Inserito da: solleviamoci | Agosto 27, 2008

Tensione nel Mar Nero, la Cina “scarica” Mosca?

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Sempre più incandescente la tensione tra Mosca e l’Occidente per gli assetti nel Caucaso: la Nato ha ingiunto alla Russia di fare marcia indietro sul riconoscimento unilaterale dell’indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia dalla Georgia, tornando inoltre a sollecitarla a rispettare l’integrità territoriale di Tbilisi. Il Cremlino ha continuato però a difendere la propria mossa, e ha inviato unità della Marina verso le coste abkhaze sul Mar Nero, in risposta all’arrivo in zona delle navi militari Nato con aiuti umanitari per la popolazione civile, che tuttavia hanno evitato di attraccare nel porto di Poti, tuttora presidiato dalle truppe russe. La flotta russa, guidata dalla sua ammiraglia, il modernissimo incrociatore portamissili Moskva, ha infatti ricevuto l’ordine di sorvegliare i movimenti di quella Nato.

«L’Alleanza Atlantica», recita un comunicato ufficiale diffuso dal quartier generale della Nato a Bruxelles, «condanna la decisione della Federazione Russa di concedere il proprio riconoscimento ai territori georgiani dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia, e le chiede di revocare tale decisione», prosegue la nota, firmata dagli ambasciatori dei 26 Stati membri.

Il presidente russo Dmitri Medvedev ha intanto rassicurato telefonicamente il cancelliere tedesco Angela Merkel sull’impegno di Mosca a rispettare il piano di pace mediato dalla presidenza francese di turno della Ue, compreso il quinto punto sul ritiro delle truppe e le misure di sicurezza aggiuntive.La Russia cerca l’appoggio cinese. Il presidente russo Dmitri Medvedev e il suo omologo cinese Hu Jintao si sono incontrati a Dushanbe, capitale del Tagikistan, per dei colloqui di natura bilaterale. Stando a quanto riferisce l’agenzia di stampa cinese “Xinhua”, nell’agenda delle discussioni tra i due capi di Stato figurano anche questioni di natura regionale e internazionale, ritenute di mutuo interesse.

Ma negli stessi minuti però la Cina ha espresso la propria preoccupazione per la decisione della Russia di riconoscere l’indipendenza delle due regioni separatiste georgiane di Abkhazia e Ossezia del sud. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa Nuova Cina, che ha citato il portavoce del ministero degli esteri cinese, Qin Gang. Finora Pechino non si era pronunciata sulla decisione di Mosca, condannata invece dai governi occidentali, e aveva espresso solo la speranza che le parti riuscissero a trovare una «soluzione adeguata al problema attraverso il dialogo».

http://www.interet-general.info/IMG/MikhailSaakashvili-5-2.jpgMikhail Saakashvili

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Frattanto il presidente della Georgia, Mikhail Saakashvili, ha annunciato che non si recherà lunedì prossimo a Bruxelles per il Consiglio Europeo straordinario, convocato proprio in relazione alla crisi caucasica, perché teme in seguito di non poter ritornare in patria, impedito al rientro dalla Russia. Il vertice comunitario del primo settembre perde dunque uno dei suoi protagonisti, e in seno all’Ue sembra cominciare a prendere forma un’ipotesi ancora più inquietante rispetto alla secessione di Ossezia e Abkhazia: e cioè che, dopo la Georgia, nel mirino di Mosca possano finire altre Repubbliche ex sovietiche. Come l’Ucraina, e in particolare la strategica penisola di Crimea; o la Moldova, sul cui territorio orientale si estende l’auto-proclamata Repubblica secessionistica della Transnistria: ambedue aree dove molto forte è la presenza non solo di vaste comunità russofone, ma altresì di unità militari russe e di armamenti risalenti all’era sovietica.

Tbilisi pensa intanto a ridurre i rapporti diplomatici con Mosca, mentre il suo presidente Mikhail Saakashvili chiede che l’Ue si pronunci «chiaramente a favore» dell’ex repubblica sovietica.

Timori in tal senso hanno manifestato tanto l’euro-commissario all’Allargamento, il finlandese Olli Rehn, quanto Bernard Kouchner, ministro degli Esteri francese, vale a dire del Paese che per il semestre in corso detiene la Presidenza di turno dei Ventisette, e che ha invano tentato di scongiurare il peggio mediando un cessate-il-fuoco solo teoricamente accettato da entrambi i contendenti.

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http://www.foxnews.com/images/146040/4_26_yushchenko_viktor_113004.jpgViktor Yushchenko

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Dal canto suo il leader ucraino Viktor Yushchenko, al pari di Saakashvili schieratosi con i Paesi occidentali, ha bollato come «inaccettabile» la fuga in avanti russa, minacciando di reagire tra l’altro con un rincaro dell’affitto versato da Mosca per poter utilizzare congiuntamente a Kiev la base navale di Sebastopoli: situata per l’appunto in Crimea.

Sulla decisione del Cremlino di riconoscere gli indipendentisti la stampa russa si è dimostrata piuttosto critica, evocando i rischi di un isolamento internazionale, di un effetto domino del Caucaso e di una battuta d’arresto dell’economia.

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Pubblicato il: 27.08.08
Modificato il: 27.08.08 alle ore 15.53

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=78408


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