Posted by: solleviamoci | Maggio 16, 2008

«Siamo tutti Nicola»: Sabato in piazza a Verona

verona, omicidio nicola
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Partiranno pullman da Roma, Bologna, Firenze, Massa Carrara, Mantova, Ferrara, Viterbo, Torino, Livorno. Ci sarà un treno speciale da Milano, Brescia e da Padova. Gli antifascisti di tutta Italia scendono in piazza «per sconfiggere insieme la paura», «per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi, libera dall’intolleranza, dal razzismo, dall’ignoranza, perché esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata, perché bisogna guardarsi all’interno, riconoscere il male profondo del nostro tempo e della nostra città». Perché, in sostanza, «al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi».

Il corteo partirà sabato alle 15 dalla stazione di Verona Porta Nuova: ogni informazione è disponibile sul blog aperto in occasione della manifestazione (http://verona17maggio.noblogs.org/). In città si aspettano migliaia di persone che hanno deciso di mobilitarsi perché non è possibile che a Verona «si muoia ancora di fascismo». Nicola, ricordano i giovani antifascisti veronesi, «è stato ucciso non perché avversario politico, non perché rappresentava il nemico, nemmeno perché diverso : migrante, comunista, gay, zingaro, barbone. Solo e “semplicemente” perché estraneo, non familiare, non compatibile».

I cinque giovani responsabili della brutale aggressione sono tutti rinchiusi nel carcere di Montorio, ma la condanna di questo episodio non è stata così condivisa. La destra continua a parlare di bullismo e stenta a riconoscere la matrice politica dell’aggressione. E a Verona, il sindaco Flavio Tosi che nella sua carriera politica ai neonazisti ha dato parecchio spago, continua a premere sul tasto della sicurezza ma senza darle colore: «Riempiendosi la bocca della parola d´ordine sicurezza – dicono i manifestanti che sabato saranno a Verona – ha alimentato una forma di “insicurezza” che non produce voti, legittimando la libera e spontanea pretesa di ristabilire il decoro, di ripulire il centro città e i quartieri dai nemici della presunta veronesità. Perché il suo successo – proseguono – poggia sull’odio, non vive senza un nemico, alimenta una guerra irresponsabile le cui conseguenze pagheremo a lungo. Si deve vergognare per ciò che ha detto e per i silenzi, perché l´acqua che oggi getta sul fuoco se fosse stato coinvolto un non veronese sarebbe diventata benzina. Perché – concludono – non avere detto una parola di condanna sui maledettamente e sempre uguali pestaggi in centro, ha provocato quello che è successo a Nicola».

Pubblicato il: 16.05.08
Modificato il: 16.05.08 alle ore 18.11

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fonte:http://www.unita.it/view.asp?idContent=75508

Comunicato dell’assemblea aperta cittadina. Verona

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Si lotta e si crea anche per ricordare chi ci è stato affine. Non ha importanza se Nicola si dichiarasse antifascista o meno. In questi anni di ripensamenti e ricombinazioni sociali, culturali, politiche, esistenziali, abbiamo imparato a definirci non per quello che siamo ma per ciò che non siamo. A differenza dei suoi assassini Nicola non era nazista, non era fascista, non era razzista, non era leghista, non era un reazionario. Sappiamo ciò che non siamo, ciò che saremo dobbiamo inventarlo. Lontani dalle passioni tristi, gioiosamente, naturalmente, vivere come l’aria che si respira, come ha fatto Nicola. Skate: ebrezza e surf dell’anima. Montagna: tregua, respiro, silenzio. Colore arancio: vitalità e spiritualità. Immaginazione. Vita contro la morte.

Gruppi culturali, teatrali, musicali,
associazioni sociali, migranti, individualità, giovani e meno giovani, con esperienza politica e no. Nella sala Lucchi colma di persone, si è svolta l’assemblea aperta cittadina per la promozione della manifestazione del 17 maggio. Molti gli interventi, le proposte, le idee, le riflessioni. Un esempio di comunicazione e informazione che si alimentano per formare socialità diffusa e un’etica fatta di memoria, immaginazione e concretezza. Ricordare Nicola, non permettere che la sua vita e il suo assassinio siano dimenticati, questo il sentimento più diffuso negli interventi. Da qui le molte proposte, come la posa di una targa commemorativa a Porta Leoni e l’intitolazione di un centro giovanile/biblioteca. Il corteo sarà aperto, comunicativo, partecipato, in cui la città parlerà con la città, le identità si meticceranno con Verona, perchè è con la solidarietà e la relazione che può nascere una nuova sensibilità.


Per sconfiggere l’intolleranza, il razzismo, la discriminazione è necessario far appello alla coscienza civile di Verona e alla sua capacità di autocritica come atto d’amore verso la città stessa, perchè è proprio dalle condizione estreme che possono nascere pensieri e pratiche vivificanti, perchè è proprio dal dissenso che possono nascere sensibilità, coscienza, saperi nuovi. E’ necessario quindi costruire progetti per nuove sensibilità, forme di vita libere, culture innovative e non sottomesse, valorizzare le esperienze di gestione reticolare dal basso, le diversità di genere e di desiderio, di molteplicità di orientamento e identità (glbtq), la lotta accanto ai migranti e contro la guerra, l’impegno per la giustizia sociale, contro la condizione precaria del lavoro, per il diritto alla casa, la creazione di mercati autogestiti (terra/ambiente/produzione/rivoluzione dei consumi). Una nuova sensibilità ha bisogno di creare in maniera cooperativa forme e strumenti di comunanza, dall’aria all’acqua fino alla produzione informatizzata e alle reti.
“C’è fascismo in ogni buca” ci suggeriscono Gilles Deleuze e Felix Guattari. Usciamo all’aperto quindi, fuori dalle logiche gerarchiche, di appartenenza, di potere e di micropotere, per creare una nuova sensibilità non autoritaria.

Assemblea aperta cittadina di Verona

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fonte: http://verona17maggio.noblogs.org/post/2008/05/15/comunicato-dell-assemblea-aperta-cittadina.-verona

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Devo scusarmi per la brutalità dell’immagine, ma credo sia necessario dare anche una testimonianza visiva della violenza gratuita a cui certe ‘bestie’ possono arrivare. Al posto del corpo del povero Nicola poteva esserci il mio. O anche il vostro, se è per questo.

mauro

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http://img519.imageshack.us/img519/3049/ferito001gj9.jpg

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Risposte

Dal post:
“Una nuova sensibilità ha bisogno di creare in maniera cooperativa forme e strumenti di comunanza”.
Concordo.

Mi chiedo solo se si può arrivare a tanto, se si può picchiare un uomo senza arrivare ad un punto di pietà. E’ quasi incomprensibile. Io non vedo un chiaro e distinto comportamento fascista in quegli assassini, ne ho già specificato la mia opinione qui:
http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/05/bullismo-o-fascismo.html
piuttosto, cerco di comprendere la radice di tanto male; cosa è stato a scaturire tanta violenza? Cosa v’era nella mente e nel “cuore” di quegli individui durante il perpetrare delle botte?
Certo, loro si nascondono dietro ideologie vagamente fascistoidi per trovare uno scopo, ma torno a chiedermi, perchè non si sono fermati?

Perché non si sono fermati? Perché quando sei IN BRANCO, convinto di aver ragione visto che tu sei della genia giusta e sei pure un “essere superiore”, quando hai il cuore pieno di paura del diverso, di cui vuoi vedere solo gli elementi altri-da-te e non il fatto che anch’egli è, innanzituto, una persona… quando questa persona è un nemico perché ti ruba qualcosa - la casa, il lavoro, la donna o anche “solo” il senso di identità senza il quale sei una nullità - allora nulla ti ferma. Nemmeno ti rendi conto dell’enormità che stai commettendo, tutto preso a “difendere l’onore e la tua identità”.
Perché sei meschino, sei davvero una nullità. Ma non lo vuoi sapere… tanto, qualcuno pronto a giustificarti lo trovi sempre…

Comprendo.
Solo che l’immagine è così cruenta che resto disarmato, offeso… non è possibile, non è umano!
E’ abberrante, è meschino… tu hai scritto che sono una nullità, ma come può un essere umano essere una nullità? Almeno uno degli assassini avrà avuto dei sentimenti nobili (non egoistici) chessò… verso la mamma? Il padre? Il loro beneamato Duce? Insomma se compi un’atto del genere………
no. Forse hai ragione, il branco è “una brutta bestia”, agisce come un tutt’uno, al di là delle identità dei singoli. Il branco amplifica le incertezze e le insicurezze di ognuno dei componenti trasformandoli in una macchina fredda ed insensibile. Violenta.
Magari ora, durante gli interrogatori, si stanno cagando sotto. Comunque, l’unica speranza che ho per loro e che si pentano davvero, che accettino le loro responsabilità seriamente, in modo tale da cominciare a trasformare la loro vita. Ma guarda un pò in che casini si vanno a cacciare da fessi. Uccidere una persona così! Ma sono folli!

In Piazza a Verona siate in tanti: decisi, feriti, arrabbiati ma con la forza della pace e della non violenza. Perchè si evidenzi che loro NON sono come voi, come noi, come me.

Concordo totalmente con Elena…

non ci sono potuta essere…che peccato!

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