Inserito da: solleviamoci | Agosto 19, 2008

ROM – «Le mie figlie, trattate come dei cani»

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la polemica sul censimento dei nomadi

L’«Observer» dedica un articolo alla politica italiana sui rom. Partendo da una vicenda che ha scosso il mondo

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MILANO – «Perché gli italiani ci odiano?». Se lo chiede Miriana Djeordsevic, madre 30enne di Cristina e Violetta, le due ragazzine rom di 15 e 13 anni morte a luglio a Torregaveta, sul litorale flegreo. L’interrogativo dà titolo a un articolo pubblicato sull’Observer, domenicale del quotidiano inglese The Guardian, a firma di Dan McDougall. Un mese dopo la tragedia ci si chiede perché un fatto che ha scandalizzato il mondo – per la terribile indifferenza con cui i bagnanti hanno “convissuto” per ben tre ore con i corpi delle due vittime sul bagnasciuga – sia passato quasi sotto silenzio in Italia. Un Paese – scrive il settimanale – che ha “dichiarato guerra” ai rom con il provvedimento delle impronte digitali.

CENSIMENTO - Il giornalista è andato nel campo di Secondigliano, dove le due ragazzine vivevano con la madre (che ha altri tre figli). Ha parlato con la donna, ha cercato di capire come i rom vivono la politica del governo Berlusconi (definita «populista»), il cui obiettivo sbandierato è censire i piccoli nomadi per far sì che tutti abbiano un’istruzione. «A Cristina e Violetta sono state prese le impronte poco prima della tragedia – racconta Miriana, scappata dal confine serbo-bosniaco -. Violetta piangeva e Cristina era arrabbiata, aveva capito tutto: era cosciente del fatto che ci stavano trattando come animali».

FASCISMO - Il settimanale inglese impietosamente mette in risalto le contraddizioni di una realtà, come quella di Secondigliano, che rappresenta il “granaio” della camorra per quanto riguarda lo spaccio di droga. «Un terzo dei bambini napoletani non va a scuola – spiega Francesca Saudino, della onlus OsservAzione che lotta contro la discriminazione di rom e sinti – e molti di loro, soprattutto i figli di immigrati russi, odiano l’Italia e gli italiani. Ma nessuno prende loro le impronte». Una forma di “selezione” che ha già fatto gridare al rischio fascismo (pochi giorni fa da parte del settimanale Famiglia Cristiana).

DICHIARAZIONI - L’Observer analizza la maggioranza di governo, con Umberto Bossi che guida «un piccolo partito di ex fascisti», Roberto Calderoli «ricordato per la sua apparizione in tv con una maglietta con su una caricatura del profeta Maometto», Giuliano Ferrara che insiste sul fatto che «non esiste una persecuzione etnica in Italia» e il ministro dell’Interno Roberto Maroni che – di fronte al rogo in un campo nomadi di Napoli dopo la denuncia del tentativo di rapimento di una bambina da parte di una donna rom – afferma: «È quello che succede quando i rom rubano i bambini». Pochi giorni fa il ministro degli Esteri Franco Frattini ha risposto alle accuse di razzismo che arrivavano dalla Bbc proprio in merito alla vicenda di Torregaveta (guarda il video).

«COME CANI» – Si stima che l’84% dei rom in Europa viva sotto la soglia di povertà – ricorda l’Observer – dopo le varie persecuzioni che si sono succedute nei secoli, fino a quella di stampo nazista. Poi ci sono state le guerre dei Balcani. «Ho chiesto a un prete cattolico perché gli italiani ci odiano e non ha saputo darmi una risposta. Ha detto che anche i rom sono figli di Dio e gli ho replicato che la realtà sembra molto diversa» conclude Miriana Djeordsevic. «Il vero crimine comunque è ciò che è successo intorno alle mie figlie morte, trattate come cani morti annegati nel Mediterraneo».

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Laura Cuppini
19 agosto 2008

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fonte: http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_19/observer_italiani_odio_rom_f1c1338e-6de8-11dd-8a0c-00144f02aabc.shtml

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UNA GIORNATA AL MARE

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UN BLOGGER IMMAGINA UN’ALTRO PUNTO DI VISTA, QUELLO DEI DUE BAGNANTI RITRATTI NELLA FOTO TERRIBILE CHE HA FATTO IL GIRO DEL MONDO.. LO SCRITTO E’ UNA LETTERA IMMAGINATA, TOTALMENTE DI FANTASIA, MA CHE, PER GLI SPUNTI DI RIFLESSIONE CHE CONTIENE, COLPISCE ANCHE LEI AL CUORE.

TUTTAVIA, CHI SA LA VERITA’ TACE.. RESTANO I CORPI, PER SEMPRE STESI, DELLE DUE BIMBE CHE VOLEVANO REGALARSI UN PO’ DI FELICITA’ IN QUESTO MONDO AVARO DI BUONI SENTIMENTI CHE SEMBRA ORMAI ESSERE IL NOSTRO, COSI’ PIENO DI FALSITA’, EGOISMO E INDIFFERENZA. QUANDO VA BENE. ALTRIMENTI BRUTALMENTE SADICO E ASSASSINO..

mauro

michele ([info]miic) ha scritto,
@ 2008-07-24 19:54:00

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Mi chiamo Quagliarulo Amilcare, e sono l’uomo che compare in questa foto. Sì, sabato scorso ero a Torregaveta, sulla spiaggia dove sono annegate due ragazze rom. Io e mia moglie, Scannapieco Pamela, eravamo tra quei bagnanti che “hanno continuato a prendere il sole a pochi metri dai cadaveri stesi sulla spiaggia”. Siamo noi i protagonisti della “foto che getta la vergogna sull’Italia”, come ha scritto addirittura l’Independent; siamo noi gli ispiratori di decine di editoriali e centinaia di post che denunciano l’indifferenza dell’uomo contemporaneo davanti alla morte o l’odio razziale verso i rom o magari il decreto Maroni sulle impronte digitali. Siamo noi i bersagli della maledizione dei parenti delle vittime e dell’anatema del vescovo Sepe.

E’ vero: eravamo lì e non abbiamo fatto niente per salvarle. Sapete forse come vanno queste cose, non si capisce mai bene cosa sta succedendo: abbiamo sentito urla, trambusto, visto gente che si tuffava in mare. Io non l’ho fatto, non sono abbastanza atletico né abbastanza coraggioso, ma altri ragazzi – bagnini o bagnanti, non so – sì, sono accorsi appena hanno capito che le ragazzine erano in pericolo. Sono riusciti a portarle a riva, hanno tentato di rianimarle, ma non c’è stato nulla da fare. Le hanno coperte con due teli, qualcuno ha messo accanto a loro un mazzo di fiori. Noi siamo andati a vederle, siamo rimasti un po’ accanto a loro, ci siamo fatti raccontare la storia e abbiamo raccontato quello che avevamo visto noi, abbiamo mormorato banalità sulla tragicità della vita, sulla pericolosità del mare, sull’incoscienza della gioventù. Tutti quelli che erano sulla spiaggia hanno fatto così: lo si vede bene in questo video, e soprattutto in questo, nella parte finale.

Siamo rimasti lì per un po’, in attesa che le portassero via. Ma prima che le portassero via è passata più di un’ora. A un certo punto, continuare a restare in piedi accanto a quei corpi straziati ci è sembrato inutile, persino un po’ morboso. Siamo tornati al nostro posto, a qualche centinaio di metri da lì (le foto possono essere ingannevoli, a seconda dell’inquadratura la prospettiva può risultare schiacciata).  Non ci siamo tuffati in acqua ridendo, non abbiamo acceso la radio a tutto volume, non ci siamo messi a giocare a racchettoni. Siamo rimasti lì, confusi e imbarazzati, senza sapere bene che fare e che dire.In fondo anche quando c’è il morto in casa dopo un’ora di veglia c’è sempre qualche parente che esce dalla stanza e va a fare il caffè, o si alza e guarda distrattamente i libri sugli scaffali, o magari accende la tv senza volume.

Ma come avete potuto restare lì a divertirvi, ad abbronzarvi, come in una normale giornata al mare, ribattete voi dalle vostre centinaia di editoriali e di post. E’ vero, abbiamo sbagliato, non abbiamo saputo comportarci come si deve in una situazione del genere. E sì che una situazione del genere capita quasi ogni estate sulle spiagge italiane, e ogni volta ispira decine di editoriali e centinaia di post. Voi che leggete e scrivete blog e giornali vi sareste sicuramente comportati meglio. Vi sareste rivestiti, per scongiurare il rischio di abbronzarvi. Sareste andati via da quella spiaggia, certo non per sdraiarvi su una spiaggia vicina, al riparo dai fotografi, ma per chiudervi in casa, al buio, a meditare sulla morte. E pazienza se i giornali avrebbero scritto: “Quando sono arrivati i soccorritori hanno trovato una spiaggia deserta…”,  denunciando l’indifferenza dell’uomo moderno che scappa davanti alla morte. Certamente voi, se mentre andate in vacanza vi imbattete in un incidente mortale in autostrada, girate la macchina e tornate indietro. Voi non andreste mai a passare le vacanze a Lampedusa, a fare il bagno in quel mare che ne ammazza a mucchi tutti i giorni. Voi, se incontrate delle zingarelle sulla spiaggia, di sicuro rivolgete loro la parola, e le avvisate sui rischi del mare mosso. Voi sapete sempre cosa è giusto fare, e non pensate che qualunque gesto possiate umanamente fare – rivestirvi o spogliarvi, andarvene o restare, dire una preghiera o pensare al post indignato che scriverete sul vostro blog – non può che risultare goffo, inadeguato, disperatamente inutile davanti all’infame scandalo della morte che si prende due bambine e le risputa sulla spiaggia sotto due asciugamani sporchi, durante una bella giornata al mare.

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fonte: http://miic.livejournal.com/158664.html?page=2#comments

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http://rebstein.files.wordpress.com/2007/11/rose-rosse.jpg

Per Cristina e Violetta

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