Inserito da: solleviamoci | Aprile 9, 2008

Berlusconi a Napolitano: dimettiti e una Camera va al Pd

Silvio Berlusconi 220x la presse
L’ultima, ma solo in ordine di tempo, è un nuovo attacco al Quirinale. Nei giorni scorsi Berlusconi aveva già fatto capire che con il Colle non c’era feeling, parlando delle «forche caudine» che avrebbe dovuto affrontare il suo potenziale governo. Ora arriva a chiedere le dimissioni di Giorgio Napolitano. Se il Capo dello Stato andasse incontro alle sue strampalate richieste, allora lui sarebbe perfino disposto a lasciare la presidenza di una delle Camere all’opposizione. «Avendo loro il Quirinale – teorizza – se il presidente della Repubblica decidesse di dimettersi per fare un gesto nei confronti della nuova situazione italiana, allora si potrebbe pensare di dare una Camera all’opposizione».

Nessun attacco al Quirinale, ha pure il coraggio di sostenere, perché «credo che la stima che gli porto sia ricambiata». E poi precisa: la sua «è una ipotesi di pura scuola, non vorrei fosse interpretata maliziosamente».

Ma già alle 10 di mercoledì mattina, c’era materiale a sufficienza per raccontare l’ennesima giornata di strafalcioni. Pimpante a Radio Anch’io e a Unomattina, Berlusconi molto prima dell’ora di pranzo ha già sfornato la sua dose quotidiana di proposte-da-ridere.

Comincia con una sparata che è costretto a smentire nel giro di mezz’ora: «Mi piacerebbe regalare agli italiani un mese senza tasse». In perfetta continuità con la sua idea sul che significhi essere libero, lo chiama il «mese delle libertà» e si augura di avere «la fantasia» necessaria per attuarlo. Giusto il tempo di rendersi conto di che ha detto e precisa: «Non si tratta di una promessa».

Ma pure su Alitalia la spara grossa. Del resto la sua credibilità non ha radici istituzionali: «Nei rapporti con i vari leader internazionali come Putin, Bush, Aznar, Blair, non è contato il fatto che io fossi il presidente del consiglio italiano – ricorda – ma è contato quello che ho realizzato nella vita, il fatto che sono un tycoon».

Ma le ricette economiche che propone non si addicono al tycoon che dice di essere: l’ultima è l’azionariato popolare. «Se non la svendono prima delle elezioni la salveremo», minaccia. E sostiene che ci sia «una quantità incredibile di imprenditori italiani» disposta all’acquisto di Alitalia. La conferma Berlusconi l’avrebbe avuto durante un test dall’attendibilità certificata: «Incontrando le varie associazioni di categoria – racconta – ho chiesto alla platea: chi di voi se la sente di sottoscrivere una fiche per Alitalia se ve lo chiedesse il vostro presidente del Consiglio? Hanno alzato tutti la mano».

E poi c’è stato un altro segnale illuminante: «La lettera di un artigiano – annuncia Berlusconi – che mi ha inviato un assegno di 150 euro per partecipare con la sua fiche». Insomma, se fallisce la trattativa con AirFrance e Berlusconi strappa una vittoria, c’è da stare tranquilli. Centocinquanta euro sono già lì pronti.

Pubblicato il: 09.04.08
Modificato il: 09.04.08 alle ore 17.38

fonte:http://www.unita.it/view.asp?idContent=74507

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… UAU!

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“… proposte-da-ridere…”; azioni che ci faranno piangere…

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