Dissenso del prefetto di Roma, Mosca
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Prima le impronte digitali, poi l’idea delle foto segnaletiche, adesso si dice che portano le malattie e quindi vanno schedati anche con una apposita tessera sanitaria. Solo loro, naturalmente: i bambini rom. L’ultima proposta, quella dello screening obbligatorio con tanto di vidimazione sanitaria per andare a scuola, viene dalla Lega. In particolare dal capo delegazione della Lega Nord nella giunta regionale lombarda, Davide Boni, che per giustificare questa nuova discriminazione prende a giustificazione un caso di Tbc rilevato in una scuola d’infanzia milanese. Secondo Boni: «Il caso di Tbc accertato in una scuola d’infanzia milanese dimostra che, oltre ad identificare tutti coloro che vengono a vivere sul territorio italiano, occorre accertare anche le loro condizioni sanitarie». «Per questo – ha aggiunto l’esponente leghista – è importante che sia reso obbligatorio il passaporto sanitario, dove siano correttamente riportare le vaccinazioni effettuate. Un documento importante che tutti i bambini italiani e stranieri devono potere esibire. In questo modo non solo verrebbero garantiti il diritto alla salute e la protezione sanitaria di tutti i bambini, ma si eviterebbero anche contagi e il diffondersi di epidemie».
Maroni non vuole retrocedere neanche di un passo, «neppure un millimetro» sulle schedature dei piccoli rom. E convoca i prefetti delle grandi aree urbane, ufficialmente per coordinare le ordinanze, di fatto per rintuzzare le possibili resistenze. Già espressa quella del prefetto di Roma, Carlo Mosca. All’incontro al Viminale Maroni non c’è. Ne fa le veci il suo capo di gabinetto Giuseppe Procaccini. Con lui oltre al prefetto della capitale, anche il collega di Napoli Alessandro Pansa e Gian Valerio Lombardi, da Milano, quello che ha lanciato l’idea delle foto segnaletiche rispolverando una legge fascista del ‘41. I tre prefetti, sono stati nominati lo scorso 30 maggio commissari straordinari di governo per l’emergenza rom.
La riunione doveva servire a chiarire che tutti e tre i commissari ora sonon tenuti ad applicare per conto del governo un punto contenuto nell’ordinanza di nomina che prevede (all’articolo 1, comma 2, lettera c) cioè l’identificazione e censimento delle persone, anche di minore età, e dei nuclei familiari presenti nei campi nomadi attraverso rilievi segnaletici. Proprio ciò che il prefetto Mosca aveva annunciato di non poter fare.
Il ministro invece utilizza la tribuna dell’Anci per ribadire la sua strategia razzista, già oggetto di avvertimenti da parte di Bruxelles, e per bollare le critiche dell’opposizione di strumentalità, ideologismo e quant’altro. Scordandosi, appunto, o facendo finta, che di norme discriminatorie ha parlato sia l’Autorità Garante della Privacy sia il Consiglio d’Europa sia infine il portavoce della Commissione europea.
Per Maroni «c’è un’emergenza definita dal precedente governo, emergenza nomadi, che noi vogliamo affrontare e risolvere, naturalmente nella salvaguardia di tutte le norme di diritto italiano, europeo e internazionale, ma vogliamo affrontarla e risolverla una volta per tutte». E lui trova che ci sia una «ipocrisia immorale» che, dice , «deve finire», in chi difende i bambini ma poi «accetta che vivano come topi». «Noi- continua il ministro leghista – interveniamo con la Croce Rossa, tutelando i diritti di tutti, ma vogliamo sapere chi c’è, chi abita le nostre città, chi abita le nostre regioni e chi ha diritto di stare e chi non ha diritto di restare». Ma a parte il «censimento» – o schedatura di massa che dir si voglia – il ministro non cita nessun provvedimento da mettere in campo per evitare che i bambini rom «vivano come topi» e dare loro «una opportunità». Anzi, a ben ricordare proprio il suo partito – la Lega Nord – è arrivata a presidiare a Mestre l’area dove il sindaco Cacciari e la sua giunta avevano deciso di localizzare un campo attrezzato e con servizi e scuole per una comunità di sinti residenti a Venezia da decenni e ben integrata nel tessuto cittadino.
Allora chi non vuole un miglioramento delle condizioni delle comunità zingare di stanza in Italia? Proprio sabato scorso Maurizio Gasparri, presidente del gruppo del Pdl al Senato, accompagnato dal capogruppo di An a Venezia Raffaele Speranzon, si è recato nel gazebo del quartiere di Favaro dove si raccolgono le firme per bloccare il progetto che il comune ha finanziato con 2,8 milioni di euro. E ha dato man forte all’iniziativa leghista sostenendo che la giunta di Venezia e la sinistra vuole solo «costruire ghetti». Per Gasparri la schedatura dei bambini rom serve per combattere il fenomeno del traffico degli organi «che –ne è sicuro – spesso riguarda piccoli che vivono nei campi nomadi».
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Pubblicato il: 29.06.08
Modificato il: 29.06.08 alle ore 20.11
fonte:
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Leggo qua :di diritto a restare(?)passaporto sanitario(?) ,traffico di organi(?),di condizioni di vita(?).
Bene ora grazie a questi fascisti sappiamo anche chi sono i colpevoli (o almeno i primi da colpire).
Situazione sanitaria?
Allora ,signori Maroni e Gasparri vogliamo anche questo:
a)case chiuse per chi vuole esercitare la professione con contolli periodici sanitari e trattatamento sindacale e tributario paritario ad ogni altro lavoro(si prega di non rendere precara l’attività causa rischio coito interrotto
b)controllo di ogni turista italiano al rientro dalle località dove si pratica sesso turistico.
c)schedatura anagrafica di ogni coppia e prole ,anche italiana o comunitaria che si sposta di città in città e controllo individuale,caso per caso, di ogni adozione effettuata.
d)schedatura sanitaria e controllo da parte un reparto speciale permanente investigativo e operativo sugli espianti e i trapianti e,monitoraggio di coloro i quali necessitano di trapianto ,onde evitare”guarigioni miracolose”
e) forte rafforzamento di una polizia europea da impiegare sia attraverso l’uso della moderna tecnologia ,sia attraverso quello della forza nella distruzione totale della criminalità organizzata(mafie,trafficanti ecc,ecc.).
f) censimento e controllo a tappeto di ogni impresa(edile,artigianale o altro che sia)che utilizza l’uso di mano d’opera straniera, extracee o meno che sia e chiusura immediata di quelle non in regola nelle assunzioni regolari e nelle minime(sto’ scrivendo minime non chissacosa) condizioni di sicurezza .
g)obbligo per ogni stato CEE di allestire non centri di accoglienza permanente o meno,ma siti decorosi e intelligentemente gestiti per la dimora temporanea e transito di chi non fa altro che quello che fino a 50 anni fa facevamo noi italiani.
Sfuggire dalla miseria e dalla fame.
h) creare una rete capillare e ben organizzata di assistenza sociale,che senza prevaricazione alcuna o interesse terzo,assiste nella quotidianità ,nel’inserimento educativo,culturale,produttivo e sociale queste persone.
i) creare le premesse d’inserimento incominciando da una scuola che ritorni ad insegnare l’educazione civica e reprima (questo si è necessario perchè non è fatto per sopravvivere)sul nascere ogni forma di bullismo a volte con tanto di esibizionismo internauta.
Magari,dulcis in fundo,applicare la certezza della pena e,tanto per incominciare iniziando a dare l’esempio voi politici,invece di indultarvi per non vedere finire in galera i vostri e anche i miei amici(si anche loro purtroppo per me) e far finta di indignarvi, quando a voi tre della PDl interessa solo il PROFITTO,essere FEDERALI(ovviamente a modo vostro)e soprattutto ,stupendi figli della italica ROMANICITA’ FASCISTA.
Altro che topi e organi….
Val
Da: Val su Giugno 30, 2008
alle 9:22 am