Inserito da: solleviamoci | Maggio 6, 2008

Si allarga l’inchiesta sul cardiochirurgo Marcelletti: pedopornografia

L’indagine che ha portato all’arresto del cardiochirurgo Marcelletti per peculato, concussione, truffa e detenzione di materiale pedopornografico ha avuto origine da intercettazioni effettuate per sgominare una fitta rete di appalti illeciti. Il professore era al centro di un giro di illeciti che coinvolgerebbero decine di persone in Sicilia e nel Lazio.

L’inchiesta che vede coinvolto il professor Carlo Marcelletti, cardiochirurgo di fama internazionale, è partita dalle minacce subite da una donna, che ritrovò nella sua auto la testa mozzata di un cane. Gli agenti del commissariato Zisa, che si occupavano del caso, in seguito ad intercettazioni del fratello della vittima - un imprenditore che gestiva appalti per l’ospedale Civico di Palermo, indicato dalla donna come possibile autore del gesto per dissidi familiari - hanno scoperto il coinvolgimento in affari illeciti del luminare.

Dall’ascolto delle conversazioni del presunto responsabile delle intimidazioni, la Mobile di Palermo è riuscita a ricostruire una fitta rete di illeciti amministrativi che avrebbe al centro proprio Marcelletti. Sono quattro i reati contestati al cardiochirurgo: il peculato, la concussione, la truffa e la detenzione di materiale pedopornografico. Quest’ultima accusa fa parte di un altro filone di indagine e sarebbe legato alla scoperta di alcuni Mms hard nella memoria del cellulare del professionista.

Per quanto riguarda le altre contestazioni, secondo la polizia per mesi il cardiochirurgo non avrebbe fatturato l’attività medica svolta intramoenia nell’ospedale Civico, intascando così tutto l’onorario delle visite effettuate ed evitando di dare all’azienda la percentuale che le spettava per legge. La condotta, che porterebbe al reato di peculato, avrebbe fruttato migliaia di euro al professionista con un rilevante danno all’azienda ospedaliera. Dalle intercettazioni telefoniche e ambientali effettuate dalla Mobile, inoltre, è emerso che Marcelletti proponeva ai genitori dei piccoli pazienti, che avrebbe dovuto operare, di usufruire nella struttura pubblica del trattamento ospedaliero previsto per chi sceglie il “privato”, certificando, invece, che l’operazione era stata eseguita a costo del servizio sanitario nazionale. Il medico avrebbe preteso in cambio del trattamento di favore donazioni in denaro per la sua associazione la Abc (Associazione per la cura del bambino cardiopatico-Onlus). La condotta del medico è stata confermata dalla testimonianza di alcune delle persone offese e da intercettazioni, in seguito alle quali è stato contestato il reato di concussione, e da accertamenti documentali per i quali il magistrato ha contestato la truffa aggravata.

Inoltre, parte del denaro preteso ai genitori dei piccoli pazienti sarebbe stato destinato da Marcelletti non alla associazione Abc, ma alle sue casse personali e impiegato per cene e viaggi. L’inchiesta è partita nell’aprile del 2007. Al filone investigativo condotto dalla polizia si è aggiunto quello della Guardia di Finanza che indagava, a seguito di un esposto anonimo, sulle forniture sanitarie e parasanitarie. E proprio sulla gestione delle forniture si incentrano, ora, le attività della polizia che ha effettuato decine di perquisizioni in imprese e società del settore del Lazio e di Palermo. Secondo indiscrezione sarebbero decine gli indagati.

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06/05/2008 17:39

Risposte

Senza parole…

a parte l’accusa di pedo, che va dimostrata, hanno scoperto l’acqua calda.

Sono centinaia i professionisti che non rilasciano fatture. Qual’è la differenza a fregare l’ospedale o lo stato? Chiedere soldi per l’ONLUS o sottobanco?

Finirà tutto in una bolla di sapone, come sempre

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