Il ciclone Nargis devasta l’ex Birmania: migliaia di vittime e centinaia di migliaia di persone senza tetto. Cesvi interviene per affrontare l’emergenza.
Il ciclone Nargis si è abbattuto tra sabato 3 e domenica 4 maggio sul Myanmar meridionale, lasciando dietro sé 27 mila vittime, 40 mila dispersi e centinaia di migliaia di persone senza riparo e senza acqua potabile (dati UN). Il Cesvi, presente dal 2001 nel Paese, si è immediatamente mobilitato per prestare il primo soccorso alle popolazioni colpite.
«La situazione nella capitale Yangon (ex Rangoon) è grave: le vie di comunicazione sono interrotte da tronchi e macerie. La città è priva di energia elettrica e di acqua potabile, le linee telefoniche sono interrotte» testimonia Silvia Facchinello, responsabile dei progetti Cesvi in Myanmar.
Cesvi è stata la prima organizzazione italiana ad operare nell’ex Birmania con un programma di lotta alla malaria e alla malnutrizione infantile, che in questo Paese raggiungono livelli pesantissimi, tra i più alti di tutto il Sud-est asiatico.
Cesvi si sta mobilitando nella regione del delta (Bago e Irawaddy) per un intervento di prima emergenza: distribuzione di cibo, acqua potabile, utensili e kit igienico-sanitari e allestimento di rifugi temporanei.
«Le strutture coinvolte nei progetti Cesvi sono situate nel nord del Paese, in una zona non interessata dal ciclone e quindi non hanno subito danni» - afferma la Facchinello - «Il Sud del Paese è stato invece duramente colpito. Nella zona di Laputta un villaggio è stato completamente spazzato via e circa 10.000 persone sono ferite, senza casa o scomparse. Un’altra priorità è il supporto agli ospedali, che attualmente sono senza medicine e senza elettricità».
Cesvi sta quindi mobilitando le risorse immediatamente disponibili per fare fronte all’intervento di prima emergenza, ma ha bisogno di ulteriori fondi per continuare l’intervento di emergenza.
Per sostenere il soccorso del Cesvi alla popolazione birmana è possibile donare al numero verde 800.036.036 o tramite c/c bancario n. 1000 presso UBI Banca Popolare di Bergamo (codice IBAN IT 14 T054 2811 1010 0000 0001 000) intestato a Cesvi Emergenza, causale “Emergenza Birmania”.
Perché proprio il CESVI? Ma perché hanno il bilancio certificato, tanto per cominciare… e questo significa che ogni singolo centesimo è giustificato ed arriva a destinazione. In secondo luogo perché ne condivido le finalità (non dare un pesce, ma insegnare a pescare – banalizzando all’osso) e, terzo ma non meno importante, perché li conosco da tanto… e di loro mi fido.
elena

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