Fisco; Dichiarazioni on-line, indagato direttore Agenzia entrate
Massimo Romano
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Roma, 8 mag. (Apcom) - Il direttore dell’Agenzia delle entrate, Massimo Romano, è stato indagato dalla Procura di Roma in relazione alla vicenda della pubblicazione su internet delle dichiarazioni dei redditi. Il reato ipotizzato a carico del dirigente è quello previsto dall’articolo 167 della legge sulla privacy, che sancisce il trattamento illecito dei dati “diversi da quelli sensibili e giudiziari che presenta rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali”. Secondo quanto si è appreso, nei confronti di Romano è stato anche emesso un invito a comparire. Gli inquirenti inquadrano le accuse in base anche all’articolo 17 sempre della legge sulla privacy, che riguarda i “limiti all’utilizzabilità dei dati personali”. Il fascicolo d’inchiesta è stato aperto dal procuratore aggiunto Franco Ionta e dal pm Francesco Polino sabato scorso, dopo che il Garante era intervenuto facendo ritirare all’Agenzia delle entrate la pubblicazione on-line, fatta il 30 aprile, dei 730 e dei 740. All’attenzione di chi indaga è intanto arrivato l’esposto dell’associazione dei consumatori Codacons. Gli accertamenti, delegati alla polizia postale, in questi giorni, sono proseguiti ed hanno portato alla identificazione di tutti quei siti, più o meno ‘aperti’, che negli ultimi giorni hanno avviato un vero e proprio commercio sulle liste delle dichiarazioni dei redditi. Romano, 56 anni, sarà sentito entro breve dai magistrati. La sua iscrizione sul registro degli indagati è un atto dovuto ed effetto del rapporto trasmesso a piazzale Clodio dalla polizia postale.
Fonte: Apcom.net

















ah! ah! ah! ah!
Me la rido alla grande!
ah! ah! ah!
Gli spietati vampiri hanno subito un colpo duro!
ah! ah! ah! ah!
Da: edgar su Maggio 8, 2008
alle 9:20 pm
Posso dire che questa è una delle questioni meno interessanti di cui si stia parlando in questi giorni?
E’ opportuno pubblicare questi redditi? Secondo me no, ma chissenefrega, in fin dei conti!
L’unica cosa davvero fastidiosa è cercare poi di rigirare la patata bollente agli utenti che li scaricano. Questo è davvero penoso.
Se permetti, una volta che mi dai l’opportunità di scaricarli, li uso come mi apre, li pubblico sul blog, ecc. Se sono in rete sono pubblici.
Da: skakkina su Maggio 9, 2008
alle 10:12 am
E’ penoso è vero Ska.
)
Ma il post non mira alla questione sulla pubblicazione dei redditi, mira al mio autocompiacimento
Ci hai mai parlato con questi tizi?
Certo che no, sono introvabili, sono come i vampiri (che è il loro mestiere, suggere soldi il più possibile da chiunque e comunque).
Questi vampiri si avvalgono di un’esercito di segugi molto forte: la Guardia di Finanza.
Oh! Sto scherzando! …Ma cmq mi stanno sulle balle come istituzione e temo, che questi burocrati stiano diventando troppo potenti.
Da: edgar su Maggio 9, 2008
alle 10:38 am
Per quanto la mia parte meno nobile possa trarre piacere nel conoscere i redditi di amici e conoscenti, ritengo che la pubblicazione on-line di dati privati sia stato un errore. Quei dati possono solo alimentare la rabbia e l’invidia.
Se vi sono sospetti su delle dichiaraziooni dei redditi, ritenute false, si indaghi. Questo è il giusto uso della Guardia di Finanza, anzichè impiegarla, ora, per seppellire il tutto.
Da: matteo su Maggio 9, 2008
alle 11:38 am