Veltroni minaccia di far saltare il tavolo del dialogo tra maggioranza e opposizione. Di Pietro: “Come volevasi dimostrare, anche questa volta Berlusconi ci riprova con le sue leggi ad personam”

Roma, 16 giugno 2008 - Presentato in commissione Giustizia di Palazzo Madama l’emendamento al decreto legge sulla sicurezza che prevede la sospensione per un anno dei processi penali per fatti commessi fino al 30 giugno 2002 e riguardanti delitti di non rilevante gravità, cioè con pene detentive inferiori ai 10 anni.
L’opposizione l’ha già ribattezzata legge ’salva-premier’ e Veltroni minaccia di far saltare il tavolo del dialogo tra maggioranza e opposizione. Proseguono le polemiche per il provvedimento annunciato dal ministro La Russa di mettere a disposizione 2500 soldati per la sicurezza nelle grandi città. “Se il Governo e la sua maggioranza continueranno con questo atteggiamento tenuto in queste settimane, cioè una sequenza di incidenti assolutamente eccessivi ed inaccettabili”, ultimo il tentativo di “inserire surrettiziamente il lodo Schifani nel pacchetto sicurezza”, sarà “a rischio il dialogo”. Queste le parole del leader del Pd, Walter Veltroni al quale fa eco il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro: “Come volevasi dimostrare anche questa volta Berlusconi ci riprova con le sue leggi ad personam. Evidentemente non aveva ancora finito di sistemare i suoi affari personali”.
Dalla maggioranza si alza la voce di Gaetano Quagliariello, presidente vicario del gruppo del Pdl al Senato: “Non abbiamo presentato nessun lodo Maccanico o lodo Schifani. Noi diamo la precedenza a quei reati che hanno a che fare con l’allarme sociale. D’altra parte utilizzeremo questo tempo, affinchè, se il Parlamento sarà d’accordo, vi possa essere un provvedimento che consenta alle 5 cariche dello Stato di operare senza avere impunità ma potendo rispondere alla giustizia alla fine del loro mandato”.
Allo stesso tempo continua il dibattito sull’uso dell’esercito nelle città italiane. “Non ci sarà alcuna militarizzazione delle città”. Così il ministro dell’Interno Roberto Maroni, dopo un incontro con il ministro della Difesa La Russa, cerca di stemperare i toni. “Il Consiglio dei Ministri ha approvato un emendamento che prevede la possibilità per il ministro dell’Interno, su richiesta dei prefetti, di utilizzare fino a 2.500 militari, accanto alle forze dell’ordine, in alcune aeree e in alcune situazioni.Quindi non c’è alcuna militarizzazione delle città, ma un potenziamento dell’attività di controllo e di presidio notturno in alcune zone particolarmente a rischio di notte”.
L’opposizione non si arrende e con Silvana Mura, deputata dell’Idv chiede che il governo riferisca immediatamente al Parlamento “quali sono le motivazioni che lo hanno indotto ad adottare tale misura di carattere emergenziale e che produce notevoli costi per lo stato”.
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fonte: http://qn.quotidiano.net/2008/06/16/97420-processi_libera_emendamento.shtml
fonte immagine di testa: http://www.questotrentino.it/2004/06/tosi2.jpg
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I provvedimenti potrebbero essere inseriti nel pacchatto sicurezza. Maroni non vuole
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Patteggiamento allargato e lodo Schifani
La tentazione del Pdl. Ma la Lega dice no
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Si riparla di immunità per le alte cariche per «sterilizzare» il processo Mills che coinvolge anche Berlusconi

ROMA — Approfittare subito del decreto legge sulla sicurezza, già in avanzata fase di conversione al Senato, per far viaggiare spedita la norma sul patteggiamento allargato (applicabile anche ai processi in corso con una sospensione per due mesi) che, a questo punto, rientrerebbe dalla finestra dopo essere uscita dalla porta. Poi, in futuro, si vedrà se e quando presentare un disegno di legge «ad hoc» che reintroduca — riveduto, corretto e digeribile dalla Consulta — il «Lodo Schifani», la legge bocciata dalla Corte costituzionale nel 2004 che introduceva la sospensione dei processi per le 5 più alte cariche dello Stato.
E’ questa l’ultima tentazione del Pdl — per sterilizzare definitivamente il processo Mills in cui è imputato per corruzione in atti giudiziari anche Silvio Berlusconi — che tuttavia oggi al Senato dovrà faticare ancora per mettere d’accordo tutti i pezzi della maggioranza. La Lega in particolare non vuole pagare prezzi politici per leggi «ad personam» che non la riguardano. Per questo non sarà il governo a marciare in prima fila: infatti il patteggiamento allargato per i reati compiuti fino al 31 dicembre 2001, contenuto al 3˚e al 4˚ comma dell’articolo 2 della prima bozza del decreto sicurezza, è già stato cassato anche perché dal Quirinale non si ravvisava alcuna necessità e urgenza. Invece al Senato, dove ora il decreto viene convertito con le modifiche che ogni parlamentare è libero di apportare, il discorso cambia.
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, conferma al Corriere che lui oggi porterà solo l’«emendamento secco» sulla creazione di una corsia preferenziale per i processi sugli incidenti nei cantieri, il provvedimento anticipato nei giorni scorsi e condiviso oltre i confini della maggioranza. Poi come misura deflattiva complementare — per alleggerire la macchina processuale — uno o più parlamentari del Pdl sarebbero intenzionati a far rivivere, magari con qualche correzione, il patteggiamento allargato espulso dal decreto appena 20 giorni fa. Il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri, conferma che di questa ipotesi se ne era parlato un po’ di tempo fa ma che poi era caduta: «Non ci sono iniziative concordate dal gruppo, se poi qualche singolo si farà avanti questo a me non risulta».
Invece il deputato Niccolò Ghedini, che è anche avvocato del premier, è meno vago: «No, il lodo Schifani nel decreto non esiste… il capo dello Stato ci spara. Se ci sarà qualcosa sarà un ddl autonomo… Io so che c’è un emendamento del ministro per la corsia preferenziale per i reati che riguardano la prevenzione degli infortuni ». E il patteggiamento allargato? «Non mi risulta. Tuttavia c’era l’ipotesi, l’ho sentito come indiscrezione, di riproporre il patteggiamento allargato così come prevedeva il ddl Mastella senza possibilità di chiedere i termini: in altre parole sono riaperti i termini per il patteggiamento e chi vuole approfittarne lo deve fare in quell’udienza. Punto». Per Ghedini, dunque, il patteggiamento allargato ci vorrebbe «perché è una misura che alleggerisce la macchina». E poi «ci deve sempre essere qualcuno che lo chiede, un pm che lo concede, un giudice che lo prende in considerazione». Ma in fin dei conti, a Berlusconi interessa o no? «Si figuri se Berlusconi vuol patteggiare. Un’ipotesi di riapertura dei termini di patteggiamento nel processo Mills è impensabile…».
Dino Martirano
16 giugno 2008
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