
Allo sviluppo dell’inchiesta, hanno contributo i racconti forniti dallo stesso Tramonte e da Carlo Digilio, altro esponente di Ordine Nuovo, ma anche conosciuto dalla Cia con il nome in codice Erodono. I nomi di Digilio e di Delfo Zorzi ritornano anche nell’inchiesta sull’attentato a Milano, in piazza Fontana. A piazza Loggia, Zorzi, Maggi, Mainfredi avrebbero procurato e custodito la bomba e organizzato l’attentato nel suo complesso. Rauti ne sarebbe stato più che informato.
Il nome del generale Delfino, uomo dei servizi segreti, ma a stretto contatto anche con la ‘ndrangheta, è tornato recentemente agli onori delle cronache per il sequestro Soffiantini, l’imprenditore bresciano rapito nel 1997: Delfino prima estorse 800 milioni di lire alla famiglia, per pagare un informatore che avrebbe dovuto aiutarli nella liberazione, poi fu condannato in via definitiva per truffa aggravata.
Pubblicato il: 15.05.08
Modificato il: 15.05.08 alle ore 14.51
fonte:http://www.unita.it/view.asp?idContent=75456
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La Strage di Piazza della Loggia
“Associazione dei caduti di Piazza della Loggia - Brescia 28 maggio 1974″
La mattina del 28 maggio 1974 una bomba esplode sotto i portici di piazza della Loggia a Brescia, mentre è in corso una manifestazione antifascista indetta dai sindacati e dal Comitato antifascista. L’attentato rivendicato da Ordine Nero, provoca otto morti e più di novanta feriti. L’ordigno era stato posto in un cestino portarifiuti e fatto esplodere con un congegno elettronico a distanza. Due istruttorie si susseguono negli anni: la prima porta a processo, nel 1979, diversi esponenti della destra radicale bresciana. In secondo grado, nel 1982, la sentenza di condanna viene annullata. L’assoluzione definitiva per tutti gli imputati arriva con la Cassazione nel 1985. La seconda istruttoria indica come imputati altri esponenti dell’estrema destra fra cui Mario Tuti. Anch’essi saranno prosciolti per insufficienza di prove (1989).
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fonte:http://www.reti-invisibili.net/piazzadellaloggia/
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