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Veltroni: gioca alle spalle dei lavoratori

Via Banca Intesa, via Mediobanca, via Eni. Tolti dal mazzo, per volere paterno, anche i figli Piersilvio e Marina, resterebbe (senza alcuna conferma) solo l’ultimo fedelissimo del Cavaliere, il costruttore e finanziere Paolo Ligresti, già protagonista della fallita scalata al Corriere della Sera.
«Ci sarebbe da sorridere – commenta duro il leader del Pd Walter Veltroni - ma non è così, perché riguarda il lavoro di migliaia di persone». E le parole «in politica hanno un peso, anche sulla Borsa e sull’economia». Cadono ad uno ad uno i nomi della fantomatica cordata italiana sponsorizzata da Silvio Berlusconi per strappare Alitalia ad Air France. Gelide smentite sbugiardano le confidenze del Cavaliere ad un giornalista tutt’altro che ostile, quell’Augusto Minzolini de la Stampa abituato da almeno un decennio a raccogliere i segreti di Arcore. «Sono solo indiscrezioni o supposizioni da parte giornalistica», si difende l’aspirante premier. O forse, semplicemente, bufale. Gossip che intorbidano le acque di una trattativa difficilissima.
Lui millanta colloqui riservatissimi con i vertici di Mediobanca ed Eni: «Inutile che gli altri ci scherzino su, la cordata italiana esiste. Eccome». Gli interessati si affrettano a negare ogni coinvolgimento. «Alitalia non è oggi nell’agenda di Eni», commenta secco l’amministratore delegato del gruppo petrolifero Paolo Scaroni. Mediobanca si limita ad affidare un breve comunicato ad un portavoce. Dal gruppo Benetton, altro presunto partner del Cavaliere, un semplice “no comment”.
E, intanto, un portavoce del gruppo AirOne ha escluso ogni voce di incontro tra il numero uno della compagnia, Carlo Toto, e l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. Una conferma, d’altronde: Banca Intesa era stata la prima a smentire i gossip di Berlusconi sulla cordata fantasma.
Pubblicato il: 27.03.08
Modificato il: 27.03.08 alle ore 13.23
fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=74101
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