Perchè fu ucciso l’onorevole Aldo Moro?
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Obiettivo principale di Hyperion era impedire la salita al potere dei Partiti Comunisti nell’Europa Occidentale, inoltre in quel periodo si sviluppa in Italia una certa Massoneria di importazione americana molto conservatrice.
Nasce la loggia massonica P2 il cui capo e’ Licio Gelli. Obiettivo della P2 era impedire con ogni mezzo che i comunisti andassero al potere in Italia. In quel periodo c’e’ anche l’infiltrazione dei Servizi Segreti nelle Brigate Rosse che cosi’ potevano essere controllate, manovrate e usate.
Fino al 1974 le BR hanno fatto solo azioni incruente, ma ora Hyperion decide si usarle.
Infiltrato un ex frate francescano, Silvano Girotto (Frate Mitra) e in breve tempo l’intera struttura e’ sotto controllo.
A quei tempi i leader delle BR erano Renato Curcio e Franceschini Alberto Franceschini.
8 settembre 1974, Pinerolo, scatta la trappola e guarda caso sono catturati solo Curcio e Franceschini, Moretti sa della trappola e non si presenta.
Nella primavera del 76 i capi storici sono in carcere… tutti tranne Moretti. Con l’arresto dei capi verra’ riammesso nel comitato esecutivo e di fatto diventera’ il leader delle nuove BR. Moretti trasforma le BR in una organizzazione violenta e paramilitare. Le BR stavano preparando il rapimento di Giulio Andreotti, ma Moretti le convince a spostare l’attenzione sull’onorevole Aldo Moro.
Da quel momento l’onorevole Aldo Moro e’ un’uomo morto. La sua idea di portare al governo membri del Partito Comunista era inaccettabile per la logica di Yalta e non faceva comodo ne’ agli Stati Uniti ne’ all’Unione Sovietica.
Nel “Feed Manual”, manuale operativo dei Servizi Segreti dell’esercito USA nel 1970, alla direttiva FM-30-31-B Top Secret, ci sono tutte le misure che devono essere prese nei paesi alleati nel caso di una probabile vittoria del Partito Comunista o di una loro imminente minaccia armata.
Dice esattamente agli agenti cosa fare, quali interventi mettere in atto e come. Dall’infiltrazione alla provocazione, quale azione violenta intraprendere fino ad arrivare “al sequestro e assassinio di leader politici”.
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giovedì 18 maggio 2006
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fonte:http://nowindowsnogates.blogspot.com/2006/05/aldo-moro-perche-fu-ucciso-lonorevole.html
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Brigate Rosse, delitto Moro, Giovanni Galloni e servizi segreti

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NON CERCATE L’INTERVISTA A GALLONI SUL SITO RAI: L’HANNO ‘DEMOCRATICAMENTE’ RIMOSSA..
..però possiamo offrirvene un estratto (e cmq l’intervista è presente su You Tube):
“Non posso dimenticare un discorso con Moro poche settimane prima del suo rapimento: si discuteva delle BR, delle difficoltà di trovare i covi. E Moro mi disse: ‘La mia preoccupazione è questa: che io so per certa la notizia che i servizi segreti sia americani che israeliani hanno infiltrati nelle BR ma noi non siamo stati avvertiti di questo, sennò i covi li avremmo trovati’ “. Davanti alle telecamere di NEXT, l’approfondimento quotidiano di Rainews24 curato da Piero Di Pasquale, l’ex vicepresidente del CSM ed ex vicesegretario della Democrazia Cristiana Giovanni Galloni confida un ricordo degli anni di piombo che suggerisce paragoni con la vicenda del rapimento dell’imam della moschea milanese da parte della CIA. ‘Ma allora qualche informazione sul rapimento Moro allora dagli americani poteva arrivare?’, chiede Di Pasquale. “E’ possibile - risponde Galloni - d’altronde Pecorelli (il giornalista di OP assassinato in circostanze misteriose il 20 marzo 1979) scrisse che il 15 marzo 1978 sarebbe accaduto un fatto molto grave in Italia e si scoprì dopo che Moro doveva essere rapito il giorno prima… (Moro venne rapito il 16 marzo , ndr.) . L’assassinio di Pecorelli - ha aggiunto Galloni - potrebbe essere stato determinato dalle cose che il giornalista era in grado di rivelare”. Anni di indagini sulla morte di Pecorelli hanno portato di volta in volta a seguire piste dell’estremismo di destra, della Loggia P2, della mafia, fino al processo al senatore a vita Giulio Andreotti e all’ex magistrato Vitalone, chiuso dalla definitiva assoluzione sancita dalla Corte di Cassazione il 30 ottobre 2003. “Del resto - ha proseguito Galloni - tutti i magistrati che hanno lavorato sul rapimento Moro hanno detto che le dichiarazioni delle BR non hanno avuto dichiarazioni del tutto convincenti. Qualcosa ci hanno nascosto. E l’interrogativo nasce in relazione anche ai servizi segreti deviati italiani, che rispondevano prima ai colleghi americani della CIA che ai loro superiori”
mauro
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Da noi devono aver proibito anche il collegamento simultaneo fra due o più neuroni, ultimamente. Mentre da una parte ci viene servito per colazione-pranzo-cena “l’attentatore con lo zainetto” (così almeno siamo sicuri che era lui), e ci viene sospirato nell’inconscio che vi sono “cellule di terroristi pronte a colpire in Italia” (ANSA), dall’altra ci sfila sotto il naso, nella più scandalosa apatia mediatica, l’intervista di Giovanni Galloni, che ha dichiarato, per bocca dello stesso Moro, come le Brigate Rosse - che di lì a poco lo avrebbero rapito - fossero da tempo infiltrate da CIA e Mossad.
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La tesi dell’infiltramento di una qualunque organizzazione pre-esistente (Brigate Rosse, Al Queda, o Hamas non fa differenza), per utilizzarla a tuo vantaggio contro te stesso, …
… è la tesi di fondo di tutti coloro che non credono al “terrorismo” genuino, specialmente quando chi ne trae tutti i vantaggi è lo stesso che dovrebbe esserne la prima vittima.
Il concetto stesso dall’autoattentato poi risale addirittura a Nerone, che scoprì come in un colpo solo puoi radere al suolo una parte della città che va ricostruita, mentre addossi la colpa a chiunque ti dia fastidio in quel momento, scatenandogli contro la furia popolare. (Se lo ha fatto Nerone, che non poteva nemmeno contare sui soldi dell’assicurazione, perchè mai non dovrebbe farlo il dolce Silverstein - o coloro che lui rappresenta, ovviamente - quando in cima a tutto si è pure portato a casa sette miliardi di dollari in contanti?) L’unica differenza, a parte i soldi, e che allora toccò ai cristiani venire accusati e perseguitati, oggi ci vanno di mezzo i musulmani.
Nell’era moderna furono gli stessi sionisti - che se ne vantano pure apertamente - a rivistare il concetto, travestendosi da arabi nel famoso attentato all’Hotel King David di Gerusalemme, nel 1943, in cui morì un centinaio di persone. L’episodio fu sufficiente a dare inizio alla frattura - ancora oggi insanata - fra sionismo combattente e ebraismo generico, o “legalistico”, se così vogliamo chiamarlo.
E’ quindi evidente - almeno per chi sospetta che il lupo perda il pelo ma non il vizio - che molto di ciò che accade oggi sia come minimo “fortemente influenzato” dallo stesso tipo di forze, e mosso dallo stesso tipo di logica, visto che oltretutto il cui prodest continua insistentemente a puntare il dito in quell’unica direzione. (Non sono evidentemente israeliani, i folli che si fanno saltare in aria nelle pizzerie di Tel Aviv, ma a manovrarli, organizzarli ed aizzarli al momento opportuno contro la tua gente non ci vuole più di tanto).
Se solo riuscissimo a scrollarci dagli occhi quel velo a 21 pollici che ci viene giornalmente calato davanti, se solo riuscissimo ad annullare la perentorietà di un’immagine come quella del pakistano con lo zainetto (o di un bin Laden che borbotta chissà cosa con il mitra in mano), se solo capissimo, anzi, che quell’immagine quotidiana è proprio messa lì apposta per evitare che ci si ponga ulteriori domande, tutto dovrebbe quadrare con precisione millimetrica.
Invece abbiamo un onorevole, ex-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, e testimone vivente degli anni di piombo, che ci dice testualmente che le BR agivano sotto il controllo di CIA e Mossad, e la cosa lascia più o meno il tempo che trova.
Talmente dirompente è il potenziale di questa dichiarazione, che il presentatore - chi ha visto lo spezzone avrà potuto apprezzare, agli altri consigliamo di vederlo - ci mette qualche secondo a realizzare cosa si trovi fra le mani, e quel punto cambia completamente registro: si trasforma in una specie di Fantozzi, ingobbisce nella timidezza, struscia le mani sudate, e balbettando chiede al capo di confermare ciò che ha appena sentito. Galloni non solo conferma pacifico (ah, l’immunità parlamentare…), ma raddoppia la posta: non solo fu l’accoppiata CIA-Mossad a manovrare il rapimento Moro, ma Pecorelli con tutta probabilità fini vittima della stessa mano.
Roba da copertina dell’Espresso, Panorama e TuttoRicamo contemporaneamente, vent’anni fa. Anzi, roba da sciopero generale, caduta del governo e elezioni anticipate, in verità. Oggi, uno sbadiglio a dir tanto.
Ma scusate: se non furono le Brigate Rosse - nel senso di “maledetto imperialista finirai dall’analista” - a volere la morte di Moro, ciò significa che la vollero davvero gli americani (molti, con due mezzi indizi e un pò di intuito, c’erano già arrivati da tempo). Ma se furono gli americani a farlo uccidere, ciò significa che i nostri servizi, e quindi il nostro governo, in qualche misura collaborarono. Ma se collaborarono, mentre ci dicevano che “non riuscivano” a trovare il covo maledetto, vuol dire che ci hanno ingannato. Ma se ci hanno ingannato allora, visto il tornaconto che trassero da Piazza Fontana, dalla strage di Bologna, da quella della Loggia o da quella dell’Italicus, vuol dire che con tutta probabilità ci hanno ingannato anche in quelle occasioni. E quindi non si vede perchè non dovrebbero farlo oggi, raccontandoci la storia del “terrorismo islamico” sotto la porta di casa, vista la posta in gioco colossale - il contollo del Medio Oriente, quindi del petrolio, quindi del mondo, in poche parole - e visto che di mezzo c’è ancora, prima di tutto, l’interesse assoluto dell’accoppiata USA-Israele.
Clip video dell’intervista a Galloni
Massimo Mazzucco
Fonte:
www.luogocomune.net
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fonte: http://www.mariorossi.net/user/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=150
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