Inserito da: solleviamoci | Dicembre 23, 2008

“Dobbiamo ricattare il figlio di Di Pietro”: Così volevano ‘tenere sotto’ il ministro

Da una informativa della Direzione investigativa antimafia emerge il tentativo
del provveditore Mario Mautone, ora agli arresti per il caso Global Service

Nelle indagini, i contatti tra il figlio dell’ex pm e il dirigente definiti “ambigui”
Il provveditore si opponeva al trasferimento voluto dal leader dell’Idv

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di DARIO DEL PORTO

"Dobbiamo ricattare il figlio di Di Pietro" Così volevano 'tenere sotto' il ministroIl leader dell’Idv Antonio Di Pietro

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NAPOLI – “Buttala sul ricatto al figlio, è l’unico sistema”. Così, nell’estate del 2007, la moglie dell’ex provveditore alle Opere Pubbliche di Campania e Molise, Mario Mautone, suggeriva al marito la strada da percorrere per evitare il trasferimento dal ruolo di vertice ricoperto Napoli a un incarico al ministero. “Tu non ti devi muovere da Napoli – dice la donna – il potere che tieni qua non lo puoi tenere a Roma”.

Il “figlio” da ricattare è Cristiano Di Pietro, erede dell’allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. “Ma scusa, tu ti sei messo così a disposizione con questo cr… con il figlio. Ma allora non serve a niente?”, prosegue la donna. In quel periodo il leader dell’Italia dei Valori aveva impresso un’accelerazione a un giro di poltrone ai piani alti del dicastero destinato a riguardare anche Mautone sul quale si cominciavano ad addensare le prime nubi poi sfociate nel coinvolgimento del dirigente nell’inchiesta sugli appalti condotta dalla Procura di Napoli. Mautone si trova agli arresti domiciliari da mercoledì scorso, nell’ambito del filone sul Global Service per la manutenzione delle strade di Napoli.

Il dirigente, assistito dall’avvocato Salvatore Maria Lepre, è stato interrogato sabato mattina e ha respinto tutte le accuse. Negli atti depositati a sostegno dell’ordinanza cautelare (che vede tuttora in carcere l’imprenditore Alfredo Romeo e ai domiciliari, fra gli altri, quattro ex assessori della giunta Iervolino) è riportata una lunga informativa della Dia nella quale viene disegnata la rete di rapporti intrecciati da Mautone in ragione del sui ruolo istituzionale ma che, è la tesi degli investigatori, avrebbe proiettato l’ex provveditore “al centro di un sistema di potere molto forte”, trasformandolo nel “volano di una serie di raccomandazioni in tutti i settori pubblici e naturalmente in quello degli appalti”.

L’informativa ripercorre le relazioni tra Mautone e una serie di esponenti politici e istituzionali (tutti non indagati) che si sarebbero rivolti a lui per segnalazioni: sono citati fra gli altri i nomi del parlamentare Gennaro Coronella di An, del senatore Nello Di Nardo, dell’Idv, del consigliere regionale della Campania Pietro Diodato, di An, di monsignor Ugo Dovere, della Curia di Napoli. Un altro capitolo riguarda i contatti con il senatore dipietrista Nello Formisano, che nei giorni scorsi ha spiegato in una nota di aver avuto con Mautone rapporti di esclusiva natura istituzionale. Agli atti è riportata una telefonata nella quale l’ex provveditore si rivolge all’allora questore di Napoli, Oscar Fioriolli, per chiedergli interessarsi in favore del figlio che era stato portato in questura dopo un diverbio fra ragazzi. Anche Formisano e Fioriolli non sono indagati.

E poi c’è il capitolo dei contatti fra l’ex provveditore e Cristiano Di Pietro che secondo la Dia “tendenzialmente potrebbero rientrare nell’ambito dei ruoli istituzionali” ma che avrebbero assunto “nel corso delle indagini un contenuto alquanto ambiguo” con riferimento a presunte richieste di affidamento di incarichi e presunti interessamenti del figlio dell’ex ministro, che non è sotto inchiesta, “in alcuni appalti e alcuni fornitori”. Ma quando Mautone cade in disgrazia presso Di Pietro (la Dia ipotizza a seguito di una fuga di notizie, il leader dell’Italia dei Valori ha più volte ripetuto di aver appreso dalle agenzie di stampa dei problemi giudiziari del dirigente) e viene trasferito, le telefonate intercettate registrano colloqui dai quali gli investigatori evincono la volontà di “ricattare il figlio del ministro”.

Non solo la moglie di Mautone, ma anche un suo amico gli danno qualche consiglio. “Quello che è fondamentale è parlare con il figlio, perché quando un figlio parla con il padre e dice: “papà tu mi devi mettere a questo qua là, voglio vedere il padre cosa dice”. E Mautone risponde: “Ma tu non hai capito, io tengo tutto sistemato in un certo modo che se non resto a Napoli salta tutto. E si frega prima lui con tutti gli impegni che avevo preso”. Nella sintesi riportata agli atti, l’interlocutore di Mautone sottolinea che “è importante tenere il ministro sotto”. In un’altra conversazione, la moglie di Mautone suggerisce al marito di “provare di nuovo con il ragazzo”, che gli investigatori ritengono sia il figlio di Di Pietro. “Ricattalo sul fatto che lui ha bisogno di te su tante cose”, afferma la donna. Il tentativo non andò in porto, Mautone lasciò il Provveditorato. Il resto è cronaca di questi giorni.

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23 dicembre 2008
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Cristiano Di Pietro

Napoli, nelle carte spuntano i nomi di altri politici

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di Francesco Benucci e Laura Viggiano

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«Ho organizzato una cena con Gianfranco. (…) Tu di’… guardi io mi devo vedere con Fini…»: questo il consiglio che il parlamentare del Pdl Italo Bocchino rivolge all’imprenditore Alfredo Romeo nel corso di una telefonata intercettata l’8 maggio 2007 che fa parte dell’enorme mole di atti depositati ieri e che sono alla base dell’inchiesta sull’appalto per il Global service della manutenzione stradale a Napoli che ha portato la scorsa settimana a 13 misure cautelari, alcune delle quali rivolte ad oramai ex assessori della giunta comunale. Romeo mostra di apprezzare: «Ok, ok» e Bocchino precisa: «Fagli capire che il tuo rapporto è solo ed esclusivamente quello…». Bocchino parla con Romeo di incontri fissati o da fissare con l’attuale presidente della Camera Gianfranco Fini. Non si sa se poi gli incontri ci siano stati e quale ne sia stato il tema, di certo Fini non risulta indagato. Appuntamenti che si intrecciano con altri incontri con vari personaggi, tra cui un certo Gennarino Esposito non meglio identificato. Fini è citato in diverse telefonate a partire dal 16 aprile 2007. In un colloquio (24 aprile) Romeo chiede al parlamentare notizie di un incontro al quale aveva fatto partecipare una persona di sua fiducia, la stessa che gli avrebbe riferito che «si avvia una stagione di interlocuzioni molto positiva con l’imprenditoria». Bocchino interviene e fa riferimento a un uomo che doveva ricevere la visita di Aznar(José Maria, l’ex premier spagnolo) che «ha legato bene alcune operazioni quindi diciamo anche con i rapporti esteri futuri insomma c’ha un appoggio solido, …». E Romeo risponde: «Abbiamo fatto una buona figura insomma».

Un intreccio di consulenze e raccomandazioni avanzate anche con toni da ricatto non esclude, almeno stando agli atti depositati, anche il partito di Antonio Di Pietro che la scorsa settimana ha annunciato l’uscita da tutte le giunte campane. Nelle intercettazioni, varie telefonate del figlio del leader dell’Idv, Cristiano Di Pietro, del senatore Nello Formisano e di Aniello Di Nardo, all’epoca dei fatti componente della segreteria del ministro Di Pietro. «Nel corso dell’attività investigativa – è scritto – sono emersi rapporti degni di approfondimento investigativo», fra l’altro, tra l’ex Provveditore alle opere pubbliche di Campania e Molise, Mario Mautone (agli arresti domiciliari) e il figlio dell’ex ministro, consigliere comunale a Campobasso. In particolare, in una telefonata la moglie di Mautone invita il marito a ricordare come lui «si è messo a disposizione di quel cretino di Di Pietro con il figlio». In particolare avrebbe favorito incarichi a professionisti segnalati da Cristiano Di Pietro. E gli interessi di Cristiano Di Pietro in alcuni appalti e su alcuni fornitori. Naturalmente, le richieste vengono immediatamente «esaudite» da Mautone che ne comunica a Cristiano l’esito. In un’altra conversazione la donna si rivolge a Mautone dicendogli: «Tu non ti devi muovere da Napoli. Il potere che tieni qua non lo puoi tenere a Roma». Ancora la moglie invita il marito a «buttarla sul ricatto al figlio di Di Pietro, che è l’unico sistema». Poi l’amico Mauro Caiazza suggerisce a Mautone che è fondamentale parlare con il figlio di Di Pietro e al riguardo Mautone «rappresenta che lui ha tutto sistemato in un certo modo che se non resta a Napoli salta tutto… e si frega prima di lui con tutti gli impegni che aveva preso».

Tra le circa 6mila pagine di atti, anche un presunto errore di persona (tra l’ex assessore capitolino Roberto Morassut e l’esponente del Cresme Roberto Mostacci) e riferimenti ad alcune telefonate intercorse tra Romeo e la presidenza della Regione Campania. Intanto ieri il coordinatore della Dda, Franco Roberti, ha annunciato il ricorso al tribunale del Riesame sulle decisioni del Gip. In pratica, l’intenzione è quella di chiedere per otto degli indagati le misure restrittive in carcere invece che domiciliari.

Sul fronte politico, infine, continua il lavoro del sindaco Rosa Russo Iervolino per ricomporre l’esecutivo sgretolato dall’affaire Romeo. La nuova giunta, nelle intenzioni del sindaco, dovrebbe essere pronta tra Natale e Capodanno. Da ieri, la Iervolino ha incassato l’apertura del parlamentare Francesco Boccia, candidato all’assessorato al Bilancio. E ora spera in quella, più difficile, di Tiziano Treu.

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23 dicembre 2008

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/12/napoli-carte-altri-politici.shtml?uuid=e050f0d8-d0c8-11dd-8ff9-64dd4393e1f3&DocRulesView=Libero


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