RICERCA PUBBLICATA SU NATURE
Si punta sul Trichoderma reesei, che «digerisce» le divise militari, per avere energia dalle biomasse
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Il fungo «pacifista»(da http://genome.jgi-psf.org) |
LONDRA - Potrebbe essere il Trichoderma reesei,già conosciuto come il fungo «pacifista» per la sua voracità nei confronti delle divise e delle tende militari, il segreto per il carburante del futuro. Uno studio pubblicato dalla rivista Nature Biotechnology ha rivelato infatti che ha un modo estremamente semplice ed efficiente di rompere le cellule delle piante, che potrà essere replicato per produrre biocarburanti da materiali di scarto. I ricercatori di diversi laboratori americani hanno studiato il genoma del fungo, a caccia dei segreti della sua digestione perfetta::«Temevamo che data la sua reputazione di grande digestore il fungo avesse un sistema complicatissimo di enzimi - spiega Diego Martinez, principale autore dello studio pubblicato da Nature Biotechnology - invece ne usa solo alcuni estremamente efficienti».
ANCHE LE TERMITI «NEL MIRINO» - L’obiettivo è adesso riuscire a replicare gli stessi enzimi anche su scala industriale, superando i problemi tecnici. Questi ultimi ritrovati si aggiungono a una serie di altre proteine in studio, sempre ispirate dalla natura. La rivista Nature qualche mese fa ha pubblicato un altro studio, nel quale un team di ricercatori statunitensi con estrema pazienza ha estratto le secrezioni gastriche di una particolare specie di termiti, sempre per carpirne i segreti. Ne sono risultati circa 500 geni dei batteri associati con la degradazione del legno, dei quali si stanno cercando quelli più efficienti. Tutte queste informazioni potranno essere usate ad esempio per far crescere in laboratorio i batteri da usare poi negli impianti di produzione dei biocarburanti, ma c’è anche chi pensa ad applicazioni più vantaggiose: fra le varie applicazioni dei batteri sintetici che sta cercando di costruire il genetista americano Craig Venter ce n’è anche una in questo campo: prendendo il meglio da tutti i Dna in natura si potranno ottenere dei superdigestorì di cellulosa.
I VANTAGGI DELLA CELLULOSA - I biocarburanti ricavati dalla cellulosa del legno, delle erbacce, dei materiali organici in generale, sono molto vantaggiosi rispetto a quelli tradizionali: bruciare etanolo da cellulosa abbassa le emissioni rispetto alla benzina dell’87%, mentre quelli da cereali al massimo del 28%. Inoltre la cellulosa contiene 16 volte l’energia usata per produrla, mentre la benzina solo cinque e l’etanolo da mais 1,3. Il problema è trovare il modo di rompere i legami di questa molecola per trasformarla.
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06 maggio 2008
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