E’ nato “Legami d’Acciaio”

Lascio parlare uno dei promotori:

01/05/08 : Nasce oggi,in una data non casuale il primo sito…un sito di protesta, ma anche di ricordo, il sito degli “ex-operai” e dei nuovi, il sito di informazione e di protesta contro qualcosa che non si è scelto.

Noi abbiamo deciso di non starci, e spero che insieme a noi, qualcun altro ci sia, che si diventi sempre di più per poter sperare insieme che il 6 Dicembre non si ripeta. Noi ci proveremo e daremo tutto noi stessi, perchè infondo….ANCHE LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO…..

Immagine concessa da http://vocepasquino.blogspot.com/

Per chi sta a Torino: non perdetevi la mostra «Chi muore al lavoro», organizzata dal Consiglio Comunale di Torino presso i locali della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, aperta fino al 18 maggio.

Per tutti gli altri: tenete d’occhio il sito, che verrà aggiornato con le città in cui sarà possibile visitarla e le relative date.

http://www.legamidacciaio.it/

5 Responses to “E’ nato “Legami d’Acciaio””

  1. operario thyssen says :

    grazie

  2. gigi says :

    Ciao a tutti,

    ci sono grandi novità a proposito di LEGAMI D’ACCIAIO.

    Abbiamo creato un forum per poter discutere su tutto e commentare ciò che accade, basta semplicemente iscriversi e ora c’e’ anche la possibilità di crearsi una propria mail con il dominio tuonome@legamidacciaio.it!!!!!!

    Entrate nel sito e li c’è spiegato tutto….
    VISITATE TUTTI IL FORUM,CREATE NUOVE DISCUSSIONI PROPRIO ORA CHE E’ APPENA INIZIATO E QUINDI E’ ABBASTANZA VUOTO…….

    ISCRIVETEVI E FATE ISCRIVERE!!!!!!!!!!SOLO COSI POTREMO CRESCERE!!!!

    http://www.legamidacciaio.it

  3. luigi says :

    ciao ci sono novita’ al riguardo di legami d’acciao,,
    ex lavoratori e familiari hanno costituito una associazione che prende il nome del sito
    associacione onlus legami d’acciaio…..
    abbiamo aperto anche un conto corrente per le donazione x le nostre iniziative
    IBAN: IT 71 J030 6901 0121 0000 0064 206 BIC: BCITITMM
    grazie

  4. luigi says :

    Per aderire inviare mail a: 6dicembre@gmail.com

    6 dicembre 2007: strage di 7 operai alla ThyssenKrupp di Torino

    6 dicembre 2008: non dimentichiamo tutte le stragi e morti sul lavoro

    Il 6 dicembre di un anno fa un rogo sprigionatosi all’interno dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino faceva strage di 7 operai. Sette vite bruciate e sette famiglie lasciate nella disperazione.

    Forte fu la commozione e l’eco in tutto il Paese. Le massime autorità dello Stato, a cominciare dal Presidente della Repubblica Napolitano, dichiararono che avrebbero fatto l’impossibile affinché stragi come quella di Torino non fossero più avvenute.

    Spenti pian piano i riflettori dei mass-media, la questione della sicurezza sul lavoro è sparita dall’agenda politica di governi e parlamenti, sostituita da quella – montata ad arte – della “sicurezza” nelle città, della psicosi dell’immigrato stupratore, rapinatore, pirata della strada o altro, dimenticando che secondo studi della stessa UE, le città italiane sono le più “sicure” d’Europa…

    Ma tant’è, si mandano forze di polizia e militari nelle città, ma non si fa un passo per garantire incolumità e sicurezza a chi vive di lavoro. La strage di Torino non è stata la prima e, purtroppo, non è stata l’ultima: i circa 4 morti al giorno nei luoghi di lavoro dovrebbero suonare come un sono schiaffo per qualsiasi società che abbia la presunzione di definirsi “civile”. Ma in Italia no: qui non solo si continuano a varare provvedimenti assolutamente insufficienti, soprattutto dal punto di vista delle azioni di contrasto e di sanzione nei confronti delle aziende, come da quello dei poteri e delle agibilità degli RLS e degli ispettori INPS o INAIL (come il nuovo Testo Unico, Legge 81/2008), ma a questi si affiancano leggi e decreti come quello sulla detassazione degli straordinari (Legge 126/24 del luglio 2008), quello sulla deregolamentazione del mercato del lavoro (Legge 133 del 5 agosto 2008), la direttiva del Ministero del Lavoro che indebolisce i servizi ispettivi del ministero stesso e dell’INPS (settembre 2008), e, ultimo solo per tempo, il ddl 1441 quater, attualmente in discussione alla Camera, che vorrebbe sterilizzare i processi e legare le mani ai giudici del lavoro.

    Il segnale è purtroppo molto chiaro: da un parte si continuano a garantire condizione di massima redditività delle aziende (cioè massimi profitti), dall’altra si aumenta la precarietà, si allunga l’orario di lavoro, si controllano di meno le violazioni in termini di sicurezza, diminuendo quindi la tutela della salute e dell’incolumità del lavoratore, così come di chi vive in città o quartieri vicini ad impianti industriali: ecco che, quindi, l’immigrato che lavora nel cantiere si trova nella stessa barca con l’operaio Fiat, con l’abitante di Taranto che respira le polveri tossiche dell’ILVA, o con il valsusino che rischia di morire di amianto se partiranno i lavori del TAV…

    Siamo stanchi di restare a guardare, spettatori/vittime di una macabra rappresentazione che coinvolge, direttamente o indirettamente tutti noi.

    Il 6 dicembre saremo a Torino e sfileremo dalla Thyssenkrupp al Palagiustizia non solo per ricordare i nostri 7 compagni di lavoro morti nel rogo di un anno, reclamando giustizia in un processo che sta per entrare nel vivo, ma per ricordare tutti i lavoratori e le lavoratrici che ogni giorno perdono la vita o subiscono gravi infermità perché qualcuno, per volersi arricchire sempre di più, li fa lavorare sempre di più, sempre più velocemente e in condizioni sempre più insicure.

    Il processo Thyssen è giunto ad un grande risultato, senza precedenti nella storia della giurisprudenza italiana: i lavoratori vengono ammessi dal Gup come parte lesa e quindi riconosciuti come parte civile in un processo contro i sei dirigenti della multinazionale tedesca per il rischio che hanno occorso a lavorare in un’azienda (peraltro già chiusa), così come purtroppo ha colpito i nostri cari sette compagni in quella tragica notte. Ma sappiamo che questo non basta: siamo coscienti che sarà possibile invertire questo drammatico corso di sangue e di morte (una “guerra” che fa più vittime della guerra in Iraq o delle guerre di mafia) solo se riusciremo ad affermare un punto di vista, che è chiaramente, senza se e senza ma, quello di salvaguardare la salute, la sicurezza nei luoghi di lavoro e di fare sempre e comunque gli interessi delle lavoratrici/ori scegliendo fino in fondo e senza ambiguità da che parte stare, ossia dalla nostra parte, con orgoglio e dignità, quella di chi lavora.

    Per questo facciamo appello a tutte le organizzazioni sindacali, alle associazioni dei familiari, ai medici e ai giuristi sinceramente democratici, agli ispettori del lavoro, dell’INPS e dell’INAIL, ai giornalisti coscienziosi, ai giovani e agli studenti che in queste settimane stanno difendendo il loro futuro, a partecipare e a sostenere questa manifestazione. Perché se non lo facciamo noi, non lo farà nessuno al nostro posto.

    Torino il 6 dicembre 2008 – Manifestazione con concentramento di fronte allo stabilimento ThyssenKrupp, Corso Regina Margherita 400, ore 09.30

    Associazione LEGAMI D’ACCIAIO (ex-operai ThyssenKrupp e familiari delle vittime)

    RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

  5. Morando Sergio says :

    Finalmente oggi 15 aprile 2011 si è fatta giustizia ! Anche se gli operai morti dell’acciaieria Thyssen Krupp di Torino purtroppo non possono essere resuscitati.
    Comunque questa volta almeno si è fatto presto e direi assai bene al processo un elogio al giudice mi sento di darlo. Almeno ha fatto scoprire le VERE realtà che noi operai dobbiamo subire sui luoghi di lavoro con CONTINUE leggi sul lavoro violate (vedi caso Gru Niella Tanaro ) che qualcuno ha già pubblicato..Anzi siete tutti invitati al processo presso il Tribunale di Mondovì (Cn) ancora adate da destinarsi..perchè verranno portate anche qui PROVE E TESTIMONI DI LEGGI VIOLATE ALL?INTERNO DELLA MULTINAZIONALE GRU e su Gru difettate prodotte…Prevenire è meglio che poi fare processi anche se si vincono..i morti sul lavoro non hanno prezzo ! Come pure gli infortuni ! Speriamo ora che Torino con questa sentenza da plauso faccia aprire breccia anche presso altri tribunali ! Che si capiscano i rischi di lavoratori , in azienda e sui prodotti venduti ! Certo rimane un fatto..quando si lavora si è quasi costretti a tacere ..se no perdi il posto o lo si fa perdere a compagni..ma che fare ? Se vieni avvertito che certe gru hanno subito incidenti ? Tacere stare zitti non scrivere? Così facendo si ci rende COMPARTECIPI oltre che alle maestranze che sanno..se non si parla o scrive si è compartecipe di eventuali INFORTUNI E PEGGIO MORTI ! ! ! Pertanto NON voglio essere compartecipe di queste ignobili cose ! E tuuto accade assai più spesso con assunzioni INTERINALI a Ritenuta D’acconto a progetto a cantiere lavoro sociolavoratore…assunzioni a tempo simili FATTE sembra appositivamente per sfruttare fare tacere gli individui fatte per RAGGIRARE le leggi sulla sicurezza ! Assunti per una qualifica ma ordinato ben tutt’altro..così da NON fare i corsi di legge sulla sicurezza qualifica e relative visite mediche ! Che poi vanno a cadere sui prodotti fatti e costruiti difettati..mettendo a repentaglio altri individui BASTA ! Io nel mio piccolo comunico queste verità scomode a taluni..ma sono vere e con tanto di prove e testimoni ! Le ispezioni devono essere fatte ad incominciare presso i centri per l’impiego..chiedendo semplicemente il modello di qualifiche C2 e da qui si possono già riscontrare illeciti di contributi e paga anche retroattive ma assai pericoloso si vedrà se fatti i corsi di legge sulle qualifiche e relative visite mediche..poi ispezionare la multinazionale o ditta che sia..si vedranno UN MONDO di illeciti perpetuati assiduamente da questi di anni e anni VOLONTARIAMENTE!
    Accentuato di più con contratti determinati interinali a ritenuta d’acconto etc descritti sopra…Speriamo ora che dal caso acciaieria Thyssen si faccia uguale anche per altre aziende facendo i reali controlli però prima che accadano incidenti !
    Sergio Morando.

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