Inserito da: solleviamoci | Maggio 7, 2008

Birmania: «Le vittime possono essere più di 100mila». Il 40% bambini

Uno degli alberi sradicati dal ciclone in una strada di Rangoon (Afp)

Uno degli alberi sradicati dal ciclone in una strada di Rangoon (Afp)

Nuova drammatica stima dell’ambasciatore Usa mentre “Save the Children” indica la percentuale dei minorenni

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ROMA - «Le dimensioni della tragedia causata in Birmania dal passaggio del ciclone potrebbero ancora molto più vaste di quanto stimato fino ad ora. «Le informazioni che abbiamo ricevuto – ha detto Shari Villarosa, dell’ambasciata Usa in Birmania – indicano che le vittime potrebbe essere più di 100mila». Mentre circa il 40% delle vittime e dei dispersi in Birmania, a seguito del ciclone Nargis, sono bambini. Lo riferiscono operatori di Save the Children impegnati nell’azione umanitaria.

LOTTA CONTRO IL TEMPO«Molte aree – dichiara Andrew Kirkwood, Direttore di Save the Children in Birmania- sono ancora completamente sommerse dalle acque salate e sono migliaia quelli che non hanno accesso ad acqua potabile e cibo. Se gli aiuti non raggiungeranno immediatamente queste zone, il numero dei decessi salirà drammaticamente. È una lotta contro il tempo. La nostra priorità è cercare di raggiungere i bambini e le loro famiglie rimaste senza assistenza. È una situazione molto simile a quella dello tsunami del 2004». Save the children in Birmania ha iniziato a fornire cibo, teloni di plastica, soluzioni per potabilizzare l’acqua e sali reidratanti a 50.000 persone le cui case sono state distrutte.

LE RAGIONI DEL DISASTROIl ciclone non poteva essere evitato, ma l’impreparazione che ha generato in Birmania un disastro che ha provocato 27.000 morti, 41.000 dispersi e più di un milione di senza tetto sì. «Le autorità birmane si sono fatte cogliere impreparate dal ciclone.

Eppure, come ci siamo resi conto noi stessi consultando le previsioni via Internet, si è trattato di un disastro annunciato con estrema precisione. Con un minimo di organizzazione, forse si sarebbero potute salvare molte vite umane»: a raccontare, all’aeroporto di Fiumicino, l’avventura di una vacanza che non dimenticherà mai è Silvano Scrimali, un turista rientrato dalla Birmania con tutta la famiglia e in procinto di proseguire per Catania. Mostra la «mappa» del percorso del ciclone stampata con il computer e, con la moglie Grazia cerca di descrivere il disastro di cui sono stati testimoni con tutto il gruppo di connazionali appena giunti a Roma via Bangkok. «Paura? No, perché nelle ore del disastro ci trovavamo a Bagon, nel nord del paese. Con le linee aeree interrotte, il trasferimento a Rangoon lo abbiamo fatto in pullman, 18 interminabili ore, e a mano a mano che ci avvicinavamo alla capitale le scene si sono fatte sempre più sconvolgenti».

COMMOZIONE – Alla fine non trattiene la commozione al ricordo di un giovane volontario birmano: «Non aveva più notizie della propria famiglia – ricorda – ma continuava a prodigarsi per tutti noi». «È impressionante ciò che può fare la natura – dice Mario Grifoni, di Terni – Non avevo mai visto nulla di simile: alberi abbattuti, strade allagate, gente disperata senza casa, piccole case tra l’altro, senza acqua ed energia elettrica. È gente che non meritava tutto ciò – aggiunge con le lacrime agli occhi – Occorrono aiuti subito, più passa il tempo e più c’è il rischio di epidemie». «Per fortuna eravamo lontani dal passaggio di Nargis – raccontano Claudia Lancellotti di Roma e Giuseppe Scarpelli di Cosenza – Ma quando siamo giunti a Rangoon, abbiamo potuto vedere con i nostri occhi quello che era successo nella capitale: una vera devastazione. Ora dobbiamo fare di tutto per non lasciarli soli».

APPELLO DELLA CROCE ROSSA - Intanto la Federazione internazionale della Croce Rossa ha lanciato oggi un appello urgente in favore delle vittime del ciclone Nargis, che ha sconvolto la Birmania, chiedendo circa 4 milioni di euro per finanziare l’acquisto di forniture di soccorso. In particolare la Federazione internazione della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha chiesto aiuti per fornire ai sinistrati rifugi di emergenza, zanzariere, acqua e altri prodotti di prima necessità. «Si tratta – spiegato l’organizzazione – di un appello preliminare poichè l’ammontare sollecitato e tutta l’operazione senza dubbio andranno rivisti sulla base delle nuove informazioni che ci giungeranno».

ANCORA 5000 KM QUADRATI SOTT’ACQUA - Arrivano di ora in ora sempre nuove notizie sul disastro. Oltre 5000 km quadrati del delta del fiume birmano Irrawaddy sono ancora sott’acqua e più di un milione di persone sono senzatetto. L’altezza dell’acqua è di circa sei metri. Lo hanno detto fonti dell’Onu.

PAPA: «ALLEVIARE SOFFERENZE» - E sulla catastrofica situazione in Birmania è interbvenuto anche il Santo Padre. «Aprire il cuore alla generosità per alleviare sofferenze di quanti hanno perso i loro cari, i beni e i mezzi di sussistenza in Myanmar» ha chiesto il Papa rinnovando all’Udienza Generale il suo appello agli aiuti internazionali per le popolazioni colpite, alle quali ha detto «sono spiritualmente vicino».

07 maggio 2008

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fonte:http://www.corriere.it/esteri/08_maggio_07/birmania_ciclone_nargis_disastro_annunciato_turisti_b1c2eebe-1c0b-11dd-a20b-00144f486ba6.shtml


Risposte

  1. La Giunta Militare che affama, tortura, priva di ogni diritto il Popolo Birmano da oltre 40 anni trova il tempo per effettuare una caccia ai blogger, le uniche voci libere che riescono ad uscire, con estrema difficoltà in questo momento dal Myanmar.
    In Birmania, dove gli aiuti arrivano con difficoltà, perchè il regime non accetta che in una nazione blindata da decenni, l’aiuto dei volontari internazionali possa diventare una strada verso un’eventuale conoscenza e consapevolezza per un popolo oppresso,
    in Birmania, dove i soccorsi non sono ancora arrivati in maniera sostanziale e i morti di stenti e di colera saranno pari a quelli fatti dal ciclone,
    in Birmania dove si assalgono gli operatori con i sostegni perchè la disperazione dopo una simile tragedia arriva al parossismo,
    proprio in Birmania l’esercito non cerca di aiutare i sopravvissuti, ma cerca i blogger perchè nessuna voce arrivi dal paese, sino ad ora, silenzioso.


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