Inserito da: solleviamoci | Aprile 5, 2008

`LIBERACI DAL MALE`, IL DOCUMENTARIO SHOCK SUI SACERDOTI PEDOFILI USA

Esce in Francia il documentario choc sul prete pedofilo

.

http://lnx.contro-mano.net/wp-content/uploads/temporeale/Sex_Crimes_and_Vatican.jpg

.

di Laura Putti

Parigi - Era il 1973 quando padre Oliver O’Grady, giovane prete di origini irlandesi, si installò nella sua prima parrocchia: Lodi, California del Nord. I parrocchiani furono molto ospitali. Come non esserlo? Mite, gentile, premuroso, “father Oliie” aveva in un attimo conquistato le loro anime.

Peccato che le anime dei frequentatori della chiesa fossero soltanto un tramite: attraverso di esse, padre O’Grady voleva arrivare alla carne. Quella dei loro figli. Era ai bambini che il parroco puntava: in vent’anni di carriera religiosa (tanti gliene lasciarono fare), ne molestò (e abusò, e violentò) una cinquantina. Il più piccolo aveva nove mesi; la più grande (consenziente) più di venti: la madre di un ragazzino al quale O’Grady voleva arrivare (ci riuscì). Non è cosa nuova, lo scandalo della padofilia nella chiesa americana. Nuovo è, invece, il fatto che un prete parli liberamente di un’esperienza personale tanto scabrosa.

Amy Berg, giornalista della CNN e della CBS impegnata sul fronte dei diritti umani e sociali, vincitrice di Emmy  Awards per le sue inchieste nel 2003 e nel 2004, è andata a scovare Oliver O’Grady ed ha girato un documentario sconvolgente. Uscito negli Stati Uniti nell’ottobre di due anni fa, candidato all’Oscar del miglior documentario nel 2007, soltanto adesso ‘Deliver us from evil’ (liberaci dal male) arriva in Francia dove è uscito mercoledì. Il film è stato venduto in tutta Europa, tranne che in Germania e in Italia.

Amy Berg è riuscita ad avere il numero di telefono di O’Grady attraverso uno dei magistrati che aveva condotto l’inchiesta negli Stati Uniti. Per telefono l’ha convinto a testimoniare. E’ corsa a Dublino, dove l’ex prete vie da libero cittadino dopo soli sette anni di reclusione. “Le riprese sono durate dieci giorni” dice Amy Berg. “Ho ascoltato cose molto difficili, cose che mi hanno dato la nausea. E’ stata un’esperienza sconvolgente”. I suoi sentimenti diventano esattamente quelli dello spettatore. Man mano che il film scorre sul grande schermo ci si chiede se sia una finzione, se quelle due donne e quel ragazzo che raccontano scene di pedofilia, sodomia e carezze, siano attori che recitano una parte. Allora si cerca di proteggersi: sono attori, non possono essere altro che attori. Ma poi arrivano le testimonianze dei padri, delle madri: all’inizio posati, razionali, tranquilli. Raccontano i fatti quasi con distacco. Ma alla fine di di ‘Deliver us from evil’ gli uomini e le donne che hanno subito gli inganni di ‘father Ollie’ vanno in pezzi e crollano. Si sbriciolano in diretta.

Chi invece resta impassibile sono due testi del processo: monsignor Roger Mahoney (che negli anni 90 era vescovo di Stockton, ad un’ottantina di chilometri, dove O’Grady era stato trasferito, sempre come parroco, dopo che a Lodi la situazione cominciò a complicarsi) ed il suo vice con il profetico nome di monsignor Cain. Nel film si vedono le loro testimonianze, drammatiche per accidia e menzogna, piene di “non ricordo”, silenziose negazioni dell’evidenza. Tanto che, subito dopo il caso O’Grady, Mahoney venne nominato cardinale ed è attualmente a LOs Angeles.

In ‘Deliver us from evil’ Amy Berg -che ha scelto la storia di O’Grady su 550 casi di preti pedofili dei quali si era a lungo occupata come giornalista, aiutata dallo Snap (Survivor Network for Abused by Priests)- formula un’accusa precisa contro l’allora monsignor Ratzinger, colpevole di essere al corrente di tutto.

Ma la parte più sconvolgente è quella dell’intervista al pedofilo. Gentile, posato, perfino dolce, O’Grady ammette tutto. Parla in una chiesa. Ad un certo punto, candidamente, dice: “Se mi chiede se mi piacciono le donne direi di no. Se mi picciono gli uomini ancora no. Se mi piacciono i bambini, forse. Se mi piacciono i bambini in costume da bagno, si. Nudi, si”. Ammette tutto, e di più. Per esempio di essere stato violentato da suo fratello da bambino e di aver poi abusato per anni di sua sorella.

Davanti alla cinepresa scrive una lettera e la spedisce a tutte le sue vittime. Come se, a distanza di più di trent’anni, fosse la cosa giusta da fare. Chiede loro perdono e le invita ad incontrarsi a Dublino per poter parlare dell’accaduto e potersene infine liberare. Ma sui volti (e nelle biografie) di Marie Jyono e di Nancy Sloan, arrivate a 40 anni senza un amore e senza un figlio, si legge chiaramente che dello sguardo di Oliver O’Grady sui loro corpi di bambine non si libereranno mai.

.

fonte: laRepubblica, 4 aprile 2008

______________________________________________________________________________________

E’ uscito negli USA uno splendido documentario opera della regista Amy Berg dal titolo “Deliver us from evil“, ossia “Liberaci dal male”.
Si tratta della vita di uno dei più noti preti pedofili della storia recente, padre Oliver O’Grady, colpevole di aver violentato e sodomizzato un centinaio di bambine e bambini compreso un bebè di nove mesi. Le famiglie dei bambini si contendevano il sacerdote O’Grady, così cortese e gentile, e lo invitavano a cena e a dormire nelle proprie case, pensando che fosse una benedizione divina avere un prete in casa. O’Grady si alzava la notte ed entrava nelle camere da letto delle bambine, indisturbato. Il documentario mostra passo per passo la incredibile spirale di violenza e tutti gli sforzi  dalla Chiesa Cattolica Romana degli Stati Uniti per proteggerlo.

http://images.usatoday.com/life/_photos/2006/10/13/deliver.jpg O’Grady

Impressionante nel suo realismo, il documentario ci dà una immagine di O’Grady per quella che è, una persona malata e non un delinquente, mentre mette in luce l’azione decisa operata dalla diocesi di Stockton, dove l’allora vescovo Mahony continuava a trasferire il suo sacerdote ad ogni segno di denuncia di abuso. Mahony diventerà cardinale e O’Grady ora passeggia tranquillamente per le strade di Dublino con una pensione direttamente dalla chiesa. La Berg suggerisce che questa pensione è proprio opera di Mahoney, come ringraziamento per il silenzio da parte di O’Grady che, non denunciando le coperture ricevute, gli avrebbe permesso di raggiungere la tanto sospirata carica di cardinale.
“Deliver us from evil” mostra un ex prete quasi alieno dai delitti che ha commesso, delitti che l’uomo spiega come semplice forma di affetto verso i bambini: “Volevo solo abbracciarli perchè li amavo”. Un contrasto agghiacciante affiora affiancando le sue spiegazioni di uomo malato, a quelle delle vittime che crudamente parlano delle penetrazioni vaginali e anali, senza lasciare nulla alla fantasia.

Una straziante testimonianza reale documentata da ‘Deliver us from evil’. La produzione del film sta lavorando ad una distribuzione utile per presentare la pellicola alle candidature per gli Oscar.

La testimonianza più dolorosa è quella del padre di una delle vittime, la piccola Anna che fu abusata dal sacerdote dall’età di 5 anni fino ai 12. Le lacrime scendono copiose sul volto di un padre divorato dai sensi di colpa per aver aperto la porta a quel prete mostro e avergli consegnato sua figlia.

James Ellison, vittima di abusi, fu ucciso dal suo stesso abusatore, un prete cattolico, insieme a Dan O’Connell, l’uomo che indagò e scoprì le violenze. LA STORIA »

Ma le accuse della regista non si fermano qui. Nello svolgimento del documentario mostra come fu il cardinale Ratzinger che apportò modifiche alla dottrina cattolica per impedire ogni investigazione sui preti pedofili. Poco tempo dopo, il papa Ratzinger chiese immunità legale al Presidente degli Stati Uniti come capo di stato, in conseguenza di una incriminazione piovutagli in testa da parte dello Stato del Texas. La domanda fu presentata direttamente al Dipartimento di Stato, anche se non ce n’era alcun bisogno. Gli avvocati dichiararono che lo facevano per esserne sicuri. È utile ricordare che il Texas è in maggioranza protestante: dunque indifferente che un accusato sia un operatore ecologico o un papa.

in questa cartina sono segnalate tutte le diocesi dove sono stati denunciati casi di pedofilia ad opera di sacerdoti cattolici.

Il documentario chiude con alcune cifre drammatiche: sono almeno 100.000 il numero delle bambine e dei bambini violentati da sacerdoti nei soli Stati Uniti, ma il dato più sconvolgente è che solo 2 bambini su 10 riconoscono di essere stati abusati. Non bisognerebbe dimenticare inoltre che ci sono preti pedofili in ogni parte del mondo e ovviamente sono più attivi dove c’è maggior povertà e dove possono agire indisturbati. Uscito all’ultimo festival di Toronto, la distribuzione sta proiettando il documentario nelle città che gli permetteranno di partecipare agli Oscar (infatti è stato candidato agli Oscar nel 2007, n.d.m.). In Italia? Sarà mai distribuito?

.

A fondo pagina trovate il download del documento (in formato PDF) emanato nel 1962 dalla Chiesa Cattolica, rimasto segreto fino al 2002, con il quale si istruivano i Vescovi su come comportarsi di fronte alle accuse di moleste sessuali verso sacerdoti delle proprie diocesi.

Il sito del documentario »
Il blog della regista Amy Berg »
In questa pagina molti documenti al riguardo »
National Catholic Reporter: elenco di link a siti inerenti »
Lo scandalo più grande, quello della diocesi di Boston »

Valerio Bartolucci
redazione@gay.tv

__________________________________________________________________________________________________

Allegati
Documento emanato nel 1962 dalla Chiesa Cattolica, pubblicato da CBS News (1770 Kb)
Scarica il file .pdf

__________________________________________________________________________________________________

fonte: http://www.gay.tv/ita/magazine/we_like/dettaglio.asp?i=3371&pg=2

Risposte

Meno male che certa sinistra radicale non andrà mai al potere, altrimenti si ripeterebbero queste vergogne che gli stessi, non hanno mai voluto far pervenire alla luce per i la loro brama di potere:
http://rassegnastampa.totustuus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1305

Edgar, il link che hai inserito è troppo vago. A che articolo ti riferisci esattamente? Non so cosa risponderti… su cosa… ?
E poi, certa “sinistra radicale” ti ha ammesso in questo blog come autore… perché non fai un post tu allora? :D

Ecco il post:
http://solleviamoci.wordpress.com/2008/03/11/lopinione-pubblica-sui-preti/

…Veramente credevo di essere stato amesso perchè mi ero fatto raccomandare dall’ex Presidente del Consiglio dei ministri :D

P.S.: in effetti il commento è al vetriolo, perchè ritengo quando ho già scritto nel commento al post sulle suore/suori.

…la critica alla sinistra radicale nasce dal fatto che essa si fa portavoce e garante dei diritti delle categorie di gay.

Meglio non rispondermi (che rispondermi con: “embè?”, “allora? Che c’è di male nel portare avanti le richieste di categorie….ecc.)

Nel vangelo c’è scritto (più o meno): “Se hai un occhio malato, strappalo per non infettare l’altro”.
C’è anche scritto “Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare”.

Una condanna senza appello, questo ci si aspetta anche dalla Chiesa.

Infatti, Mat (questa volta siamo d’accordo!). La condanna evangelica non lascia scampo, non è interpretabile ma solo da mettere in pratica. E qui la sinistra radicale non c’entra proprio nulla.
Si chiede solo coerenza…
Se poi un articolo o un film parlano di un prete (nome e cognome), questo ovviamente non significa dire o insinuare che tutti i preti siano sotto accusa. Sarei io la prima a ribellarmi… ma non è conprendo ipocritamente certi peccati e certi peccatori che diventiamo migliori… Intanto chi ci va di mezzo sono sempre gli innocenti.

Schifo, schifo, schifo per questi comportamenti omertosi delle gerarchie vaticane.
Per i pedofili, la mia ricetta è sempre la stessa…

Mi pare che sia roba vecchia no? Questo prete e la sua testimonianza l’avevo già visto nel documentario famoso trasmesso dalla rai (se non sbaglio) e a proposito del quale si discusse a lungo su Solleviamoci. Nello specifico l’individuo, sempre che sia lui (ma credo di si) mi pare chiaramente una persona affetta da gravissimi disturbi psichici. Detto questo… i “comportamenti omertosi” e la presunta complicità della Chiesa è una cosa della quale si è già discusso e mi spiace ribadire che, almeno su un piano teorico, proprio i documenti dimostrano che la Chiesa agisce con forza contro questi sacerdoti. Ovviamente ci sono cose che da non praticanti noi forse non possiamo capire, e per questo la “ricetta” di Franca è comprensibile.

Per quanto riguarda quello che dici tu Elena: la pedofilia è una cosa orribile sicuramente, ma non è l’unico “peccato” ad essere coperto (ammesso che lo sia). E’ solo che essendo una delle cose che ci urtano maggiormente risulta in evidenza.

Dette queste cose aggiungo una cosa prendendo spunto sempre da quello che scrive Elena. Quello che io dico non è di parte, faccio solo lo sforzo di cercare di conciliare le diverse visioni della realtà. Quando Elena dice che “questo ovviamente non significa dire o insinuare che tutti i preti siano sotto accusa” io commento, polemicamente, che in realtà, da un punto di vista “psico-e-qualcosa” tutti i preti sono potenzialmente pedofili. Questo giusto per concludere almeno un po’ in tono polemico e per scrollarmi via la tonaca che mi si sta auto-cucendo addosso. 3:)

Mah, onestamente non mi ricordo se era lo stesso. Penso ti riferisca al documentario della BBC, quello trasmesso da AnnoZero, e al De Delictis Gravioribus con annessi e connessi (di cui abbiamo parlato tra maggio e giugno: ho fatto una ricerca!); in ogni caso, la sostanza non cambia.
Quanto alla potenzialità PEDOFILA dei preti, non sono d’accordo: che nei seminari ci sia ancora un atteggiamento sessuofobo e/o misogino è un fatto, ma questo al più può spingere verso scelte omosessuali, credo… e onestamente, di quello che due adulti consezienti fanno, me ne importa proprio nulla!
Ma i bambini, quelli non si toccano - parola di mamma (che intendiamoci, non è una garanzia neppure questa…)

Nessun buonismo per chi tocca i bambini.
Cercate di immaginarvi la scena.
Sono cose che cambiano la vita e certamente non in meglio.
Sono cazzate dire che questo stronzo è malato, sicuramente sa distinguere il bene dal male.
Anch’io se vedo una bella diciottenne scopro di essere “malato”, ma so che non posso e non lo devo fare.

E comunque, giusto perchè si parla di preti, neanche Gesù ha avuto parole generose verso questi peccatori, anzi ha espresso una condanna esplicita.
E pensare che Lui parla solo di “dare scandalo”, evidentemente non immaginava che si potesse fare peggio.

“Sono cazzate dire che questo stronzo è malato, sicuramente sa distinguere il bene dal male”

Oh beh, non voleva essere una giustificazione, intendevo esprimere la mia impressione rispetto al soggetto in questione. Non mi interessano i giochi da tribunale dove la capacità di intendere e di volere ha un peso.

Impressione sbagliata

No mi spiace, non me lo dici tu se è giusta o sbagliata la mia impressione, con rispetto parlando.

Che poi un malato di mente possa distinguere cos’è bene e cos’è male (cosa discutibile a seconda delle patologie, visto che c’è gente che prova piacere ad infilarsi chiodi nell’inguine o dentro il cranio) è un’altra questione che chiama in causa anche elementi filosofici che non portano da nessuna parte. E se nei tribunali questo può essere uno strumento per evitare che il mostro venga consegnato nelle mani di Matteo non è un problema mio (perchè non stabilisco io, Massimo Bosco, come deve funzionare la legge) nel momento in cui esprimo la mia impressione che, in quanto mia, tra l’altro, in considerazione del fatto che non sono un “essere supremo”, si basa sulla mia modesta esperienza e, quindi, può essere giusta, sbagliata o X… esattamente come la tua.

Giusto, anche la mia può essere sbagliata, ma sicuramente non la puoi definire “soggettiva”.
La mia corrisponde ad un’interpretazione “atavica” e “naturale” , interpretazione fatta propria da Zulu, indiani d’america, barbari, pigmei, ecc.ecc….. insomma dall’uomo nella sua storia e si basa sul buonsenso e sulle regole sociali, sui concetti di morale ed etica e del bene e del male.

Ah ah Matteo. Hai presente il Marchese de Sade? Quello che dici lo si può mettere in bocca al prete pedofilo di cui sopra e lui ne uscirebbe, da un punto di vista “esterno”, candido come un agnello. Parli di “natura” e di Zulu e non sai che proprio per compiacere le regole della natura si è simili a dei mostri… entriamo così nel campo delle cose incerte e come dicevo non se ne esce vivi.

Diciamo che - anche in ragione di quello che scrivi - per convenzione sociale (riferita alla nostra società attuale) aborriamo certi crimini, uno di questi la pedofilia. Ma di certo non possiamo richiamarci a delle regole che stanno “al di sopra” o che vengono dalla natura :D

Non ho parlato di natura, ma di concetti atavici, riferiti a morale ed etica che possono anche essere definiti come “naturali”, ovvero connaturali all’uomo, considerato che queste leggi scritte o meno, sono comuni a diverse civiltà, prescindendo da tempo e spazio.

In che senso? Sostieni che l’impulso naturale dell’uomo sia quello della repulsione rispetto a certi crimini? Guarda che (non vorrei che ci imbarcassimo in un terreno sdrucciolevole) semmai è l’esatto contrario: è il grande paradosso della morale, e quello che tu stai sostenendo è qualcosa di simile a un ipotetico annuncio della scoperta della fusione a freddo. :-?

Le norme sociali, la morale e l’etica sono elementi assolutamente variabili, nel tempo e nello spazio. In due parole, volendo riassumendo la condizione umana, si potrebbe dire che l’uomo ha la capacità di uccidere e lo fà! L’uomo, osservando la storia (dai cavernicoli in poi), è caratterizzato da quella che potrebbe essere considerata dal punto di vista tuo e mio una “morale inversa”. Non sò se mi spiego: se il gatto è ladro, l’uomo è da sempre criminale. Il gran mistero è la morale e l’etica che però non sono blocchi di marmo, ma “predisposizioni mentali” che basano la loro struttura su criteri talmente variabili da risultare (le “morali” e le “etiche”) anche diametralmente opposte fra loro.

Max non allargare il discorso altrimenti non se ne viene fuori. Quello che ho detto si riferisce solo all’abuso su bambini (chiarisco che per bambini intendo femmine e maschi che hanno meno di 11 anni.
E non mi rispondere che ci sono state eccezioni, perchè confermerebbe “la regola”

Lascia un commento

La tua risposta:

Categorie