Inserito da: solleviamoci | Agosto 21, 2008

Pensioni, la stretta è in arrivo

L’età non si tocca, ma sarà ridotto il coefficiente che determina l’assegno

di ALESSANDRO BARBERA
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ROMA
Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi
garantisce: niente revisione dell’età pensionabile. Ma oltre alla riforma dei contratti, alla vertenza degli statali e alla soluzione al caso Alitalia, in autunno, nell’agenda già fitta di governo e sindacati, ci dovrà essere spazio anche per la previdenza.

Entro fine anno c’è da istituire la Commissione che dovrebbe rimettere mano ai coefficienti di trasformazione, ma soprattutto deve completare la delega sui lavori usuranti. Il governo è intenzionato a stringere i parametri su entrambi i fronti, mentre i sindacati – e con loro l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano – chiedono il rispetto dell’accordo firmato con il governo Prodi e non vogliono ritocchi al ribasso per i valori che determineranno l’assegno dei più giovani.

Tutte le sigle mettono le mani avanti: da Cisl a Uil a Ugl, e soprattutto la Cgil. Il segretario Guglielmo Epifani preannuncia un «autunno difficile», mentre Morena Piccini boccia ogni ipotesi di stretta perché «il bilancio dell’Inps è in attivo».

L’accordo firmato la scorsa estate prevede l’impegno a rivedere i coefficienti entro il 2010, pena l’applicazione automatica di quelli definiti: ad esempio il cosiddetto «valore di sostituzione» della pensione di un sessantenne scenderebbe dal 5,163% al 4,798%. Se nel 2014 (primo anno di applicazione piena del sistema contributivo) chiedesse di andare in pensione con un reddito medio di 30mila euro e 35 anni di contributi, ebbene, in quel caso l’assegno – già piuttosto contenuto – di 18.070 euro l’anno, scenderà a 16.793.

Il nuovo sistema, per come è oggi, penalizzerà chi ha lavorato pochi anni e premierà chi andrà in pensione col massimo dei contributi. Ecco perché i sindacati vorrebbero rivedere il meccanismo per migliorare le pensioni più basse. Basti un altro caso per capire lo scarto; lo stesso pensionato, se invece di 35 anni di lavoro ne avesse maturati 40, sull’assegno avrà una decurtazione proporzionalmente inferiore, da 20.652 a 19.192 euro.

L’altro tema caldo è la delega sui lavori usuranti, le norme per anticipare la pensione a chi lavora in miniera, nelle catene di montaggio o svolge lavoro notturno. In questo caso una decisione andrà presa entro il 31 dicembre. Con la riforma delle pensioni il governo Prodi aveva deciso condizioni più favorevoli, ma non fece in tempo ad attuare la delega.

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fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200808articoli/35826girata.asp


Risposte

  1. Età o coefficiente: la musica è comunque sempre brutta…


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