Inserito da: solleviamoci | Agosto 16, 2008

L’Ici, il Senatur, il Cavaliere e l’ombra della Petacci: le strane mescolanze che si rincorrono

Bossi contro Berlusconi: «L’Ici? La rimetterò»

Umberto Bossi Lega Pontida 220x Ansa
.
Un buffetto al governo, uno schiaffo a Berlusconi, il bel 7 alla Lega. Nell´ormai consueto discorso di ferragosto al popolo “padano” da Ponte di Legno, in provincia di Brescia, Umberto Bossi scalda i muscoli per settembre e i cuori dei suoi ascoltatori. Salendo su un palco poco dopo il discorso della parlamentare Paola Goisis che ha proposto di eliminare i tre anni della scuola media, il senatùr non ha voluto sfigurare e ha fatto la lista dei suoi diktat. Con alle spalle la scritta “Mai molà tegn dur Valcamonica”, il leader della Lega ha regalato la sorpresa: reintrodurre l´Ici.

Dopo aver presieduto in mattinata le selezioni di Miss Padania, in cui ha cantato commosso le note del Và Pensiero, il senatùr fatto le pulci al governo. Per i suoi cento giorni, il governo secondo Bossi ha voto 7-, mentre il 7 pieno va alla Lega. «Maroni ha fatto quello che si pensava non fosse possibile fare, invece ci è riuscito grazie alla costanza», ha detto il leader del Carroccio. «Ora nei popoli che prima venivano da noi è arrivata l’idea che è inutile venire perché tanto li rimandiamo indietro», ha commentato Bossi. «Anche se è vero che gli effetti non sono visibili in pratica – ha dovuto ammettere il ministro delle Riforme -, il messaggio che è uscito è: “non venite perché non vi vogliamo».

Il capo della Lega Nord ha però sconfessato Silvio Berlusconi, dicendosi intenzionato a reintrodurre l’Ici. «L’ici la rimetterò» ha detto spiegando che bisogna passare da un sistema di finanza derivata, in cui è lo Stato a dare i fondi agli enti locali, a una forma di autonomia finanziaria, in cui loro stessi prendono direttamente le tasse. «I cittadini – ha aggiunto il leader del Carroccio – sono disposti a dare, se le tasse vanno ai loro Comuni, perché vedono i risultati: strade, aiuole».

Sicuro del suo ruolo di arbitro della tenuta del governo, dell’ipotesi di reintrodurre l’Ici Bossi non ha ancora parlato né con Giulio Tremonti né con Berlusconi, ma della sua idea è assolutamente sicuro. «Bisogna dare a ciascuna istituzione l’autonomia finanziaria» ha aggiunto. Visto che le Regioni si occupano dell’Industria il ministro pensa a una tassa che riguardi la produzione (ma non l’Irap che «è brutta») per poi investire ad esempio «nelle fiere», cioè per aiutare le stesse imprese ad essere competitive.

Non vuole però sentir dire che la Lega aumenterà le tasse. «Il federalismo – ha aggiunto – è la riduzione delle tasse». Il fatto che i finanziamenti alle Regioni, ha cercato di spiegare Bossi, per quello che fanno non sarà più basato sulla spesa storica (cioè su quello che ciascuna paga i vari servizi) ma sul costo standard (cioè sulla media di quanto una prestazione costa nelle diverse regioni) permetterà di risparmiare. In pratica, il progetto di Bossi per il federalismo fiscale è che «se un ragazzo a scuola costa 10 lire in media si danno a tutte le regioni 10 lire: non ci possono essere Regioni che pigliano di più e Regioni che pigliano di meno».

Considerandosi il padrone della legge, il senatùr arriva anche ad affermare: «Scriverò l’ultima riga del federalismo al sud». Inoltre, il leader della Lega dà il suo diktat: «Per le europee la legge elettorale deve essere fatta entro il prossimo mese. Per quanto riguarda la Georgia, dice infine Bossi, La Russia non si può mettere contro l’Unione Europea».

Bossi infine ricorda il suo bel gesto all´Inno di Mameli e cerca di giustificarsi dicendo: «Non è un insulto ma una memoria storica». Secondo il ministro delle Riforme il gesto a dito medio alzato fatto durante un comizio a Padova a luglio in riferimento all’Inno di Mameli «non c’entrava niente». Cerca di spiegare il leader della Lega «Il gesto è nato nell’antichità perché i romani tagliavano agli arcieri nemici il dito medio per impedire loro di scoccare ancora frecce, pratica ripetuta dagli inglesi con i francesi». E poi ha conluso: «Non disperare cara Paola – ha detto movendo la mano e rivolgendosi alla Goisis – noi ce l’abbiamo ancora».

.
Pubblicato il: 16.08.08
Modificato il: 16.08.08 alle ore 9.23

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=78068

__________________________________________________________________________________________________

http://www.megafonorosso.it/public/news/resistenza.jpg

20 aprile 1945

La Compagna – giornale per la donna del partito socialista italiano di unità proletaria

TENER DURO

.

Non sono certamente le sparate demagogiche che scarseggiano nell’oratoria di Mussolini. Ne avevamo sentite abbastanza nei passati vent’anni, sino al “bagnasciuga” e credevamo ormai che nella sua nuova posizione di marionetta manovrata dal burattinaio tedesco, avesse almeno il pudore di star zitto. Invece ecco i discorsi del Lirico, alla Guardia, ai Legionari ecc.

Ed in ognuno di questi abbiamo letto le solite frasi.

Ma una soprattutto ci ha colpiti “la valle del Po sarà difesa fino all’ultimo sangue”. Non è una frase storica, d’accordo, anzi non l’avremmo neppure presa in considerazione, come tutte le altre, se non fosse stato per un particolare che abbiamo saputo per alcune indiscrezioni. Un certo Petacci, fratello della famosa Claretta, da quasi un anno compie frequenti viaggi in Svizzera per portarvi in salvo i beni della sorella e del quasi cognato il quale è stato così soddisfatto del “lavoro” compiuto che ha dato un milione di mancia all’autista che ha effettuati i trasporti.

A parte il fatto che si tratta di beni che avrebbero dovuto rimanere in Italia, la notizia ci ha fatto sorgere un dubbio: che questa guerra, questa difesa della valle del Po fino all’ultimo sangue, c’entri poco con l’onore d’Italia ma sia più in relazione col salvataggio del patrimonio guadagnato da Claretta con molto sudore. Già, con un uomo di sessant’anni…


Risposte

  1. SE LA “CARA” PAOLA GOISIS NON DISPERA, DISPERANO I PRECARI DELLA SCUOLA!

    Con il D.L. 112 del 25 giugno 2008, in tre anni a partire dall’anno scolastico 09/10, saranno tagliati 70.000 posti per i docenti e 43.000 per assistenti, amministrativi, tecnici e ausiliari. Se a questi aggiungiamo i 47.000 tagli previsti dal governo precedente, siamo a 160.000 POSTI IN MENO! Una ecatombe per i precari che da anni lavorano nella scuola pubblica.

    Per consentire questi tagli, aumenteranno il numero di alunni per classe, ridurranno le ore di lezione negli istituti tecnici e professionali, interverranno sul tempo pieno/prolungato e sul sostegno all’handicap. La qualità della didattica ne risentirà gravemente.

    MOLTE ASSOCIAZIONI DI DOCENTI SI SONO RIUNITE NELLA “RETE DOCENTI PRECARI 11 LUGLIO” E HANNO CREATO UN SITO PER INFORMARE E UN FORUM PER PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALLA DISCUSSIONE SU QUESTI TEMI: http://retedocentiprecari.blogspot.com/ ; http://docentiprecari.forumattivo.com/


Lascia un commento

La tua risposta:

Categorie