Inserito da: solleviamoci | Dicembre 18, 2008

Grecia ancora in fiamme, ferito un altro sedicenne

È successo di nuovo: un ragazzino di 16 anni è stato ferito da colpi d’arma da fuoco sparati dalla polizia in una giornata particolarmente “calda” di manifestazioni e proteste ad Atene. Il fatto è successo mercoledì sera davanti alla sua scuola a Peristeri, periferia ovest di Atene.

In effetti in quel momento non c’era alcun corteo o presidio. Il giovane stava parlando con alcuni compagni di scuola quando è stato raggiunto da un proiettile che lo ha ferito ad un polso. Fortunatamente questa volta la ferita è leggera, il ragazzo non è in gravi condizioni anche se è stato ricoverato in ospedale e dovrà sottoporsi ad una operazione. Ma  questo episodio come era da aspettarsi ha portato nuova benzina nel fuoco delle proteste che stanno infiammando la Grecia da quasi due settimane senza soluzione di continuità dalla morte di Alexis Grigoropoulos, il ragazzino anarchico di 15 anni ucciso il 6 dicembre scorso durante un blitz dei corpi speciali della polizia greca in un quartiere roccaforte della sinistra antagonista di Atene.

La polizia sta nuovamente cercando di dimostrare la sua innocenza. Se per la morte di Alexis la versione ufficiale è che sia stato raggiunto da un proiettile vagante, in questo secondo caso si è detto che in quel momento nessuna pattuglia, nessun agente era segnalato nella stradina pedonale dove si trovava il liceale a pochi metri dalla sua scuola, cioè nel luogo del ferimento. È stato anche detto che l’arma che ha colpito lo studente. Figlio di un sindacalista, era un fucile ad aria compressa e non caricata con pallottole.

È cominciata così la tredicesima giornata
di manifestazioni ad Atene, dove erano già previste due manifestazioni dal centro città, una convocata dal coordinamento dei liceali davanti all’università; l’altra dagli universitari a piazza Omonia. Entrambi i cortei si sono diretti verso il Parlamento greco con l’adesione del sindacato degli insegnanti e della federazione dei lavoratori greci. Ed è proprio in piazza del parlamento che si sono verificatri gli scontri più violenti tra polizia e manifestanti, quando i giovani hanno iniziato a lanciare barattoli di vernice rossa verso i poliziotti in assetto antisommossa e dopo aver disegnato sagome bianche per terra e scritte sui muri.

Mercoledì i manifestanti hanno appeso un enorme striscione sull’Acropoli, sotto il Partenone, su cui campeggia la parola «Resistenza» scritta in cinque lingue: greco, italiano, inglese, francese e tedesco. Lo striscione è stato poi rimosso dalla polizia.

Sempre ad Atene nei giorni scorsi un centinaio di liceali si sono dati appuntamento fuori dal principale tribunale della capitale, tirando sassi, uova e yogurt contro gli agenti in tenuta anti-sommossa a guardia dell’edificio, per chiedere la liberazione dei compagni arrestati negli scontri che hanno imperversato dal 6 dicembre in poi.

Sempre nel dodicesimo giorno di proteste un gruppo di giovani ha occupato la sede del comune a Ioannina, capoluogo dell’Epiro, nel nord-ovest del Paese. Altri hanno fatto irruzione nella della principale radio e diffuso comunicati contro la disinformazione dei media. Anche la sede ella tv statale Net è stata occupata pacificamente da un gruppo di studenti che chiedevano la liberazione dei loro compagni arrestati e invitavano la popolazione ad unirsi alle proteste per la morte del giovane Alexis Grigoriopoulos.

Nella notte tra martedì e mercoledì a Salonicco, seconda città della Grecia,la polizia ha riferito che una banca e un ufficio informazioni sono stati incendiati prima dell’alba, senza tuttavia provocare vittime..In tutta la Grecia sono state occupate circa 600 (100 secondo le autorità) tra scuole e università. Oltre agli studenti e agli anarchici, in piazza sono sfilati nei giorni scorsi i comunisti ad Atene.

E una cinquantina di persone hanno occupato gli uffici della Conferenza Generale dei Lavoratori di Grecia per chiedere che il sindacato convochi uno sciopero generale di 24 ore contro la violenza della polizia e la situazione economica che sta abbattendosi in modo molto forte sulla Grecia. Secondo l’associazione dei commercianti sono andati persi 1,5 miliardi di euro in guadagni nelle città infiammate dalla protesta giovanile. I giornali greci contano in più di 300 le persone arrestate o in stato di fermo per gli scontri con la polizia e i danneggiamenti di negozi, auto e bancomat.

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18 dicembre 2008

fonte: http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=74377


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