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Chi è Alfano? Chi è il prossimo ministro di Grazia e Giustizia? Ho trovato su radio radicale una gran bella intervista al siciliano doc sulla questione Cuffaro, ma anche sul problema dei rifiuti a Napoli. Dimentico forse di una sentenza di primo grado che ha stabilito che l’ormai ex presidente della Regione Sicilia, ma neo senatore, ha favorito singoli mafiosi passando loro notizie riservate, avute da “talpe” che si annidavano nel palazzo di giustizia di Palermo. Forse dimentico del fatto che Cuffaro è stato condannato a 5 anni e interdetto in modo perpetuo dai pubblici uffici, Alfano gli ha reso onore per questa sua scelta di abbandonare la presidenza dell’ARS:
“lo ha fatto per l’esclusivo e nell’esclusivo interesse del popolo siciliano per una ragione umana oltreché politica, a quest’uomo bisogna rendere atto di correttezza istituzionale e di lealtà nei confronti delle istituzioni regionali”.
Ma non contento attacca pure il presidente di Confindustria. Montezemolo aveva fatto notare come in Sicilia si vive una strana contraddizione, ovvero mentre da un lato gli imprenditori, grazie al loro presidente Ivan Lobello, rischiano la vita ribellandosi alla piagha del pizzo, il presidente della Regione viene condannato per favoreggiamento mafioso. Alfano stizzito risponde in questi toni:
“noi non abbiamo nulla da rispondere perché lo ha fatto Cuffaro dimettendosi. Noi invece vogliamo che inizi la battaglia di Montezemolo contro Bassolino che ha inondato la Campania ed il resto del mondo di puzza”.
Qualcuno dovrebbe dire al futuro ministro della Giustizia, uno, che la puzza è l’ultimo dei problemi, due, che nonostante Bassolino abbia le sue colpe e nessuno vuole fare sconti ad una amministrazione incapace e codarda, il problema dei rifiuti riguarda l’intera nazione perché è un problema di camorra, una criminalità organizzata che ha appestato il territorio campano, e non solo, di rifiuti speciali provenienti dal ricco Nord Italia.
Un’altra chicchetta su Angelino Alfano è proprio lui a regalarcela in una intervista del 2004 al Giornale di Sicilia. L’argomento riguradava l’utilità o meno del costruire un aeroporto ad Agrigento. In Sicilia sono due le strutture aeroportuali degne di nota, “Fontanarossa” a Catania e “Falcone Borsellino” a Palermo. Nell’intervista intitolata “Forza Italia polemica con l’Enac: l’aeroporto di Agrigento serve“, il nostro Angelino Alfano non vuol sentire ragioni e perora la scelta (di Cuffaro) di voler costruire l’aeroporto nella città che gli ha dato i natali. In questa breve intervista Alfano da prova della sua solidità politica nonché della perfetta conoscenza delle problematiche siciliane e dello stato delle cose in Sicilia.
Ad Alfano non interessa minimamente se il potenziale bacino d’utenza di questo aeroporto sarebbe alquanto ridotto, lui fa appello a ben due studi di fattibilità che accertano l’esigenza di una tale struttura, non importa poi che questi studi sono firmati dall’Azienda Aeroporto Valle dei Templi, società che dovrà costruire l’aeroporto medesimo, e dall’Assessorato regionale ai trasporti né che nella vicina (circa 120 Km) città di Comiso (RG) sta nascendo dall’ex base Nato un aeroporto civile.
Alfano, inoltre, rimane quasi stupito quando il giornalista gli ricorda l’importanza della rete di strade, autostrade e linee ferrate affinché l’aeroporto non risulti una cattedrale nel deserto, bene il nostro lungimirante politico risponde così:
“non credo si possa utilizzare come argomento il fatto che prima bisogna realizzare le strade altrimenti non si fa nè l’uno nè l’’altra… Non dimentichiamo che esiste la progettazione (da tempi immemori) per il raddoppio della Agrigento-Caltanissetta, mentre si sta già immaginado il potenziamento della Palermo-Sciacca”.
La connessione logica del “non costruisco l’aeroporto quindi non costruisco le strade” è tutta da dimostrare, questa è la ratio che ha sotteso il progetto del Ponte sullo stretto di Messina. Molto più difficile da smentire, invece, è il fatto che la realizzazione di quella struttura implicherebbe l’immediato potenziamento della struttura viaria dell’agrigentino visto i tempi biblici che caratterizzano la costruzione di tali opere in Sicilia. Si sfiora poi il ridicolo quando il neo ministro parla di: “esiste la progettazione per il raddoppio della Agrigento-Caltanissetta (circa 20 anni)” e del “si sta già immaginado il potenziamento della Palermo-Sciacca”, in fondo lo si sa in Sicilia arrivano fiumi di denaro di modo che la classe politica possa immaginare, pensare, progettare, fantasticare a proprio piacimento.
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4 febbraio 2002 - In un video (acquisito dalla Procura di Palermo) girato alla festa di nozze della figlia del capomafia di Palma di Montechiaro (Ag), Croce Napoli, si vede il giovane deputato nazionale di Forza Italia ANGELINO ALFANO baciare il capomafia..
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Vabbé, si sa che in Sicilia i baci si sprecano.. Un, diciamo così, dovere ‘politico’ oltre che sociale.
mauro
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