Posted by: solleviamoci | Aprile 22, 2008

Per quel che vale - Riflessioni di Vauro

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E’ molto più grave perdere se hai una storia alle spalle

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di Vauro Senesi

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Non ho ricette. Non ne avevo prima della scomparsa della sinistra parlamentare. Quindi non ho nemmeno le comode recriminazioni del “l’avevo detto”, “l’avevo capito”, dietro le quali nascondere il mio pezzetto di personale responsabilità. Nel corso di una trasmissione televisiva, alla quale collaboro in qualità di vignettista, ho detto che sono del partito che considera gli italiani “cretini”. Si è immediatamente sollevata l’indignazione  degli elettori del centrodestra e dei loro neo e neorieletti rappresentanti, a quanto pare identificatisi spontaneamente come destinatari dell’insulto. Io sono italiano e quindi è ovvio che l’insulto, o constatazione che sia, riguarda pure me e quelli come me che non hanno certo votato Berlusconi e Bossi.

Non vorrei che questo venisse interpretato come una sorta di scuse a chi si è sentito offeso tra gli euforici elettori dello schieramento vittorioso. Anche perché, sentendosi loro gli unici ed esclusivi obiettivi dell’appellativo hanno dimostrato di meritarlo ampiamente. Ma non voglio perdere tempo a parlare della loro cretineria. Preferisco di parlare della mia, della nostra (se questa parola ha ancora un senso), di chi, come me, si è illuso che le idee rappresentino dei valori di per sé, senza che sia necessario praticarle nel concreto, tradurle in comportamenti, in modi di essere più che parlare. E se è il caso, di trovare le parole nell’esperienza reale, non nei corridoi di partito, di palazzo, o di salotto televisivo.

Pensavamo che la nostra storia ci avrebbe comunque portato avanti, o almeno non avrebbe consentito di cancellarci, e intanto perdevamo memoria di quella stessa storia: di come e di chi, per tentativi, errori, orrori e successi, l’aveva costruita. E più la memoria si sbiadiva e più alcuni se ne facevano alibi per sostenere di non esservi mai appartenuti, mentre altri invece se ne litigavano l’eredità rivendicandone i simboli e ignorandone la sostanza. La memoria intanto perdeva sempre più respiro.

Gli ultimi ansiti si vanno spendendo ora nella patetica rissa tra sconfitti, nei regolamenti di conti tra chi solo ieri se ne spacciava come detentore e tra chi ne dichiarava orgogliosamente il moderno superamento. C’è più cretinismo in chi perde avendo delle ragioni, che in chi vince avendone molte di meno.

L’ho detto, non ho ricette, non so come, se e quando potrà rinascere una sinistra italiana. Posso solo frugare nei cassetti della memoria. Ne tiro fuori una poesia, nemmeno tanto ingiallita dal tempo. E’ di Pier Paolo Pasolini, forse nemmeno nelle sue parole si troveranno soluzioni politiche alla crisi che ci sta travolgendo, ma chi vuole, potrà coglierne il senso.

Eccola:

“Per chi conosce solo il tuo colore, bandiera rossa, tu devi realmente esistere, perché lui esista: chi era coperto di croste è coperto di piaghe, il bracciante diventa mendicante, il napoletano calabrese, il calabrese africano, l’analfabeta una bufala o un cane.

Chi conosceva appena il tuo colore, bandiera rossa, sta per non conoscerti più, neanche coi sensi: tu che già vanti tante glorie borghesi e operaie, ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli”.

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fonte: DNEWS, 22 aprile

milano@dnews.eu

Risposte

‘Azz. un Vauro profondo non solo”matita” a quanto pare
Restano ,con l’amaro in bocca,tutti i probemi
legati alle consapevolezza di una stori,la nostra,
ormai dimenticata dai più e della mancanza di un
minimo senso del pudore verso l’altro che con noi
condivide gli spazi nella vita quotidiana.
Certo avere nostalgia e basta per ciò che è stato
per quello chè è stato è fuor di dubbio

scusate continuo …..
sintomo di scarsa apertura verso l’intelligenza ,ma dimenticarsi di cosa eri è ancora peggiore.
Diciamocela tutta compagne e compagni che leggete,anche noi siamo la causa della rovina perchè quattro cose non abbiamo fatto:
a)Cambiare per servire sempre e comunque ciò per cui i nostri ideali sono vantati.
b)Ascoltare le ragioni dell’altro incominciando a capire che nessun/a militante,nessun/a simpatizzante,nessun/a elettore è un numero o un voto per il tuo potere e stop.
c)Essere moderni è rivendicare i propri valori in difesa e per chi rappresenti intervenendo con azioni positive e radicalmente capaci di dare una svolta alla risoluzione dei problemi in grado di essere efficace per molto tempo .
d)Il non pretendere,il non esigere dalle nostre guide che ogni rapporto futuro che potesse indicare una scelta di vita nella nostra società
potesse andare ben oltre al classismo puro e semplice, che tanto giusto era fino al momento in cui il padrone non ha deciso di smantellare per ampia parte questi formidabili nuclei di persone che si levevano in difesa dei loro diritti,ma che quel che dico prima e la globalizzazione poi hanno inevitabilmente reso inutile.
In base a questo,sento dire da più parti che noi dovremmo occuparci semplicemente
di straccioni ,emarginati,diversi con le regole che altri costruiscono.
No!
Noi si deve volere un’Europa dei popoli ,sociale e non dei potentati economici.
Noi si deve volere che tutti possano godere della libertà e di una vita normale a casa propria .
Noi si deve volere che il governo mondiale sia retto da tutti e rappresentato da uno libero e indipendente ,capace di assicurare la pace el benessere tra i popoli.
Noi ci si deve aiutare tra uomini di buonavolontà e di qualunque ceto sociale che in cuor loro rifiutano “l’ognuno per se e il Dio per tutti”.
Questa è la Bandiera Rossa ,questo è il socialismo e questo è il solito che manca quando si scrive previsioni.
Comunisti bisogna esserlo dentro e non soltanto dire di esserlo.
Ecco caro compagno Vauro cos’è successo.
Ma cosa crediamo che Berlusconi è quelli come lui non sappiano cosa possono ottenere quando esaltano con i media in loro possesso il personalismo del successo?
Cosa vogliamo credere che Berlusconi e i molti che stanno a loro vicino non sanno che la televisione entra nelle case rumene,albanesi,marocchine e così via?
Apparire e avere caro compagno Vauro sono la faccia della stessa medaglia quella del potere che non guarda in faccia a nessuno e che rende trasversali e uguali tra loro questi politici:casta tra le caste.
A quel punto l’interesse diventa per forza trasversale ,come tal Gaberschik predette e tutto diventa simile facendo scadere l’uomo e l’umanità molto e ben oltre a quello che scrisse PPP.
Conoscendo certi aspetti dell’uomo ,che la storia racconta solo in parte,mi chiedo solo se allora,quando sarà, gli ultimi straccioni avranno ancora bisogno della nostra o di una qualsiasi bandiera.
Suerte
Val

… noi abbiamo bisogno di una bandiera rossa stracciata e malconcia perché VISSUTA.
Non uso né considero la bandiera come una copertina di Linus. Per me è il simbolo di un ideale, di quello che sono stata (magari un po’ pigramente… soprattutto con la “maturità”), che sono e che voglio continuare ad essere. Nel mondo però, non nei miei sogni…
Suerte, caro Val!

E…proprio per questo ho deciso da stare dalla parte sua!
Suerte
carissimi!

Certo non sono i simboli a fare gli ideali, ma aiutano…

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