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Stavolta non è morto, ma poco ci manca. Un’altra volta nello stabilimento del presidente di Confindustria. Nuovo «gravissimo» incidente sul lavoro presso uno stabilimento del gruppo Marcegaglia: un elettricista che stava svolgendo un intervento di manutenzione «è stato inspiegabilmente schiacciato dal magnete di una macchina imballatrice». A renderlo noto un comunicato congiunto di Fiom-Fim-Uilm, nel quale si annuncia che «come prima risposta la fabbrica di Gazoldo rimarrà ferma tutto il giorno» e il 24 giugno si attuerà nel gruppo un’ora di sciopero con assemblee sulla sicurezza da tenere in tutti gli stabilimenti.
«È un altro grave incidente - si legge nella nota - oltre al recente infortunio mortale di Casalmaggiore e i due recenti di Ravenna, che, ancora una volta, mette in evidenza tutta la gravità e la serietà del problema sicurezza nel gruppo Marcegaglia». I sindacati ribadiscono la «convinzione che la sicurezza sui luoghi di lavoro è un problema che va affrontato preventivamente, ascoltando e valorizzando il contributo di tutti a partire dagli Rls e dai lavoratori, per definire le condizioni, individuare le difficoltà, i rischi e gli interventi da adottare».

A Gazoldo era presente il coordinamento sindacale nazionale Marcegaglia, proprio per affrontare anche il tema della sicurezza. «È chiaro - conclude la nota - che l’incidente avvenuto questa mattina ci mette nella condizione di riaggiornare al più presto l’incontro con la proprietà e di assumere un atteggiamento che induca tutti a voltar pagina nel gruppo Marcegaglia ed affrontare in termini diversi il problema sicurezza».
«È inaccettabile, la presidenza della Confindustria si vergogni». Così Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil, sul grave incidente di venerdì mattina allo stabilimento di Gazoldo degli Ippoliti. Intanto la fabbrica rimarrà ferma tutto il giorno, con il Coordinamento sindacale nazionale Fim Fiom e Uilm che ha indetto un’ora di sciopero martedì 24 giugno in tutti gli stabilimenti del gruppo. «Il nuovo gravissimo incidente - commenta Cremaschi -, che segue di poco altri infortuni gravi o mortali nel gruppo, dimostra che non c’è finora da parte delle imprese alcuna reale volontà di intervenire sull’organizzazione del lavoro per tutelare la salute dei lavoratori. La Fiom, augurando al lavoratore colpito di superare il gravissimo trauma, si riserva ulteriori iniziative, anche sul piano legale».
Pubblicato il: 20.06.08









