Inserito da: solleviamoci | Dicembre 17, 2008

L’Europarlamento boccia la settimana lavorativa fino a 65 ore

STRASBURGO (17 dicembre) – Il parlamento di Strasburgo ha respinto la proposta di portare la settimana di lavoro nell’Unione europea fino a 65 ore. La votazione è stata accolta da un applauso degli eurodeputati. L’orario settimanale resta quindi di 48 ore e concede tre anni agli Stati Ue per derogarvi arrivando alle 65 ore settimanali.

Il relatore, lo spagnolo Alejandro Cercas (Pse), è stato abbracciato da molti colleghi subito dopo le votazioni sugli emendamenti. «Questa è un trionfo per tutti i gruppi del parlamento europeo ed è l’occasione per il Consiglio di cogliere questa opportunità per rendere la nostra agenda più vicina a quella dei cittadini europei», ha affermato Cercas subito dopo il voto.

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=38764&sez=HOME_ECONOMIA

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Risposte

  1. Prendi la supposta!!!
    No, no, mai!!

    Allora prendi un siluro!
    No…. trattiamo.

    Scegli la supposta o il siluro?
    Scelgo la supposta (per ora) :-) )

    PS : Li ho fregati, ho evitato il siluro :-)

  2. Prendi la supposta!!!
    No, no, mai!!
    Allora prendi un siluro!
    No…. trattiamo.
    Scegli: la supposta o il siluro?
    Scelgo la supposta (per ora) :-) )

    PS : Li ho fregati, ho evitato il siluro :-)

  3. Dove sta il problema?
    Io non so come sono messi all’estero ma da noi prima bisogna trovare un lavoro, accendere un cero inchiesa per avere un contratto, poi sperare di lavorare a tempo pieno, pregare di non essere lasciati a casa durante e alla fine del contratto, ringraziare la buona sorte se tutte le sere si riesce a tornare a casa vivi…e ci preoccupiamo delle 65 ore in piena recessione globale!!!
    Siamo un grande popolo di umoristi!
    manuela

  4. La crisi econimica, ma anche quella energetica e ambientale, nascono da questo furore universale a produrre beni di consumo. Inutile poi discutere del “glibalismo econimico” che ha livellato e stà livellando il destino dei popoli occidentali a quelli più poveri (anzichè fare il contrario) e da cui gli unici a trarne profitto sono stati gli industriali.
    Comunque 65 ore settimanali significa “blocco occupazionale”, perchè il lavoro di 3 operai sarà fatto da due.
    Rimangiarsi poi le battaglie sui principi su cui è basata la qualità della vita, la dignità della persona e la libertà, quando pochi mesi fà si parlava di 45 ore settimanali, è da “vinti”.
    C’è poco da ridere Manuela.

  5. Sono io che non ci arrivo, o la direzione da imboccare sarebbe esattamente quella opposta?

  6. il problema e che non ci arrivano neanche i “capitalisti veri”. Sono così orbi che non riescono a bedere e a capire che una popolazione povera non potrà mai comprare i loro prodotti, per non parlare dei rischi che corrono i “lor signori” da queste esplosive tensioni sociali.
    L’Homo sapiens non appartiene al ceto degli abbienti.

  7. Comunque skakkina i soldi per le banche li tirano fuori a più non posso. Quando si tratta si salvarsi il culo, politici, lobbysti e industriali scaricano tutto sul debito pubblico, cioè su di noi e i nostri figli.
    In tempi rosei neanche un penny per i giovani.
    Ci resta la magra consolazione di poterli mandare a ..fanculo.

  8. Mah… son troppo vecchia per capire, forse. Ai miei tempi si scandivano slogan come “lavorare meno, lavorare tutti”, ma visti i risultati forse non urlavamo abbastanza. Ma poi: 65 ore spalmate su 5 giorni fanno 13 ore al giorno. Considerato poi che non tutti (anzi, direi proprio che la maggioranza no) lavorano “sotto casa”, se ci aggiungiamo i tempi degli spostamenti (ipotizziamo due ore al giorno, ma è una sottostima) diventano quindici. Mettiamo un’ora per mangiare (così stiamo in linea, ma è ovvio che se dobbiamo pure cucinare i tempi si allungano) e siamo a sedici. E se ci aggiungiamo le classiche otto ore di sonno, se la matematica non è un’opinione, arriviamo a 24. Non voglio dire del tempo “sprecato” che uno potrebbe voler dedicare, chessò, ad uno sport (perché x leggere, se usa i mezzi pubblici, può utilizzare i tempi morti mentre va a l lavoro) o ai rapporti sociali (con la famiglia già ci dormi insieme, e poi ci mangi pure…). Ma il tempo per andare a comprare tutte quelle scemenze che ci fanno produrre, uno dove lo trova? Alla domenica?
    Ah, forse l’inghippo sta nel tornare alla settimana lunga. Be’ certo, lavorando anche al sabato la faccenda si semplifica! Undici ore al giorno, tranne appunto al sabato che saranno solo dieci. Così ti resta il tempo per ringraziare della buona sorte… ma c’è anche il discorso della pausa obbligatoria per chi lavora otto o più ore… per non parlare di quella fastidiosissima teoria della soglia dell’attenzione, che chissà perché tende a calare… ed a provocare incidenti da distrazione. Allora: o il fine è quello di aumentare le morti sul lavoro, e allora ci siamo, oppure mi sfugge la logica. Anche ammesso di tornare alla soluzione salva-tempo di germanica memoria (mi pare si chiamassero lager…), resta il fatto che… ma chi lo vuole un mondo così? Si può discettare sui risultati o sul modo di applicazione del metodo, ma a me sembra che l’idea di far sperimentare ai teorici i risultati delle loro insane pensate non sia poi così peregrina… in tempi cinesi si chiamava “rieducazione” e non è una definizione che mi piace particolarmente, ma santiddio… certa gente evidentemente pensa che il cervello sia quella cosa che si mangia fritta (a chi piace) e che – soprattutto – sia di pertinenza unicamente animale…
    E scusate se questa non è un’analisi approfondita, ma solo le prime considerazioni spontanee di fronte a cotanta ignoranza e superficialità… ci sarebbe da dare un master ad honorem in economia e scienze umanistiche a tutti coloro che hanno votato contro…
    elena

  9. Che tristezza tanta stupidità. Sono comunque curioso di vedere chi saranno gli Stati Europei (cina sei avvisata) che apllicheranno gradualmente le 65 ore settimanali nel prossimo triennio.
    Mi sà che quello che è successo a Genova e stà succedendo in Grecia, al confronto di quello che potrà succedere, saranno considerati banali incidenti.

  10. Molto magra come consolazione, Mat!
    Avevo sperato che questa crisi inducesse una riflessione sullo stile di vita del mondo occidentale, ma è accaduto tutto il contrario. Perseverare è diabolico, e non sono angeli quelli che decidono del nostro destino. Sarebbe stato consolatorio se ci fosse stato un nettissimo calo nei consumi, ma ciò non è quello che vedo quotidianamente. Siamo al più spietato produci-consuma-crepa, e se penso che mentre non riesco a trovare lavoro, si vorrebbe che qualcun altro lavorasse il doppio, quasi quasi mi passa la voglia di trovarlo, e mi viene da piantare la cicoria in terrazzo e vivere francescanamente.
    Forse sono una zozza comunista, ma io lavorerei 30 ore a settimana, pensa tu.
    In uno dei miei film preferiti si dice “Potrebbe andare peggio: potrebbe piovere”. Ecco, mi sembra che non potrebbe proprio andare peggio.

  11. Diventeremo tutti “zozzi comunisti” se le ose non cambieranno in meglio. Il problema poi e che se si sceglie di vivere “francescanamente”, puir essendo di per se una scelta encomiabile, va contro gli interessi dei lavoratori e degli aspiranti lavoratori.

    Secondo me pioverà, non so se pioggia o altro, ma pioverà.


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