione dei Giochi il regime cinese verrà lodato piuttosto che criticato”, ha scritto Portillo, segretario alla difesa dal 1995 al 1997.

.

“BOICOTTO LA CERIMONIA”

Il presidente ceco Vaclav Klaus ha annunciato che diserterà la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino, dopo esser stato accusato di non fare abbastanza per contestare la repressione cinese in Tibet. Lo stesso Klaus, però, ha avvertito che il suo gesto difficilmanete influirà sulle decisioni di Pechino.

“Non sono sicuro che l’assenza di un politico alla cerimonia inaugurale dei Giochi rappresenterà un monito - ha spiegato - questo vale ancora di più per un politico di un Paese che ha 130 volte meno abitanti. Chi negli anni ‘90 assegnò le Olimpiadi alla Cina oggi non si può meravigliare che la Cina sia come è”, ha insistito Klaus in un comunicato sul suo sito personale. Il presidente Klaus è il terzo politico ceco ad annunciare che non andrà ai Giochi dopo il sindaco di Praga, Pavel Bem, e il ministro dello Sport, Ondrej Liska.

.

HILLARY CLINTON: POSIZIONE PIU’ FERMA

Hillary Clinton ha chiesto che gli Usa assumano una posizione più ferma con Pechino sulla repressione in Tibet, che ha definito “estremamente preoccupante. Penso che dovremmo parlare in modo molto più energico e manifestare il nostro appoggio al popolo tibetano che tenta di preservare la sua cultura e la sua religione di fronte delle enormi pressioni cinesi”.

 Parlando a un comizio in Pennsylvania, l’ex First Lady non ha però preso posizione su un eventuale boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino, limitandosi a sottolineare che Washington deve esprimere il suo punto di vista sul Tibet senza attendere i Giochi.

.

KOUCHNER: NO AL BOICOTTAGGIO

“Non siamo più tibetani dei tibetani” è la raccomandazione che il ministro degli affari esteri Bernard Kouchner in un’intervista concessa al quotidiano “Le Parisien-Aujourd’hui en France”.
Criticato nei giorni scorsi per la sua relativa discrezione dopo la repressione del regime comunista in Tibet, il co-fondatore di “Medici senza frontiere” e poi di “Medici del mondo” si dice a favore di una soluzione negoziata nella regione, scartando l’idea di un boicottaggio totale dei giochi olimpici di Pechino.

“Per la cerimonia d’apertura dei Giochi, vedremo (che cosa fare) secondo l’evoluzione della situazione. Ne parleremo venerdì alla riunione della riunione dei ministri degli affari esteri dell’Unione europea” dice l’inquilino del Quai d’Orsay.
“Ma boicottare i Giochi non avrebbe alcuna efficacia, abbiamo ben visto che cosa è successo a Mosca nel 1980: (il boicottaggio) non ha cambiato niente. Inoltre, il Dalai Lama non chiede il boicottaggio. Non siamo più tibetani dei tibetani” esorta Kouchner aggiungendo che sarebbe “formidabile” se l’Ue adottasse una posizione comune sulla faccenda.

.

CINA: NESSUN INCONTRO UFFICIALE DEL DALAI LAMA IN FRANCIA

La Cina si oppone a ogni incontro ufficiale tra il Dalai Lama e le autorità francesi. E’ quanto ha risposto oggi Pechino al sottosegretario ai Diritti umani Rama Yade, che ieri si è detta disponibile a incontrare il leader spirituale del Tibet, in occasione della sua visita in Francia in programma dal 15 al 20 agosto.

“Il governo cinese si oppone con fermezza a qualsiasi forma di contatto ufficiale tra il Dalai Lama e qualsiasi paese”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Qin Gang, interpellato sulle dichiarazioni di Yade. Il Dalai Lama sarà in Francia durante le Olimpiadi di Pechino, per tenere una conferenza a Nantes. La visita era stata programmata prima che scoppiasse la crisi tibetana.

.

MANIFESTANTI CHIEDONO INCHIESTA INDIPENDENTE

Tibetani in esilio hanno manifestato oggi davanti all’ufficio delle Nazioni Unite di Srinagar, la principale città del Kashmir sotto controllo indiano, per chiedere un’inchiesta indipendente sulla repressione cinese in Tibet.
Circa 60 persone hanno sventolato striscioni con su scritto “Tibet libero” e “Fermate il genocidio culturale in Tibet”, mostrando bandiere e ritratti del Dalai Lama. Il leader tibetano vive da anni in esilio nella città di Dharmsala, nel nord dell’India. L’India ospita anche la più numerosa comunità di tibetani in esilio.

.

LA DELEGAZIONE DI GIORNALISTI

Una delegazione di 26 giornalisti di 19 testate di tutto il mondo è partita oggi da Pechino per la regione Autonoma del Tibet, ha annunciato oggi l’agenzia di stampa ufficiale cinese, Xinhua. Il viaggio durerà tre giorni ed è stato organizzato dall’Ufficio Informazione del Consiglio di Stato cinese.

La Xinhua scrive che del viaggio fanno parte giornalisti dell’agenzia stampa americana Associated Press, del quotidiano britannico Financial Times, di quello di Hong Kong China Morning Post e dell’agenzia stampa di Taiwan, Central News Agency. La Bbc riferisce sul suo sito di non essere stata invitata. Dopo i disordini a Lhasa, l’ingresso in Tibet era stato vietato ai giornalisti stranieri.

Non appena atterrati all’aeroporto di Lhasa, i 26 giornalisti stranieri sono stati fatti salire a bordo di un minibus che procedendo molto lentamente li ha portati nella capitale tibetana impiegando ben un’ora e mezza per percorrere 65 chilometri. Inutili le incitazioni dei giornalisti ad aumentare la velocità.

Il veicolo è passato davanti a tre checkpoint, tutti sorvegliati da poliziotti in regolare uniforme. I giornalisti hanno inoltre constatato che sulla via di Lhasa ogni incrocio è guardato a vista dalle forze dell’ordine. Poliziotti in mimetiche armati di mitragliatrici presidiano diverse piazze di Lhasa dove sorgono uffici del governo.
Non è chiaro quanta libertà avranno di girare la città durante questa visita di due giorni. Per il momento agenti del governo seguono il piccolo gruppo di reporter che ha potuto avvicinare dei poliziotti ad uno dei posti di blocco.
.
CINA: TUTTO SOTTO CONTROLLO

 La Cina ha moltiplicato oggi gli annunci che la situazione è tornata sotto controllo in Tibet, anche se Pechino rimane oggetto di critiche della comunità internazionale a cinque mesi dai giochi olimpici. L’agenzia ufficiale Xinhua ha riferito che oltre 600 persone si sono costituite alle autorità cinesi dopo aver partecipato dal 14 marzo scorso a manifestazioni tibetane contro il regime comunista.

I manifestanti arrestati sono accusati di aver turbato l’ordine pubblico, incendiato edifici pubblici nella regione di Lhasa e di aver aggredito etnie cinesi nella vicina provincia di Sichuan.
La polizia ha inoltre pubblicato una lista di 53 persone attivamente ricercate per aver avuto un legame più o meno diretto con le sommosse, riferisce sempre la Xinhua.
Pechino continua a affermare che 22 civili sono stati uccisi dalla rivolta di Lhasa, mentre il governo tibetano in esilio sostiene che le vittime della repressione sono state 140.

.

EDUCAZIONE PATRIOTTICA

Intanto le autorita’ cinesi stanno riaffermato l’intenzione di ”intensificare l’ educazione patriottica” nei monasteri tibetani dopo la rivolta delle due settimane scorse.

”Lo scopo dell’educazione patriottica e’ di contrastare la cricca del Dalai (Lama, il leader tibetano e premio Nobel per la pace che vive in esilio dal 1959) che cerca con tutti i mezzi di bloccare lo sviluppo del Tibet e di sabotare le normali pratiche del buddhismo tibetano”, ha sostenuto oggi in una conferenza Dramdul (un tibetano che usa un solo nome), capo dell’ Istituto per gli Studi Religiosi del Centro Cinese per la Ricerca sul Tibet di Pechino.

La Cina ha accusato il leader tibetano esiliato di aver organizzato la rivolta.

Nel corso della conferenza stampa, una delle numerose iniziative di propaganda del governo cinese, il capo del Centro Lhagpa Phuntshogs ha affermato che i monaci che hanno partecipato alla rivolta ”vogliono restaurare la teocrazia…loro non sono contenti che la teocrazia sia finita in Tibet…e non sono contenti per il fatto che il Tibet non e’ piu’ arretrato”.

La necessita’ di rilanciare l’ ”educazione patriottica”, introdotta nei monasteri nel 1996, e’ stata menzionata nei giorni scorsi dal ministro della pubblica sicurezza cinese Meng Jianzhu.

.

fonte: http://qn.quotidiano.net/2008/03/26/75244-viveri_bloccati_monaco_muore_fame.shtml

Responses

Questa volta faccio davvero fatica a prendere posizione. Non sono una “tuttologa” e non mi piace esprimere opinioni sull’onda emotiva… non ho problemi ad ammettere che del Tibet e della sua storia passata ne so troppo poco - come di un sacco di altre cose, del resto.
Mentre infuria la bufera Tibet versus Cina, mi hanno segnalato un sito in cui “la realtà” è presentata in modo molto diverso… e, non essendo là, non so più a cosa credere.
Il sito, per chi volesse cimentarcisi, è questo: http://www.pasti.org/
D’altra parte, come faccio a fidarmi di immagini che ritraggono poliziotti cinesi che malmenano i monaci e non solo, trasmesse dalle stesse reti TV che, a proposito del G8 nostrano, hanno mandato in onda ad nauseam le violenze dei dimostranti ma ben poco delle violenze dei poliziotti, carabinieri o cos’altro erano?
Mi limito quindi ad una considerazione “generale”: non sopporto la violenza e la prevaricazione. Quindi, partendo da qui, se decidiamo che effettivamente i cinesi stanno esagerando, non vedo perché non possiamo boicottare i giochi. Lo so, non è stato fatto nemmeno con la Germania di Hitler… embé? Se si sbaglia una volta, non è necessario perpetuare l’errore, no? Grosse conseguenze economiche. Certo, ma per chi? Se i cinesi sono così cattivi, diamogli una lezione! Ma seria! Non si tratta mica di saltare l’appuntamento: quattro anni fa i giochi si sono svolti da qualche altra parte… Atene, no? Volete dirmi che quattro anni di caldo ed incuria hanno distrutto tutte le strutture e che non possono più essere utilizzate? Ma siamo seri… forse basterebbe avere il coraggio di minacciare una simile scelta per ridurre il governo cinese a più miti consigli… SE la libertà del Tibet e l’autodeterminazione del popolo tibetano è davvero l’obiettivo. Ma, chissà perché, mi frulla in testa il fastidioso pensiero che, se Mao fosse ancora vivo (per quanto, lo dico subito, anche lui abbia fatto degli errori…), tutti gli stati occidentali avrebbero già ritirato le loro delegazioni.
Sono troppo maligna?

Come vedi ho letto tutto il documento Ele, e ne stralcio la parte più rilevante:

“Nel momento in cui veniva emanato l’appello, l’ambasciatore USA in India David Mulford si incontrava con il Dalai Lama a Dharamsala, India. Il Sottosegretario di Stato USA Paula Dobriansky aveva fatto una visita analoga a Dharamsala lo scorso novembre. La Dobriansky è anche membro del neocon Project for a New American Century. E’ stata coinvolta nelle cosiddette rivoluzioni colorate in Europa orientale.”

Da quanto tempo lo sto dicendo!!!!

Sono d’accordo con Elena, salvo che.. devo rilevare che Mao non c’è più, e manco ci sono più gli anni ‘70, quando l’America era l’America e, economicamente, spadroneggiava come gli pareva.

Che c’entra? C’entra perché oggi la Cina è “padrona” del 25% del debito estero americano; c’entra perché oggi gli americani per ‘vestirsi’ dipendono quasi interamente dalle produzioni cinesi (ma anche noi europei, ormai); c’entra perché, i cinesi, stanno per avviarsi rapidamente a conquistare le ‘cime’ del consumismo di lusso. Prova ne sia che la Ferrari, tanto per dire, vende più macchine in Cina che in America..

Anch’io boicotterei i giochi ma, per queste ed altre ’strategiche’ ragioni, ciò non succederà. Con buona pace dei tibetani che continueranno a morire .. e degli occidentali che continueranno a ‘deprecare’. Senza muovere un dito.

mauro

Difficile situazione eh Mauro?
Questa è la realtà. Non è mai fatta di un cattivo integrale ed un buono integrale, come ci abituano nei film hollywoodiani.
Come veniamo manipolati! Incredibile. Vorrei deprecare contro la CIA, ma mi trattengo (tu comunque, uomo della CIA e NSA, considerati offeso!).

Vi lascio con questo:

https://www.cia.gov/kids-page/games/index.html

così per chi non ha sonno, può dilettarsi a fare il “man in black” virtuale nel sito della CIA.

Bye.

No, non sei maligna, Elena.
Come ho detto nell’altro post, anch’io sto rivalutando alcune opinioni. Ciò non toglie che sicuramente la Cina non ha diritto al prestigio delle Olimpiadi, ma per noi, appunto. Nessuno oserà alzare un dito. Di nuovo.

“Non si riesce ancora a capire chiaramente”…
Allora non sarebbe preliminare cercare di capire?
Il Tibet non era certo un paradiso terreste, i tibetani vivevano in un medioevo retto da una casta religiosa potentissima e ricchissima mentre il popolo moriva di fame.
Stavano meglio, stavano peggio?
E possiamo davvero pensare che l’occidente e, soprattutto, gli USA si muovano spinti dal desiderio di assicurare libertà culturale al Tibet? Ma quando mai siamo stati mossi da questo spirito!

Ma come Franca non ricordi? ;)
Non ricordi che dopo la scoperta delle Americhe, gli europei si sono letteralmente riversati su quelle vergini terre, violentandole e CREANDO UN MOSTRO che ora ci governa?

Un saluto.

A parte che sono per l’autodeterminazione dei popoli e rispetto la loro cultura a prescindere dal loro stato materialistico, fermo restando che considero che gli interventi devono essere decisi a livello ONU e con strumenti politici, mi chiedo perchè mai noi occidentali siamo pervasi da una cultura autolesionista davvero incomprensibile.
Qualsiasi cosa nasce dall’occidente (ovvero la nostra civiltà che resta la migliore sulla terra), viene criticata e analizzata come subdola, ipocrita e sponsorizzata sempre da fumose lobby affaristiche.
Mah!!

Franca, tu scrivi:
“Il Tibet non era certo un paradiso terreste, i tibetani vivevano in un medioevo retto da una casta religiosa potentissima e ricchissima mentre il popolo moriva di fame.”

Beh, anche noi, qualche secolo fa. Però non è che è venuto qualcuno a cancellare la nostra cultura, la nostra lingua, e a portarci la “democrazia” decapitando i feudatari. Ci è voluto un bel po’ di tempo. Ma che è ’sta frenesia che abbiamo della democrazia? E’ una cosa così bella da esportarla?
Ognuno faccia le proprie battaglie contro il proprio tiranno, e chi è causa del suo mal pianga se stesso. Bisogna maturare, crescere come popolo. E poi se a loro andasse bene comunque così com’era?
Dal basso della mia ignoranza sono convinta che gli irakeni stessero meglio sotto la tirannia di Saddam che sotto il regime “illuminato” degli Stati Uniti.Perché dobbiamo giudicare col nostro metro popolazioni distanti migliaia di chilometri, e anni luce per cultura, abitudini e religione? Non esiste il meglio assoluto. Chi siamo noi per etichetarli come “medioevo”? A me tante volte il medioevo pare di viverlo qui, specie quando il Papa apre bocca. Eppure non chiamo la Spagna per intervenire e portarmi “la democrazia laica”. Esistono ancora popolazioni che vivono in tribù: gli portiamo la corrente e la lavatrice?

Guarda, se c’è una persona che è contro l’esportazione della democrazia, quella sono io.
Io sostengo che ognuno ha un proprio tempo nell’evoluzione della sua storia e merita rispetto per la sua cultura.
Quello che non mi va giù (e non perchè sia filocinese, perchè non lo sono) è che mentre l’esportazione della democrazia americana è osannata, quella cinese è condannata a priori.
Un altro aspetto che non mi piace della vicenda è che io trovo sufficientemente strumentale il momento in cui questi fatti accadono.
Quanto all’espressione “medioevo” non era un insulto, ma semplicemente la rilevazione di un dato di fatto. Basta leggere alcuni documenti che trattano la storia del Tibet.
Per il resto le premesse che ho fatto in un commento ad un post precedente dicono chiaramente come la penso sulla questione tibetana…

Ok, Franca, lo so che non sei per l’esportazione della democrazia, non è questo il punto.
Il fatto è che non mi piace si dica “Sì, vabbè, ma anche il Tibet”, perché a mio parere è come dire “tutto sommato, forse stanno meglio così”. E lo so che non sei filocinese, ci mancherebbe!
E io, mentre condanno la Cina, non sto ad osannare gli Stati Uniti! Può esserci male e male, non necessariamente male e bene.
Poi che venga tirata fuori la questione… ad artem, è proprio una cosa che non mi turba. Beh, sono molti gli Stati che creerebbero volentieri qualche grana a Pechino in vista delle Olimpiadi. Ma a me cosa può importare del “momento”? L’importante è che si affronti la questione. E se la Cina può essere rovinata economicamente da un boicottaggio (che non avverrà MAI, parlo solo per ipotesi) tanto meglio. A me interessa il risultato, non le buone intenzioni, che in politica internazionale contano come il due di picche. Ammesso che ne esistano, di buone intenzioni.

L’espressione Medioevo, Franca, non dirmi che non conteneva un giudizio! Dai, per me “medioevo” è un concetto storico: quando lo uso in un altro contesto, ha SEMPRE un giudizio negativo insito in sé. Ma bada bene: non è che mi disturbi. Sono lontana dall’idealizzazione del “buon selvaggio” o dei “bei tempi andati”. A me fanno orrore (come a tutti) pratiche barbare come l’infibulazione, ma non posso andare nei paesi dove è praticata e portare assorbenti interni o condannare chi sottopone le proprie figlie a questa pratica. Non posso dimenticare che in quel contesto, un simile orrore è come la prima comunione da noi.
E se dico che queste popolazioni “stanno al Medioevo”, visto che il medioevo è qualcosa che sta in mezzo, ed è un concetto relativo al nostro modo odierno di leggere la storia, è chiaro che implicitamente sto… aspettando che arrivi l’età moderna anche per loro.
Ma ricordiamoci sempre quand’è che, convenzionalmente, il medioevo è finito: nel 1492, anno della scoperta dell’America. E’ da lì che sono cominciate le “magnifiche sorti e progressive”.

Franca e Ska, uscite dal pantano delle analisi delle singole frasi dei commenti!

Ska, secondo me (anzi, senza “secondo me”, perchè io ho la verità in tasca) non dovevi “entrare” nei dettagli di Franca, ma comprenderne il messaggio complessivo.

ciao.

Ska, non sono d’accordo sul giudizio che mi sembri dare sul Medioevo: non è sinonimo di “oscurantismo” tout court… a meno che non parliamo della chiesa in specifico, con i roghi e quant’altro, ma allora non è che - roghi “reali” a parte - stiamo messi meglio adesso… il medioevo è stato una fucina incredibile di idee e scoperte ed invenzioni, è stato il substrato del rinascimento! Non è che siamo passati dall’impero romano al rinascimento con in mezzo un buco nero (il medioevo appunto)!
Mat: sembri dimenticare com’è composta l’ONU. Ci sono alcune potenze con diritto di veto - che sono poi quelle che decidono per tutti, in ultima analisi - e se mi sembra improbabile che l’ONU, per come è attualmente, emetta anche solo un comunicato contro gli USA in Medio Oriente, altrettanto difficile è che si scagli contro la Cina… che oltretutto, come ricordava Mauro, è creditrice di buona parte dell’economia USA.
Sul fatto poi che la civiltà occidentale sia la migliore sulla terra, a volte mi verrebbe voglia di trasferirmi tra i pigmei… o tra gli indiani d’america. D’altra parte, se è così “migliore”, perché ci ostiniamo a volerla cambiare? Non mi pare logico… e poi davvero: se uno decide di andare in giro con la bicicletta e di non usare autoveicoli, a noi che fastidio dà? Potrà fare quello che gli pare, senza aspettare la Shell di turno che per i suoi interessi gli cerca di vendere il petrolio? Ed è solo un esempio a caso…

Ma come entrare nei dettagli? Mica stiamo parlando delle sue cose personali! :D
Non le sto facendo le pulci, sono sicura che la pensiamo allo stesso modo, solo che io contesto è il giudizio sempre relativo agli Stati Uniti. Non vorrei che questo odio (meritato e giustificato, per carità) accecasse la nostra capacità di giudizio.
Per me quando qualcuno censura You Tube, e fa “educazione patriottica”, c’è poco da stare lì ad indagare le intenzioni degli Stati Uniti o chi per loro.

Elena, non è quello che IO penso del Medioevo, che come ho detto per me è un concetto storico, con tutto ciò che comporta, lati positivi e lati negativi. Figurati, un’era che ha ospitato Dante non potrei mai giudicarla negativa a priori, e poi non avrei studiato quello che ho studiato.
E’ solo che è negativa la valenza che si dà a questa parola quando la si applica a realtà moderne: quando si dice “sembra di essere nel medioevo” non si intende di certo esprimere un giudizio positivo.

Ska è stata chiara, si parla del significato dato alla parola medioevo e lo stesso significato negativo gli è stato attribuito da Franca. Del resto così si usa nel linguaggio comune. In merito poi alla “civiltà occidentale”, essa comprende non tanto le conquiste acquisite, ma quella cultura libertaria, liberale e democratica che è propeudetica a qualsiasi analisi critica per migliorarsi e migliorare.

Leave a response

Your response:

Categories