Inserito da: solleviamoci | Giugno 24, 2008

Clima, allarme dagli scienziati: “Entro l’estate Polo senza ghiaccio”/Crisi Artica: a qualcuno piace caldo?

Il National Geographic sta seguendo il lavoro di un gruppo di ricercatori canadesi su un rompighiaccio

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di ANTONIO CIANCIULLO

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Ormai per il completo scioglimento estivo del Polo Nord è scattato il conto alla rovescia. Il problema è che non sappiamo come funziona l’orologio che scandisce il battito del tempo che porta all’estinzione dell’orso polare e del suo mondo. Stando alle stime ufficiali dell’Intergovernamental Panel on Climate Change servirebbero ancora una ventina di anni. Ma ormai è una rincorsa tra calcoli sempre più pessimisti.

L’ultima, allarmata valutazione è del National Geographic che sta seguendo, con un gruppo di ricercatori canadesi a bordo di un rompighiaccio, una missione scientifica in Artide. Secondo le valutazioni di questi ricercatori, i ghiacci che si trovano nelle immediate vicinanze del Polo Nord sarebbero molto giovani e dunque meno resistenti allo scioglimento: già al culmine di questa estate potremmo avere un Polo Nord libero dai ghiacci.

La previsione disegna lo scenario di un’accelerazione molto drastica e contrasta con la maggior parte delle analisi finora accreditate. Tuttavia il trend è ormai netto e indiscutibile. Dal 1979 il Polo Nord perde quasi l’1 per cento dei ghiacci estivi all’anno e il ritmo di fusione sta accelerando. Anche nella parte occidentale dell’Antartide lo strato di ghiaccio si sta assottigliando di 3-4 metri ogni anno. E la Groenlandia perde 220 chilometri cubi di ghiaccio l’anno. Nel 1996 il valore misurato era pari a 90 chilometri cubici per anno. Nel 2000 era salito a 140. Ora è arrivato a 220.
In sostanza è aumentato di due volte e mezzo in dieci anni. Il dato, come sempre accade nei santuari dell’estremo freddo, ha un valore di sintesi: ci sono aree in cui i ghiacciai continuano a crescere e altre in cui collassano. Ma quello che conta è l’effetto complessivo e questo effetto è ormai chiaro.

In sostanza l’eccezione che aveva meravigliato il mondo nel 2000, diventerà la regola. Nell’agosto di otto anni fa il rompighiaccio russo Yamal arrivò al Polo Nord e non trovò il ghiaccio. Il mitico passaggio di Nord Ovest era libero. Da allora, ogni estate il ritiro dei ghiacci è stato sempre più veloce. Per la scomparsa totale durante l’estate è solo questione di tempo. Forse molto poco tempo.

Un fenomeno che, come ormai è stato detto con chiarezza nell’ultimo rapporto Ipcc, va messo in relazione soprattutto con l’uso dei combustibili fossili che hanno alterato la composizione dell’atmosfera. Il metano in poco più di due secoli è passato da una concentrazione di 715 parti per miliardo a 1774. L’anidride carbonica nell’era preindustriale si misurava in 270-280 parti per milione: oggi sono già 385.

Arrivare al raddoppio
dell’anidride carbonica, cioè a quota 550, comporterebbe un aumento della temperatura valutabile in 3 gradi. E’ un traguardo disastroso per l’equilibrio degli ecosistemi su cui si basa la stabilità delle nostre società. E purtroppo è un traguardo vicino.

23 giugno 2008

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fonte: http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/ambiente/polo-nord-ghiacci/polo-nord-ghiacci/polo-nord-ghiacci.html

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http://crisis.blogosfere.it/headBg.jpg

Crisi Artica: a qualcuno piace caldo?

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di Pietro Cambi

12 giugno 2008

plar barbecueL’artico, come volevasi dimostrare, quest’anno si sta scongelando ad una velocità record che ha appena eguagliato e superato quella già eccezionale del 2007. Noi l’avevamo già fatto presente , ovviamente, evidenziando la possibilità che gli orsi polari fossero a rischio.  I bianchi plantigradi infatti, amano cacciare le foche appostandosi vicino ai punti dove riemergono per riposare e respirare.

La disintegrazione della banchisa li può lasciare alla deriva su iceberg sempre piu’ piccoli, senza cibo, visto che le foche, potendo scegliere, si guardano bene dal riemergere sui blocchi di ghiaccio già occupati da carnivori biancoimpellicciati.

Alla fine, se le zone di acqua libera sono troppo ampie, i bestioni, pur se ottimi nuotatori, possono affogare, magari dopo nuotate di decine di miglia, spinti dalla disperazione e dalla fame.

E’ quello che è gia’ successo negli anni passati ma quest’anno la situazione si prospetta tragica con un serio rischio per la specie.

Serio rischio per la specie?

Naaaaa! nessuno rischio, tanto che negli Stati Uniti è stato vergognosamente appena deciso di NON inserirli tra le specie a rischio, con una argomentazione quantomeno risibile ( per non piangere).

Il motivo è semplice : il loro habitat, ovvero le distese di (ex) ghiaccio della banchisa è estremamente promettente dal punto di vista delle potenziali risorse petrolifere.

Infatti già la Russia ha già rivendicato le acque intorno al Polo come territoriali, per la stessa ragione.

SE la specie fosse dichiarata in pericolo ci potrebbe essere il rischio che i vincoli ambientali compromettano le ricerche petrolifere.

Un incubo, per un paese come gli Stati Uniti, alla disperata ricerca di nuovi giacimenti.

QUINDI, cari orsi, farete bene ad imparare a nuotare o magari ad abituarvi al nuovo paesaggio.

Sempre che i Russi siano d’accordo ovviamente.

Il disgelo da queste parti sembra scongelare anche le tensioni da guerra fredda. nel senso che, intanto, si sta passando alla pace tiepidatentando di trovare un accordo, estremamente difficile vista la posta in gioco. Gli orsi, sembra evidente, dovranno adattarsi. Se ci riescono, ovviamente.

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fonte: http://crisis.blogosfere.it/2008/06/crisi-artica-a-qualcuno-piace-caldo.html

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