Il segretario al Tesoro Paulson chiede di contribuire al piano anti-crisi. Un comunicato dei Sette risponde positivamente
Intanto le due banche d’investimento superstiti, Morgan Stanley e Goldman Sachs, si trasformano in banche commerciali
Bush: “Tutto il mondo ci guarda”. Dalla Commissione Ue apprezzamento per il piano

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WASHINGTON – Hank Paulson, il segretario al Tesoro americano, chiede ai paesi del G7 di contribuire al piano di aiuti messo a punto dall’amministrazione Usa per contrastare gli effetti della crisi finanziaria globale innescata dai mutui subprime. In effetti il piano di Washington prevede al momento un finanziamento di 700 milioni di dollari che, pur essendo gigantesco, secondo le stime degli esperti non è una cifra sufficiente a fronteggiare il problema. Così ora gli Usa, dopo aver provocato il disastro che sta sconvolgendo i mercati con la loro mancanza di regole e di controlli, chiamano anche gli altri paesi a pagare il conto.
In realtà non è ben chiaro quale sia la richiesta americana, se solo un invito agli altri paesi a fare come gli Usa ciascuno con le proprie banche oppure a contribuire direttamente al fondo varato dagli Usa (che, a quel punto, potrebbe intervenire anche su banche non americane). Ma non è da escludere che questa vaghezza sia voluta.
La risposta non si è fatta attendere. Il G7 annuncia di aver mantenuto “una rafforzata e ravvicinata cooperazione” e si impegna a prendere iniziative per salvaguardare la stabilità dei mercati finanziari internazionali. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso nel primo pomeriggio dal Tesoro Usa, al termine di una conference call tra i ministri delle Finanze e i governatori dei sette paesi, nel corso della quale è stata discussa la situazione dei mercati finanziari globali ed è stato espresso apprezzamento per le misure “straordinarie” prese dal governo Usa.
Anche il comunicato del G7, come si vede, non chiarisce il dubbio di cui si è parlato.
Il piano intanto sta seguendo il suo iter legislativo. Il presidente George W. Bush ha detto oggi che i negoziatori hanno fatto “buoni progressi” nella discussione con il Congresso e ha ammonito quest’ultimo a non usare la legge di emergenza per introdurvi “provvedimenti estranei” alla misura.
“Tutto il mondo ci sta osservando”, ha detto il presidente americano, per vedere se l’America è in grado di stabilizzare i suoi mercati finanziari e prevenire ulteriori danni. Se il piano non passasse, ha poi sottolineato Bush, ci sarebbero “ampie conseguenze per Wall Street”.
“Gli americani – ha sottolineato Bush in una nota – sono attenti a vedere se Democratici e Repubblicani, il Congresso e la Casa Bianca, possano riuscire a risolvere insieme questo problema con l’urgenza che richiede. Il mondo intero è in attesa di vedere se siamo in grado di agire velocemente per rafforzare i nostri mercati e prevenire danni ai nostri mercati del capitale, alle imprese, al nostro settore immobiliare e ai nostri sistemi pensionistici”. Ovviamente, ha aggiunto, “ci saranno differenze sui dettagli e dovremo lavorare insieme su quelli. Quella è una parte comprensibile del processo, ma quello che non sarebbe comprensibile è se i membri del Congresso cercassero di usare questa emergenza legislativa per far passare provvedimenti non correlati o insistere su provvedimenti che minassero l’efficacia del piano stesso”.
Sulla vicenda si è espressa anche la Commissione europea, che “accoglie favorevolmente l’azione intrapresa dal governo statunitense per stabilizzare i mercati finanziari”, anche se per il momento non commenta i dettagli del piano varato dall’amministrazione Bush. “Stiamo ancora approfondendo i particolari e discutendone”, ha spiegato il portavoce del presidente dell’esecutivo europeo Josè Manuel Barroso, rispondendo a chi gli chiedeva quale impatto potrebbe avere il piano Usa sulle banche europee.
Nel frattempo la Sec, l’Authority di controllo dei mercati, ha approvato la trasformazione in banche commerciali delle due banche d’investimento superstiti, Morgan Stanley e Goldman Sachs. Ciò sancisce di fatto la fine del modello di banca di investimenti che domina Wall Street da oltre un ventennio. I due istituti erano le ultime banche di investimenti americane ancora in piedi, dopo il tracollo di Lehman Brothers e l’acquisizione da parte del tesoro Usa della Merrill Lynch. Le due banche potranno accogliere depositi, ottenendo maggiore accesso ai finanziamenti. In cambio saranno sottoposte a un più stretto controllo da parte della riserva federale.
Nel pomeriggio è stato anche diffuso l’annuncio che la Mitsubishi Ufj Financial, la prima banca giapponese, si appresta a rilevare fino al 20% della Morgan Stanley. Il mercato ha accolto la notizia dell’iniezione di capitali facendo volare le quotazioni del titolo in Borsa.
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22 settembre 2008
fonte: http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/crisi-mutui-6/paulson-chiede/paulson-chiede.html
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Paura come ai tempi di Hilter
patrimoni a caccia del rifugio
La fuga dei risparmiatori provoca danni incalcolabili all’economia
I rendimenti dei bond statunitensi crollano ai valori del 1941
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di FEDERICO RAMPINI

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BISOGNA risalire al Blitz su Londra, il bombardamento ordinato da Hitler nel ‘41 che parve annunciare lo sbarco tedesco in Gran Bretagna.
Il panico sul mercato del credito ha raggiunto livelli che non si erano più visti dai giorni più bui della Seconda guerra mondiale. Di fronte al crollo di tanti patrimoni la fuga dei risparmiatori verso un “rifugio sicuro” – come i buoni del Tesoro americani – ha prodotto un risultato incredibile: i rendimenti sui Treasury Bonds degli Stati Uniti sono crollati (0,03% i buoni trimestrali) al livello più basso dai tempi dei raid aerei della Luftwaffe sulla capitale inglese. Questo fuggi fuggi verso la sicurezza infligge dei danni incalcolabili non solo alle finanze ma all’economia reale.
Nessuno si fida più della solvibilità della controparte: i prestiti fra banche in Europa e negli Stati Uniti sono quasi congelati. La paura dei crac a catena sta intaccando per la prima volta il valore dei fondi comuni monetari: sono investimenti considerati liquidi quasi come dei conti correnti, tranquilli, “da buon padre di famiglia”. Dall’epicentro originario di Wall Street il disastro si è dilatato sprigionando conseguenze sul tenore di vita di intere nazioni. I tassi sui mutui sono rincarati anche in Italia. La recessione americana ha bloccato la crescita europea, colpisce le prospettive di chi cerca lavoro. I fondi pensione, ormai diffusi nel mondo intero compresa l’Italia, sono esposti a perdite pesanti che ridurranno il tenore di vita dei futuri pensionati.
Anche i risparmiatori più cauti sono vulnerabili: la “finanza esoterica” ha infilato i suoi titoli-spazzatura ovunque, gli inviti alla calma dei nostri banchieri e dei nostri assicuratori vanno presi con beneficio d’inventario; sono validi solo fino alla prossima sorpresa. Il Welfare semi-privato si morde la coda: i fondi pensione per tamponare le loro perdite hanno speculato al ribasso nel tentativo di recuperare qualcosa nel crollo generale. Così sono diventati parte di quella “orda selvaggia” che ha contribuito al crac: la banca d’affari Morgan Stanley ha dovuto contattare direttamente i gestori delle maggiori casse previdenziali americane, per scongiurarli di cessare le puntate ribassiste contro il suo titolo.
La speculazione al ribasso è nel mirino delle autorità di Borsa, a cominciare dall’organo di vigilanza di Wall Street, la Securities and Exchange Commission (Sec). Nell’emergenza la Sec ha varato nuove regole contro la “vendita allo scoperto” (l’operazione in cui un investitore prende in prestito un’azione che non ha per venderla subito, poi ricomprarla in futuro scommettendo che costerà meno, e restituire il prestito guadagnando sulla differenza). Le misure tecniche per scoraggiare la speculazione ribassista sono state invocate dall’American Bankers Association e da diversi politici del Congresso di Washington. Tutti a caccia degli “untori”, gli avvoltoi che si avventano su nuove prede da scarnificare tra le grandi banche quotate in Borsa.
Ma la speculazione al ribasso in questo contesto è fisiologica e inarrestabile. Dov’erano invece l’associazione dei banchieri, dov’erano i legislatori del Congresso, quando i loro interventi avrebbero potuto colpire le cause primarie di questa crisi? Nel disastro globale di questi giorni ciò che sconcerta è la totale assenza di misure preventive. Questa crisi, nella sua forma acuta e palese è ormai vecchia di 15 mesi: il collasso dei titoli legati ai mutui subprime iniziò a fine giugno del 2007. Inoltre c’è chi l’aveva visto arrivare molto prima, e non si tratta di “profeti” eterodossi e marginali ma di protagonisti centrali del sistema.
Warren Buffett, il secondo miliardario più ricco degli Stati Uniti, gestore del colosso finanziario Berkshire di Omaha, nel 2002 dichiarava: “I titoli derivati sono armi di distruzione di massa”. Sul sistema di regole e controlli aggiungeva: “Nessuna banca centrale ha il compito di prevenire i crac a cascata nei derivati e nelle assicurazioni”. Dunque uno dei finanzieri più influenti del pianeta, regolarmente chiamato a testimoniare al Congresso e al Senato di Washington nelle audizioni sulla politica economica, aveva avvisato i guardiani del mercato. Più esplicito di così non poteva essere.
Quelle parole oggi suonano come un terribile atto di accusa per governi, banche centrali, authority di vigilanza. Negli Stati Uniti e in Europa. Nulla è veramente cambiato nell’architettura portante della finanza globale, dal 2002 a oggi. Nessuna riforma radicale è stata varata neppure negli ultimi 15 mesi, quando la crisi era ormai visibilissima e stava dispiegando i suoi effetti letali, dapprima al rallentatore, poi in una sequenza sempre più frenetica di catastrofi.
Dare addosso alla speculazione ribassista oggi è una misura patetica, un’autentica presa in giro: è il malato che in un impeto d’ira spezza il termometro che gli sta indicando la sua febbre. Ben altri sono i limiti che andavano decisi. Il mondo dei derivati è rimasto un universo parallelo, un sistema bancario-ombra dove non vigono le stesse regole e gli stessi controlli imposti all’attività creditizia ordinaria. Gli hedge fund continuano a essere una giungla selvaggia. I titoli strutturati, i misteriosi contratti di copertura dal rischio-fallimento che hanno travolto il colosso Aig, tutto questo bubbone è stato lasciato ipertrofizzare. I banchieri centrali si incontravano nei convegni dell’Fmi a Washington, o della Bri a Basilea, e si scambiavano dotte relazioni sulla “necessità” di correggere le falle del sistema. Di quegli studi sono pieni gli archivi delle banche centrali. Compresi i lavori della task force sui rischi sistemici guidata dal nostro Mario Draghi.
Ma le conseguenze concrete finora sono state pressoché nulle. Abbiamo una finanza globale ma non abbiamo una vigilanza globale. I gestori di patrimoni immensi hanno continuato a operare in zone grigie di lassismo, irresponsabilità, impunità. I mercati sono interconnessi a livello planetario, ma le regole e i controlli sono un paesaggio frammentario e balcanizzato. Il panico di questi giorni è un terribile fallimento delle autorità di sistema, che paghiamo tutti.
Anche nelle colpe vi è una gerarchia e un ordine. Il primo imputato è l’establishment americano, da Wall Street alla classe politica legata a filo doppio agli interessi delle grandi lobby del denaro. L’America vive da anni sotto l’egemonia culturale di uno slogan che fu lanciato da Ronald Reagan, poi ripreso dai Bush padre e figlio, infine riciclato con ardore dal duo McCain-Palin in questa campagna elettorale: “Lo Stato non è la soluzione dei problemi, lo Stato è il problema”. E’ questa l’ideologia che ha teorizzato i benefici del laissez-faire. E’ stata fatta propria anche da Alan Greenspan, al timone della Federal Reserve per ben 17 anni, il massimo teorico della capacità dei mercati di autoregolarsi. Greenspan ha continuato a difendere quell’ideologia fino a poche settimane fa, salvo improvvisamente cambiare tono e definire la crisi attuale come “la più grave da un secolo”. Il suo successore e l’Amministrazione Bush ora nazionalizzano a tutto spiano. Questa crisi travolge le ideologie e sposta di colpo il terreno su cui si combatte la battaglia presidenziale americana.
Ma il 4 novembre è lontano; il gennaio 2009 in cui il nuovo presidente Usa assumerà i poteri è lontanissimo. Di qui ad allora il bilancio dei danni potrà essersi aggravato. L’Europa e il resto del mondo non possono permettersi di aspettare.
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19 settembre 2008
fonte: http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/crisi-mutui-6/crisi-mutui-6/crisi-mutui-6.html
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Io non ci vedo nulla di male, ad aiutare gli USA… loro ci hanno aiutato, no, a ricostruirci dopo la seconda guerra mondiale? Ergo…
e figuriamoci se loro, paladini della democrazia, avrebbero da obiettare.
Basta proporre loro le stesse condizioni che ci hanno posto: basi militari sul loro suolo, spostamento di Fort Knox diciamo in Spagna, elezioni “libere”…
basta poco, che ci vuole???
Del resto il “do ut des” l’hanno imparato bene: come possono pensare che ce lo scordiamo noi?
Da: solleviamoci su Settembre 23, 2008
alle 5:44 am
Ottimo, Elena, ottimo…
Da: Franca su Settembre 23, 2008
alle 10:41 am
Siete proprio due irriducibili che non riescono a vedere la realtà seviene pronunciata la parola “America”.
Vi informo che la crisi è internazionale per i noti effetti a catena, e che se dovesse esplodere in tutta la sua nefasta natura molti piccoli risparmiatori si ritroveranno poveri e che molte aziende falliranno.
Mat
Da: matteo su Settembre 23, 2008
alle 8:12 pm
Per rendervi chiaro il concetto, si avrebbe un innalzamento dei costi delle materie prime abnorme, proporzionato al deprezzamento del dollaro e dell’euro.Inflazione, recessione, disoccupazione, povertà, ecc.ecc.
Farebbe bene il G7 ha muoversi.
Mat
Da: matteo su Settembre 23, 2008
alle 8:23 pm
Ha proposito, Bush invita i governi occidentali a varare misure come la sua e non per sostenere banche americane.
Mat
Da: matteo su Settembre 23, 2008
alle 8:34 pm
pardon,leggete : “A proposito”
Da: matteo su Settembre 23, 2008
alle 8:40 pm
Ma la questione non è che la parola “USA” fa scattare meccanismi inconsci, caro Mat. E’ un po’ più complicato… lo so benissimo che un crack americano si ripercuoterebbe a catena anche da noi, che ti credi… nel ‘29 non ero ancora nata, ma ne ho sentito parlare…
Il problema principale, dal mio punto di vista, è che gli USA e tutti gli stati ad economia capitalista e/o imitatori (ci sbatto dentro pure Russia e Cina, contento?) sono i responsabili di queste crisi cicliche, dell’inflazione, della disoccupazione, della precarizzazione delle persone e della mancanza di fiducia nel futuro che attanaglia qualsiasi essere con un minimo di cervello.
Allora, se i sacrifici che mi vengono chiesti servono a cambiare dalle radici lo status quo, posso anche starci. Ma se servono solo ed unicamente a tenere a galla un sistema marcio fino alla prossima volta, che sarà ancora peggio, e non si cambia dal profondo, non ci sto.
Perché fino ad ora per i vari crack sparpagliati per il mondo non ne ha sofferto nessuno? Sempre i piccoli risparmiatori e le famiglie, mai un “manager”. Come dire che non si può essere favorevoli a non costruire più mine antiuomo perché l’economia del bresciano ne risentirebbe. O come per l’Alitalia: a questo punto o mangi la minestra del cavaliere e della CAI o salti la finestra… ma perché siamo arrivati a questo punto? EH? Allucinante. O la smettiamo di pensare in termini egoistici e di mettere pezze che non sono soluzioni reali, oppure a catafascio ci andremo tutti – tranne “loro”, che chissà che si sono preparati.
Ma noto con disappunto che l’ironia non viene colta…
Da: solleviamoci su Settembre 23, 2008
alle 9:36 pm
Viene colta…viene colta!!
W l’USA e getta…
Da: manuela su Settembre 23, 2008
alle 10:03 pm
Cara Elena,ho colto l’ironia nelle ipotetioche condizioni da te poste agli USA,ma non nella questione di merito.
Questo mondo non piace neanche a me, tantomeno mi piace questa finanza “creativa”.
La soluzione è difficile e spero che certi prodotti finanziari di pura speculazione (derivati, ecc.) siano messi al bando.
Poi non resta che l’autarchia e tessera annonaria, come a Cuba, nell’Italia fascista, nel regime nazista e nei paesi comunisti. Tutte soluzioni che non mi piacciono per niente.
ciao Mat
Da: matteo su Settembre 23, 2008
alle 10:05 pm
Elena, sei troppo democratica. scherzo…bella l’idea, un nuovo piano Marshall al contrario. Noi mandiamo aiuti, anche se a dirti il vero non so che aiuti potremmo mandare, e loro in cambio ci liberano dalle basi, della loro influenza, e magari gli si potrebbe mandare anche Berlusconi.
adesso divento serio…
Per me, la cosa è sconcertante. Questo è il socialismo dei ricchi: proteggono speculatori criminali e mandano per strada intere famiglie. Non salvano banche e istituti vari perchè gli sta a cuore il poverello che non sa cosa mangiare, li salvano perche coscienti che far cadere certi colossi metterebbe a rischio il sistema. Questo è il punto. Se fosse stata l’Argentina al suo posto, o l’Indonesia o la Thailandia, a quest’ora addio, ci sarebbe già la gente morta di fame con tassi di interesse al 400% come il buon Milton Friedman fece con l’Argentina.
Sveglia, sveglia, la mano invisibile del mercato ha fallito…HA FALLITO!!!
Troppo comodo dividersi i profitti quando le cosa vanno bene, e poi quando si vende anche la corda per impiccarsi domandare l’aiuto del G7 o dello stato. Che sprofondassero nella loro egoistica avaria.
Se avessero usato quei 800 o 1000 miliardi di dollari per il sociale, sai quante cose sarebbero migliorate visto che non hanno nemmeno la sanità garantità?
Invece no, per gli speculatori si, e poi butti la gente senza assicurazione malata per strada.
Ma fino a quando troveranno chi ancora non riesce o non vuole vedere avranno sempre ragione loro.
E poi io cosa parlo a fare, la mia epoca è finita nell’89: sono comunista.
Bene, adesso mi godo la fine del castello dei sogni.
Chissà..che possa essere il preludio di un sistema migliore visto che anche dal punto di vista ambientale, questa situazione è insostenibile.
Un caro saluto Elena.
Da: schiavioliberi su Settembre 23, 2008
alle 10:32 pm
Carissima Elena,nel ‘29 il capitalismo l’avversario acerrimo da combattere, addirittura da guerreggiare ,l’aveva eccome,ed era il totalitarismo di destra che mirava al suo primato.
Nel dopoguerra la contrapposizione non era più per il primato del capitalismo ma una continua scaramuccia tra due mondi contrapposti del tutto differenti,almeno a parole.
Finito tutto e ora che la favola si è compiuta il Re Stupido è rimasto finalmente solo, senza più nemici (a meno che non si voglia ritenere tale “quattro stupidi straccioni “negri,nostalgici,islamici o altro che dir si voglia) e tutto intorno il loro mondo incomincia a crollare così come previsto e così com’è per tutto.
Sempre:nei secoli dei secoli. Amen.
Da: Val su Settembre 23, 2008
alle 10:34 pm
Non è il capitalismo a far crollare il mondo, ma la sua “esasperazione”, la finanza creativa. le leggi, le pene ed i controlli inadeguati.
Basterebbe il buon senso, più giustizia e dei veri anni di carcere.
Questa potrebbe essere la vera rivoluzione ed è subordinata alla realizzazione dei conflitti di interesse tra imprenditori, finanzieri, banche, politica.
Mat
Mat
Da: matteo su Settembre 24, 2008
alle 12:04 am
ci sono ricascato
leggete “risoluzione dei conflitti di interesse”.
Da: matteo su Settembre 24, 2008
alle 12:07 am
Sbagliato!
Non c’è riuscita Roma e tutti i suoi imitatori che l’hanno seguita e ci deve riuscire il Capitalismo a distruggere il mondo?
Sono il mondo,l’indifferenza,la rabbia,il tempo e la storia che”finiranno” il capitalismo per sfacelo….
Non esistono correttivi al marcio e all’interesse e la famosa UNIONE lo ha dimostrato e solo gli illusi possono sperare di fermare il vero potere,lo sporco, il lercio strapotere quello con la P maiuscola che muove tutto,comanda e non si ferma davanti a nulla,nulla,nulla,nulla,nulla…….
Da: Val su Settembre 24, 2008
alle 10:08 am
Dimenticavo,anche la disperazione contribuirà.
Da: Val su Settembre 24, 2008
alle 10:23 am
L’esasperazione è intrinseca al capitalismo nella disperata ricerca di una crescita infinita. Schiavi dell’economia, ecco cosa siamo.
Ciò che dovrebbe servire a migliorare la qualità del quotidiano vivere, ci sta distruggendo.
Ma è possible che l’unica alternativa di vita sia questa? E’ possibile che far aumentare di anno in anno un numero sia il massimo progresso raggiungibile per l’essere umano?
Bah…
Da: schiavioliberi su Settembre 24, 2008
alle 12:10 pm
Non credo che esista una finanza “creativa” esistono le persone oneste e i delinquenti, i primi agiscono per il bene della propria comunità e gli altri danneggiano e distruggono il tessuto sociale a tutti i livelli.
Se scrivessi fantapolitica affermerei che se ognuno di noi avesse al proprio fianco anche una sola persona disposta a sacrificare una buona parte del proprio tempo (ce ne vuole molto!) per cercare di migliorare la società nella quale viviamo, forse parecchie situazioni negative, che ciclicamente si presentano, sarebbero vissute con minore drammaticità in quanto quasi tutti saprebbero ammortizzare l’evento destabilizzante: il problema è che per noi tutto è scontato, tutto è dovuto e ad ogni minima difficoltà anziché agire e reagire ci perdiamo in lunghissimi periodi di riflessione…nei quali pare che la nostra memoria storica scompaia, sarà tipico dell’Italia!
Personalmente che gli USA chiedano aiuto al G7, non me ne importa nulla, dipendesse da me importerei a casa loro un po’ di democrazia, quella vera! Non li aiuterei sicuramente ad uscire da questa crisi.
Riflettano, imparino anche loro a trascorrere lunghi periodi di riflessione…volendo hanno molto su cui concentrarsi: partendo dagli Indiani d’America per arrivare alla Georgia!!
Troppo comodo essere la causa dei problemi e scaricarli sugli altri: hanno bisogno di soldi? Taglino le spese per le missioni militari nelle quali sono impegnati…non bastano? Taglino TUTTE le spese militari: fermino navi e sommergibili nei porti, smantellino l’aviazione, evitino gli scudi missilistici…non basta ancora il denaro così racimolato? Fermino il programma spaziale. Poi, se servirà loro qualche spicciolo, allora potremmo contribuire anche noi ricomprando, da loro, le opere d’arte che per due lire ci hanno portato via!
manu
Da: manuela su Settembre 24, 2008
alle 2:00 pm
Resto sempre dell’opinione che quando “muore” una parte è DOVERE MORALE e MATERIALE di quella che rimane(VINCITRICE)di cambiare anch’èssa radicalmente.
Se poi vogliamo,ci sarebbe da discutere moltissimo magari partendo proprio dalla migliore rivoluzione mai riuscita che, anche se non sembra, e quella francese e non soltanto per le tre famose paroline, ma anche per come è riuscita a scompaginare e costretto ad una visione del “suo potere” del tutto rivoluzionaria il fronte clero-nobiltà dell’epoca,per arrivare ai giorni nostri passando da tentativi falliti di ristrutturazione di varie cose come la perestrojka per il comunismo sovietico o i tremila passaggi botanici dei comunisti italiani e molto altro ancora completamente inutili perchè portati avanti senza onestà,verità e indicazione chiara di nuova via.
Io sono sempre stato essenzialmente socialista e può darsi che dichiarando che la migliore analisi mai fatta(ovviamente sintetizzando) sulla differenza tra comunismo e il nazismo sia stata fatta da tal Giovanni Paolo II mi esponga agli “insulti” non solo degli avversari, ma anche di molti miei compagni.
Però quì finisce .
Perchè il socialismo in tutte le sue sfaccettature ,così come per il liberismo,non è altro che una democrazia più o meno inquinata dalla brutalità quotidiane ,anche nelle dichiarate democratiche e libere(secondo loro) civiltà che le due forme assumono,mentre il capitalismo è una cosa “economica” completamente differente,se vogliamo quasi completamente estranea alla stessa democrazia.
Io non so quale mai potrà essere l’alternativa futura ad esso.
In passato era il baratto e sembra che anche oggi si è arrivati a provarlo visto che si parla di reciprocità di scambio tra il prodotto dei mestieri.
Ma questo esclude chi è incapace fisicamente o mentalmente dalla società e quindi
non so se questa potrà essere la strada giusta o altre vie saranno seguite dalla futura umanità però,per raggiungere TUTTO quel che oggi possiamo soltanto fantasticare senza essere annientati o annientarci tra noi non possiamo certo accettare CRISTIANAMENTE e passivamente un modo di vivere che non rispetta ne il mondo dove questo sciocco animale vive e respira e nemmeno il suo simile e questo ,signori miei e il vizio peggiore ,la faccia più brutale del Capitalismo.
Dobbiamo piantarla una volta per tutte di confonderlo con la LIBERTA’ e la DEMOCRAZIA perchè questa è la verità.
Val
Ps: e chiaro che ne deve passare di acqua sotto i ponti….
Da: Val su Settembre 24, 2008
alle 5:35 pm
…Val, noi siamo tutti qui a discutere cercando di omprendere, magari anche arrabiandoci un pochino e intanto ci sono persone che si inventano il “capitalismo regolato”….ma fumano roba tagliata male!!
Devo ricominciare ad ascoltare il telegiornale…non posso perdermi queste perle di saggezza!
un caro abbraccio.
manu
Da: manuela su Settembre 24, 2008
alle 9:06 pm
La rivoluzione francese si sa come si è imposta e con quale mezzo ha sconquassato il tutto. Il risultato è stato la nomina di un imperatore che è riuscito a ridurre notevolmente il numero dei maschi d’europa.
Tutto cambia affinchè nulla cambi e non vi sono esempi da seguire.
Occorre leggi severe, regole certe, lungimiranza e lealtà.
Lo stesso consumismo sarebbe un male minore se si desse inizio ad una vera politica di “raccolta differenziata” e di imballaggi e contenitori biodegradabili.
L’uomo è sempre stato un lupo, anche quando si è travestito da agnello.
Il discorso è molto lungo, di fatto non basta etichettarsi socialisti, liberali, comunisti, democratici, radicali o anarchici…. fate voi, l’uomo risponde alla sua coscienza e la sua coscienza risponde ai suoi bisogni.
Con qualche rara eccezione
Da: matteo su Settembre 24, 2008
alle 11:08 pm
@Manuela: continua a perderle, queste “perle”… se non altro non perderai la salute. Non sempre si riesce a riderci su…
@Matteo: homo homini lupus? Pessimismo cosmico? Allora tanto vale che ci sediamo sulla sponda del fiume, il capitalismo – temo – non tarderà a passare. (nota che ho scritto TEMO. Perché, per quanto non mi piaccia, mi rendo comunque conto delle implicazioni della sua “dipartita”…)
Però, così facendo, è come se dicessimo che non contiamo nulla, che è inutile perfino pensare di opporsi, di cercare di realizzare un mondo migliore… e che vita è, senza ideali?
Lo so che non basta dire “sono comunista” per esserlo. Ma almeno cercare di essere un po’ meno tossici, sia per noi stessi che per (se non vogliamo pensare ad un imprecisato prossimo) i nostri figli??? Che gli lasciamo, il day after?
@Val: e perché no il baratto? Mi sembri partire da una concezione molto “materiale” dello scambio. Forse che non abbiamo bisogno di cultura o di affetto o di confronto? Certo, esistono anche persone in oggettive difficoltà. Ma se pensi al baratto come forma di scambio non del singolo ma della comunità (famiglia, caseggiato, comune… che ne so…) ecco che diventa fattibile. Non credi?
Un abbraccio a tutti – meno male che ci siete!
Da: solleviamoci su Settembre 24, 2008
alle 11:23 pm
Ma si tutti e tre esprimete concetti condivisibili.
Almeno siamo quì a discutere pacatamente senza lanciarci insulti su quanto si è del c…. o meno di quel che si può fare della nostra vita reale di oggi e di domani.
Certo che tutto insegna anche un atto violento e perpretato e tutto è possibile nella vita.
Il male non è(per me) nel come ci si ribella e in quanto sangue necessario scorre per farlo ma piuttosto in quanto vogliamo farne scorrere una volta ottenuto il potere.
Lo scopo iniziale di una rivoluzione non è mai sbagliato ,anzi….
Ciò che ne consegue ,che si chiama POTERE e come s’intende mantenere nelle proprie mani è il nocciolo PERICOLOSO della questione.
Parlando di R.F intendevo che ,pur con tutte le imperfezioni ,la democrazia mondiale è venuta a conoscenza per la prima volta di quello che l’uomo dovrebbe essere sentendosi recitare tre parole che dovrebbero mettere tutti a tacere.
Libertà : e chi non la vuole?
Uguaglianza e Fratellanza non sono ciò che sentiamo,abbiamo in noi, già da piccoli quando le catteverie ci sfiorano soltanto e sono solo parole di’odio o di furbizia insegnatoci dai grandi a cambiarci?
Il resto è stato,come per altre rivoluzioni,una revisione sull’allargamento del potere da parte dei………per non perderlo.
In pratica la famosa battuta:cambia la musica ma i suonatori sono sempre quelli.
Ti dirò di più Mat.
Pure la dittatura del proletariato(non la propria ritrovata dignità e la sua uguaglianza che sono diritti inalienabili) è stata un ‘utopia per la semplice ragione che se il proletariato diventa padrone, o si finisce a fare la dittatura SUL proletariato,come è avvenuto, oppure il padrone diventa proletario e il cerchio……. non si chiude mai.
Ma il problema vero oggi è il superamento del capitalismo non come forma di male assoluto per piombare nella disanarchia totale,(l’Anarchia,quella vera, è un ‘altra cosa forse la più per il “padrone”)ma invece come sostituirlo gradatamente con forme che escludono non solo che il mondo sia solo dei furbi ,degli speculatori,dei banditi e delle organizzazioni criminali in termine giuridico ma anche di chi ostenta ricchezza prendendo letteralmente a calci nel culo la miseria.
Tu Mat dici che si può correggere il sistema?Bene,e allora pure io voglio sperarlo anche se trovo assai difficile che ciò possa accadere, specie in un paese come il nostro dove si vuole istruire e insegnare educazione alle generazioni future ,imponendo regole e divieti ,dopo che per primi si è barato: impuniti colpevoli?
Tu credi,ad esempio, che in un paese come il nostro ci si possa sedere intorno ad un tavolo per far capire alla massa che una delle cose che condizionano maggiormente la nostra economia è la spesa energetica parlando loro di energia nucleare e di come i paesi a noi confinanti che la usano liberamente sottoponendo quotidianamente anche noi agli stessi rischi sapendo che il solito noto per 10 centesimi da mettersi in saccoccia lesinerà sempre nello svolgere con alacrità
i controlli di sicurezza,di smaltimento ecc,ecc?
Sempre in tema.
Tu credi che ci sarà mai un governo che riuscirà ad imporre a tariffe agevolate una alta,anzi altissima, percentuale di trasporto su rotaia( di chi sono le F.S?)togliendo il primato al trasporto su gomma delle lobbies delle grandi ditte di autotrasporto che si avvalgono di subappalti e ” padroncini”,oppure continueremo a vedere,nelle strade, stragi dettate dallo stress per la pagnotta?
Potrei continuare su perchè ho votato contro la pena di morte e che cosa intendevo per certezza della pena o mille altre cose ma arriveremmo alle calende greche.
Fossimo in America caro Mat,non avrei dubbi su quanto asserisci in fatto di severità e tutto il resto,conflitti d’interessi che ecc,ecc, ma…da noi le celle non si aprono per fare entrare i colpevoli…almeno non quelli di “qualità”e questo mi sembra ampiamente dimostrabile grazie alla poca volontà di farlo(diciamo così) da parte della passata legislatura.
Il costo per il contribuente era 0 ,così come 0 era il costo per una legge elettorale rappresentativa ,nel pensiero anzichè nella smisurata presenza ,dell’intera rappresentanza democratica.
E allora,perchè non è stato fatto niente e in contrasto ci siamo ritrovati le strade piene non solo di gente colpevole rientrata con merito e diritto nella società ,ma anche di delinquenti accaniti a volte pericolosi assassini o stupratori?
Ricordo che lessi e scrissi di un articolo del CdS che riportava del ruolo in ambito lavorativo che svolgeva il sindaco diessino di Mandello al Lario(LC)prima di diventare tale.
Consulente finanziario di una banca d’affari(cito come riportato).
Sarà rimasto tale?
E quanti casi anche più eclatanti di questo ci sono?
Ciao
Da: Val su Settembre 25, 2008
alle 6:03 am
Manu,se miravi a fare una collana….. allora ascolta il consiglio di Ele.
Pensare ai correttivi di un sistema(che ha lottato anche contro se stesso per il dominio,così come ho già scritto)che si è sempre sostenuto sullo sfruttamento finale di ogni risorsa dall’uomo alla natura stessa ,arrivando a pianificare per bene le guerre e cercando di dar loro un senso nobile e di alto valore mandando al macello in nome di chissà che cosa la plebe, pensando già anticipatamente alla possibile ricostruzione e alla rinconversione industriale che è stata la salvezza del capitalismo.
Oppure,come stanno facendo, occupare strategicamente un paese sottoponendolo ad occupazione da sfruttamento.
Resto dell’opinione.
Così come il PCI avrebbe dovuto imporre da subito a se stesso un nuovo tipo di socialismo a conclusione dello scontro politico vinto con la DC e il PSI, tenendo conto dei mutamenti internazionali dell’epoca ,gli USA avevano il democratico dovere di fare altrettanto.
Anzichè imporre la pace con la forza della ragione democratica estremizzando il tutto fino all’isolamento si è voluto che ancora una volta fosse il cannone a parlare nel Kosovo,in’Irak e in Afghanistan oppure l’indifferenza in altri luoghi fdel mondo(cito Rwanda degli Hutu e Tutsi ecc.ecc)
Altra figura penosa gli accordi di Camp David tra Clinton,Arafat e il “mio” Rabin letteralmente stravolti daun efferato omicidio(guarda caso da un sicario di estrema destra)e poco o per nulla incisivamente portati avanti dai gendarmi del nuovo ordine mondiale.
Quindi se questo è il buongiorno ,cara Manu aspetto con curiosità masenza fretta che i nuovi barbari brucino la nuova Roma.
Se lo merita ,tutto ,tutto…a meno che non cambi.
Ciao:)
Da: Val su Settembre 25, 2008
alle 6:20 am
Ma sì Ele,certo che sì.
Essere capaci e premiati anche nella propria coscienza per questo motivo è più che giusto .
Certamente più edificante che essere in “alto” solo perchè si possiede e basta anche perchè per diventare ricchissimo(a parte sporadici casi di C maiuscolo)se non horubato io ,qualcuno prima dime lo ha certamente fatto.
Trovando i correttivi per disabili o le persone totalmente impedite loro malgrado a svolgere qualsiasi attività in misura tale da non essere sin grado di poter fare alcunchè ,può essere una soluzione.
In fondo,se non erro(correggimi se sbaglio),la “Banca del tempo” qualcosa in questo senso stà facendo.
Ciao.
Da: Val su Settembre 25, 2008
alle 6:36 am
Scusa Manu.
Da: Val su Settembre 25, 2008
alle 6:36 am
Non sono pessimista, ma guardole cose per quel che sono. In merito al capitalismo la mia riflessione è che sia un ottimo sistema (con regole certe). Il perchè è semplice: Il capitalismo ha bisogno di essere sostenuto dai salariati, senza muore. Ecco il perchè oggi le banche centrali iniettano denaro a più non posso. Gli indici di borsa sono più sensibili all’aumento della disoccupazione e all’acquisto di beni di qualsiasi partito delproletariato.
Non credo nelle rivoluzioni per i fatti spiegati da Val e da me sottintesi. Servono a cambiare la classe dominante. L’illuminismo è ormai una cultura e un valore acclarato, e se non vi sono regole certe in questa nostra italietta andrebbe interrogato l’elettorato, che premia l’uno anzichè l’altro.
Mi rifiuto di credere però che la colpa sia del cittadino qualunquista e borghesuccio, la colpa è della sinistra che non ha saputo dare risposte a noi, al paese. Come dice Val i lestofanti di qualità hanno padrini in ogni partito. La vera rivoluzione è votare partiti minori, almeno finchè non diventano classe dominante.
Nessuno si sottrarrebbe alle sue responsabilità (anche di controllo sulla sicurezza di una centrale nucleare) se rischiasse realmente dei forti calci in culo e 20 anni di galera.
Un saluto
Da: matteo su Settembre 25, 2008
alle 9:38 am
Ma, Matteo… chi li vota i partiti piccoli? Gli elettori! E si è visto benissimo – da entrambe le parti – cos’hanno scelto i suddetti alle ultime elezioni. Il PD ha preso un sacco di voti che non gli appartengono per via del “discorso-tenuta”… e poi, alla fine, dare la colpa ad un generico “partito” impersonale per me è come dire assolversi. Ma che ognuno si prendesse le proprie responsabilità, una buona volta! La sinistra ha sbagliato? Bene, questo significa che HO SBAGLIATO ANCH’IO. Perché io della sinistra faccio parte – e non ho bisogno di nascondermi dietro entità maggiori. Con questo non voglio dire che lo stai facendo tu, sia chiaro. Dico solo che il tuo discorso mi ricorda tanto quello che sento quotidianamente al bar o in piazza: “il comune non fa questo, il comune ha sbagliato, il comune fa schifo…” però poi alle assemblee indette da questo fantomatico comune non ci va nessuno. Troppo comodo…
Quanto al capitalismo, a me non piace, regolato o sregolato: sono una teorica del baratto… e se è vero che il capitalismo ha bisogno di essere sostenuto dai salariati, non è vero il contrario. I salariati esistono tranquillamente (anzi, meglio!) anche senza qualcuno che li sfrutti e li consideri solo “carne da cannone intercambiabile”. Le banche si fanno iniezioni di soldi per sopravvivere loro, mica perché pensano a tutte le famiglie che buttano sul lastrico… a quelle ci pensano, quando ci sono, i correttori sociali tipo cassa integrazione. Che pagano i salariati stessi, non il capitalismo! E neppure le banche. Quindi…
Poi dai, fuori dai denti: se va in galera un pesce grosso, credi che abbia lo stesso trattamento che riserverebbero a me? Magari!
Da: solleviamoci su Settembre 25, 2008
alle 11:06 am
Elena, intendiamoci, quando parlo di sinistra parlo solo di classe dominante, quella, per intenderci, che stà nella “stanza dei bottoni”.
Nessuno, di qualunque “fede” è colpevole di decisioni politiche se estranee ai suoi principi. Poi sul baratto, se non è una trovata umoristica e provocatoria, davvero non capisco cosa porteresti dal macellaio o dal verduraio, e comunque dovrebbero essere cose a loro utili. Poi dimmi, tanto per ridere,come pagheresti i servizi e le tasse per il welfare.
L’unico baratto di successo, almeno per ora e da sempre, sembra sia la prostituzione. Noi uomini abbiamo un notevole handicap in merito.
Dici che i salariati non hanno bisogno del capitalismo, allora auspichi uno statalismo perfetto, un’autarchia con precedenti drammatici.
Spiegami le tue ricette.
un saluto
Da: matteo su Settembre 25, 2008
alle 12:35 pm
Scusa Matteo sono in ritardo… ti ho letto solo ora.
Se volessi essere cattiva, potrei cominciare dicendo che in fondo anche la prostituzione – così com’è – è una forma di capitalismo: qualcuno che sfrutta qualcosa di qualcun altro che nemmeno si può opporre, anzi. Diverso sarebbe se una donna (o un trans o chiunque) decidesse in piena autonomia di vendere il SUO corpo. Appunto: suo. Invece il mercato ci dice che un’organizzazione – generalmente di maskietti – fa soldi sulla pelle di qualcun altro. Letteralmente. Come il capitalismo, appunto.
Io no auspico uno statalismo perfetto. Mi piacerebbe che ognuno potesse lavorare ogni giorno per il tempo che vuole – che può anche essere solo il tempo di guadagnarsi una pagnotta, se è il lavoratore che lo decide… certo non tutti abbiamo bisogno di tre cellulari ed un tom-tom e due televisori a testa… questione di proporzioni personali. O di PIL, che è un’altra cosa che aborro…
Quanto al baratto, visto che comunque siamo in Europa e, più genericamente, nel mondo, io al macellaio potrei fornire la traduzione delle normative CEE in cambio di una bistecca…
Non sto scherzando, solo che sono un po’ distratta – sto ascoltando Santoro… e forse è meglio che riprenda in un altro momento. Suerte!
Da: solleviamoci su Settembre 25, 2008
alle 9:41 pm
Ciao Matteo, nell’attesa che Elena smetta di farsi del male guardando Santoro e credo anche Vespa (io non ce l’ho fatta e ad un certo punto ho optato per la Pivetti…) , velocemente vorrei esporti alcuni esempi per dimostrarti che la teoria del baratto non solo è possibile ma aiuta a risparmiare tempo e denaro nella quotidianità. Partendo dal presupposto che ognuno di noi è in grado di offrire le proprie conoscenze sia intellettuali che manuali agli altri e che ognuno di noi ha un proprio bagaglio culturale,il segreto sta proprio nella distribuzione della conoscenza sia pratica che teorica a vantaggio della comunità nella quale si vive e di conseguenza a proprio vantaggio. Oltre all’esempio di Elena posso fartene un altro: io sono capace di restaurare libri non pregiati, ho un’amica commercialista che me li porta io li aggiusto e quando ho bisogno della sua consulenza e del suo lavoro non pago nulla…non è forse una forma di baratto? Se ipoteticamente possedessi un pulmino scolastico e tutte le mattine portassi i bambini a scuola nel paese limitrofo, a pagamento del servizio da me prestato , ci sarebbe chi mi darebbe la gallina del suo pollaio o chi la benzina per il pulmino o chi il pane fatto in casa o i prodotti del suo orto……potrei andare avanti per ore a farti esempi e alla fine ti accorgeresti che il baratto non sarebbe più limitato solo ad una piccola ipotetica comunità ma potrebbe tranquillamente essere esportato anche nei paesi limitrofi ed allargarsi a macchia d’olio.
Del resto, dove vivo io, una volta c’erano le cascine che erano totalmente indipendenti: al loro interno c’erano le stalle, gli orti, i pollai, le porcilaie, i pozzi per l’acqua….(toh! la Pivetti è arrivata da Vespa!), i frutteti…ovviamente le abitazioni, la chiesetta e il cimitero…mancava solo la scuola!
Matteo, io ho avuto la fortuna di conoscere questa realtà e ti assicuro che di denaro non ne girava eppure si viveva!! Certo se la temperatura era eccessiva ci si sventolava con il ventaglio e il freddo lo si combatteva con le stufe e i camini ma non ricordo di aver mai sento nessuno lamentarsi per la bolletta del metano o dell’acqua o della luce!
Ovviamente non possiamo tornare alle “vecchie” abitudini ma possibile che non posa esserci una via di mezzo tra ciò che siamo e quello che eravamo?
Da: manuela su Settembre 25, 2008
alle 11:14 pm
Brava Manuela, hai espresso perfettamente anche il mio pensiero – e con questo mi ritengo esentata dal proseguire nell’elenco!
… in fondo è quello che, con Marco, dicevamo altrove: CERCASI CASCINA DISPERATAMENTE!
Da: solleviamoci su Settembre 25, 2008
alle 11:32 pm
PS: con Santoro non mi sono fatta troppo male… a parte il solito noto… e poi le vignete di Vauro sono IMPERDIBILI!
Da: solleviamoci su Settembre 25, 2008
alle 11:33 pm
Certo che funziona il baratto care mie, ma alle condizioni a cui fa riferimento Manuela: una bella fattoria indipendente o una comunità agricola come quella dei mormoni in america.
Solo così, dunque sarebbe riservato a pochi ed io non sarei capace di farne parte.
Sulla prostituzione esistono due mondi, appunto quello delle sfruttate, ma anche quello delle professioniste, hostess, massaggiatrici e studentesse.
Mi sembra che ci hai fatto un post sulle ambizioni delle ragazze d’oggi.
Comunque nella fattoria ideale non sono accettati i baratti di cui avete accennato, no care mie, dovete zappare, cucire, lavare, cucinare, ecc. ecc..
Saluti
Da: Matteo su Settembre 25, 2008
alle 11:55 pm
Ma poi il mondo cos’è, se non un insieme di microcomunità? Ogni condominio, ogni comune, ogni struttura sociale – persino la famiglia – è un insieme di persone che vivono a contatto e collaborano. Be’ insomma… dovrebbero. Mai sentito parlare di spesa di gruppo? Ecco.
Sul fatto poi che tu non sappia far nulla, permettimi di dubitarne. Se proprio dovessi risultare uomo privo di qualità, te ne trovo subito una: il contraddittorio. Che non è vero che non serve.
Mi ricordo quel post, ma appunto verteva sulle AMBIZIONI e non sulle scelte. Se una di quelle ragazze avesse detto “è la mia scelta di vita”, per quanto non comprensibile per me, avrei pure potuto accettarla, ma lì vendere il proprio corpo era solo il raggiungimento di un fine (la carriera). Poi magari ti conviene specificare che hostess, massaggiatrici e studentesse sono solo nomi di facciata che alcune prostitute si affibbiano… altrimenti potresti trovarti qualche denuncia per calunnia. E cmq dovresti aggiungere le casalinghe… e le interpreti… e le chiromanti… ci siamo capiti, no?
Su una cosa però sei proprio – scusa – un maskio: perché cosa pensi che facciamo adesso, senza stare in una fattoria (magari!!!) Manuela io e quasi tutte le altre donne? Cucire lavare cucinare stirare fare il bucato pulire casa… a parte zappare (ma io che ho il giardino qualche volta lo faccio) che mi cambia? Che lo farei per qualcosa di più di – quando va bene – un semplice grazie o un sorriso.
Questo si chiama sfruttamento del lavoro femminile, lo sai?
Da: solleviamoci su Settembre 26, 2008
alle 6:01 am
Comunque a prescindere che possa piacere o fare schifo il capitalismo oggi e la forma di vita che abbiamo e dobbiamo per forza vivere per campare in tranquillità o meno.
Per il meno servirà poi una lunga discusssione.
E poi pure noi ,in fondo, ci siamo serviti del capitalismo.
Purtroppo per le qualità umane e la deformazione aberrante del guadagno tramutato in massimo profitto e speculazione di parassiti al contrario anche da noi si e riusciti nella fantastica impresa di creare il “SOCIALCAPITALISMO” anzichè il “CAPITALSOCIALISMO”.
Sembra arabo vero?
No, è solo perchè invece di mettere il capitalismo al servizio del socialismo ,i nostri prodi(Romano non c’entra o quanto meno è largamente condiviso e accompagnato nella questione)sono riusciti nella brillante impresa di fare l’esatto opposto.
E’ qui torniamo a molto di quello che manca nelle regole e che giustamente scrive Mat.
Berlinguer ci aveva azzeccato con la questione morale, ma lui e le eccelse menti politiche del paese, compresi Moro altri democristiani,comunisti,repubblicani e socialisti,non contavano nulla….erano altri:cialtroni ,dissoluti quelli che imperavano allora e non solo……. craxiani.
Ciao
Ps: Ele e Mau vi mando una mail per un’interessante iniziativa che mi è giunta riguardo ad un progetto interessante
Da: Val su Settembre 26, 2008
alle 6:04 am
Sognando la cascina ideale ……..
i miei auguri, e se avete bisogno di un “impuro” con carta di credito (senza esagerare
, offro la mia collaborazione in cambio di un pasto biologico.
Ciao
Da: Matteo su Settembre 26, 2008
alle 12:07 pm
Ciao Mat, concordo con Elena….e poi zappare, rastrellare, vangare nell’orto o in giardino ti evitano lo stress della palestra e conciliano il sonno!!
e comunque nessuno di noi sta parlando di abolire la moneta come merce di scambio; è ovvio che se non ci fossero i soldi useremmo ben presto perline o conchiglie!
Non è possibile che tu non sappia fare nulla: ognuno di noi ha qualità innate che spesso non sa nemmeno di avere, basta sviscerarle! E poi puoi sempre copiare dagli altri e quindi imparare…
Quello che contesto è la totale incapacità di vivere senza di esso e senza tutto ciò che rappresenta e che ha portato, gradatamente, all’attuale situazione e bada bene, non intendo riferirmi all’attuale crisi economico-politica, sto parlando di valori umani, di una sociètà formata da individui che siano in grado, in nome della solidarietà e del rispetto di ognuno di saper affrontare con il giusto equilibrio tutte le situazioni che siamo obbligati ad affrontare ogni giorno: certo che il denaro serve, ma sono utili anche 10 piante di pomodori ibridi F1 con i quali preparare 30 kg. di conserva da usare per il sugo in inverno…c’è una bella differenza tra un pomodoro dell’orto con uno acerbo, rachitico al gusto di melone che comperi al supermercato!
Ciao Elena, dove abito io le cascine ci sono ancora…non essendoci la stazione, ed essendo in mezzo alle risaie le persone sono poco propense a trasferirsi qui, anche se purtroppo stanno accorgendosi che esiste anche questo paese e molte cascine e casolari sono stati venduti…ma se ti sbrighi….
Vauro l’ho perso! Elena se ti dovessero arrivare mie vecchie mail, ignorale…
Ciao Val,ho ricevuto la tua mail: sei bellissimo in tenuta estiva! Non ho potuto risponderti perché ho avuto problemi con il programma di posta elettronica…aspetto un’amica che faccia di nuovo funzionare il programma… lei è molto golosa…baratto la sua esperienza con una megagigante confezione di nutella..
Ciao a tutti
manu
Da: manuela su Settembre 27, 2008
alle 3:55 pm
E’stata costruita tutta a tavolino la crisi de finanziaria americana. 50 milioni di cittadini ci perdono e 10 personaggi, i manovratori della fantomatica crisi, si arricchiscono a dismisura. il peso dei mutui sub prime è di qualche miliardesimo dei dollari nel circolo mondiale . una goccia d’ acqua in una piscina olimpionica. Ma i 7 miliardi di umanità, meglio il volgo,la plebe,non capiscono ,e non capiranno mai nulla. Tutto sommato meglio così .Perché il volgo,la plebe,oltre a non capire,bevono la favola della crisi finanziera dovuta ai mutui . Infatti sono il gruppetto di disperati americani che hanno ipotecato la casa a creare la crisi FINANZIARIA MONDIALE ,non sono certo le spese per guerre che durano decine di anni o i manovratori del prezzo del petrolio a creare la crisi mondiale. In ogni caso le banche non hanno in mano milioni di metri quadrati di abitazioni ?? ovvio non valgono nulla con il metro delle banche anzi sono delle passività’.
brava manuela vedo che ragioni e non segui i giornali che disinformano
Da: mason antonio padova su Ottobre 3, 2008
alle 11:46 pm