
Tra 60 e 100mila morti e oltre 200mila dispersi. Questo l’ultimo bilancio delle vittime del ciclone Nargis che ha colpito il Myanmar (ex Birmania) secondo le stime fornite oggi dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli affari umanitari (Ocha). Il bilancio ufficiale fornito dalla giunta militare al potere nel Paese è stato aggiornato oggi a 28.458 e 33.416 dispersi.
Ma secondo il direttore regionale di Oxfam per l’Asia orientale, Sarah Ireland, i morti rischiano di diventare un milione e mezzo, quindici volte le stime più negative, se nelle prossime settimane non verrà coordinato uno sforzo di aiuti umanitari pari a quello messo insieme dopo lo tsunami. “Con 100mila o più persone già uccise probabilmente dal ciclone, ci sono tutti gli elementi per il verificarsi di una catastrofe che rischia di moltiplicare il bilancio dei morti fino a 15 volte nel prossimo futuro”, ha dichiarato la Ireland.
Intanto oggi il quotidiano britannico The Guardian rivela che la giunta del generale Than Shwe sta continuando a esportare riso all’estero invece di darlo alla popolazione. Sacchi di riso destinati al Bangladesh sono stati caricati su di una nave alla fine di questa settimana nel porto di Thilawa, alla foce del fiume Yangon. Il regime militare, che ha il monopolio delle esportazioni di riso del paese, ha detto che vuole rispettare tutti gli impegni contrattuali. Con i prezzi del riso che hanno raggiunto livelli record, più che raddoppiando da gennaio, le esportazioni sono una preziosa fonte di valuta estera per la giunta.
.

…
















