
“Berlusconi, di nuovo”
Di Birgit Schönau | © ZEIT online 14.4.2008 - 19:56
Amaro risultato elettorale in Italia: il conservatore Silvio Berlusconi diventa Primo Ministro per la terza volta. Non è un buon segno. Un commento.
Silvio Berlusconi e il suo “Partito della Libertà” (PDL) hanno vinto le elezioni parlamentari italiane. Su questo non c’è alcun dubbio, dopo i primi conteggi relativi al Senato, ma che non divergeranno molto neanche per la Camera. Il vantaggio di Berlusconi su Veltroni e i “Democratici” (PD) cresce addirittura ora per ora.
Si tratta, a dispetto di tutti i sondaggi e dei primi Exit-Polls, di una vittoria netta. Una chiara maggioranza degli Italiani desidera che il 71enne grande imprenditore di Milano diventi Presidente del Consiglio dei Ministri per la terza volta. Fra i suoi seguaci, Berlusconi ha Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini e un 1 % di cristiani democratici. Viene supportato dalla Lega Nord, che è riuscita ad affermarsi nelle proprie regioni di origine ed è arrivata ad un 6 % scarso su tutta Italia (molto di più come ora sappiamo, nota di Ska).
Bossi e Berlusconi, due uomini sulla settantina, governeranno dunque l’Italia. E questo presumibilmente per i prossimi cinque anni, poiché hanno una stabile maggioranza. Non ci si può aspettare da loro molto di nuovo - Berlusconi è sulla tribuna politica da 14 anni, e Bossi da poco di più. E questo non promette nulla di buono.
Per l’Italia questo risultato elettorale è un grosso passo indietro. Aumenterà ulteriormente la distanza col resto dell’Europa - Berlusconi e i suoi alleati non hanno mai fatto mistero del fatto che non gli interessa niente dell’Europa. Per Bossi la UE è una costruzione di “comunisti e massoni”. E Berlusconi si comporta comunque come se l’Italia non abbia nulla da farsi dire da Bruxelles. Nell’Italia un tempo così favorevole all’Europa, si respira da anni un’aria ostile nei confronti dell’UE.
Nella sua campagna elettorale Berlusconi, a parte l’abbassamento delle tasse, ha promesso ben poco di concreto. Politiche ambientali? Negativo. Politiche per la scuola, in considerazione dei disastrosi risultati di Pisa degli studenti italiani? Nessun interesse. Politiche per la famiglia, in un paese col più basso tasso di natalità del mondo? Superfluo, così come le ricette contro l’orrendamente alta disoccupazione giovanile. In compenso, ha conferito ad un boss della Mafia il titolo di “eroe”, annunciato esami psichiatrici per tutti i giudici e pubblici ministeri, ha sostenuto di avere nel suo partito le donne più belle, e ha consigliato ad un’italiana senza prospettive di lavoro di sposare suo figlio. Era il Berlusconi così come lo conoscono da anni l’Italia e il mondo - populista, egocentrico, folkloristico - e a malapena al confine del lecito eticamente, politicamente e giuridicamente. Il collega Bossi ha perfino superato questa linea e annunciato che, in caso di brogli elettorali, il “popolo del Nord” avrebbe imbracciato i fucili.
Gli Italiani vogliono tutto questo. Lo trovano buono e giusto. Continuano a riporre le proprie speranze in un uomo che ha arrecato danni immensi alla reputazione internazionale del proprio paese e che se ne frega del risanamento delle finanze così come della lotta alla criminalità organizzata. Nell’ultimo periodo del suo mandato da premier Berlusconi ha emanato una serie di leggi ad personam per tener lontani da sé gli inquirenti e moltiplicare il proprio patrimonio.
Ciononostante, o proprio per questo, una chiara maggioranza vuole essere governata da lui. La gente ha fiducia in Berlusconi - o forse l’hanno semplicemente eletto perché possono stare sicuri che li lascerà in pace. Che non pretenderà niente da loro. Che tutto rimarrà così com’è. Che non si vada da loro con dolorose riforme, che non si pretenda da loro alcun impegno. Berlusconi vende agli Italiani un’immagine di sé e del loro paese che non ha nulla a che vedere con l’amara realtà.
L’avversario di Berlusconi, Walter Veltroni, ha potuto con una faticosa campagna elettorale consolidare il suo nuovo Partito Democratico nel panorama politico italiano. Niente di più. Ha provato a portare in campagna elettorale toni nuovi, più calmi, meno pieni d’odio. Ciò gli è riuscito, alla lunga - ma con questo non è riuscito a mobilitare abbastanza elettori. Veltroni ha inoltre spinto al margine la Sinistra - con la quale il suo predecessore Prodi aveva provato a governare - rinunciando ad un’alleanza elettorale con loro.
Probabilmente per la prima volta dal dopoguerra i comunisti non entreranno in Senato. Anche nelle regioni storiche come l’Emilia Romagna la coalizione “Arcobaleno” è rimasta molto al di qua delle aspettative. In Campania il PD ha subito un vero crollo. In questo Veltroni ha una grossa parte di responsabilità: avrebbe dovuto spingere al ritiro i colleghi di partito responsabili per la crisi dei rifiuti.
Veltroni dunque ha perso, ma è comunque riuscito a fondare un nuovo, forte partito di centro-sinistra. A lui e ai democratici potrebbe appartenere il futuro. Ci si chiede solo quando. E quale futuro possa avere l’Italia fino a quel momento.
Fonte: http://www.zeit.de/online/2008/16/Schon-wieder-Berlusconi?page=1
Traduzione: skakkina.
Pubblicato in politica. società





