Inserito da: solleviamoci | Maggio 4, 2008

Verona - Ragazzo in coma, aggressori ultras di destra: un arresto

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Verona - E’ un ultras skinhead il ventenne che ha confessato la selvaggia aggressione che ha ridotto in fin di vita Nicola Tommasoli, picchiato per una sigaretta. Era già stato responsabile di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi. Il giovane, che sarebbe di una famiglia benestante di Verona, si è costituito questa mattina presso la Digos di Verona dopo che i poliziotti avevano di fatto stretto il cerchio attorno a lui. Accompagnato da un avvocato di fiducia, il ragazzo ha così confessato davanti ai magistrati. In passato, a quanto si è appreso, era stato sottoposto a Daspo.

La polizia è arrivata al giovane, secondo quanto si apprende da fonti investigative, indagando su ‘ambienti politicizzati’ della città scaligera sui quali la stessa Digos aveva chiuso un’indagine pochi mesi fa. Indagine che aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 17 giovani resisi responsabili di aggressioni analoghe, di stampo razzista, a quella in cui è rimasto vittima Nicola Tommasoli.

Due fuggiti all’estero

Sono stati individuati dalla polizia ma sono già fuggiti all’estero, a quanto si apprende negli ambienti investigativi, altri due giovani che la notte del primo maggio hanno partecipato all’aggressione con il ventenne fermato oggi. Il fermato è stato condotto in carcere a Montorio.

“Fronte veneto Skinheads”

Sarebbe questo il gruppo di appartenenza dei tre giovani responsabili dell’aggressione a Nicola Tommasoli. I tre, secondo quanto si apprende in ambienti investigativi, farebbero parte di un gruppo di giovani di estrema destra, molti dei quali ultras del Verona, il cui obiettivo era la “caccia al diverso”. Nell’indagine chiusa un anno fa dalla Digos scaligera, che ha portato alla denuncia di 17 ragazzi tra i 17 e i 25 anni, è infatti emerso che le vittime della banda non erano solo extracomunitari ma tutti coloro che in qualche modo venivano visti come non omologabili con le loro idee (nella foto: fascisti a Verona)

Altre aggressioni

A conferma di ciò, le indagini avevano consentito di accertare violenze nei confronti di un giovane che indossava una felpa del Lecce e di due ragazzi appartenenti al centro sociale ‘Chimica’, aggrediti a colpi di spranga. Ancora, la banda sarebbe stata responsabile di un’aggressione ad un giovane seduto sulle scalinate di piazza Erbe, colpevole di danneggiare l’immagine di Verona ‘citta’ di classé. Nel corso delle perquisizioni effettuate un anno fa nelle abitazioni degli indagati, la polizia trovò cinghie, manganelli telescopici ma anche cassette video e dvd che contenevano immagini di pestaggi e documenti e materiale del ‘Fronte veneto skinheads’.

Il vescovo

“C’é una superficialità, una banalizzazione della vita in certi giovani che ci preoccupa”. Così il vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti, commenta gli ultimi sviluppi della vicenda dell’aggressione al ventenne veronese Nicola Tommasoli, con l’individuazione dei presunti aggressori. “Sicuramente questi ragazzi - continua - non volevano uccidere il loro coetaneo, ma viene da chiedersi: una sigaretta vale meno della vita?”. “La città di Verona - sottolinea il vescovo - non si meritava questo episodio. Io sono veronese, e so che i miei concittadini non hanno certo la vocazione alla violenza, semmai quella della solidarietà. Quindi ci turba ancora di più vedere che questa cultura strisciante, che banalizza la vita, tenti di insinuarsi anche nella nostra città”. “Credo - prosegue mons. Zenti - che dovremmo sederci attorno ad un tavolo, tutti quelli che hanno responsabilita educative, per spiegare ai ragazzi che la vità vale più di ogni altra cosa”. “Per certi versi - conclude il vescovo - questi giovani fanno parte di un mondo a noi sconosciuto, del quale non abbiamo la password. Bisogna capire che cosa ci sia a fondamento delle loro ragioni di vita. Episodi come questo sono punte di iceberg i cui fondali ci appaiono preoccupanti.

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fonte:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=259224

Risposte

eh si, tira una bella aria…

Le parole del vescovo mi lasciano perplessa e sbigottita. Sarà peché la mia prima reazione, quando ho sentito la notizia al TG, è stata “scommettiamo che sono stati i fasci?” - e mi sembrava di essere facile profeta, al punto che manco l’ho scritto… - sarà che il fatto che Verona sia da anni una città in cui aleggiano nostalgie pericolose (parlo di almeno 30 anni, mica due giorni!), insomma: senza voler criminalizzare un’intera città, che ci siano rigurgiti fogneschi mi pare piuttosto evidente. Ma questo, con buona pace dei pacificatori nazionali, vale per l’Italia intera. Qualcuno si ricorda della strage del Circeo? Ecco, appunto. Forse non è tollerando o minimizzando certe “bravate” che le si può eliminare… forse non è coprendo i responsabili perchè “di buona famiglia” che li si educa… forse non è dicendo che il fascismo è morto che si insegna la convivenza civile, la tolleranza ed il rispetto.
La password mancante, magari, è “giustizia”. Non voglio dire “esempio”… anche se ci starebbe bene.
Perché se non tolleriamo - giustamente - i crimini commessi dagli extracomunitari, allora facciamolo con tutti. Non è che il fatto di essere italiani e ricchi li mette al di sopra della legge… anzi, proprio perché italiani e ricchi dovrebbero pagare per primi.

Forse questo episodio spiega meglio la mia mancanza di tolleranza e comprensione verso Acab/Monnezza.
Non potrò mai e poi mai ritenere questa feccia vittima di alcunché.

Io invece una differenza ce la trovo, tra i borghesotti di Verona e uno come Acab. I primi sono fascisti, violenti ed intolleranti per mantenere i loro privilegi, mentre i secondi sono poveracci, sfruttati e senza prospettive, che si sono lasciati abbindolare da un’idea che non li riscatterà mai. Li userà finché servono e poi li sbatterà in galera, altro che riscatto e redenzione!
Ovviamente - se c’è bisogno di dirlo - la mia interpretazione non dà luogo ad alcun tipo di sostegno, né teorico né, tantomeno, pratico…

Elena hai incominciato bene, ma finito male. La sfida per rieducare i tipi come Acab richiede capacità di interpetazione e sostegno.

Il comunismo è e resdta una bella illusione, ma non è illusione il proselitismo rivoluzionario inteso come strumento per combattere i mali estremi del capitalismo.

Ma scusa, Matteo, non sei stato tu a rimproverare Elena di proselitismo, nel caso specifico?
Poi può ben valere anche il distinguo di Elena (mi era sfuggito l’aggettivo “benestante”), ma per me la reazione di Acab, come quella dei naziskin di Verona, è la risposta sbagliata ad una domanda se non giusta almeno legittima.
Sinceramente non capisco perché tutta s’ta comprensione e ’sto sostegno ce l’hai nei confrotni di questi “ragazzi difficili” e non nei confronti di altri che versano in situazione ancor peggiori, ma hanno il torto di non essere italiani. Se tolleranza zero deve essere, che lo sia per tutti!

E’ solo una questione di priorità, almeno così la penso. Un cittadino italiano come Acab e come altri che stanno ancora peggio, come i tossici e i disperati, chiamano in causa la nostra società, di cui sono e siamo soci solidali.
Il proselitismo non lo considero una colpa, solo lo trovo bizzarro e inconcludente tra confronti alla pari per il solo fatto che impedisce una critica costruttiva. E’ invece necessario oggi più che mai e va esercitato non solo nelle fabbriche, ma anche sul territorio, nelle periferie e tra gli emarginati. Questa dovrebbe essre la nuova missione del comunismo.

ma il vescovo di verona dove è vissuto fino ad ora ? sono anni che questi truzzi fascistoidi compiono aggressioni e la città di verona ha dato il voto compatta ad un tizio, il sindaco tosi, e ai suoi amici che non sono certo portatori di idee di accoglienza.. tra la’ltro la nuova giunta veronese no ha problemi ad andare d’accordo con gli ambienti dell’estrema destra.. adesso tutta sta gente si tirerà fuori dicendo che il tizio e i suoi amici picchiatori sono dei balordi che non fanno testo, peccato che i cosidetti balordi sono intrisi di quella ideologia e di quella forma mentis di cui la destra si fa portatrice..
una nota a parte per i media, ci voleva il morto per accorgersi della pericolosità di ste neofasci e neonazi ? anche se temo che metteranno tutto a tacere oppure tireranno fuori la scusa del litigio..
vi immaginate se l’avesse fatto un immigrato ?
in questo caso nessuna fiaccolata in difesa della sicurezza del cittadino ?

Matteo, mi sono evidentemente spiegata male. il sostegno cui mi riferivo non era certo un modo di dire che me ne strafrego di loro e che non ho intenzione di muovere un dito.
Intendevo dire che non sostengo le loro “scelte d’azione”, tipo il fatto di bruciare tutto e massacrare chiunque per il solo fatto che indossi una divisa.
Mi scuso per l’equivoco. E a quanto pare devo anche rivedere la mia posizione sui “borghesotti”, che secondo i TG di stasera non lo sono molto… quindi sarebbero più simili ad Acab che ai mostri dl Circeo.
@neskens: se l’avesse fato un extracomunitario, a quest’ora ci sarebbero le forche in piazza…

@ska: io sono per la tolleranza a mille… nel senso di aiutare chiunque abbia bisogno a venir fuori dalla situazione che crea disagio. Non nel senso di giustificare o approvare certe azioni però!
Chi sbaglia paga, secondo me. Ma in un modo che sia utile al “soggetto errante” (chi ha appunto sbagliato) come all’oggetto dell’errore - la società nel suo complesso. Beccaria docet… o almeno dovrebbe - sempre secondo me!

Sì, Ele, sono d’accordo: ce l’avevo con Mat (Come al solito! :D Buongiorno, Mat! :) )

Ciao SKA, che piacere essere salutato da te in forma così diretta :-)

Comunque ho risposto alla tua osservazione.
Pur essendo d’accordo con l’assioma “chi sbaglia paga”, non riesco a pensarla allo stesso modo su un Acab, che ha una educazione “da strada” o da “curva ultras” e i naziskin di Verona.
Del resto so perfettamente che anche voi la pensate come me, la differenza che ci distingue è sola una: io non riesco a non fare differenze, ci sono cose che ci chiamano direttamente in causa e altre che riguardano solo il nostro senso di solidarietà.

Ciao, abito a Verona… ho scritto qualcosa sul mio blog: http://filosoficamente.splinder.com/

Citare il blog da dove si prendono le foto, no, eh!

Hai ragione Alberto, faccio mea culpa, sono io il colpevole, pur senza malizia..
Ciao, mauro

Per tutti: questo è il blog di Alberto

http://albertocane.blogspot.com/

Ci sono andata, sul blog di Alberto… bello!
Ci sono un sacco di foto: le hai fatte tutte tu? ;)
Oh, scherzo! Sennò sono sempre io la cattiva. No, davvero, a questo punto vorrei togliermi una curiosità, perché me lo stavo chiedendo proprio in questi giorni:
bisogna citare la fonte delle foto? Sempre? Perché ad esempio WordPress non permette di caricare foto dal proprio computer, ma solo dalla rete, e passando col mouse sulla foto si apre la finestra con l’url della foto e - almeno per me che ho Vista, poi non so - anche una piccola anteprima della pagina. Certo, non del blog, ma dell’url della foto stessa. Come funziona, a questo punto?
Ho sempre ritenuto che le foto pubblicate in rete fossero di pubblico dominio, e che la citazione della fonte fosse una cortesia.
Qualcuno sa cosa è buona norma fare? Così mi regolo per il futuro.

Devi sempre citare Ska, semper citae ;)) è obbligatorio. A meno che non è espressamente citato con frasi come queste: “This image (or other media file) is in the public domain because its copyright has expired.”

:)

Alberto, mi scuso anch’io. Non solo con te (questa volta non c’entro) ma con tutti.
Parlo per me ovviamente: purtroppo sono abbastanza nuova di WordPress e non ho ancora capito bene come funziona. A dire il vero a volte mi sembra fin troppo autonomo: decide lui quali commenti far moderare, quali foto pubblicare con il link sotto e quali no, quali link far apparire… tra un po’ mi troverò post che manco avevo immaginato!
Cmq d’ora in avanti linko tutto - spero di ricordarmi, ma nel caso tiratemi pure le orecchie che rimedio… :)

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