Europa, mano dura sui migranti: sì alla direttiva sui rimpatri

Il parlamento europeo a Strasburgo, foto Epa
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Detenzione fino a 18 mesi per gli stranieri sprovvisti di documenti, divieto d’ingresso valido fino a cinque anni per gli espulsi, possibilità di detenere ed espellere anche i minori e asssitenza legale da rimborsare. Con 369 sì, 197 no e 106 astenuti il Parlamento europeo sceglie la mano dura sui migranti. È stata approvata a Strasburgo la direttiva sui rimpatri proposta il 5 giugno scorso dai ministri degli Interni dei 27 paesi membri.

Il dibattito nei giorni è stato infuocato e sia nella maggioranza che nell’opposizione c’erano forti spaccature. Nel Pse, il gruppo socialista, infatti, da una parte c’erano italiani, belgi e francesi contrari, dal’altra tedeschi, spagnoli e britannici più favorevoli. «Noi – spiegava nei giorni scorsi il parlamentare europeo Claudio Fava – siamo fortemente contrari a queste norme che violano i principi di legalità elementari scritti nella buona parte delle Costituzioni dei paesi europei: parliamo di carcere per persone che magari vivono nel nostro paese, che qui hanno lavoro e famiglia, e che potrebbero essere illegali perché hanno il permesso in attesa di rinnovo».

Ma a scongiurare l’approvazione, non sono bastate nemmeno le divisioni interne agli altri gruppi: nel Partito Popolare Europeo si erano levate le voci contrarie dei cattolici dell’Assemblea delle conferenze episcopali dell’Ue e della Caritas; nell’Alde, i liberal-democratici, si era invece aperta la “questione italiana”: nelle loro file siedono infatti gli ex della Margherita, mentre i vecchi Ds stanno nel Pse. Jeanine Hennis-Plasschaert, esponente dell’Alde e grande sostenitrice della direttiva aveva invitato gli italiani «a votare in maniera coerente».

Alla fine, si è scelta l’astensione. Tra chi non ha votato, infatti, ci sono anche gli europarlamentari del Pd, così come riferito dai due capidelegazione del partito nei gruppi Pse e Alde. Secondo il Pd, che aveva presentato alcuni emendamenti che non sono però stati approvati, la direttiva «rappresenta il primo tentativo di una politica europea contro l’immigrazione clandestina, anche se contiene ancora ambiguità e contraddizioni». Gli europarlamentari hanno scelto l’astensione anche perché nella direttiva ci sarebbero anche alcuni punti positivi come «la dichiarazione congiunta con cui gli Stati membri si impegnano a non adottare al loro interno norme peggiorative rispetto a quelle in vigore negli stessi; l’obbligo per chi non ha limiti alla detenzione di prevederla solo entro il limite, pur ampio, di 18 mesi; la facoltà per ogni Stato membro di adottare posizioni migliorative rispetto alla Direttiva, soprattutto in tema di minori». Contrario alla scelta astensionista del Pd il parlamentare del Pse Claudio Fava che l’ha giudicata «imbarazzante», aggiungendo che con questa direttiva «ha vinto l’Europa delle diffidenza».

Lunedì, contro al direttiva si erano espressi anche un gruppo di artisti e intellettuali tra cui gli attori Penelope Cruz e Javier Bardem, il regista Pedro Almodovar, i cantanti Manu Chao e Toure Kunda, l’astrofisica Margherita Hack e l’economista e scrittrice Susan George. Nei giorni scorsi anche Amnesty International aveva chiesto all’Europa di fare un passo indietro e aveva invitato il Parlamento a bocciare la proposta della Commissione. Amnesty è costretta a prendere atto che il suo appello non è stato ascoltato e ora si dice «profondamente rammaricata» perché «il testo approvato non garantisce il diritto degli immigrati clandestini al rimpatrio in condizioni sicure e dignitose».

La direttiva dovrà ora avere l’ultimo via libera formale dai ministri degli Interni e Giustizia nella loro riunione di luglio ed entrerà in vigore a breve. Gli Stati Ue avranno, quindi, due anni di tempo per recepirla nella loro legislazione nazionale. In Italia, c’è da stare tranquilli, saranno dei fulmini. Il ministro Maroni ha già detto che chiederà «l’immediato recepimento».

Pubblicato il: 18.06.08
Modificato il: 18.06.08 alle ore 15.32

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=76391

2 Responses to “Europa, mano dura sui migranti: sì alla direttiva sui rimpatri”

  1. Franca says :

    Bravo PD.
    Di fatto approva parte del pacchetto sicurezza italiano…

  2. solleviamoci says :

    … dove si dimostra, una volta di più, che il mal comune non è mezzo gaudio.
    Quasi chiedo asilo politico a Morales.

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