Inserito da: solleviamoci | Luglio 19, 2008

Verdi e Pdci a congresso. Diliberto a Prc: riuniamoci

Pecoraro Scanio VERDI ANSA 220
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Congressi alle Terme per i partiti della sinistra usciti malconci dalle elezioni politiche. Dal 18 al 20 luglio gli ex Arcobaleno, Verdi e Comunisti italiani celebrano i loro congressi nazionali rispettivamente a Chianciano e a Salsomaggiore. Poi sarà la volta di Rifondazione comunista, sempre a Chianciano ma dal 24 al 27 di luglio.

Il 55-60 per cento dei circa 550 delegati dei Verdi, riuniti al Palamontepaschi, sostiene la vecchia maggioranza, riunita nella prima mozione congressuale. È il patto che teneva insieme i ‘centristi’ di Alfonso Pecoraro Scanio e Angelo Bonelli e la ‘sinistra’ di Paolo Cento. Quest’area candida Grazia Francescato, ambientalista storica, proveniente dalle fila del Wwf, già leader della Federazione tra il 1999 e il 2001. Ma sarà una soluzione ponte: una modifica statutaria sancirà la scelta di eleggere un portavoce invece che un presidente e rinvierà a dopo le elezioni europee i nuovi gruppi dirigenti più stabili.

Tema dell’assemblea nazionale, come rilanciare l’autonomia dei Verdi: Bonelli, già capogruppo alla Camera, parla di «stati generali dell’ecologismo» in autunno, e propone di guardare con maggiore apertura alle alleanze, a patto che «il Pd avvii una autocritica su quello che è successo» e pensi a un futuro «centrosinistra unito». L’area più critica con la vecchia gestione Pecoraro fa capo a Marco Boato, che chiede di correggere la linea degli ultimi anni: «La nostra collocazione naturale – dice – non è nell’estrema sinistra. Dobbiamo dialogare con il Pd, con i radicali, i socialisti, ma anche con il Prc». Boato e i suoi proporranno un portavoce alternativo: lo stesso ex deputato o l’europarlamentare Monica Frassoni.

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http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/politica/200711images/diliberto01g.jpg

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Sul fronte dei Comunisti italiani invece il V Congresso nazionale, con i suoi 638 delegati, ha come leit motiv ‘Ricostruire la sinistra, cominciamo noi comunisti’. E per farlo un’ipotesi è quella promossa dal segretario Oliviero Diliberto, che lancia un appello per la riunificazione fra Pdci e Rifondazione Comunista, i cui destini si sono separati dal 1998. Dal palco il segretario chiede alla platea, (ospiti presenti gli ex ministri del Pd, Arturo Parisi e Paolo Gentiloni, una delegazione del Pd e una delegazione del Prc) «che senso abbia che esistono due partiti comunisti» se «vogliamo concorrere alla costruzione di un Partito comunista più grande. Vogliamo dunque riunificare i nostri partiti. Ci rivolgiamo a tutta Rifondazione, non a pezzi di essa. Con rispetto, ma grande fraternità, dieci anni dopo».

Diliberto critica la scelta di Bertinotti e l’alleanza elettorale della Sinistra Arcobaleno. E sollecita una nuova alleanza fondata sull’interesse comune di contrastare il governo Berlusconi. Da qui due proposte concrete: «una grande manifestazione di massa in autunno sui temi del salario e dei diritti del lavoro e di cittadinanza, in alternativa a quella del Pd del 25 ottobre e una unica lista alle elezioni europee del 209 con falce e martello indipendentemente o meno dalla soglia di sbarramento che sarà decisa». Aggiungendo che si tratta di «una scelta politica e non una scelta obbligata».».

All’ipotesi risponde Paolo Ferrero: «No alla fusione a freddo». Dopo aver ascoltato in prima fila per un’ora e mezzo il discorso di Diliberto, Ferrero, che è candidato alla segreteria di Prc, ha sottolineato che «ci vuole un percorso più lungo. Non bisogna inventare formule che poi non funzionano. L’unione dei due partiti deve eventualmente partire dal basso, dai militanti e deve seguire un percorso politico». Quanto alla manifestazione proposta da Diliberto, per Ferrero non deve essere «un’iniziativa dei comunisti alla quale gli altri si accodano, ma deve partire dalla volontà di tutta la sinistra di alternativa, dai sindacati e anche dalle associazioni, oltre, naturalmente, che dai Comunisti».

Diliberto sa perciò che la riunificazione è difficile, anche perché gli eredi di Bertinotti, alle prese con il complicato congresso del Prc, non dimenticano i vecchi contrasti che sfociarono in spaccatura in quel voto di fiducia dell’ottobre di 10 anni fa. Inoltre, Rifondazione è appunto alle prese con una forte crisi interna e il regolamento dei conti in corso tra Vendola e Ferrero, a suon di carte bollate e minacce di ricorsi per via dei congressi locali che i due esponenti si stanno contestando a vicenda.

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Pubblicato il: 18.07.08
Modificato il: 19.07.08 alle ore 12.28

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=77267


Risposte

  1. Riunificazioni si, ma dal basso e partecipata.
    Diliberto ricordi che chi spaccò Rifondazione fu proprio lui per restare in un governo che andava a bombardare in Kossovo…

  2. Dopo i congressi nazionali di 3 dei 4 partiti che componevano la Sinistra Arcobaleno, nel prossimo weekend è previsto anche quello di Rifondazione Comunista. Così il quadro sarà completo.
    Cosa ne è scaturito finora? Bene, a tre mesi dalla batosta elettorale tutti questi soggetti stanno ancora brancolando nel buio. Ogni tanto si fermano per domarsi se è meglio rifare il partito comunista oppure iniziare un percorso costituente che porti ad un nuovo soggetto oppure se bisogna essere più verdi ed autonomi oppure… Nessuno è stato finora in grado di trarre alcuna lezione utile da quel che è successo alle ultime elezioni. Nessun cambiamento di metodo e di leadership, nessun bagno d’umiltà. Anzi, in alcuni casi vengono rispolverati i fantasmi del passato: dal centralismo democratico, utile per sedare ed abolire ogni forma di dibattito, alla rediviva Grazia Francescato, utile per permettere al buon Pecoraro Scanio di continuare a guidare il partito per interposta persona. E nei prossimi giorni anche Rifondazione sembra destinata a fare la stessa fine: per mantenere equilibri e posti di comando, tutto cambierà perché nulla cambi.
    Salvo miracoli, in questi giorni si sta assistendo al definitivo suicidio di quel che rimane della sinistra italiana.
    Nel frattempo il mondo continua a girare, la società cambia e si muove ma, rinchiusi ognuno nella propria torre d’avorio, nessuno sembra accorgersene. L’importante è che ognuno abbia il proprio giocattolino con cui continuare giocare a fare il dirigente di partito.
    Che tristezza!

  3. Franca.
    Diliberto se lo è ricordato …eccome anche.
    Manu.
    Certo hai ragione,bastava che Veltroni facesse il suo…da uomo disinistra, come natura impone e come Zapatero ha fatto(cavolo c’entrano la destra o il moderatismo centrista a forti tinte clerico-liberiste con il “cambiamento socialista” che è solo nostro?)
    Come scrive Piero che ognuno si ricordi di fare la sua parte e anche molto bene.
    Ero rimasto nell’impossibilità di un’impossibile riunione tra socialisti e comunisti in Italia e io che sono socialista e ho fatto una scelta di campo diversa e precisa mi trovo a vedere litigare tra chi è ancora più o meno comunista dell’altro.
    Io non ho la minima idea di quel che faranno le persone all’interno delle mozioni del PRC che non si richiamano ad una scelta precisa (che se non è mia non mi importa ne dove andrà ne, è per questo da sbeffeggiatre.Cavoli di chi vuol sentirsi l’uno o l’altro).
    Io però, a costo di sembrare supponente,antipatico e mille altre cose so benissimo che dopo i congressi bisogna voltare pagina per riaffrontare i problemi che il capitalismo,questo nostro capitalismo e la globalizzazione hanno causato,grazie alla nostra totale assenza di socialisti e comunisti nella loro difesa e la proposta alternativa da contrattacco.
    Quindi credo che,finito ogni congresso, sia arrivato veramente il momento di smetterla di giocare e far ridere Berlusconi e compagnia bella e di rimboccarsi le maniche e guardare avanti.
    Chiunque voglia essere qualcosa, sia quello e soprattutto lavori per quello che dice il suo ideale. Che nessuno pensi di avere a che fare solo con stupidi individui che non sanno quello che vogliono e ai quali basta far girare la manovella della strumentalizzazione dello stesso ideale o della demonizzazione di quella dell’altro perchè finiremo come i partiti comunisti e socialisti dell’Europa occidentale dove costoro, si salvano solo nei paesi nei quali i compagni si comportano da tali.(I cipritoti, a parte la forte e radicata tradizione, probabilmente vedono nel “pericolo turco” una difesa migliore nei comunisti)
    Auguri e in bocca al lupo a tutte le compagne e i compagni che sceglieranno la stessa mia scelta nella difesa( VERA )degli ultimi e degli umili precariati,diversamente abili ,lavoratori e onesti che siano.
    A chi non compie la mia scelta,auguro di trovare una dimensione diversa di rappresentanza e la speranza di rimanere se stessi e non venir fagocitati non dal PD,ma da questo PD.
    Di nuovo suerte
    Val

  4. Ciao Val,
    glielo dici tu a Uolter?!
    Buona notte
    manu

  5. Ciao Piero, forse sono tonta, lenta di comprendonio e non mi è chiaro il motivo per cui la leadership debba fare un bagno di umiltà…sai, io non credo a questa affermazione e vorrei che tu mi spiegassi i motivi per cui loro dovrebbero fustigarsi mentre noi siamo le vittime. Così come mi è altrettanto incomprensibile il fatto che dopo ben tre mesi, si possa pretendere che “i giochi siano fatti”! Non credi che se fosse stato così semplice non saremmo qui a discutere fra noi? E non credi che se non avessimo tradito la leadership ci sarebbe qualcuno a rappresentarci a Roma? E tu ritieni che “tutti questi soggetti che stanno ancora brancolando nel buio” si divertano tra un comizio ed un congresso…tra fischi ed applausi? Ed ancora vorrei sapere, quale sia la lezione utile, a tuo giudizio, che avrebbero dovuto imparare: diciamoglielo, così evitiamo di perdere altro tempo! Scusami Piero ma in casa mia mi è stato insegnato che se voglio avere il diritto di critica devo farlo ricordandomi di essere propositiva e sinceramente credo che “ i capi”, attualmente, non stiano cazzeggiando, e che dovrebbero essere sostenuti, da noi, perché “quel che rimane della sinistra italiana” non è qualcosa di astratto: siamo noi e da soli, non sappiamo camminare, non ne siamo capaci! mi dispiace che tu ritenga che il centralismo democratico sia un fantasma rispolverato dal passato, e pur rispettando la tua opinione, vorrei ricordati che il centralismo democratico non vieta la “libertà di discussione, e promuove l’unità d’azione”.
    Noi non siamo stati abbandonati e traditi dai Dirigenti, ciò che è accaduto, è l’esatto contrario!
    Hai ragione, che tristezza!
    Un saluto
    Manuela

  6. Manu,io lo conosco solo per conto terzi ,se vuoi ci provo :D
    Devo complimentarmi con te per la tua conclusione.
    E’ vero , noi della base non siamo stati capaci di incidere, indirizzare e addirittura imporre le scelte dei dirigenti e ci siamo permeati sugli allori,adagiati e vergognosamente poco comunisti come quando tutto è diventato lecito per dare un lavoro ai nostri figli ancora migliore di quello che avevamo noi ,demandando i veri problemi ad altri,soli o mal seguiti.
    E poi io sono per la massima di Macchiavelli che affermava quanto era meglio dare il potere a chi aveva la pancia piena piuttosto che a…..
    Adesso non ricordo quanti sono per la precisione i membri del CC,ma ,e lo dico onestamente, il nostro problema di comunisti italiani non mi sembrano essere ne DiLiberto ne Rizzo ma piuttosto i molti ambiziosi e lecca….che gli gravitano intorno e che la pancia piena non ce l’hanno ancora.

    Proprio ora esco da una riunione dove a Rho abbiamo costituito la fondazione Gramsci aperta ad ogni persona che ci crede(già esistente a Magenta e Cusano Milanino e che intendiamo (almeno sarà un mio impegno farlo)sviluppare in tutte le altre parti della Lombardia che sarà possibile coinvolgere.
    Giò mi fare avere una relazione che invierò ad Ele e comunque questa sarà pubblicata al più presto su Gramsci oggi(foglio online).
    Essendo una riunione iniziale e trattando i temi di una fondazione di cultura ,non contempla necessariamente che il problema attuale sia di stretta attualità.
    Da parte mia ho voluto solo ascoltare( ci credi Ele?Io zitto :pazzesco! :) .
    Potevo parlare di scuola e problematiche a lei idonee,come culla di cultura,visto che ne ho esperienza per farlo grazie all’esperienza acquisita sia a livello di Consiglio d’Istituto ,sia come componente della commisione scuola di zona qui a Milano, però mi sarei perso Guccio che a soli 19 anni mi ha lasciato di stucco (e non solo a me) .
    Perchè mai dovrei togliere,io burbero di oltre mezza età la platea ad un bravo e davvero valente giovanissimo?
    Di muri e cartaigienica,di bullismo ed educazione civica ,di rispetto della costituzione e di diritto allo studio con annnessi e connessi,di passaggio a ruolo del personale docente ed ATA e di doping nello sport e tanto altro ancora ci sarà tempo per parlare e, soprattutto risolvere.
    Notte
    Val

  7. Scusate non “il problema attuale”ma l’argomento in discussione
    Arinotte
    Val


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