Inserito da: solleviamoci | Maggio 12, 2008

La battaglia dei mulini a vento: Il parco eolico di Scansano appeso a una sentenza

Legambiente: «Sarebbe una follia smantellare le torri eoliche e ci auguriamo che il Consiglio di Stato non lo permetta». Domani la decisione.

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la Repubblica, lunedì, 12 maggio 2008

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Il sindaco: “Gli impianti a qualcuno sembrano brutti, mi dicano allora cos´è il bello”

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di ANTONIO CIANCIULLO


ROMA – Regalano energia pulita a 40 mila persone, l´equivalente di una città grande come Avezzano. Tolgono dal cielo 27 mila tonnellate l´anno di anidride carbonica, il gas che sta minando la stabilità del clima. Aiutano l´Italia ad alleggerire la maxi multa che ci pioverà addosso per non aver rispettato gli impegni sottoscritti a Kyoto. Ma potrebbero fermarsi da un momento all´altro: il futuro dei dieci mulini a vento di Scansano, in provincia di Grosseto, dipende dalla decisione che il Consiglio di Stato prenderà domani per porre termine al lungo contenzioso che, come quasi ovunque in Italia, accompagna le fonti rinnovabili nel momento in cui da sogno si trasformano in realtà.

Nell´aprile 2007 il Tribunale amministrativo regionale della Toscana ha bocciato gli impianti accogliendo il ricorso presentato da Jacopo Biondi Santi, la griffe del Brunello di Montalcino sbarcata nelle terre del Morellino dopo aver acquistato dalla moglie dello scrittore Graham Green una tenuta da 500 ettari con il castello medioevale di Montepò che si trova a un chilometro e mezzo, in linea d´aria, dalla torre eolica più vicina.

«Il tram a Firenze per cacciar via lo smog non lo vogliono, gli impianti eolici gli sembrano brutti, ma vorrei sapere io cos´è il bello», si scalda il sindaco di Scansano, Flavio Morini. «Noi abbiamo cambiato tutta l´illuminazione pubblica mettendo le lampadine ad alta efficienza. Abbiamo regalato ai nostri cittadini il kit per il risparmio energetico. Abbiamo ridotto in tre anni di un terzo i consumi idrici per le attività comunali. Stiamo per costruire un impianto fotovoltaico da 2,2 megawatt, in una cava dismessa. E abbiamo creato, grazie a un accordo con la società Gamesa che ha investito 25 milioni di euro, un parco eolico in una zona dove già c´erano tralicci Enel alti 70 metri. È una colpa?»

«La centrale eolica altera la canalizzazione del vento modificando il microclima dei miei vitigni», ribatte Biondi Santi. «Inoltre ho chiesto i danni al Comune e alla Regione perché l´impianto, con le pale che arrivano a 120 metri, incombe sul castello e lo deprezza: l´attività promozionale è diventata difficilissima. Se vanno avanti così finiranno per mettere queste torri orribili anche in piazza Signoria, a Firenze». Il ricorso è stato sostenuto da un comitato a cui aderiscono anche Italia Nostra e Mountain Wilderness, che si oppongono all´impianto perché «deturpa il paesaggio di una delle zone più belle e amate della Toscana, protetta da vincoli storico-ambientali».

Ma come risolvere il rebus energetico, con una domanda che continua a crescere e un vincolo sempre più rigido contro le emissioni di gas serra prodotte dai combustibili fossili? «Se vogliamo limitarci a rispondere usando formulette, possiamo continuare a ripetere solare ed eolico», risponde Biondi Santi. «Ma se il problema lo vogliamo risolvere davvero, allora dobbiamo pensare alle centrali nucleari».

Opposto il parere di Ermete Realacci, ministro ombra per l´ambiente. «A marzo in Spagna si è registrato un sorpasso storico: il sole, il vento e le altre rinnovabili hanno prodotto più elettricità del nucleare. E stiamo parlando di un paese che ricava il 22,7 per cento della sua energia elettrica dall´atomo. Ebbene, l´assieme delle fonti pulite è arrivato al 28,4 per cento, soprattutto grazie all´eolico che da solo garantisce il 16,7 per cento superando anche il carbone».

Un trend confermato dai dati del Kyoto Club, il cartello delle imprese impegnate in campo ambientale: negli ultimi anni, il vento ha superato su scala mondiale, dal punto di vista della potenza addizionale, l´atomo; e nel periodo 2008-2012, il nuovo eolico dovrebbe produrre una quantità di energia elettrica pari a due volte e mezza quella del nuovo nucleare.

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fonte:http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=6333

L’ “ebbrezza” eolica mette a rischio le terre del Morellino

Data di pubblicazione: 04.05.2006
Un comunicato stampa di Italia Nostra (a difesa del paesaggio) e la posizione di Lega Ambiente (a difesa dell’eolico), con una postilla di Eddyburg

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ITALIA NOSTRA:
PRONTE 10 MEGA TORRI EOLICHE
DA 110 METRI

Altro che sindrome Nimby (not in my backyard-non nel mio giardino). La guerra all’eolico ormai diffusa in tutta Italia con decine di comitati locali è, al contrario, una battaglia in difesa degli interessi nazionali.

L’arrivo dei padroni del vento con la multinazionale spagnola Gamesa in Maremma, è il sintomo più grave di un attacco generalizzato al patrimonio paesaggistico italiano. A Scansano(Gr), così come a Campobasso, si progettano centrali eoliche che vanno a turbare monumenti di valore nazionale, il cui valore è in larga parte determinato dall’essere ancora immersi nel contesto ambientale originario nel quale sono nati.

In Molise, 16 torri eoliche di 126 metri minacciano gli scavi archeologici dell’antica città di Saepinum, posta a cavallo del tratturo più famoso d’Italia (Pescasseroli – Candela), con effetti disastrosi pur essendo a sei chilometri e mezzo di distanza. E se ne è accorta anche la Regione Molise che su questo caso ha decretato una moratoria dell’eolico.

A Scansano, invece, la distanza tra il Castello di Montepò e i più grandi apparati industriali mai costruiti dall’uomo, sarebbe di soli due chilometri e mezzo.

Non a caso, in questo comprensorio, il PTC (Piano Territoriale di Cordinamento) della Regione Toscana, prescrive che gli stessi interventi “legati all’attività agrituristica e alla valorizzazione della produzione vinicola saranno realizzati secondo criteri di rigorosa compatibilità con l’integrità del contesto ambientale[...]”.

“Se perfino in Maremma, fino ad oggi luogo esemplare di gestione del paesaggio italiano”, ha dichiarato Oreste Rutigliano, Coordinatore del Comitato Nazionale del Paesaggio “dovesse passare questa aberrazione, vuol dire realmente che siamo di fronte ad una emergenza nazionale. La Regione Toscana, bloccando questo insediamento ci riconfermi che vuole essere ancora un punto di riferimento di buon agire culturale”.

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LEGAMBIENTE CONTRO ITALIA NOSTRA
SI’ A EOLICO SCANSANO (AGI)

Legambiente si costituira’ “ad adiuvandum” della Provincia di Siena – nonche’ del comune di Scansano, della Regione Toscana e della Sopraintendenza di Siena – in difesa del parco eolico di Scansano, per ottenere che sia respinto il ricorso presentato da Italia Nostra che, se accolto, bloccherebbe la realizzazione dell’impianto. Come spiegano in una dichiarazione il presidente nazionale di Legambiente Roberto Della Seta e Fausto Ferruzza, segretario di Legambiente Toscana, questa scelta ha un obiettivo pratico e un significato simbolico: “Le dieci pale eoliche di Scansano – sottolineano i dirigenti di Legambiente – sorgeranno dove ci sono gia’ i tralicci, di analoga altezza, di un grande elettrodotto, dunque il loro impatto paesaggistico sara’ molto limitato. D’altra parte, esse consentiranno di approvvigionare con energia pulita quasi 50 mila persone, per un significativo risparmio di emissioni inquinanti”. Per tutto questo, aggiunge Legambiente, battersi contro un intervento cosi’ vuol dire negare le ragioni stesse dell’ambientalismo: “Dire no all’eolico, come alle metropolitane o agli impianti di compostaggio dei rifiuti – affermano Della Seta e Ferruzza -, e’ ostacolare una vera riconversione ecologica dell’energia, dei trasporti, in generale dell’economia e della societa’. Nel caso di Scansano, dire no al parco eolico significa ostacolare ‘la Maremma che vogliamo’: senza nuova autostrada, con un’Aurelia finalmente sicura, ma anche con un modello di produzione e consumo di energia meno legato ai combustibili fossili e di piu’ alle fonti pulite”.

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Postilla a Legambiente

Chi non conosce il territorio pensa che se una soluzione tecnica buona lo è indifferentemente dappertutto. I pannelli solari sono buoni? Allora installiamoli anche sul Colosseo, e magari sotto i portici di San Pietro. Le torri eoliche sono buone? E allora fottiamocene del paesaggio, magari anche dove il vento è poco.

Che dire poi dell’affermazione “le dieci paleeoliche sorgeranno dove ci sono già i tralicci”? Ricordo che Chicco Testa, quando non era più presidente di Legambiente ma lo era dell’ENEL si propose di eliminare i tralicci dove disturbavano il paesaggio…

Nota: Qui su Eddyburg, per metodologie non arbitrarie di decisione riguardo al territorio e nuove tecnologie energetiche, anche due contributi recenti nei casi dell’Australia e del Regno Unito ; su Mall/Piani, anche alcune linee guida alla progettazione sostenibile (non solo per l’eolico) della East of England Regional Assembly (f.b.)

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fonte:http://eddyburg.it/article/articleview/6531/0/152/

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E VOI COSA NE PENSATE?


Risposte

  1. «Ma se il problema lo vogliamo risolvere davvero, allora dobbiamo pensare alle centrali nucleari»

    Invece i funghi delle centrali nucleari sono bellissimi!
    Le scorie poi se le mettessero vicine al “brunello” gli farebbero sicuramente bene…

  2. Se fosse vero che l’impianto fornisce energia per 40.000 persone, almeno avrebbe un senso, ma purtroppo è un falso ben confezionato.
    Dal bilancio ufficiale della s.r.l. Poggi Alti (gestrice dell’impianto) depositato a marzo 2008 e relativo al 2007 si apprende che l’impianto ha prodotto 21 GWh.
    Se si tiene conto che il consumo pro capite di ogni italiano (statistiche TERNA) è superiore a 5 MWh, risulta evidente che (21.000 : 5) ha fornito corrente solo per 4.200 persone.
    Peraltro la provincia di Grosseto vanta un surplus elettrico del 40%, mentre la Toscana già da diversi anni ha superato il 33% di energia da fonti rinnovabili.
    Forse non è questo lo strumento adatto a fornire un contributo, e comunque non è il luogo adatto, visto che l’impianto ha lavorato solo 1344 ore/anno, contro le oltre 2000 ipotizzate.
    Sarebbe ora di piantarla di finanziare e costruire cattedrali nel deserto che servono solo ai costruttori e agli amministratori.
    Perché non cominciamo a pensare al solare termico e ad una riconversione dei trasporti su ferro?
    A.M.


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