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Domenica si vota anche in nove capoluoghi di Provincia per rinnovare i consigli comunali. La battaglia più interessante, oltre a Roma, è a Vicenza dove la vicenda dell’allargamento della base americano Dal Molin è l’argomento principe della campagna elettorale.
Con un’importante novità, in controtendenza con la politica nazionale. Il coordinamento dei comitati cittadini nei giorni scorsi ha promosso un convegno nel quale ha chiesto ai candidati sindaco di firmare un impegno a battersi contro la costruzione della nuova base americana.
Achille Variati, candidato sindaco per il Pd e alcune liste civiche (già sindaco con la Dc e poi con il centrosinistra dal 1990 al 1995) lo ha firmato e ha detto di voler revocare, se sarà eletto, la «delibera-vergogna» approvata dal consiglio comunale e di voler indire subito un referendum. In diverse interviste il candidato del Pd ha ribadito che l’errore più grande commesso dal sindaco di Forza Italia Enrico Hullweck è stato quello di «non ascoltare la città. Credo sia utile per l’amministrazione che verrà, il governo che verrà e per gli americani capire qual è il parere prevalente in città». Per Variati «il sindaco sarà l’interprete» di quel parere perché in questi anni «la politica e chi l’ha rappresentata in comune o a Roma non ha voluto bene a questa città».
Oltre a Variati hanno firmato il documento del coordinamento i candidati sindaco della Sinistra Arcobaleno, Ciro Asproso, di «Vicenza comune a 5 stelle», Davide Marchiani e di «Riscossa democratica», Franca Equizi.
Cinzia Bottene leader del Comitato “No Dal Molin” invece non ha firmato: «Abbiamo dimostrato con i fatti il nostro impegno contro il Dal Molin e continuiamo a farlo anche pagando di persona», ha spiegato.
La sfida di Variati rimane però impari. I 112 mila vicentini danno l’addio senza rimpianti al forzista Enrico Hullweck che dopo i due mandati è candidato al Parlamento per il Pdl. Ma la sua “sostituta” Amalia Lia Sartori (Pdl, Lega, Vicenza Viva) gode dei favori del pronostico.
L’obiettivo è quello di arrivare al secondo turno e lì approntare un apparentamento con la sinistra: il “No” al Dal Molin potrebbe esserne la base.
Proprio in giornata Walter Veltroni è intervenuto sulla questione. «Gli impegni presi non possono essere disattesi», ha detto intervenendo alla trasmissione Radio anch’io, ha risposto alla domanda di un radioascoltatore che gli chiedeva cosa pensasse della vicenda della base aerea Usa a Vicenza. «Naturalmente - ha proseguito Veltroni - ci saranno delle necessarie consultazioni tra le autorità Usa e le autorità amministrative della città di Vicenza, per poter trovare le compatibilità che sono necessarie».
Pubblicato il: 11.04.08
Modificato il: 11.04.08 alle ore 16.25
fonte:http://www.unita.it/view.asp?idContent=74591
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