Posted by: solleviamoci | Maggio 9, 2008

DELITTO MORO, DELITTO DI STATO?

Perchè fu ucciso l’onorevole Aldo Moro?

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Obiettivo principale di Hyperion era impedire la salita al potere dei Partiti Comunisti nell’Europa Occidentale, inoltre in quel periodo si sviluppa in Italia una certa Massoneria di importazione americana molto conservatrice.

Nasce la loggia massonica P2 il cui capo e’ Licio Gelli. Obiettivo della P2 era impedire con ogni mezzo che i comunisti andassero al potere in Italia. In quel periodo c’e’ anche l’infiltrazione dei Servizi Segreti nelle Brigate Rosse che cosi’ potevano essere controllate, manovrate e usate.

Fino al 1974 le BR hanno fatto solo azioni incruente, ma ora Hyperion decide si usarle.
Infiltrato un ex frate francescano, Silvano Girotto (Frate Mitra) e in breve tempo l’intera struttura e’ sotto controllo.

A quei tempi i leader delle BR erano Renato Curcio e Franceschini Alberto Franceschini.
8 settembre 1974, Pinerolo, scatta la trappola e guarda caso sono catturati solo Curcio e Franceschini, Moretti sa della trappola e non si presenta.

Nella primavera del 76 i capi storici
sono in carcere… tutti tranne Moretti. Con l’arresto dei capi verra’ riammesso nel comitato esecutivo e di fatto diventera’ il leader delle nuove BR. Moretti trasforma le BR in una organizzazione violenta e paramilitare. Le BR stavano preparando il rapimento di Giulio Andreotti, ma Moretti le convince a spostare l’attenzione sull’onorevole Aldo Moro.

Da quel momento l’onorevole Aldo Moro e’ un’uomo morto. La sua idea di portare al governo membri del Partito Comunista era inaccettabile per la logica di Yalta e non faceva comodo ne’ agli Stati Uniti ne’ all’Unione Sovietica.

Nel “Feed Manual”,
manuale operativo dei Servizi Segreti dell’esercito USA nel 1970, alla direttiva FM-30-31-B Top Secret, ci sono tutte le misure che devono essere prese nei paesi alleati nel caso di una probabile vittoria del Partito Comunista o di una loro imminente minaccia armata.

Dice esattamente agli agenti
cosa fare, quali interventi mettere in atto e come. Dall’infiltrazione alla provocazione, quale azione violenta intraprendere fino ad arrivare “al sequestro e assassinio di leader politici”.

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giovedì 18 maggio 2006

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fonte:http://nowindowsnogates.blogspot.com/2006/05/aldo-moro-perche-fu-ucciso-lonorevole.html

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Brigate Rosse, delitto Moro, Giovanni Galloni e servizi segreti

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/library/gall-o.jpg

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NON CERCATE L’INTERVISTA A GALLONI SUL SITO RAI: L’HANNO ‘DEMOCRATICAMENTE’ RIMOSSA..

..però possiamo offrirvene un estratto (e cmq l’intervista è presente su You Tube):

“Non posso dimenticare un discorso con Moro poche settimane prima del suo rapimento: si discuteva delle BR, delle difficoltà di trovare i covi. E Moro mi disse: ‘La mia preoccupazione è questa: che io so per certa la notizia che i servizi segreti sia americani che israeliani hanno infiltrati nelle BR ma noi non siamo stati avvertiti di questo, sennò i covi li avremmo trovati’ “. Davanti alle telecamere di NEXT, l’approfondimento quotidiano di Rainews24 curato da Piero Di Pasquale, l’ex vicepresidente del CSM ed ex vicesegretario della Democrazia Cristiana Giovanni Galloni confida un ricordo degli anni di piombo che suggerisce paragoni con la vicenda del rapimento dell’imam della moschea milanese da parte della CIA. ‘Ma allora qualche informazione sul rapimento Moro allora dagli americani poteva arrivare?’, chiede Di Pasquale. “E’ possibile - risponde Galloni - d’altronde Pecorelli (il giornalista di OP assassinato in circostanze misteriose il 20 marzo 1979) scrisse che il 15 marzo 1978 sarebbe accaduto un fatto molto grave in Italia e si scoprì dopo che Moro doveva essere rapito il giorno prima… (Moro venne rapito il 16 marzo , ndr.) . L’assassinio di Pecorelli - ha aggiunto Galloni - potrebbe essere stato determinato dalle cose che il giornalista era in grado di rivelare”. Anni di indagini sulla morte di Pecorelli hanno portato di volta in volta a seguire piste dell’estremismo di destra, della Loggia P2, della mafia, fino al processo al senatore a vita Giulio Andreotti e all’ex magistrato Vitalone, chiuso dalla definitiva assoluzione sancita dalla Corte di Cassazione il 30 ottobre 2003. “Del resto - ha proseguito Galloni - tutti i magistrati che hanno lavorato sul rapimento Moro hanno detto che le dichiarazioni delle BR non hanno avuto dichiarazioni del tutto convincenti. Qualcosa ci hanno nascosto. E l’interrogativo nasce in relazione anche ai servizi segreti deviati italiani, che rispondevano prima ai colleghi americani della CIA che ai loro superiori”

mauro

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Da noi devono aver proibito anche il collegamento simultaneo fra due o più neuroni, ultimamente. Mentre da una parte ci viene servito per colazione-pranzo-cena “l’attentatore con lo zainetto” (così almeno siamo sicuri che era lui), e ci viene sospirato nell’inconscio che vi sono “cellule di terroristi pronte a colpire in Italia” (ANSA), dall’altra ci sfila sotto il naso, nella più scandalosa apatia mediatica, l’intervista di Giovanni Galloni, che ha dichiarato, per bocca dello stesso Moro, come le Brigate Rosse - che di lì a poco lo avrebbero rapito - fossero da tempo infiltrate da CIA e Mossad.

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La tesi dell’infiltramento di una qualunque organizzazione pre-esistente (Brigate Rosse, Al Queda, o Hamas non fa differenza), per utilizzarla a tuo vantaggio contro te stesso, …
… è la tesi di fondo di tutti coloro che non credono al “terrorismo” genuino, specialmente quando chi ne trae tutti i vantaggi è lo stesso che dovrebbe esserne la prima vittima.

Il concetto stesso dall’autoattentato poi risale addirittura a Nerone, che scoprì come in un colpo solo puoi radere al suolo una parte della città che va ricostruita, mentre addossi la colpa a chiunque ti dia fastidio in quel momento, scatenandogli contro la furia popolare. (Se lo ha fatto Nerone, che non poteva nemmeno contare sui soldi dell’assicurazione, perchè mai non dovrebbe farlo il dolce Silverstein - o coloro che lui rappresenta, ovviamente - quando in cima a tutto si è pure portato a casa sette miliardi di dollari in contanti?) L’unica differenza, a parte i soldi, e che allora toccò ai cristiani venire accusati e perseguitati, oggi ci vanno di mezzo i musulmani.

Nell’era moderna furono gli stessi sionisti
- che se ne vantano pure apertamente - a rivistare il concetto, travestendosi da arabi nel famoso attentato all’Hotel King David di Gerusalemme, nel 1943, in cui morì un centinaio di persone. L’episodio fu sufficiente a dare inizio alla frattura - ancora oggi insanata - fra sionismo combattente e ebraismo generico, o “legalistico”, se così vogliamo chiamarlo.

E’ quindi evidente - almeno per chi sospetta che il lupo perda il pelo ma non il vizio - che molto di ciò che accade oggi sia come minimo “fortemente influenzato” dallo stesso tipo di forze, e mosso dallo stesso tipo di logica, visto che oltretutto il cui prodest continua insistentemente a puntare il dito in quell’unica direzione. (Non sono evidentemente israeliani, i folli che si fanno saltare in aria nelle pizzerie di Tel Aviv, ma a manovrarli, organizzarli ed aizzarli al momento opportuno contro la tua gente non ci vuole più di tanto).

Se solo riuscissimo a scrollarci dagli occhi
quel velo a 21 pollici che ci viene giornalmente calato davanti, se solo riuscissimo ad annullare la perentorietà di un’immagine come quella del pakistano con lo zainetto (o di un bin Laden che borbotta chissà cosa con il mitra in mano), se solo capissimo, anzi, che quell’immagine quotidiana è proprio messa lì apposta per evitare che ci si ponga ulteriori domande, tutto dovrebbe quadrare con precisione millimetrica.

Invece abbiamo un onorevole,
ex-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, e testimone vivente degli anni di piombo, che ci dice testualmente che le BR agivano sotto il controllo di CIA e Mossad, e la cosa lascia più o meno il tempo che trova.

Talmente dirompente è il potenziale di questa dichiarazione, che il presentatore - chi ha visto lo spezzone avrà potuto apprezzare, agli altri consigliamo di vederlo - ci mette qualche secondo a realizzare cosa si trovi fra le mani, e quel punto cambia completamente registro: si trasforma in una specie di Fantozzi, ingobbisce nella timidezza, struscia le mani sudate, e balbettando chiede al capo di confermare ciò che ha appena sentito. Galloni non solo conferma pacifico (ah, l’immunità parlamentare…), ma raddoppia la posta: non solo fu l’accoppiata CIA-Mossad a manovrare il rapimento Moro, ma Pecorelli con tutta probabilità fini vittima della stessa mano.

Roba da copertina dell’Espresso, Panorama e TuttoRicamo
contemporaneamente, vent’anni fa. Anzi, roba da sciopero generale, caduta del governo e elezioni anticipate, in verità. Oggi, uno sbadiglio a dir tanto.

Ma scusate: se non furono le Brigate Rosse - nel senso di “maledetto imperialista finirai dall’analista” - a volere la morte di Moro, ciò significa che la vollero davvero gli americani (molti, con due mezzi indizi e un pò di intuito, c’erano già arrivati da tempo). Ma se furono gli americani a farlo uccidere, ciò significa che i nostri servizi, e quindi il nostro governo, in qualche misura collaborarono. Ma se collaborarono, mentre ci dicevano che “non riuscivano” a trovare il covo maledetto, vuol dire che ci hanno ingannato. Ma se ci hanno ingannato allora, visto il tornaconto che trassero da Piazza Fontana, dalla strage di Bologna, da quella della Loggia o da quella dell’Italicus, vuol dire che con tutta probabilità ci hanno ingannato anche in quelle occasioni. E quindi non si vede perchè non dovrebbero farlo oggi, raccontandoci la storia del “terrorismo islamico” sotto la porta di casa, vista la posta in gioco colossale - il contollo del Medio Oriente, quindi del petrolio, quindi del mondo, in poche parole - e visto che di mezzo c’è ancora, prima di tutto, l’interesse assoluto dell’accoppiata USA-Israele.

Clip video dell’intervista a Galloni

Massimo Mazzucco

Fonte:
www.luogocomune.net

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fonte: http://www.mariorossi.net/user/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=150

http://www.kaosedizioni.com/mediasfinge.jpg

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ALTRI VIDEO SULL’AFFAIRE MORO

Responses

ricordate via gradoli?
perche’ la polizia arrivò con le sirene spiegate?
perché i tg diedero la notizia dopo pochissimi minuti?
un appostamento discreto non avrebbe permesso di pizzicare qualcuno?

L’italia è piena di misteri insoluti, ma attenti a non prendere lucciole per lanterne.
L’inefficienza spesso dimostrata da alcuni funzionari o le continue “dritte” (forse meglio dire: fuga di notizie”), che ci son sempre state e quasi sempre addebitabili a “mazzette” date sottobanco da giornalisti vari, erano realtà anche di quell’epoca.
Negare il fenomeno del terrorismo rosso o la sua manipolazione durante la fase clandestina e operativa e come negare l’olocausto o le malefatte del fascismo.

o ipotizzare la sua manipolazione durante ……

figurati se nego il terrorismo rosso;
ma quello che ho citato è un fatto!
la notizia la diedero i tele e radio giornali della rai e quindi sotto il controllo governativo, pochissimi minuti dopo l’irruzione.(ma quali mazzette).
Il brigatista moretti diede un consiglio a Zavoli,durante la trasmissione televisiva “la notte della repubblica”: è stato detto e scritto tutto,c’e solo da interpretare. Io mi pongo delle domande,non ho i numeri per interpretare,ma mi sembra che in questo curioso paese non l’abbia fatto nessuno,ma proprio nessuno.

Anche secondo me non si tratta di negare dati oggettivi, ma di “far andare il cervello” al di là di quello che dicono i TG ed i media in generale.
Circolava una battuta, tempo fa, che diceva piùo meno che, aprendo la gobba di Andreotti, sai quanti misteri verrebbero risolti… Ecco. Fermo restando che io la gobba non gliela aprirei nemmeno con l’anestesia… però una bella dose di pentothal… e non solo a lui.
Le brigate rosse sono esistite, punto. E hanno fatto un sacco di danni. In primis, però, proprio a quelli che dicevano di voler “liberare dal giogo imperialista”. Ergo, che ci fosse qualche infiltrato mi sembra molto più che semplicemente probabile… cui prodest tutto ciò? L’affiancamento con Nerone non è poi così peregrino…

“Ergo, che ci fosse qualche infiltrato mi sembra molto più che semplicemente probabile… cui prodest tutto ciò?”
Condivisibile.
Un saluto.

Mi sembra che ormai non si sia più solo nel campo delle ipotesi…

Il revisionismo marcia spedito mentre le ipotesi, dico ipotesi, si arenano.
Non può essere che Moro non lo voleva nessuno. Un compromesso storico che non stava bene a certe correnti della DC, al PSI e agli USA; e che non stava bene neanche all’estrema sinistra, che vedeva in Moro un ostacolo alla teoria rivoluzionaria e paventava un inborghesimento del PCI. Può essere ancora che qualche membro delle BR, deluso da obiettivi che non condivideva e dall’isolamento in cui si sono trovate le BR, avesse deciso di “penirsi”.
Non riesco anche a considerare, visto che di casi è piena la cronaca e gli atti giudiziari, che il caso sia stato gestito con incompetenza e senza accentramento/coordinamento di indagini?

…..a non considerare ….

La tua ultima ipotesi è considerabile, certo, caro Mat. Ma non mi sembra possa stare in piedi: la non competenza ed il non coordinamento delle indagini possono succedere in casi “umili”, del tipo se fossi io la vittima.
Ma ti pare che, con un personaggio di spicco come Moro (checché se ne pensi della sua linea politica) si può pensare alla perquisizione di una casa intera tranne un appartamento (giusto quello che andava perquisito… ;) “perché non ha risposto nessuno quando abbiamo suonato il campanello”? Secondo te, se la DIGOS avesse il sospetto che ho rapito Berlusconi e me lo tengo nascosto in salotto, esiterebbero a buttarmi giù la porta se non rispondo entro cinque secondi? Se incompetenza c’è stata, è stata tutta voluta. Ma più che di incompetenza io parlerei di precisa volontà. Magari non degli inquirenti, ma di chi li ha diretti, comandati o “imbeccati”. Perché ammettere che il rapimento di Moro (SE è stato tutta farina del sacco br) è stato funzionale a determinati fini politici nemmeno troppo difficili da intravvedere è come tirarsi la zappa sui piedi. Cosa che ovviamente nessuno è disposto a fare. Meglio tacere o accampare verità improbabili, tanto poi c’è il segreto di stato… e la gente ha la memoria corta - come recentemente dimostrato. Repetita, a volte, non juvat… siamo cape di coccio!

Secondo un documento allegato alla mia tesi ad Aldo Moro viene detto dal Presidente degli Alpini di Bari che Borghese stava preparando il colpo di stato dal 1968. Il ministro della Difesa viene avvertito da Miceli allora capo del Sios esercito che Moro è stato informato dei progetti di Borghese una settimana dopo Piazza Fontana. Il tentativo di golpe sarà quasi un anno dopo nel dicembre 1970. Fallirà quel tentativo no? Forse bisognerebbe chiedersi se Moro ha avuto un ruolo in quel fallimento.
Un altro documento ci dice che Maletti uomo dei servizi afferma davanti ai magistrati che il progetto di golpe Borghese era appoggiato dal governo americano.
Se per ipotesi Moro avesse salvato questo paese dal colpo di stato com’era suo solito lavorando con la più assoluta discrezione qualche nemico oltreoceano se lo potrebbe essere fatto.
Moro era anche il politico che fortemente voleva un ruolo dell’Italia e dell’Europa nel favorire la distensione tra Usa e Urss già da prima di piazza Fontana, ma non solo. Egli si stava impegnando per arrivare ad un riconoscimento della Cina comunista per favorire l’azione di chi in quel paese voleva la democrazia e il rispetto dei diritti umani. Lo faceva da moderato tutto questo, da persona che non amava per niente il comunismo ma che affermava ad esempio già da anni quando avvenne Piazza Fontana che i comunisti italiani erano indipendenti da Mosca, che ci si poteva collaborare per la costruzione di una democrazia italiana in cui i problemi della gente trovassero una soluzione e in cui la politica tutelasse i diritti fondamentali di ciascun cittadino con la propria azione. Sia in Europa che in Usa avevano portato ben presto Aldo Moro a essere messo fuori dalla porta da quei pochi che hanno in mano il potere nelle riunioni internazionali quando si dovevano prendere le decisioni che contavano. Forse ripartire dal capire il ruolo di Moro a livello italiano e internazionale dal 1960 al 1978 potrebbe farci arrivare alla verità su chi e perchè ha voluto la sua morte.
Alcuni giornalisti russi pubblicati in Usa dalla Stampa libera hanno scritto che era Gelli che da Marsiglia tramite la loggia del Tempio di Gerusalemme riforniva di armi le Br (loro le chiamano le Br Brigata Rossa come effettivamente erano firmati i primi volantini nel 1970). Nessuno si è mai accertato di sapere se era vera una tale gravissima cosa che se provata cambierebbe la storia di questo paese per sempre. Il tutto è stato sicuramente bollato come propaganda russa e dei comunisti, sarà anche così ma la loggia del Tempio di gerusalemme ha anche sede a Lucca e a Viareggio vennero ritrovate abbandonate copie del quarto Comunicato delle br durante il sequestro Moro. A Viareggio soggiornò Borghese nel 1969-1970. A Viareggio un giovane fu ferito e rimase paralizzato alla Bussola il 31 dicembre 1968, un rapporto dei servizi ci dice che dopo quell’episodio Borghese cambia organizzazione del golpe e fonda i gruppi B. Dice anche che delle armi che dovevano rifornire i golpisti se ne occupano personaggi anche versiliesi. Nessuno si è mai chiesto se tali episodi fossero in qualche modo collegati. Rimangono in me interrogativi grandi come case su quegli anni e sul delitto Moro che temo rimarranno senza risposte.
A Aldo Moro (anche se da posizioni politiche del tutto diverse in quanto io convintamente di sinistra) va il mio impegno per capire le responsabilità sul suo omicidio e quello della scorta, alle famiglie per sempre la mia solidarietà. Laura

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