Inserito da: solleviamoci | Dicembre 19, 2008

Berlusconi alla Confindustria: «Non diffondere stime negative su crisi»

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ROMA (18 dicembre) – Il premier Silvio Berlusconi sparge ottimismo a piene mani. Agli ambasciatori d’Italia riuniti in conferenza alla Farnesina ripete il leit motiv di questi tempi di crisi: guai a dare corpo alle «self full feeling prophecy», le profezie negative che si autoavverano. Guai quindi a dire che le cose vanno male innescando un circolo vizioso. Berlusconi ce l’ha soprattutto con il Centro studi di Confindustria che vede nero per l’economia proprio ieri ha previsto due anni di recessione e 600mila posti di lavoro in meno: «Io non renderei note queste cose», afferma il giudizio del premier.

«Il sistema bancario – ripete poi come un mantra il presidente del Consiglio, ammettendo però l’aprirsi di qualche crepa - è solido ed ha avuto le garanzie dello Stato. Il sistema delle imprese non dovrebbe soffrire di carenze di liquidità». «Proprio in questi giorni – spiega il Cavaliere – ci giungono notizie negative dalle Prefetture sulla sofferenza delle imprese» che non possono attingere dagli istituti di credito. Il governo ha infatti invitato le aziende a rivolgersi proprio ai prefetti per denunciare eventuali tagli di liquidità da parte delle banche.

Ricapitolando davanti agli ambasciatori le tante cose fatte dall’esecutivo in politica interna ed  internazionale, il premier cita il provvedimento appena adottato a Palazzo Chigi dal Cipe. «Abbiamo varato un primo stanziamento di 16,6 miliardi per le grandi infrastrutture», afferma. E poi rivela di aver raccolto il consenso di Consob ed Fmi su una sua «suggestione»: la proposta di limitare verso l’alto e verso il basso l’andamento delle contrattazioni borsistiche, per ancorare di più il valore della azioni a quello della reale produttività delle imprese.

La conferenza alla Farnesina è infine scena di un siparietto con il sottosegretario Gianni Letta, di solito silente nelle pubbliche occasioni. «Il taglio dei tassi Usa da parte della Fed ha generato un paradosso -osserva il premier -. Con i tassi a zero il capitale non rende niente. Siamo al comunismo!». E Gianni Letta: «Il capitale devi investirlo perché renda…». Il premier ribatte: «Si. Ma non prestandolo, non depositandolo nelle banche. Il capitale soffre di inflazione».

Berlusconi infine rivendica la scelta della social card per sostenere le famiglie più povere. «Ne abbiamo date più di un milione e 300 mila – afferma – ed è stato un grande successo. Sono anonime e quindi non toccano la dignità di nessuno. Infatti le poste sono state invase da un gran numero di persone che ne hanno fatto richiesta».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=38956&sez=HOME_ECONOMIA



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