Inserito da: solleviamoci | Maggio 7, 2008

“Caro Alemanno, venga da noi prima di parlar male del Gay Pride”

Lettera di una lettrice al primo cittadino di Roma dopo le polemiche sull’esibizionismo sessuale. “E’ anche il mio sindaco, si stupirà dell’accoglienza”

Caro sindaco Alemanno<B>"Caro Alemanno, venga da noi<br>prima di parlar male del Gay Pride"</B>
.
Leggo le sue dichiarazioni sul Gay Pride, secondo cui esso sarebbe “una manifestazione di esibizionismo sessuale“, anche un po’ aggressivo e decido di scriverle per farle notare alcune cose.

Già nel GayPride Nazionale di Roma dell’anno scorso, visto il momento difficile per la comunità gay (legge sui Dico affossata in Parlamento), la quasi totalità dei transessuali, decise spontaneamente di sfilare più coperta del solito. Giornali e televisioni, non contenti delle immagini di quel giorno dovettero rivangare vecchie immagini di repertorio per poter dare la loro deviata e pruriginosa informazione sul Pride. Perché, invece di “leggere” il Pride sui giornali, non viene davvero a vederlo, come le ha chiesto Imma Battaglia?

Troverà centinaia di migliaia di cittadini e cittadine romani, che sfilano con i vestiti di tutti giorni. Perché, come uomo delle istituzioni, non chiede alla stampa e alle televisioni, di non mostrare immagini eccessive che sono oltretutto minoritarie? Non lo dico certo per perbenismo, ma perché anche a me sembra ogni volta una strumentalizzazione, dare del Gay Pride una sola immagine. In questi giorni Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay Nazionale, ha chiesto alla comunità GLBT di sfilare al prossimo pride bolognese con il vestito del proprio mestiere.

Le faccio notare, inoltre, che le strade di Roma, ogni notte, sono teatro di esibizionismo sessuale ben peggiore, da parte di centinaia di migliaia di uomini, che mette a rischio anche la sicurezza stradale. Pensi alla Salaria, un autentico bordello a cielo aperto, dove trovano sfogo davvero troppi bravi padri di famiglia, oltre tutto con ragazzine nemmeno maggiorenni. Mi auguro che come sindaco la sua priorità sia difendere quelle donne dallo sfruttamento punendo chi crea pericolo alla cittadinanza.

Di recente ho difeso la croce celtica
che porta al collo. Per qualcuno è un simbolo di morte perché viene equiparata alla svastica. Lei ha spiegato perché la porta al collo, per ragioni affettive, ed io credo che all’oggettività dei simboli, dobbiamo pur aggiungere l’umanità che essi posseggono e il valore soggettivo che gli si conferisce. Non metterei mai bocca sulla sacralità dell’amicizia. Credo, semplicemente, nelle parole che dice.

Provi ora a fare lo stesso esercizio
per il Gay Pride, manifestazione che ricorda il giorno in cui un gruppo di trans, a New York, si ribellò alle botte e agli stupri quotidiani dei poliziotti. Esso per la comunità gay ha un valore simbolico. Il colore, le piume, la musica, ove ci sono, sono simboli di gratitudine verso chi, per primo, si è ribellato.

Caro Alemanno, oggi lei è anche il mio sindaco
ed io, pur militando nel PD, faccio parte di quei 70.000 che si sono rifiutati di votare Rutelli. Le cose che lei dice sul Gay Pride, sono le stesse che pensano molti miei compagni di partito, quindi non ne faccio affatto un momento di scontro politico, ma la richiesta di una semplice cittadina al suo sindaco. Che sia il sindaco di tutti: venga a vedere che cosa è il gay pride.

Si stupirà di venire accolto
con gioia, tanto siamo abituati ad essere rifiutati, persino da chi dovrebbe essere dalla nostra parte. Faccia questa cosa rivoluzionaria, creda nelle mie parole come io credo nelle parole dei ragazzi di Colle Oppio quando dicono di non essere più fascisti. Anche questo è un passaggio di riconciliazione nazionale. Pensi ai tanti sindaci di destra delle capitali occidentali che sfilano al Gay Pride.

E superi anche lei il pensiero
che l’omosessualità distrugge la famiglia. Noi facciamo parte delle famiglie eterosessuali e combattiamo per vedere riconosciute le nostre, a volte i migliori interpreti di questo valore, per la forza con cui lo desideriamo.

Cristiana Alicata
, militante del Pd e del GLBT, scrittrice.
Guarda il suo blog
.
(7 maggio 2008)

fonte:http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/alemanno-lettera/alemanno-lettera/alemanno-lettera.html

Risposte

Bellissima lettera.
Ho letto anche questo post nel suo blog.
Brava Alicata.

Fossi io Alemanno, andrei al Gay pride, anche solo per onorare le sincere intenzioni della scrittrice, anzi farei di più: ci andrei in sua compagnia.

Edgar ti andrebbe male, forse la signora ha altre tendenze :-)

In quanto all’ostentazione della sessualità, visto i tempi e senza eccezioni, se ne fà anche troppa. Può anche essere una conquista sociale, ma il target immaginario maschile è sceso sulla media dei 27 anni e questo manda in crisi le coppie.

Che palle co’ ’sta storia dell’ezibizionismo, che scusa squallida! Una festa è una festa, se qualcuno di loro si vuole mettere le piume se le metta, e punto. Sono molto più travedstiti molte donne e molti uomini nella vita di tutti i giorni, e spesso anche più ridicoli.
Ma figuriamoci se Alemanno va al Gay Pride! :D
Brava Alicata, l’hai votato? Vedrai come ti ripaga!

Io ho rispetto per le persone omosessuali, ne conosco alcune” aveva detto in mattinata il primo cittadino di Roma intervistato su RaiNews24, “ma temo che il Gay Pride sia un’altra cosa: è un fatto di esibizionismo sessuale ed io sono contrario a qualsiasi forma di esibizionismo, sia omosessuale sia eterosessuale”. Secondo Alemanno “il problema non è omosessualità sì o no, ma esibizionismo sì o no”; un tema che - promette - sarà discusso in consiglio comunale per cercare di “trovare una formula che non offenda nessuno”. Guai però a pensare a una deriva reazionaria: “Nel centrodestra”, precisa, “c’è una cultura liberale che non mette in discussione i comportamenti, le libertà individuali e il rispetto della privacy”.
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Ah, ok, ora è più chiaro. Traduco per gli omosessuali:
brutti culattoni, il problema non è che voi siate tali: non riapriremo i campi di concentramento per voi. Il gas costa troppo.
No, potete esistere, e provare le combinazioni che volete nel chiuso delle vostre quattro mura. Chiuso a chiave, per favore.
Ma quando uscite in strada, fate i seri! Mettetevi tutti giacca e cravatta, una bella croce celtica al collo, sostituite Mina con Califano, ruttate, prendetevi a pacche sulle spalle, e salutatevi con un bel mortacci tua! Se capita qualche bella figliola a vista, lesbica o no, voi toccatele il culo, per non sbagliare.
Allora potrete sfilare.

“Ah, ok, ora è più chiaro. Traduco per gli omosessuali:
brutti culattoni, il problema non è che voi siate tali: non riapriremo i campi di concentramento per voi. Il gas costa troppo.
No, potete esistere, e provare le combinazioni che volete nel chiuso delle vostre quattro mura. Chiuso a chiave, per favore.
Ma quando uscite in strada, fate i seri! Mettetevi tutti giacca e cravatta, una bella croce celtica al collo, sostituite Mina con Califano, ruttate, prendetevi a pacche sulle spalle, e salutatevi con un bel mortacci tua! Se capita qualche bella figliola a vista, lesbica o no, voi toccatele il culo, per non sbagliare.
Allora potrete sfilare.”

… Superlativo! E’ chiaro il riferimento sull’ipocrisia che si legge tra le righe.

Mi inviteresti a vedere il Gay Pride con te? ;)

Quando vuoi, Edgar! :)

E brava la nostra traduttrice!
Però secondo me, alla fine del secondo paragrafo, manca un inciso: “le chiavi, preferibilmente, le teniamo noi”…

L’ipocrisia non è necessariamente una colpa, è anche un toccasana, un collante elastico che ci aiuta a vivere nelle società. Ci impedisce di trascendere e litigare, fa rima con sopportazione e concivenza.

Immaginate una società priva di ipocrisia, non si salverebbe nessuno.

…Molto astrattamente Matteo. Io sono l’esempio vivente di quasi-mancanza di ipocrisia… ti basta?
Te lo dico così in pubblico, questo perchè odio l’ipocrisia e sono in guerra quotidianamente con essa.

Elena, bellissimo il tuo inciso.

quasi mancanza :-)

Edgar quando la tua ipocrisia sarà a zero, allora parlami di te e dei tuoi contatti

Prima ho scritto solo per modestia, Mat, in realtà la mia ipocrisia è già a zero, e, per non essere ulteriormente “attore”, ma reale e sincero, ti scrivo dicendoti che hai dimenticato il punto interrogativo alla tua domanda, se nel caso così non fosse, non comprendo la tua affermazione (per come sto scrivendo, mi sento Groucho di Dylan Dog… wow!).

Per quanto riguarda i miei contatti, non comprendo cosa intendi e poi, anche se te ne parlo, come tu mi chiedi, non potresti mai sentirmi, proviamo?
….
Sentito? Certo che no, fino a che scriviamo, non possiamo ascoltarci, quindi non ti parlo dei miei contatti…. caso mai, te ne scrivo… ma cosa diavolo intendi però? :)

Ciao Mat.

Ipocrita di uno schermo di computer! :D
Adesso, dopo aver cambiato postazione, noto che dopo “zero” c’hai messo una virgola e non un punto! Quindi il senso della tua frase ora mi è più chiaro… insomma :(
Non riesco a comprenderla bene Mat. Intendi forse chi frequento? Oggi giorno?

‘caz..! Sta arrivando Osama per il thè delle 17:00! Porcaccia zozza! Oggi arrivava in compagnia del Mullah Omar! Devo ancora preparare la tavola e i biscotti!
Scappo!
Un saluto a tutti.

Caro Edgar mi sa che dovrai sopportare i miei errori, cercando di capire quello che intendo anche se mi esprimo in modo sgrammaticato.

Per contatti intendo riferirmi ai tuoi vicini, ai conoscenti, ai colleghi di lavoro e anche a chi incontri per caso..
Ci sarà tra loro qualcuno che meriti un Vaffa, un vaffa che per educazione e un pò (solo un pochino) di ipocrisia gli hai risparmiato.

ah ah! E qua ti volevo caro Matteo :)
…Io sono diverso.

Ciao :)

…Ci sono cose che voi umani… ;))

Ariciao.

P.S.: io sopportare i tuoi errori? Ma certo! Altrimenti cosa dovrebbero dire di me le “maestrine” Skakkina ed Elena :(
Siamo messi male io e te Mat, rispetto a loro, anzi, ti invito a farti un giro qui: http://www.glottorellando.wordpress.com

Glottorellando è… troppo forte. Per i miei momenti di alta cultura, e lo dico senza alcuna ironia. Poi a volte (spesso) mi sento inadeguata ed ignorante, quindi sto zitta e non lascio traccia del mio passaggio.

Mat, forse confondi ipocrisia con “diplomazia” o “tatto”… Se io e te fossimo ipocriti, ci daremmo ragione a vicenda. Invece, dacché siamo (io non molto…) diplomatici, discutiamo senza passare ai coltelli… anche perchè sarebbe una cosa del tutto virtuale! :)
Sei d’accordo?

Si Elena, ma lasciami la convinzione di credere che la diplomazia, non sia altro che una forma “aristocratica” dell’ipocrisia.

Capisco la tua posizione, caro Mat.
Ma l’unica diplomazia in cui a volte riesco è quella di dire le cose in modo non troppo feroce… ed è a quella che mi riferivo. Come ben sai, vado sempre giù piuttosto piatta…! :D

Mah… sono perplesso Mat al riguardo.
Possiamo credere invece che la diplomazia sia l’arte del “buon viso a cattivo gioco” che quasi quasi sfiora il concetto di ipocrisia, ma non lo è. Credo piuttosto che si tratti di uno strumento potente in mano agli uomini, per fare in modo che non ci si mandi troppo a quel paese.
Del tipo: l’ambasciatore tizio non è d’accordo con l’ambasciatore caio sul velo alle donne nella propria nazione, anzichè mandarsi a quel paese entrambi, con conseguente odio tra le nazioni, qualcuno ingoia il rospo un pò più ruvido dell’altro e le cose, continueranno ad andare pacificamente.

Per quanto riguarda i miei contatti, essi sono: la terra, il cielo e l’albero che mi ripara dal sole e che mi da il cibo da mangiare… non ti avevano detto che sono un’eremita? Con un computer tra le mani? … Scherzo!

(Per Elena: a proposito di sentirsi inadeguati su glottorellando, ma a te Cocoina, non ti fa spavento? Io quasi non la capisco, a volte sembra parli un’altra lingua! Ed è costante pure!)

NOOO!!! E’ proprio quello che non volevo! Vado subito a “scancellare” tutto!
Ma inadequati di che? :O Non m’importa se non commentate, ma non dovete sentirvi inadeguati!
Non cascateci, sono quattro ca***te imparate sui banchi universitari, rimescolate e riapplicate! Faccio solo un po’ di sfoggio gratuito per darmi un tono! :D
Scherzi a parte, il tutto era nato diversamente, da una discussione sulla liceità di un “a me mi” su un blog. Mi sono appassionata e la gente ha cominciato a farmi delle domande. Dopo essermi servita per giorni di uno spazio non mio, mi hanno coinvinto ad aprire un blog (forse per levarmisi dalle scatole? ;D ), che credevo avrebbe avuto lo stesso spirito. Invece nessuno mi chiede niente di niente, quindi io mi metto a parlare con me stessa e a partirmene per la tangente. Sono un po’ delle curiosità che mi vengono man mano e approfondisco, e che cerco di scrivere nel modo più comprensibile possibile, spesso non riuscendovi, forse. Da prendere così, non troppo seriamente, e su cui fare domande, se lo si trova interessante o curioso.
HO SBAGLIATO TUTTO!

Quanto a Coccoina (uomo): non deve spaventare! No, no, Coccoina parla per sogni ed immagini. Per capirlo basta spegnere l’interruttore della razionalità e lasciarsi portare. All’inizio era dura anche per me. Certo che è costante! Ma guarda che è un vero onore, eh! Coccoina è un artista della parola.
Comunque aiuta leggere ogni suo commento due o tre volte, indubbiamente.

Chiedo scusa per l’appropriazione di quetso spazio a fini personalistici: non accadrà mai più! ;)

Ska? Ti ho mai scritto di usare gli spazi tuoi o ho mai censurato qualcosa o qualcuno? Quindi? Questo spazio è libero al 99% - poi magari certi commenti necessiterebbero di un post a parte o comunque diverso, ma se “la discussione” gira su alti temi… mica posso mettermi a fare gli asterischi con i rimandi!!! :D
Tranquilli, tutti. Va bene così.
Ma, Ska: se ti azzardi a “scancellare” allora ti scancello per rappresaglia tutti i tuoi commenti da qui! Klar, mein Schatz? (il tedesco sembra impositivo anche quando dice dolcezze…!)

Solo per comunicarvi di avervi letto.
;)

Ciao.

P.S.: pssst Ska, va bene così, no problem. Non “scancellare” niente. Leggerò due tre volte Cocoina, sicuramente.

Voglio solo ricordare che il mio primo commento considerava l’ipocrisia una qualità utile e necessaria.

In questo blog l’ipocrisia, che è comunque una qualità di cui tener conto, è totalmente assente. E questo solo perchè ci si confronta “tra amici” e senza alcun interesse diretto.

Dovrei fare come Erasmo da rRotterdam, tessere l’elogio dell’ipocrisia, dimostrando come essa riesca ad evitare conflitti e guerre, a tenere insieme le coppie, a reggere il gioco democratico.
:-)

Grande Erasmo da Rotterdam… (ma non era l’elogia della follia?)

Permesso?
Grazie dell’invito!
Letto: moltitudine giovane, crucciato di fare spavento ma passa, grazie a ska che mi sventola l’anima e me la annaffia che non appassisca e, se volete, mi rifarò vivo - tanto per arrovellarvi il cervello.
E, edgar: con costanza!
E non è una minaccia - non mi permetterei mai!

…sottinteso :-)

[...] Questa lettera, pubblicata originariamente sul blog di Cristiana Alicata e nel forum del nostro Circolo, è stata ripresa (oltre che - com’era prevedibile - da una vera marea di siti GLBT) anche da numerosi siti di rilievo, tra cui: Repubblica.it , KatawebNews, Excite.it , pennarossa , Solleviamoci’s Weblog. [...]

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