Posted by: skakkina | Maggio 5, 2008

Cinema, allarme dei media stranieri: “Alemanno vuole cacciare le star”

 

Il sindaco: “Star di Hollywood solo se servono. Bizzarro che a guidare
la Festa sia un politico del Pd”. E i giornali Usa e Gb ne parlano…

 

di CLAUDIA MORGOGLIONE

 

Il Times: “Il Duce di Roma congela i divi Usa, Di Caprio e Kidman sulla lista nera”
E oggi dal primo cittadino altro annuncio a effetto: “Puntiamo alle Olimpiadi”

 ROMA - I giornali stranieri, si sa, quando si parla di vicende italiane tendono un po’ a tagliare con l’accetta. A ridurre le questioni all’osso, senza quei distinguo, quel sottolineare le sfumature, tipiche dei media di casa nostra. Ma, pur con le precisazioni del caso, fa comunque effetto leggere, sull’edizione domenicale del londinese Times, a proposito del neosindaco della capitale: “Il Duce di Roma congela le star americane”. E, all’interno dell’articolo: “Alemanno, un ex fascista, ha lanciato una campagna per promuovere i film nazionali, mettendo sulla lista nera divi hollywoodiani come Leonardo Di Caprio e Nicole Kidman…”.
Parole forti, insomma. Che mostrano quanto la querelle apparentemente tutta italiana - di più: romanocentrica - sul futuro della Festa del cinema, appassioni anche all’estero. Sia i quotidiani generalisti - come appunto il Times, o l’agenzia britannica Reuters - sia quelli specializzati. Come le Bibbie dello spettacolo a stelle e strisce, Variety e Hollywood reporter, che al fenomeno Alemanno - e al futuro della manifestazione cinematografica creata da Walter Veltroni e Goffredo Bettini - hanno dedicato ampi reportage.

 Alemanno ha molto ridimensionato le affermazioni più forti fatte in campagna elettorale. Limitandosi a suggerire un non meglio specificato “apparentamento” della Festa romana - che in autunno celebrerà la sua terza edizione - con i David di Donatello. Frenando anche sui rumors di una presidenza a Pasquale Squitieri, personaggio, che, con la veemenza che lo contraddistingue, ha sparato a zero sulla kermesse: la poltrona di numero uno di Bettini scade nel 2011, e il Comune (dunque lo stesso Alemanno) può solo cambiare il suo consigliere, non stravolgere tutto senza il consenso degli altri enti locali.

 Il sindaco comunque non si fa pregare e anche dall’Abruzzo torna sull’argomento:“”La Festa va agganciata alla produzione nazionale e non alle star di Hollywood. Bizzarro che a presiedere la Festa sia un esponente del Pd come Bettini, ne parlerò con lui al suo ritorno dalle vacanze”. Frase accompagnata da un altro annuncio a affetto su un maxi-evento, questa volta non cinematografico ma sportivo: “Puntiamo a portare le Olimpiadi a Roma”.

Tornando al cinema, non solo produttori indipendenti o considerati vicini al centrosinistra come Riccardo Tozzi, ma anche l’amministratore delegato della berlusconiana Medusa, hanno difeso con forza le ragioni di una Festa internazionale, e non esclusivamente casereccia.

 Eppure i media stranieri continuano a rilanciare l’allarme. A cominciare, appunto, dal Times. Nell’articolo sul caso Roma, il quotidiano sottolinea che le star hollywoodiane più celebri sono ormai finite sulla blacklist, sulla lista nera, del nuovo primo cittadino: “per suo ordine”, si legge, “non saranno più invitate”. Segue sottolineatura del versante nostalgico delle celebrazioni per la sua vittoria in Campidoglio, con tanto di saluti romani e inneggiamenti al Duce. Infine, un commento sul fatto che tra i divi probabilmente messo al bando ci sarà George Clooney, “che ha elogiato Veltroni”.

Toni analoghi, ma un po’ più sobri, in un servizio della Reuters di due giorni fa. Ma il punto resta lo stesso: il ritratto di un sindaco che ha fatto dello slogan “meno glamour, più cinema italiano” il suo cavallo di battaglia. Insomma: le star planetarie dovranno tenersi alla larga, a favore di una Festa che potremmo definire autarchica. Un aspetto, questo, sottolineato anche da Hollywood Reporter, all’indomani del trionfo di Alemanno: “Per la Festa potrebbero esserci cattive notizie”, è la frase-clou del pezzo. Che riporta fedelmente le preoccupazioni delle major.

 Un’ansia che trapela anche dal servizio pubblicato due giorni fa da Variety, il cui sommario è: “Il nuovo sindaco mette in agitazione la comunità cinematografica internazionale”. Insomma, si chiede il giornalista, è il momento di dire “arrivederci Roma?”. La risposta, almeno secondo il giornale, “non è affatto chiara”.
(4 maggio 2008)

 

Risposte

Molto bene( ehehehehe) sono sulle vostre tracce! Finalmente vi ho scovati… o meglio qualcuno si è degnato di segnalarmi la spostamento… Qui si sta meglio nevvero?
Forse ricomincio da qui anche io. Baci, baci

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