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di Davide Desario
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ROMA (26 dicembre) - Probabilmente il consigliere del Pdl in XVIII municipio, Fabio Benedetti, credeva di averla fatta franca: che il suo parcheggio galeotto di sabato scorso in piazza di Spagna esponendo il permesso da disabile di un morto non avrebbe avuto conseguenze. E, invece, ce l’ha avute. Eccome. Subito dopo aver letto i giornali, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ha detto: «Se la notizia pubblicata dal Messaggero è confermata, lo espelleremo immediatamente dal partito e dal gruppo consiliare del Pdl». Poi ha chiesto al comandante della polizia municipale, Angelo Giuliani, una relazione immediata sull’accaduto. E quando la relazione è arrivata, confermando per filo e per segno quanto scritto dal Messaggero, il responsabile della federazione romana di Alleanza Nazionale, Vincenzo Piso, ha sospeso cautelativamente Benedetti dal partito «con proposta di espulsione, che verrà vagliata dai probiviri di An».
L’ESTREMA DIFESA
Alle 16,30 di ieri Fabio Benedetti ha inviato un’email al Messaggero: «Cortese signor Desario, ho letto il suo articolo che riguarda lo scrivente. Ovviamente mi permetterà il diritto di replica che ho inserito nell’allegato di questa mail». Ecco il testo: «Per quanto riguarda la foto a pagina 34 del citato quotidiano pubblicata con contorno sferico, dove viene rappresentato un contrassegno disabili, viene disconosciuta dallo scrivente. Confermo invece che la targa del veicolo in questione è inserita presso l’Atac accesso Ztl con regolare permesso invalidi di una persona in vita». E poi: «Per quanto riguarda la dichiarazione del sindaco Alemanno, non trovo una parola di solidarietà espressa nei confronti dello scrivente, né un contatto per chiedere chiarimenti. Inoltre, l’espulsione dal partito non è stata eseguita per esponenti politici coinvolti in varie cronache molto più gravi, fino alle figure amministrative apicali nominate in vari enti e società». Ma le cose non stanno così.
ALTRE CONFERME
Il consigliere municipale Fabio Benedetti oltre ad avventurarsi con permessi irregolari è anche sfortunato. Sabato, infatti, a fotografare la sua Porsche parcheggiata nell’isola pedonale di piazza di Spagna non c’era solo il fotografo che lavora per il Messaggero. Ma anche altri due fotoreporter. E il numero del permesso lasciato sul cruscotto lo hanno appuntato e fotografato tutti. «Ho subito annotato la targa dell’auto e il numero del contrassegno invalidi – dice Angelo Carconi dell’agenzia Toiati del Messaggero – E poi ho iniziato a fare le fotografie». Angelo Franceschi, dell’agenzia F3 Press, conferma: «C’ero anch’io, sabato, in piazza di Spagna a fotografare quella Porsche e ad aspettare il conducente – ricorda – Ho tutte le fotografie scattate in sequenza, compresa quella con il numero del pass». E le fotografie le ha scattate (vedi sopra) anche il fotoreporter dell’agenzia Jpeg che lavora per il Corriere della Sera.
LE INDAGINI
La storia non finisce qui. Il comandante dei vigili Giuliani ha incaricato il comandante del Primo Gruppo Carlo Buttarelli di andare a fondo sulla vicenda. Benedetti (che è anche presidente del consiglio del XVIII municipio) è stato convocato per i prossimi giorni negli uffici di via Montecatini dove dovrà dare molte spiegazioni. Una su tutte: come ha fatto ad entrare in possesso di quel pass da disabili intestato a Sergio A., deceduto nel 2006?
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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=39641&sez=HOME_ROMA
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«Come fa costui ad avere il tagliando di mio papà morto?»
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ROMA (26 dicembre) – «E come ha fatto quel signore ad avere il permesso disabili di mio padre?». E’ la prima reazione di Valentina A, 32 anni, del quartiere Aurelio. E’ la figlia del signor Sergio A., l’uomo deceduto nel 2006 al quale era intestato il pass invalidi esposto sabato scorso sul cruscotto della Porsche del consigliere (ex) del Pdl del XVIII municipio Fabio Benedetti.
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Valentina A.?
«Sì, sono io»
Lei è la figlia di Sergio A, deceduto circa due anni fa?
«Sì, perché?»
Suo padre era portatore di handicap?
«Sì, aveva un’invalidità al cento per cento»
E aveva un permesso da disabili per la macchina?
«Sì, lo ricordo. Arrivò a casa, fatalità, dopo che papà era già morto. Lui, di fatto, non l’ha mai usato. Ma perchè mi fa tutte queste domande?»
Perché c’è un’auto che è stata sorpresa ad esporre il permesso intestato a suo padre.
«Ah. Fa piacere…»
Secondo lei come è possibile?
«Non lo so. Ricordo quella busta nel salone. Ma in quel periodo abbiamo avuto cose più importanti a cui pensare. Non so che fine abbia fatto. Ricordo che la definimmo una beffa: papà era disabile da tanti anni e il pass arrivò quando lui ormai non c’era più».
Ma lei lo conosce il consigliere del XVIII municipio, Fabio Benedetti?
«No. Non mi dice niente. Non so proprio cosa dirle. Mi sembra incredibile. Adesso vorrei che venisse fatta chiarezza».
D.Des.
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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=13053&sez=HOME_ROMA&npl=&desc_sez=
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