Inserito da: solleviamoci | Luglio 6, 2008

APPELLO IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE. FIRMA ANCHE TU!

In difesa della Costituzione


Cento costituzionalisti hanno firmato un documento nel quale esprimono “insuperabili perplessità di legittimità costituzionale” sull’emendamento blocca-processi e sul lodo Alfano sull’immunità temporanea per le alte cariche dello Stato. E chiedono di aderire al loro appello “in difesa della Costituzione”

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IL TESTO DELL’APPELLO

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I sottoscritti professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti, vivamente preoccupati per le recenti iniziative legislative intese: 1) a bloccare per un anno i procedimenti penali in corso per fatti commessi prima del 30 giugno 2002, con esclusione dei reati puniti con la pena della reclusione superiore a dieci anni; 2) a reintrodurre nel nostro ordinamento l’immunità temporanea per reati comuni commessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Camera e Senato anche prima dell’assunzione della carica, già prevista dall’art. 1 comma 2 della legge n. 140 del 2003, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 24 del 2004, premesso che l’art. 1, comma 2 della Costituzione, nell’affermare che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, esclude che il popolo possa, col suo voto, rendere giudiziariamente immuni i titolari di cariche elettive e che questi, per il solo fatto di ricoprire cariche istituzionali, siano esentati dal doveroso rispetto della Carta costituzionale, rilevano, con riferimento alla legge di conversione del decreto legge n. 92 del 2008, che gli artt. 2 bis e 2 ter introdotti con emendamento a tale decreto, sollevano insuperabili perplessità di legittimità costituzionale perché: a) essendo del tutto estranei alla logica del cosiddetto decreto-sicurezza, difettano dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza richiesti dall’art. 77, comma 2 Cost. (Corte cost., sentenze n. 171 del 2007 e n. 128 del 2008); b) violano il principio della ragionevole durata dei processi (art. 111, comma 1 Cost., art. 6 Convenzione europea dei diritti dell’uomo); c) pregiudicano l’obbligatorietà dell’azione penale (art. 112 Cost.), in conseguenza della quale il legislatore non ha il potere di sospendere il corso dei processi, ma solo, e tutt’al più, di prevedere criteri – flessibili – cui gli uffici giudiziari debbano ispirarsi nella formazione dei ruoli d’udienza; d) la data del 30 giugno 2002 non presenta alcuna giustificazione obiettiva e razionale; e) non sussiste alcuna ragionevole giustificazione per una così generalizzata sospensione che, alla sua scadenza, produrrebbe ulteriori devastanti effetti di disfunzione della giustizia venendosi a sommare il carico dei processi sospesi a quello dei processi nel frattempo sopravvenuti; rilevano, con riferimento al cosiddetto lodo Alfano, che la sospensione temporanea ivi prevista, concernendo genericamente i reati comuni commessi dai titolari delle sopra indicate quattro alte cariche, viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all’obbligatorietà dell’azione penale, anche e soprattutto l’art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini “sono eguali davanti alla legge”.

Osservano, a tal proposito, che le vigenti deroghe a tale principio in favore di titolari di cariche istituzionali, tutte previste da norme di rango costituzionale o fondate su precisi obblighi costituzionali, riguardano sempre ed esclusivamente atti o fatti compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni. Per contro, nel cosiddetto lodo Alfano la titolarità della carica istituzionale viene assunta non già come fondamento e limite dell’immunità “funzionale”, bensì come mero pretesto per sospendere l’ordinario corso della giustizia con riferimento a reati “comuni”.

Per ciò che attiene all’analogo art. 1,
comma 2 della legge n. 140 del 2003, i sottoscritti rilevano che, nel dichiararne l’incostituzionalità con la citata sentenza n. 24 del 2004, la Corte costituzionale si limitò a constatare che la previsione legislativa in questione difettava di tanti requisiti e condizioni (tra cui la doverosa indicazione del presupposto – e cioè dei reati a cui l’immunità andrebbe applicata – e l’altrettanto doveroso pari trattamento dei ministri e dei parlamentari nell’ipotesi dell’immunità, rispettivamente, del Premier e dei Presidenti delle due Camere), tali da renderla inevitabilmente contrastante con i principi dello Stato di diritto.

Ma ciò la Corte fece senza con ciò pregiudicare la questione di fondo, qui sottolineata, della necessità che qualsiasi forma di prerogativa comportante deroghe al principio di eguale sottoposizione di tutti alla giurisdizione penale debba essere introdotta necessariamente ed esclusivamente con una legge costituzionale.

Infine, date le inesatte notizie diffuse al riguardo, i sottoscritti ritengono opportuno ricordare che l’immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre analoga immunità non è prevista per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell’ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente.

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L’elenco dei firmatari
Alessandro Pace, Valerio Onida, Leopoldo Elia, Gustavo Zagrebelsky, Enzo Cheli, Gianni Ferrara, Alessandro Pizzorusso, Sergio Bartole, Michele Scudiero, Federico Sorrentino, Franco Bassanini, Franco Modugno, Lorenza Carlassare, Umberto Allegretti, Adele Anzon Demmig, Michela Manetti, Roberto Romboli, Stefano Sicardi, Lorenzo Chieffi, Giuseppe Morbidelli, Cesare Pinelli, Gaetano Azzariti, Mario Dogliani, Enzo Balboni, Alfonso Di Giovine, Mauro Volpi, Stefano Maria Cicconetti, Antonio Ruggeri, Augusto Cerri, Francesco Bilancia, Antonio D’Andrea, Andrea Giorgis, Marco Ruotolo, Andrea Pugiotto, Giuditta Brunelli, Pasquale Costanzo, Alessandro Torre, Silvio Gambino, Marina Calamo Specchia, Ernesto Bettinelli, Gladio Gemma, Roberto Pinardi, Giovanni Di Cosimo, Maria Cristina Grisolia, Antonino Spadaro, Gianmario Demuro, Enrico Grosso, Anna Marzanati, Paolo Carrozza, Giovanni Cocco, Massimo Carli, Renato Balduzzi, Paolo Carnevale, Elisabetta Palici di Suni, Maurizio Pedrazza Gorlero, Guerino D’Ignazio, Vittorio Angiolini, Roberto Toniatti, Alfonso Celotto, Antonio Zorzi Giustiniani, Roberto Borrello, Tania Groppi, Marcello Cecchetti, Antonio Saitta, Marco Olivetti, Carmela Salazar, Elena Malfatti, Ferdinando Pinto, Massimo Siclari, Francesco Rigano, Francesco Rimoli, Mario Fiorillo, Aldo Bardusco, Eduardo Gianfrancesco, Maria Agostina Cabiddu, Gian Candido De Martin, Nicoletta Marzona, Carlo Colapietro, Vincenzo Atripaldi, Margherita Raveraira, Massimo Villone, Riccardo Guastini, Emanuele Rossi, Sergio Lariccia, Angela Musumeci, Giuseppe Volpe, Omar Chessa, Barbara Pezzini, Pietro Ciarlo, Sandro Staiano, Jörg Luther, Agatino Cariola, Nicola Occhiocupo, Carlo Casanato, Maria Paola Viviani Schlein, Carmine Pepe, Filippo Donati, Stefano Merlini, Paolo Caretti, Giovanni Tarli Barbieri, Vincenzo Cocozza, Annamaria Poggi.

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PER FIRMARE ANCHE TU, VAI QUI
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http://www.fabriziotarizzo.org/images/costituzione.png

Risposte

  1. Già fatto!

  2. Per cortesia,

    Quante firme sono neccessarie per bloccare questo decreto Salvaberlusconi???

  3. Benvenuto Salvatore!
    Non credo sia un problema numerico… nel senso che non è – ancora – una proposta di referendum abrogativo.
    E’ “solo” l’espressione di un malcontento (o disgusto, se preferisci) diffuso contro questo modo di amministrare lo stato, che poi saremmo anche noi.
    Certo che se più della metà dei cittadini elettori firmasse, qualcuno dovrebbe tenerne pur conto… ma la rete non basta. Per ottenere questo scopo sarebbe necessario non solo organizzare banchetti ai mercati o vicino alle fermate di ferrovie e/o metropolitane, ma anche fare un porta-a-porta per tutti quei cittadini che non si muovono di casa e non hanno un computer… vedremo.

  4. Ho tentato di firmare in vari modi, ma non riesco ad accedere al form: sono tonta io o ci sono dei problemi?
    Altra domanda:
    anche l’Italia dei Valori sembra abbia intenzione di raccogliere le firme per indire un referendum, ma ne servono più di 500.000 entro il 30/09 con anche la validazione tramite il certificato elettorale di ciascun firmatario.
    Dite che questa metodologia di raccolta firme attraverso internet possa essere equiparata a quella dei banchetti e che le firme possano essere unite?
    Ciao
    Laura

  5. Laura, hai ragione: non si riesce più ad accedere al form – non c’è proprio! E’ rimasto il testo dell’appello e le firme raccolte al 14 luglio, se non erro. Centocinquantamila e rotte… non male, stabilito che è un’iniziativa di rete!
    Probabilmente era una raccolta “a tempo”, quindi, come dire… tempo scaduto.
    Poco male perché – non sono un’esperta ma sono abbastanza sicura di quel che dico, e comunque se c’è qualche avvocato/esperto che legge mi corregga pure! grazie – in realtà le firme raccolte via internet non “servono” per un referendum: per proporre un referendum bisogna firmare davanti ad un notaio e lasciare gli estremi di un documento di identità.
    Certo il 30 settembre non è lontanissimo, oltrettutto con agosto di mezzo… ma vediamo che succede. Forse aspettano tutti settembre: se il governo va avanti così, alla prima manifestazione contro basta impiantare un paio di banchetti e hai voglia a raccogliere!!!
    Benvenuta, ovviamente! :)

  6. Grazie mille per la solerte risposta e per il benvenuto: gran bel blog, appena ho tempo me lo “spulcio” meglio.

    Ciao

  7. La Carta o Costituzione Italiana com’era e com’è:
    PRINCIPI FONDAMENTALI
    Art. 1.
    L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. PRECARIO ED INSICURO….La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.IL POPOLO SOVRANO HA DETTO NO AL NUCLEARE CON UN REFERENDUM….
    Art. 2.La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.I ROM E GLIEXTRACOMUNITARI NON SONO UOMINI…..
    Art. 3.Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. I ROM E GLI EXTRACOMUNITARI NON HANNO DIRITTI….È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.QUESTO ARTICOLO E’ STATO DI FATTO ABROGATO…
    Art. 4.La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.A PATTO CHE IL TUTTO SIA A SVANTAGGIO DEL LAVORATORE…Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.INFATTI SONO NATI I CALL CENTER…
    Art. 5.La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.SENZA LA PADANIA…
    Art. 6.La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.ZITTI! IL GOVERNO NON LO SA CHE ESISTONO…

    manuela:(

  8. Be’, cara Manuela… scusami ma dissento PACATAMENTE sull’articolo 6. Perché, secondo te parlano italiano la maggior parte dei nostri “rappresentanti”? :)
    Ergo, è la dimostrazione che tutelano almeno una minoranza. La loro. Quella di chi parla la lungua del proprio interesse, dell’egoismo e del razzismo camuffati da “risposta all’emergenza”, della difesa della patria e dell’onore e della razza solo contro i deboli e gli umili… ma ti pare che questi paladini dell’italianità saprebbero opporsi, chessò, alla potenza di un “alleato” che sul nostro patrio suolo decide di allargarsi la casa? No… con quelli si china la testa e si scodinzola. La gente non è contenta? Echissenefrega, ci han votato e adesso comandiamo. Perché loro sono tutti “sereni”…
    E che sia chiaro: nonce l’ho con te! :D

    Laura: buon lavoro! :) passerò anch’io presto a trovarti (ma spesso non lascio traccia visibile…)

  9. Il Texano dallo sguardo vitale, credo che avrà quache difficoltà a costruirsi anchela veranda davanti a casa e il nostro Pinocchietto casareccio i conti li deve fare con Karim e Soru…non può mica sguazzare nell’arcipelago come vuole lui!! ;)


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