Ufficio Stampa
Roma 28 marzo 2008

Una volta che si va verso la privatizzazione, il mio problema non è l’italianità ma che vengano salvaguardati posti di lavoro e rotte di Alitalia. Valuteremo le eventuali altre offerte esclusivamente sulla base di questi parametri. Avendo appreso che Spinetta, l’ad di Air France guadagnava sei volte meno di Cimoli, francamente la prima cosa da dire è che lo stato in cui si trova Alitalia deriva da una responsabilità precisa di chi l’ha amministrata nei decenni passati, riscuotendo anche emolumenti spaventosi alla faccia del merito. Le colpe sono dei management ma anche di chi li ha nominati, cioè dei governi che si sono succeduti. Il mio auspicio era che Alitalia rimanesse pubblica, anche perché in Italia abbiamo fatto privatizzazioni selvagge che non hanno certamente fatto il vantaggio né degli utenti né dello Stato ma soltanto dei privati che hanno lanciato l’arrembaggio.
Fonte: http://www.comunisti-italiani.it/frames/index.htm

Sono d’accordo con Diliberto.
E poi… Non so a voi, ma a me la storia (mi verrebbe quasi « il pasticciaccio brutto »…) dell’Alitalia ricorda in modo preoccupante quella dell’Alfa Romeo.
Massacrata da una gestione “discutibile” (mi sono svegliata tenera) e poi svenduta ad un privato… la FIAT. Che, siccome non aveva approfittato abbastanza della cassa integrazione e quant’altro per demeriti propri, ha avviato la stessa procedura per l’ex fabbrica pubblica. Arese e la zona dell’Alfasud non brillano, oggi come allora, per piena occupazione, ma la FIAT è tornata in attivo.
Io, che vivo di fantapolitica ed utopia, l’unica cordata accettabile e credibile che vedo, è pubblica. Nel senso che ogni cittadino volonteroso mette mano al portafogli e si compra qualche azione, acquisendo così il diritto di decidere rotte e scali e tutto il resto.
Gli imprenditori? Ci possono anche entrare, ma solo se dimostrano ad un tribunale del popolo che non sono andati in rosso, non hanno fatto bancarotta, non hanno cassintegrato, mobilizzato, precarizzato, tempodeterminizzato e ridotto il loro organico (se vi viene in mente altro, io ci sto)
I politici? Quelli prima devono dimostrare quantomeno come trattano i loro portaborse e le colf.
I sindacalisti? Solo quelli che si sporcano le mani tutti i giorni.
I lavoratori da difendere? Quelli che lo sono di fatto e non solo di nome.
…d’altra parte, l’ho detto subito: vivo di utopie! J

















Anch’io concordo con Diliberto
Da: Franca su Marzo 31, 2008
alle 12:07 pm
Utopie le tue cara Elena. E poi Diliberto è stato membro di governo e non mi è sembrata un’autocritica.
Sulle rotte da tenere e sull’occupazione mi sembra l’ennesima “farsa”. Dovrebbe essere più preciso il caro Robin Hood.
Malpensa è stata lasciata perchè Alitalia volava pressocchè “vuota”.
E poi i posti di lavoro si possono salvare, ma dovrebbe essere garantita la “mobilità”, cosa a cui i sindacati si sono sempre opposti a favore del residenzialismo. Il popolo che ha avuto “l’onore” di possedere azioni della compagnia di bandiera, non solo hanno pianto lacrime amare, ma continuano a piangere.
Ci vuole chiarezza non chiacchiere.
Da: matteo su Marzo 31, 2008
alle 2:08 pm
Ah Mat, ma quante volte dobbiamo ripetere le stesse cose? Diliberto è stato al governo, certo, ma non con i numeri del PD – se proprio vogliamo fare le pulci! – ergo, la sua responsabilità è limitata a quanto poteva oggettivamente contare. Poco, quasi nulla, ma d’altra parte Diliberto si chiama Diliberto appunto e non Mastella o Dini – che sono il due di picche ma grazie ai loro capricci hanno ottenuto di più.
E allora che autocritica deve fare, Diliberto? Quella di aver fatto da zerbino a gente che il programma se lo firma e se lo scorda nel giro di una campagna elettorale? Forse sì. Ma, come diceva Guccini: “ma se avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni…. forse farei lo stesso… perché son nato fesso…” e Diliberto lo è, povero amico mio. Fesso perché ci crede, fesso perché si spende, fesso che lascia il posto di parlamentare ad un altro compagno… cosa che NESSUN ALTRO HA FATTO.
Certo non puoi dirmi che Alitalia volava vuota per colpa di Diliberto… non è che c’erano compagnie concorrenziali? E che il management ha bellamente fatto cilecca, senza per questo essere sostituito né condannato a risarcire i danni provocati.
Quanto alla mobilità, spiegami cosa intendi. Prendiamo Malpensa e la trasferiamo a… dove? A Brescia, visto che a Bergamo c’è già Orio?
Ma stiamo allegri: adesso a Milano arriva l’EXPO, con i suoi 70.000 posti di lavoro (per quanto? per chi?) e le tonnellate di cemento e la TAV e quant’altro… un’altra bella cattedrale nel deserto. E, seppure con toni diversi, sono contenti tutti: dalla Moratti a Berlusconi a Prodi. Quindi…
Da: solleviamoci su Marzo 31, 2008
alle 10:45 pm
PS: il popolo che possiede azioni “di bandiera”, purtroppo per lui, non le ha comprate con i vincoli che io ponevo… perché se avessi detto”compriamoci tutti le azioni Alitalia così come sono adesso e con le regole attuali ed i cordaroli che si profilano un giorno sì e l’altro no”, allora forse dovrei pensare alla MIA pensione, quantomeno psichica…!
Da: solleviamoci su Marzo 31, 2008
alle 10:49 pm
Elena nessuno è colpevole e tutti sono colpevoli.
Esistono, per chi non appartiene alla maggioranza, delle procedure chiamate “interrogazioni”, esistono procedure chiamate “proposte di legge”, esistono commissioni parlamentari, esiste il consiglio dei ministri.
Ora la sinistra può anche dire che non ha avuto i numeri e che la sua responsabilità è limitata, ma cosa ha proposto?
Da: matteo su Aprile 1, 2008
alle 11:33 am