Inserito da: solleviamoci | Agosto 28, 2008

Putin attacca: gli Usa dietro l’attacco alla Georgia

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Toni sempre più da Guerra fredda nella crisi georgiana. Mentre le navi russe vengono accolte dalla gioia degli Abkhazi e a pochi chilometri le navi americane con gli aiuti militari vengono accolte dalle bandiere georgiane, è Vladimir Putin, ora primo ministro russo, ad attaccare gli Usa.

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Dietro alla decisione della Georgia di inviare truppe in Ossezia del sud c’erano gli Stati Uniti nel tentativo di facilitare la campagna elettorale di uno dei candidati in corsa per succedere al presidente, George W. Bush. Questa l’accusa che il primo ministro russo Vladimir Putin ha avanzato oggi nei confronti degli Usa in una intervista concessa in esclusiva alla Cnn e anticipata sul sito dell’emittente televisiva.

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Secondo Putin, la posizione degli Stati Uniti sarebbe stata presa in funzione elettorale, «per facilitare la campagna elettorale di uno dei candidati in corsa per la successione del presidente, George W. Bush», scrive la CNN, anticipando il senso di quanto dichiarato dal premier russo. La Russia – ha sostenuto il premier russo – dopo la mossa della Georgia non aveva altra scelta se non quella di rispondere alla Georgia. La Cnn precisa che Putin ha concesso l’intervista oggi nella città di Soci, sul Mar Nero.

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Putin spiega che la Russia è stata costretta ad intervenire in Georgia dopo l’uccisione di molti suoi peacekeepers e che si aspettava uno stop degli Usa alla Georgia. «L’8 agosto alla cerimonia di apertura dei Giochi di Pechino ho parlato con Bush. Gli ho spiegato le nostre ragioni e speravo che lui fermasse i georgiani».

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Poi Putin ha assicurato che lo stop ad alcune aziende agricole americane messe al bando dalla Russia non è una ritorsione sulla questione georgiana.

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La risposta americana è affidata al portavoce del Segretario di Stato Robert Wood, che bolla l’accusa come «ridicola». «Tutto il mondo ha dato la colpa dell’attacco alla Russia».

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Intanto Paesi europei che si riuniranno il prossimo lunedì a Bruxelles per discutere della crisi in Georgia hanno preso in considerazione l’ipotesi di imporre delle sanzioni contro Mosca. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner. A Parigi spetta la presidenza di turno dell’Unione europea.

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«E’ stata presa in considerazione l’ipotesi di sanzioni e anche di altri strumenti», ha detto Kouchner nel corso di una conferenza stampa a Parigi. È la prima volta che la Francia evoca la possibilità di sanzioni contro Mosca in questa crisi. «Stiamo cercando di elaborare un testo forte che esprima la nostra volontà di non accettare» la situazione in Georgia, ha aggiunto.

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La risposta di Mosca è arrivata a stretto giro di posta. Il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov ha ironizzato: «Il mio amico Kouchner parla molto. Aveva detto che presto avremmo attaccato Moldavia, Ucraina e Crimea… Ma certe dichiarazioni sono figlie di un’immaginazione malata e credo che sia così anche per le sanzioni. A Mosca non ne sappiamo nulla», il collega francese Bernard Kouchner «parla molto». Per Mosca, è una dimostrazione dello «sconcerto» perchè «il cocchino delle capitali occidentali (Saakashvili, Ndr) non ha giustificato le speranze riposte in lui».

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Pubblicato il: 28.08.08
Modificato il: 28.08.08 alle ore 20.47

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=78437


Risposte

  1. «E’ stata presa in considerazione l’ipotesi di sanzioni e anche di altri strumenti»

    Ah, ah, ah, ah, ah…
    Vogliono stare al freddo quest’inverno?


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