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Lunedì 12 maggio i precari della Rai si incontrano con Cgil, Cisl e Uil che martedì dovranno vedere i vertici di viale Mazzini. Si tratta del primo risultato di un partecipata e combattiva assemblea svoltasi il 5 maggio e alla quale hanno partecipato quasi 500 precari Rai, riunione conclusasi con una chiamata alla mobilitazione della categoria. Fino allo sciopero, sull’esempio di quanto già fatto dai montatori lo scorso 24 aprile.
I precari Rai sono 1.500 lavoratori a tempo determinato, (redattori, registi, montatori, assistenti) che di fatto da un paio di decenni mandano avanti l’azienda producendo la maggior parte della programmazione del servizio pubblico radiotelevisivo. L’altra programmazione, quella fatta fuori dall’azienda dalle società appaltatrici, ha ben altri costi per la Rai.
I precari Rai, sono sul piede di guerra per l’unilaterale iniziativa aziendale di non rinnovare contratti il cui rinnovo era già previsto per produzioni estive prossime alla partenza (Linea Blu, Cominciamo bene estate, ecc.). Il motivo, a prima vista inconcepibile, sembra doversi ricondurre all’entrata in vigore della recente legge che recepisce l’accordo sul Welfare, firmato da sindacati, imprenditori e governo il 23 luglio 2007.
La legge prevede, a tutela dei precari “d’annata”, l’assunzione di che abbia superato i 36 mesi lavorativi con la stessa impresa. Misura introdotta per evitare il ricorso improprio ai contratti a tempo determinato, fatto solo per abbassare i costi e far tenere bassa la cresta a dipendenti che, di fatto, fanno parte strutturalmente dell’organico produttivo.
Bene la Rai, prima di rinnovare i contratti a persone delle quali ha bisogno da anni, vuol probabilmente capire come fare per non trovarsi ad avere obblighi verso quanti abbiano maturato i diritti previsti dalla legge. I sindacati si trovano così di fronte al difficile banco di prova di far applicare l’accordo (e la legge) da loro faticosamente conquistato. Un banco di prova essenziale anche per riconquistare la fiducia proprio dei precari di Viale Mazzini, bruciati da una certa debolezza sindacale nella gestione dei cosiddetti ‘bacini’ di lavoratori con maggiore anzianità, dalla condiscendenza nelle cosiddette ‘transazioni’ con le quali i precari rinunciano ai diritti maturati in cambio di un nuovo contratto, dalla disattenzione nei confronti di quanti -con minore anzianità - temono di essere fatti fuori, e sostituiti da nuovi assunti, prima di raggiungere la fatidica soglia dei 36 mesi di lavoro.
Per questo la Slc-Cgil nazionale non ha fatto attendere il proprio comunicato ufficiale di solidarieta’ e sostegno ai precari Rai, con l’obiettivo della “stabilizzazione” da perseguire nell’ambito del confronto su rinnovo del contratto di lavoro aziendale:
«In questi giorni si sono rincorsi preoccupazioni e allarmi delle lavoratrici e dei lavoratori della RAI con contratti a tempo determinato, che giustamente vogliono sapere come verrà applicata nell’azienda la nuova normativa, anche a fronte della disposizione di bloccare il rinnovo di alcuni contratti adottata da quest’ultima, senza peraltro informare preventivamente il sindacato» scrive in un comunicato il Sindacto del lavoratori della comunicazione Cgil. «In ogni caso in tempi brevi è necessario aprire la strada della stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato, utilizzando criteri non discriminatori, inclusivi ed equi nei confronti di tutti coloro che si trovano in tale condizione, a evitare il protrarsi di condizioni di incertezza».
Pubblicato il: 12.05.08
Modificato il: 12.05.08 alle ore 20.27
fonte:http://www.unita.it/view.asp?idContent=75355
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